tumblr_static_tumblr_static_b4z0jvwcw1kwsgs44kck4sgws_640La troviamo nominata per la prima volta nella legge 1/2009, art. 3bis

Anagrafe nazionale dei professori ordinari e associati e dei ricercatori

A decorrere dall’anno 2009, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono individuati modalità e criteri per la costituzione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, presso il Ministero, di una Anagrafe nazionale nominativa dei professori ordinari e associati e dei ricercatori, contenente per ciascun soggetto l’elenco delle pubblicazioni scientifiche prodotte. L’Anagrafe e’ aggiornata con periodicità annuale.

Quale forma (e quale grado di pubblicità) questa Anagrafe dovesse avere non lo sappiamo, se lo chiede anche ANVUR che in una delle sue prime delibere (per la precisione la 5/2011) definisce finalità, contenuti e responsabilità per quanto riguarda la sua alimentazione e allega uno schema di metadati descrittivi dei suoi contenuti.

Anche il CUN si chiede quali pubblicazioni debbano essere inserite nella anagrafe della ricerca nazionale e per questo avvia una consultazione pubblica sulla definizione dei criteri di scientificità delle pubblicazioni riportandone poi accurata analisi nell’ottobre del 2013 qui.

Anche dal Ministero (sebbene dopo anni) qualcuno batte un colpo. Il 20 gennaio 2014, nel corso di una giornata organizzata da ANVUR presso il CNR dal titolo Nuovi percorsi per la valutazione nelle aree umanistiche e sociali, Marco Mancini annuncia l’avvio praticamente imminente di ANPRePS.

Poi più nulla.

Gli atenei, dopo la VQR 2004-2010 e la ASN, condividono le preoccupazioni di Anvur per la qualità dei dati utilizzati per distribuire fondi e pagelle, e investono denaro e competenze per unificare i loro sistemi di gestione dei dati (e in molti casi anche le modalità di trattamento) passando in blocco a un sistema di gestione dei dati unitario. Il sistema, fornito da Cineca, si chiama IRIS.

Ricordo, perché spesso anche dai commentatori di queste pagine il tema sembra non essere tenuto in considerazione, che Cineca è un consorzio di atenei, dove gli atenei (attraverso i loro rappresentanti in CdA e nella consulta) decidono le strategie e le linee di indirizzo per il consorzio.

In questa ottica, cioè quella di poter meglio qualificare i dati presenti negli archivi della ricerca locali e nell’ottica dell’interoperabilità e dello scambio dei dati anche a livello nazionale e internazionale il consorzio degli atenei decide di adottare ORCID integrandolo in IRIS. Chissà mai che a questo punto con tutti gli identificativi delle persone e delle pubblicazioni a disposizione, con l’implementazione degli standard internazionali rispetto ai metadati, sia definitivamente spianata la strada per la anagrafe nazionale (pubblica).

Infatti i dati sono già pubblici per tutti gli atenei, ora è solo necessario trovare il modo di raccoglierli per le funzionalità della anagrafe e di esporli (deduplicati) come già si fa in altre nazioni, ad esempio qui   e qui ma anche qui.

La adozione di ORCID e di un unico sistema di gestione dei dati della ricerca a livello nazionale diventa una best practice a livello europeo. Siamo pronti per fare il passo verso l’anagrafe nazionale.

Fermi tutti!

Non avevamo capito niente.

Il PNR 2015-2020 infatti sorprende tutti.

Chi ha la pazienza di leggerlo fino in fondo, proprio a pagina 92 trova questa indicazione:

Banca dati della Ricerca

Il PNR intende promuovere l’implementazione dell’Anagrafe Nazionale delle Ricerche (prevista dall’art. 3-bis della Legge 1/2009) prevedendo l’accessibilità alle informazioni che saranno pubblicate sulla stessa, in conformità con i principi dell’open data esplicitati a livello nazionale. L’Anagrafe sarà alimentata inizialmente dalla banca dati di gestione del PON-Ricerca e disporrà di un team tecnico responsabile del processo di gestione e apertura dei dati.

Qualcuno (ad esempio ANVUR, CUN e tutti gli atenei italiani) deve aver letto male la legge, oppure non deve averla capita.

La legge 1/2009 non parlava di ANPRePS ma della ANR (Anagrafe Nazionale delle Ricerche), che, partendo da una non meglio identificata (dal punto di vista della coerenza coi sistemi avanzati degli atenei e con gli standard internazionali) banca dati di gestione del PON ricerca “disporrà di un team tecnico responsabile del processo di apertura dei dati”.

