Con l’interrogazione al Ministro del MIUR firmata da 41 senatori torna di attualità la vicenda del Rettore di Roma Tor Vergata, Giuseppe Novelli, rinviato a giudizio per tentata concussione ai danni di Giuliano Grüner e per istigazione alla corruzione ai danni di Pierpaolo Sileri. Chi volesse rinfrescarsi la memoria può fare riferimento ai post che Roars ha dedicato alla vicenda e ai link in essi contenuti:

Come già aveva fatto Rete 29 Aprile all’indomani della pubblicazione sul Fatto Quotidiano dell’audio delle intercettazioni, anche l’associazione Trasparenza e Merito chiede le dimissioni del Rettore Novelli.

Segnaliamo ai lettori il testo dell’interrogazione presentata il 25 luglio 2018 in Senato.

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Atto n. 4-00411

Pubblicato il 25 luglio 2018, nella seduta n. 26

LANNUTTI , ACCOTO , ANGRISANI , AUDDINO , BOTTO , CAMPAGNA , CASTELLONE , CORRADO , CROATTI , DE LUCIA , DESSI’ , DI GIROLAMO , DI NICOLA , DONNO , DRAGO , ENDRIZZI , GALLICCHIOGAUDIANO , GIANNUZZI , GUIDOLIN , LANZI , LUPO , MAIORINO , MARINELLO , MAUTONE , MOLLAME , MONTEVECCHI , MORONESE , MORRA , NOCERINO , PARAGONE , PERILLI , PESCO , PIRRO , PISANI Giuseppe , PUGLIA , RICCIARDI , ROMANO , TAVERNA , TRENTACOSTE , VONO – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

il 2 luglio 2018 avrebbe dovuto celebrarsi l’udienza preliminare che vede imputato il rettore dell’università di Tor Vergata, Giuseppe Novelli, per tentata concussione ai danni di Giuliano Grüner e per istigazione alla corruzione ai danni di Pierpaolo Sileri, i due professori aggregati che presentarono ricorsi al Tribunale amministrativo regionale contro le nomine di professori a loro avviso illegittime; l’udienza è stata rinviata, per la terza volta, al 10 dicembre 2018, a causa di assenza del giudice dell’udienza preliminare;

nel capo di imputazione formulato dal pubblico ministero Mario Palazzi è scritto, tra l’altro, che il rettore avrebbe utilizzato, come strumento di minaccia nei confronti di Grüner, affinché rinunciasse al ricorso (vinto in appello cautelare con la significativa ordinanza del Consiglio di Stato, sezione VI, 1° febbraio 2018, n. 428, e con udienza definitiva fissata per il 19 novembre 2018), l’avvio di un procedimento disciplinare, con il quale gli avrebbe contestato addebiti per presunti illeciti risalenti all’anno 2012;

il rettore avrebbe dichiarato al pubblico ministero, in sede di interrogatorio reso in data 27 luglio 2016: “Tengo a precisare che nel mese di febbraio 2016 l’Avv. Bruno mi parlò della possibilità di valutare il fatto che il Prof. Grüner durante il periodo in cui era nella fase di conferma in ruolo da ricercatore aveva comunque esercitato la libera professione. In tale contesto mandai letteralmente a quel paese l’Avv. Bruno perché non avevo alcuna voglia di parlare ancora della vicenda del Prof. Grüner”;

in base alla legge n. 240 del 2010 (cosiddetta riforma Gelmini), l’unico organo competente ad avviare i procedimenti disciplinari nei confronti dei docenti universitari è il rettore (art. 10, comma 2); in base all’art. 6, comma 2, lett. g), dello statuto dell’università di Tor Vergata, il pro rettore vicario (nella fattispecie, il professor Claudio Franchini, “maestro” di Marco Macchia, la cui nomina è proprio quella impugnata da Grüner) sostituisce il rettore in ogni caso di suo “impedimento”, compreso quello per “conflitto di interessi”;

