"mutazione"

Se i Rettori vogliono giocare a fare i Piccoli Industriali dovranno farlo per conto proprio

Lo sciopero dei docenti universitari probabilmente passerà alla storia come il più “soft” mai verificatosi. Eppure, qualcuno al MIUR deve essersi convinto che anche solo lo spostamento di un appello di 14 giorni costituisce un affronto intollerabile. L’esecuzione della repressione sembra essere stata affidata alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Il Prof. Manfredi, attribuendo all’associazione privata che presiede il ruolo di rappresentante dei “datori di lavoro” dei docenti universitari, ha “convocato” tutte le rappresentanze. Lo scopo? Regolamentare gli scioperi. Ferraro fa sapere che non intende discutere alcunché con la CRUI e le chiede di annullare la convocazione. In caso contrario si recherà comunque all’incontro, ma solo per discutere con il MIUR. In modo molto più diretto, CoNPAss, Rete29Aprile e CNU rovesciano pece e piume sul capo del povero presidente CRUI, evidenziando le cantonate scritte nella paginetta della convocazione. Infine, la schiera dei tradizionali rappresentanti universitari sottoscrive un lapidario comunicato nel quale ci si dichiara disponibili a partecipare solamente a condizione di parlare di cose serie, ma che se i Rettori vogliono giocare a fare i Piccoli Industriali dovranno farlo per conto proprio. Da tempo, la CRUI costituisce solamente un costosissimo baraccone che non ha mai prodotto alcun risultato utile per il sistema universitario. Forse ora il Ministero si accorgerà che non serve più neanche come “poliziotto buono” in coppia con il “poliziotto cattivo”-ANVUR, e quindi la CRUI potrebbe sparire dalla cartografia istituzionale del sistema universitario italiano.

Cronaca

Lo sciopero del 2017 dei docenti universitari probabilmente passerà alla storia come il più “soft” mai verificatosi, ed è rimarchevole solamente per il fatto di essere la prima forma di agitazione di una categoria anestetizzata da anni di finta meritocrazia, competizione per la sopravvivenza, burocrazia asfissiante, tagli brutali delle risorse, dilagare del precariato. Inaspettatamente però ha prodotto degli effetti sicuramente esilaranti, e potenzialmente anche interessanti. Ricostruiamo i fatti.

Qualcuno al MIUR deve essersi convinto che anche solo lo spostamento di un appello di 14 giorni costituisce un affronto intollerabile contro le illuminate gerarchie che da anni tentano, con un certo successo, di distruggere uno dei sistemi universitari che nei confronti internazionali si è dimostrato tra i più efficaci in termini di ricerca e didattica ed efficiente in termini di risorse utilizzate.
Per questo andava stroncata ogni possibilità di successo e, in caso contrario, punire i responsabili per evitare una possibile ripetizione futura.

L’esecuzione della repressione sembra essere stata affidata alla CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, fin qui docile strumento specializzato nel sopire e troncare ogni accenno di contestazione della distruzione dell’università italiana. Il Presidente della Conferenza ha pensato bene (oppure, non è dato sapere, qualcuno gli ha fatto un tiro Mancino pensando per lui) di stravolgere un documento completamente innocuo quale quello della Commissione di Garanzia sugli scioperi, appellandosi a poche righe che auspicano una generica “definizione di un quadro comune di regole” in un documento che, nella sostanza, certifica la facilità con cui la protesta si è autoregolamentata.

E’ la prima volta nella storia che la CRUI prende l’iniziativa per risolvere un problema, anche se non si direbbe il più impellente visto che il numero di scioperi, negli ultimi 15 anni, si può contare sulle dita di un serpente. Sarebbe stato certamente più apprezzato che la stessa solerzia mostrata per intimidire i potenziali aderenti ad uno sciopero in corso fosse stata mostrata quando i rettori si fecero pubblicamente carico di risolvere il problema degli scatti o di promuovere la “primavera dell’università”, facendo seguire al ghe pensi mi un assordante silenzio.

