A pochi giorni dall’insediamento del governo Meloni, Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli condivide privatamente con i presidenti di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna un documento destinato ad accelerare il progetto di regionalizzazione, in cui l’istruzione resta una materia fondamentale.  Si tratta della bozza del disegno di “legge di attuazione” dell’autonomia differenziata. Non c’è traccia della documentazione sui siti istituzionali. Solo la stampa e le tv locali ne danno ampie anticipazioni. Pubblichiamo allora il testo della bozza per cittadini non veneti, non emiliani, né romagnoli o lombardi. Si conferma la sostanziale continuità del metodo Calderoli con  quello dei ministri che lo hanno preceduto: una trattativa privata tra governo e regioni richiedenti. In questo caso tutti felicemente leghisti. O quasi.

 


 

A pochi giorni dall’insediamento del governo Meloni, Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli condivide privatamente con i presidenti di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna un documento destinato ad accelerare il progetto di autonomia differenziata.

Si tratta della bozza di una “legge di attuazione” dell’autonomia differenziata regionale, che dovrebbe costituire una legge di cornice, come le precedenti Boccia/Gelmini, entro cui definire il trasferimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.

Si parte alla grande, con il piede giusto”, afferma il presidente Zaia, “ricordiamo a quelli che non leggono le carte che questa Autonomia chi la vuole ce l’ha, chi non la vuole non ce l’ha (..) si chiama differenziata proprio per questo motivo. È l’occasione per portare efficienza nei territori“.

Pur volendo leggere le carte, però, non c’è traccia della bozza sui siti istituzionali. Ne danno conto  la stampa locale, il tgR locale, non i canali nazionali, con ampie anticipazioni.

Ciò conferma la sostanziale continuità del metodo Calderoli con  quello dei ministri che lo hanno preceduto: una trattativa privata tra governo e regioni richiedenti. In questo caso tutti felicemente leghisti. O quasi.

Per cittadini non veneti,  non emiliano-romagnoli né lombardi, pubblichiamo la bozza della “legge di attuazione” dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione, di cui segnaliamo i due aspetto più eclatanti.

1) Il Parlamento imbavagliato

Riguardo al procedimento di approvazione delle intese regionali, la bozza Calderoli non fa alcun cenno alla possibilità da parte del Parlamento di entrare nel merito, relegandolo al solo ruolo di ratifica, senza possibilità di emendamenti.

L’autonomia differenziata resterebbe quindi un affare privato tra regioni e governo.

2) Resta il criterio della spesa storica

Dal punto di vista finanziario (art.3), resta il criterio della spesa storica, salvo alcune materie, per cui si fa riferimento alla definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), da attuare entro tempi stabiliti.

Per un commento più approfondito, rimandiamo all’articolo del professor Massimo Villone, qui.

Calderoli Tucciarelli 2022-11-03-17-25-36

 

 

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