presso l’università di Tor Vergata, il 4 aprile 2018, quindi in un solo giorno, sarebbe accaduto quanto segue: 1) sarebbe stato modificato il regolamento sui procedimenti disciplinari a carico dei docenti, attraverso l’introduzione di un nuovo comma 16 all’art. 5, secondo cui, in caso di “impedimento” del rettore, anche per “conflitto di interessi”, l’avvio del procedimento disciplinare spetta non più al pro rettore vicario, bensì al “decano” (si tratta di una figura, quest’ultima, non prevista dalla legge, che corrisponde al docente più anziano in ruolo); 2) il direttore generale dell’ateneo, Giuseppe Colpani, avrebbe scritto una nota al rettore, nella quale avrebbe rappresentato che, da un articolo pubblicato su “Il Messaggero”, edizione locale di Civitavecchia, il giorno 19 gennaio 2018, si desumerebbe che Grüner, nell’anno 2012, avrebbe esercitato la professione di avvocato, a favore del Comune di Civitavecchia, quando era necessariamente in regime di impegno universitario a tempo pieno (perché nel primo triennio di conferma), e che sarebbe stato opportuno avviare nei suoi confronti un procedimento disciplinare; 3) il rettore Novelli avrebbe risposto al direttore generale che, in base alla nuova norma regolamentare (quella introdotta lo stesso 4 aprile), e trovandosi lui in conflitto di interessi, la competenza doveva essere del decano; 4) il decano, professor Mauro Nacinovich (che insegna geometria), avrebbe avviato il procedimento disciplinare a carico di Grüner, delegando il professor Enrico Gabrielli (che insegna diritto civile);

considerato che, a quanto risulta:

quello avviato nei confronti di Grüner sarebbe lo stesso identico procedimento disciplinare a cui si è riferito il rettore in sede di interrogatorio davanti al pubblico ministero, e che è riportato nel capo di imputazione;

la riforma Gelmini afferma perentoriamente che, in materia di procedimenti disciplinari riguardanti i docenti universitari, la contestazione degli addebiti deve avvenire, a pena di decadenza del procedimento stesso, entro 30 giorni dal momento della conoscenza dei fatti;

come esposto, il rettore, lo ha affermato egli stesso al pubblico ministero, era già venuto a conoscenza dei presunti illeciti disciplinari ascrivibili a Grüner nel mese di febbraio 2016, su specifica “informativa” dell’avvocato Bruno, e in un momento in cui non si trovava in alcuna ipotesi di conflitto di interessi con Grüner stesso, giacché quest’ultimo avrebbe depositato in Procura la denuncia soltanto il 7 aprile 2016;

il procedimento disciplinare nei confronti di Grüner, dunque, avrebbe dovuto necessariamente avviarsi entro 30 giorni a partire dal mese di febbraio 2016, ma ciò non è stato fatto, nonostante l’ateneo sapesse bene di essere decaduto, iuris et de iure, dal potere di avviare nei confronti di Grüner quel procedimento disciplinare. Grüner avrebbe presentato all’ateneo delle controdeduzioni scritte, nelle quali, tra l’altro, afferma quanto segue: “il sottoscritto non può oggettivamente escludere – anzi: ogni elemento sembrerebbe deporre in tal senso – che l’intera vicenda altro non integri se non un goffo e malriuscito tentativo di ‘rimettere’ in termini, vale a dire nel termine perentorio di trenta giorni dalla ‘conoscenza dei fatti’, in realtà avvenuta, da parte del Rettore, nel mese di febbraio del 2016, un ‘nuovo’ ed ‘immacolato’ soggetto, cioè il Decano (…), diverso dal Rettore (evidentemente impedito per conflitto di interessi), per avviare comunque, e a tutti i costi, nei confronti del sottoscritto, quello stesso procedimento disciplinare che, nel capo di imputazione formulato dal p.m. a carico del Rettore, quest’ultimo ha utilizzato come strumento di minaccia ai danni del sottoscritto medesimo affinché ritirasse il ricorso (prima paragiurisdizionale, e poi) giurisdizionale, diretto all’annullamento della chiamata come professore associato di Marco Macchia, allievo diretto del Pro Rettore Vicario”;

lo stesso Grüner avrebbe aggiunto che “Il sottoscritto non può fare a meno di rilevare come la nota inviata dal Direttore generale dell’Ateneo al Rettore in data 4 aprile 2018, e con essa l’atto di contestazione degli addebiti, risultino affetti da una oggettiva ed evidente falsità ideologica”, in quanto dall’articolo pubblicato su “Il Messaggero” non si può oggettivamente evincere in alcun modo che egli avrebbe esercitato la professione di avvocato a favore del Comune di Civitavecchia nell’anno 2012; dall’articolo, al massimo, si può desumere che Grüner avrebbe esercitato la professione di avvocato nei riguardi del Comune di Civitavecchia nel mese di giugno 2014, ma lo stesso Grüner si sarebbe collocato in regime di impegno a tempo definito, potendo liberamente esercitare la professione di avvocato, a far data dal 21 novembre 2012;