Forte di questa inesistente pezza di appoggio, il Prof. Manfredi ha interpretato l’associazione privata non riconosciuta che presiede come “datore di lavoro” dei docenti universitari, nozione esilarante per chiunque non tanto abbia alte responsabilità pubbliche, ma anche solo firmato una presa di servizio in un ateneo. I docenti universitari infatti sono dipendenti di un Rettore tanto quanto un giocatore di calcio è un dipendente dal capitano della sua squadra. Finora erano pochi facinorosi a sostenere che la CRUI agisce in contrasto con gli interessi dei docenti. Ora è la CRUI stessa a rivendicarlo, rivestendosi del ruolo di controparte dei propri colleghi i cui problemi, al contrario, dovrebbe rappresentare e risolvere.

Una volta asserita la posizione di “datore di lavoro” il Prof. Manfredi “convoca” tutte le organizzazioni che in qualche modo hanno una rappresentanza di qualche fetta degli scioperanti indicendo per una riunione presso la prestigiosa “Sala Affreschi” nella sede della CRUI. Lo scopo di tale riunione sarebbe stato quello di definire delle regole, ovviamente “condivise”, per regolamentare gli scioperi. L’esca per attrarre potenziali clientes ansiosi di farsi riconoscere come pari dal proprio datore di lavoro è l’ultima riga della missiva, nella quale il Prof. Manfredi comunica di aver “invitato” (non convocato) una rappresentanza del Ministero, unico ente che avrebbe qualche titolo a reclamare la funzione di datore di lavoro di statali non contrattualizzati. L’esca, va detto, è attraente, perché da tempo immemore il Ministero si rifiuta sistematicamente di trattare alcunché con chiunque, almeno pubblicamente, preferendo riservate “vie brevi” che non hanno mai portato alcun risultato visibile. Ma altrettanto evidente è l’amo e la lenza attaccate all’esca, tenute da chi cerca di trasformare la docenza universitaria in una attività controllata e regolamentata dal potere politico privando gli universitari della libertà necessaria a garantire il mandato costituzionale di insegnamento e ricerca.

Il Prof. Ferraro, animatore del Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria che ha formalmente proclamato lo sciopero, comunica immediatamente la sua indisponibilità risolvendo in modo elegante, seppur un po’ bizantino, il dilemma “vado” (concedo un riconoscimento) – “non vado” (rifiuto il confronto). Fa infatti sapere che non intende discutere alcunché con la CRUI e le chiede di annullare la convocazione. Se la CRUI insistesse a tenere la riunione il Prof. Ferraro dichiara che si recherà comunque all’incontro, ma al solo scopo di discutere con il MIUR, non riconoscendo alla CRUI alcun ruolo nella questione della regolamentazione dello sciopero. In modo molto più diretto CoNPAss, Rete29Aprile e CNU rovesciano pece e piume sul capo del povero presidente CRUI, evidenziando le infinite cantonate scritte nella paginetta della convocazione. Infine, l’intera schiera dei tradizionali rappresentanti universitari si ritrova in una rara unanimità nel sottoscrivere un lapidario comunicato nel quale ci si dichiara disponibili a partecipare all’incontro con la CRUI solamente a condizione di parlare di cose serie, ma che se i Rettori vogliono giocare a fare i Piccoli Industriali dovranno farlo per conto proprio.

Nel momento di scrivere questa nota non si conosce ancora la conclusione di questa vicenda. Sarà annullata o confermata la riunione della Sala degli Affreschi? Nel secondo caso, vi sarà una capitolazione della CRUI modificando l’ordine del giorno? Se fosse confermata con l’ordine del giorno invariato, quando Ferraro ignorerà il padrone di casa, come annunciato, per interloquire solo con l’invitato MIUR (sempre che si presenti), che conclusioni potrà trarne il Prof. Manfredi? La CRUI proclamerà di aver raggiunto un accordo trattando con se stessa, o al massimo qualche pesce di paranza in cerca di una ribalta? Restiamo in attesa della conclusione di questa sconclusionata vicenda, ma forse qualche utile risultato si può dare per raggiunto, anche se non sembra proprio essere quello inizialmente sperato.