Allora alcune domande sorgono spontanee:

E’ possibile che la stessa legge dia origine a interpretazioni così diverse?

Cosa dice in realtà l’articolo 3bis della legge 1/2009?

La ANR (Anagrafe Nazionale delle Ricerche) che è un di cui delle ricerche svolte dalle istituzioni italiane perché riguarda solo le ricerche finanziate, sarà collegata ad ANPRePS? Oppure ANPRePS ce la siamo sognata (gli atenei, il CUN, l’ANVUR)? E  se ci sarà un collegamento lo si farà seguendo gli standard internazionali così faticosamente raggiunti e recepiti dagli atenei o si creerà l’ennesimo gruppo di lavoro (pardon, team tecnico) che ricomincia tutto da capo?

Un po’ come era stato per la banca dati delle tesi di dottorato (prevista non tenendo conto di quanto già avviene nella maggior parte degli atenei italiani e poi mai realizzata), si ha l’impressione che chi scrive questi documenti  si dimentichi sempre di prendere atto dello stato dell’arte, che nel caso specifico è uno stato dell’arte avanzato, preferendo ogni volta ripartire da capo, per giunta stravolgendo le finalità.

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5 Commenti

  1. Si tratta di una vicenda paradossale. L’Anagrafe Nazionale delle Ricerche esiste da circa 35 anni, in quanto istituita dall’Art. 63, comma 3 del D.P.R. 11 luglio 1980 n. 382 , emanato in attuazione dell’art. 9 della L. 21 febbraio 1980 n. 28, al fine di “evitare ogni superflua duplicazione e sovrapposizione di strutture e finanziamenti pubblici in materia di ricerca”, Sono OBBLIGATI ALL’ISCRIZIONE tutti i soggetti, pubblici e privati, che vogliono accedere ai finanziamenti pubblici in materia di ricerca.
    L’indirizzo del sito e’ http://www.anagrafenazionalericerche.it

    La legge 1/2009 NON HA NIENTE A CHE VEDERE con l’ANR, ma indica la necessita’ di costituire l’ANPRePS.
    La mancata costituzione dell’ANPRePS e’ uno dei piu’ gravi ostacoli frapposti alla realizzazione di una SERIA valutazione della ricerca in Italia.
    A fronte di reiterate richieste del CUN e dell’ANVUR, nessuno ha mai saputo spiegare PERCHE’ in piu’ di sette anni non si e’ potuto non dico realizzare l’ANPRePS, ma almeno emanare il Decreto, previsto dalla Legge 1/2009, che e’ condizione preliminare perl la sua realizzazione.

  2. La risposta del perché sta, credo, nell’obbligo di non assumere “nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. Come si può fare una cosa così complessa senza spendere un centesimo? Si può fare solo caricando su chi c’è il nuovo compito, senza pagare straordinari ma solo concedendo delle premialità, facendo accumulare lavoro burocratico su lavoro burocratico, e predisponendo così il caos nella testa delle persone e nei fatti, Cineca aiutando. Del resto tutta la costituzione delle varie anagrafi della ricerca che si sono succedute rasenta le barzellette sui manicomi ed è stato uno degli strumenti di allenamento alla burocrazia ‘non capisco ma mi adeguo’ che ha portato dritto dritto alla vqr.
    Si dirà: ma tu perché non hai fatto niente quando te ne sei resa conto? In tanti ce ne siamo resi conto, ma era come parlare al vento, a queste osservazioni o commenti nessuno (di potente, piccolo medio alto) dava retta; si era e si è disfattisti e basta, contrari ai cambiamenti ecc. Anche perché tutto era ed è sempre sperimentale, migliorabile, sulla nostra pelle, e così passiamo la vita in allegria. Perché oltre tutto siamo anche immortali.

  3. La maggior parte del lavoro è già stata fatta dagli atenei. La parte a carico del MIUR e’ piccola in confronto allo sforzo fatto dal sistema. Questo ultimo passo però va fatto prendendo atto dei risultati già raggiunti (schema di metadati comune, interoperabilità, identificativi persistenti, protocolli). Non si deve inventare nulla. C’È già tutto

  4. un altro delirio statistico-tassonomico per mascherare una variante di controllo sociale ad hoc: ma c’è qualcuno che si ricorda ancora della didattica e della ricerca (non oso dire della loro alleanza!) svolte realmente e non solo oggetto di chiacchiere ministeriali?

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