Grüner sarebbe stato ascoltato dal delegato del decano, professor Enrico Gabrielli, in data 23 aprile 2018, e lo stesso professor Gabrielli, appena 3 giorni dopo, avrebbe archiviato il procedimento disciplinare a carico di Grüner, motivando tale archiviazione con una sorta di “insufficienza di prove”; Grüner ha, poi, denunciato il tutto all’autorità giudiziaria;

considerato altresì che:

in data 19 aprile 2018, Grüner e Sileri avrebbero inoltrato una istanza di accesso ai documenti amministrativi all’università, chiedendo di prendere visione e di estrarre copia di tutti gli atti concernenti il procedimento disciplinare che l’ateneo avrebbe dovuto attivare nei confronti del rettore, in quanto imputato di tentata concussione ai danni di Grüner e di istigazione alla corruzione ai danni di Sileri; la Procura ha trasmesso la richiesta di rinvio a giudizio al direttore generale dell’ateneo;

il direttore generale ha risposto a Grüner e a Sileri che non risultano atti al riguardo. In sintesi: è stato avviato nei confronti di Grüner, fuori tempo massimo di 2 anni, quello stesso procedimento disciplinare che, in base all’atto di imputazione del pubblico ministero, quest’ultimo ha contestato al rettore come strumento di minaccia, affinché Grüner ritirasse il ricorso contro la nomina di Marco Macchia, l’allievo diretto del pro rettore vicario, professor Claudio Franchini; nei confronti del rettore, invece, ancorché imputato di tentata concussione ai danni di Grüner e di istigazione alla corruzione ai danni di Sileri, non è mai stato avviato alcun procedimento disciplinare;

nella vicenda avrebbe giocato un ruolo centrale il pro rettore vicario, Claudio Franchini; ancorché ad avviso degli interroganti in patente conflitto di interessi, in quanto avrebbe reso a sommarie informazioni testimoniali dichiarazioni a carico di Grüner nel procedimento che vede imputato il rettore Novelli, e che Grüner ritiene non corrispondenti al vero, è stato il primo a chiedere al Comune di Civitavecchia la documentazione che, secondo lui, sulla base del predetto articolo de “Il Messaggero”, avrebbe incastrato Grüner sul piano disciplinare, ma che, poi, contrariamente ai suoi desiderata, ha determinato l’archiviazione del procedimento disciplinare a carico dello stesso Grüner;

considerato inoltre che qualora si configurino casi come quello descritto, ai sensi dell’art. 2 del decreto legislativo luogotenenziale 7 settembre 1944, n. 264, “il Ministro può, per gravi motivi, sentito il Consiglio dei Ministri, revocare il rettore o direttore, invitando il Corpo accademico a provvedere ad una nuova elezione. Nel frattempo il professore più anziano del Corpo accademico assume le funzioni di rettore o direttore”;

considerato infine che:

si apprende da notizie di stampa che da alcuni mesi si sono costituite le associazioni “Osservatorio indipendente” e “Trasparenza e merito” che dal basso contestano il clientelismo nel sistema di reclutamento. Le associazioni hanno registrato immediatamente un record di adesioni a conferma delle numerose denunce che riguardano per più aspetti la “malauniversità”;

in particolare, l’associazione “Trasparenza e merito” (L’università che vogliamo) “ha registrato 1.087 sostenitori e segnalato 27 nuovi casi che si aggiungono ai dieci già denunciati. Gli ultimi chiamano in causa l’università Statale e la Bicocca di Milano, Cagliari, Messina. Da questo alveo sono uscite storie universitarie che stanno facendo letteratura oltreché giurisprudenza. Il processo al rettore dell’università di Tor Vergata, Giuseppe Novelli, per esempio, avviato sulle intercettazioni fatte dall’avvocato Giuliano Gruner e dal chirurgo Pierpaolo Sileri. O la mancata assegnazione di un posto da ricercatore a Giambattista Scirè da parte dell’Università di Catania. Scirè, ora, è il portavoce di “Trasparenza e merito” e dice: “Le segnalazioni preventive rimbalzano sui muri di gomma dei rettorati italiani. L’unico modo per ottenere giustizia e provare a cambiare l’abito culturale dei nostri atenei è quello di far emergere pubblicamente i singoli casi e rivolgersi alle magistrature”, come si legge su “la Repubblica” del 17 luglio 2018,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se non ritenga che i fatti narrati gettino discredito su tutto il mondo accademico;

se, nell’ambito delle proprie attribuzioni, non ritenga di adottare le opportune iniziative, anche di carattere normativo, al fine di dare un forte segnale di discontinuità rispetto alle vicende descritte, scongiurando il ripetersi di situazioni che si profilano di grave danno per tutto il sistema universitario e ripristinando serenità nell’ambiente accademico;

quali iniziative intenda assumere al fine di assicurare la piena regolarità dei concorsi e riportare nelle università italiane la meritocrazia, evitando rischi di paralisi del sistema e restituendo fiducia nella necessaria attività di valutazione.

 

 

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