Da tempo gli universitari italiani si erano accorti che la Conferenza dei Rettori, cui la riforma introdotta con la 240 assegna poteri enormi, costituisce solamente un costosissimo baraccone che non ha mai prodotto alcun risultato utile per il sistema universitario, ma solo lucrosi contratti per la Fondazione correlata, oltre che efficaci trampolini verso dorate carriere post-mandato. Forse ora il Ministero si accorgerà che non serve più neanche come “poliziotto buono” in coppia con il “poliziotto cattivo”-ANVUR, e quindi la CRUI potrebbe sparire dalla cartografia istituzionale del sistema universitario italiano. Il bistrattato Consiglio Universitario Nazionale, organo votato democraticamente per rappresentare i lavoratori degli atenei ma sempre ignorato sulle questioni più rilevanti, potrebbe svolgere la funzione per cui è stato ideato. Questo, almeno, potrebbe essere un risultato utile.

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3 Comments

  1. Pingback: Marco Valente – Se i Rettori vogliono giocare a fare i Piccoli Industriali dovranno farlo per conto proprio | Docenti Preoccupati

  2. Sergio Brasini says:

    E’ pervenuto il parere della Commissione di Garanzia degli scioperi nei servizi pubblici essenziali sulla liceità della convocazione CRUI alle Associazioni e OO.SS. della docenza avocando a sé il ruolo di datore di lavoro del personale docente e ricercatore universitario di ruolo.

    Oggetto: Disciplina dell’esercizio del diritto di sciopero da parte dei docenti universitari
    e dei ricercatori delle Università italiane. Legittimità convocazione CRUI 5 ottobre 2017. Richiesta di parere del 23 settembre 2017.

    Con riferimento a quanto in oggetto, si comunica che la Commissione, nella seduta del 28 settembre 2017, ha deliberato di precisare che non rientra nelle proprie competenze una formale pronuncia su quanto richiesto.
    La legge n. 146 del 1990, e successive modificazioni, infatti, non prevede tra i compiti di questa Autorità quello di individuare i soggetti preposti alla regolamentazione negoziale dello sciopero, né quello di valutare il grado di rappresentatività delle Organizzazioni sindacali e/o delle Associazioni datoriali.
    Ciò premesso, è auspicio di questa Autorità che tutti i soggetti portatori dei diversi interessi coinvolti nel servizio dell’istruzione universitaria (l’autonomia universitaria, i docenti, l’istruzione pubblica) avviino il confronto nei modi e nei tempi ritenuti più opportuni, al fine di individuare lo strumento di regolazione dell’esercizio del diritto di sciopero ritenuto più idoneo a garantire la salvaguardia del diritto all’istruzione, nel suo contenuto essenziale.
    Resta fermo che, fino ad allora, in occasione di future astensioni si potrà fare riferimento
    alle Linee Guida adottate da questa Autorità con delibera del 28 agosto 2017.

    Il testo integrale parere è consultabile al link seguente:

    https://docentipreoccupatisite.wordpress.com/2017/10/08/parere-della-commissione-di-garanzia-su-liceita-convocazione-crui-alle-associazioni-docenti-e-oo-ss-della-docenza/

  3. Sergio Brasini says:

    Carlo Ferraro ha diffuso oggi un messaggio relativamente all’esito della riunione del 5 ottobre convocata dalla CRUI per discutere della regolamentazione dell’esercizio del diritto di sciopero. Per la CRUI erano presenti i Rettori Gaetano Manfredi (Napoli Federico II), Maurizio Ricci (Foggia), Vilberto Stocchi (Urbino). Quali delegati alla gestione dello sciopero promosso dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria erano presenti Carla Cuomo (Bologna), Paolo D’Achille (Roma Tre) e Carlo Ferraro (Politecnico di Torino). Per le altre parti sociali convocate erano presenti rappresentanti dell’AIDU, del CIPUR, del CNRU e dell’USPUR. Era presente infine anche un delegato del MIUR, che però non è mai intervenuto nel corso della riunione. L’incontro è durato due ore. Più di metà del tempo è stato destinato all’oggetto della convocazione.

    Il testo integrale del messaggio di Carlo Ferraro, assieme ai relativi allegati, può essere consultato al link:

    https://docentipreoccupatisite.wordpress.com/2017/10/08/movimento-per-la-dignita-della-docenza-universitaria-esito-dellincontro-con-la-crui-del-5-ottobre-2017/

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