Ricco di aneddoti ed esempi, il libro mostra come le applicazioni matematiche regolino la nostra vita in maniera spesso occulta e, talvolta, con effetti perversi, per esempio contribuendo a innescare la crisi economica del 2008 o consentendo di violare la nostra privacy come nel caso di Cambridge Analitica. I più recenti algoritmi dei motori di ricerca, dei social network, dei siti di e-commerce sono ormai in grado di adattarsi alle nostre preferenze, selezionando per noi i post degli amici più in sintonia con i nostri interessi o una pubblicità di impermeabili dopo che su Amazon abbiamo cercato un ombrello. Dietro questo inquietante comportamento, che simula l’intelligenza umana di un commesso esperto, ci sono delle formule matematiche. Il modello matematico sulla base del quale lavorano questi algoritmi è però costruito da esseri umani e perciò ingloba le preferenze del programmatore: un essere umano, una soggettività. Ma non siamo ancora alle armi di distruzione matematica. Esse appaiono quando modelli matematici e algoritmi sono applicati a ben altri ambiti. Un esempio calzante è quello dei ranking delle scuole o delle università. …

 

Segnaliamo la recensione del libro “Armi di distruzione matematica” che Rosario Paone ha pubblicato su laletteraturaenoi.

Armi di distruzione matematica:
come il mito dell’oggettività dei numeri rischia di rovinarci la vita

Rosario Paone

La matematica è il più potente strumento di cui l’uomo disponga. Per quanti non sono matematici di professione essa è un ricordo scolastico o un utile strumento per i calcoli della vita quotidiana. Ma l’idea più corrente su di essa è che “non è un’opinione”. Per distruggere quest’ultima convinzione è utile la lettura di Cathy O’Neill Armi di distruzione matematica (Bompiani, 2018).

L’autrice è una matematica, con dottorato ad Harvard e postdottorato al Mit, che ha insegnato al Barnard College di New York, prima di passare a lavorare nel settore finanziario privato come analista quantitativa per l’hedge fund D.E. Shaw e poi come Data Scientist per diverse start-up dell’e-commerce. Insomma la O’Neill con la matematica ha lavorato a lungo e ha raccolto le sue esperienze in un blog molto frequentato, www.mathbabe.org. Il libro è una denuncia dell’uso di questo sapere per costruire quelle che l’autrice chiama “armi di distruzione di massa”.

Un linguaggio costruttivo e dalle potenzialità infinite

Ricco di aneddoti ed esempi, il libro mostra come le applicazioni matematiche regolino la nostra vita in maniera spesso occulta e, talvolta, con effetti perversi, per esempio contribuendo a innescare la crisi economica del 2008 o consentendo di violare la nostra privacy come nel caso di Cambridge Analitica. Ma quello di Cathy O’Neill non è un libro di denuncia. L’idea di fondo è che la matematica sia un linguaggio e, come tale, ci permetta di “narrare” e “descrivere” mondi: un linguaggio incredibilmente espressivo, chiaro e preciso.

Fin dall’antichità e soprattutto a partire dal Libro della Natura scritto in linguaggio matematico di Galilei, la matematica è stata uno strumento straordinario per la capacità di descrivere i fenomeni naturali modellizzandoli, ovvero operando una esplicita selezione dei loro aspetti rilevanti, come fa ogni altro linguaggio; la matematica quindi non riproduce l’oggettività del mondo , né ha con esso una corrispondenza reale, come molti pensano sulla base di idee sulla scienza piuttosto ingenue. Ma il tratto formidabile del linguaggio matematico è che una modellizzazione corretta garantisce un carattere predittivo di fenomeni futuri, e questo carattere di efficacia molto “concreta” rappresenta ancora oggi un mistero della conoscenza.

Dopo Galilei, la storia della matematica ha conosciuto altri due snodi fondamentali. Innanzitutto l’idea di Leibniz che la matematica potesse essere applicata ad ogni fenomeno e non solo a quelli naturali, con la conseguenza che qualsiasi controversia avrebbe potuto essere risolta semplicemente calcolando (da cui il suo motto: “Calculemus!”): è da questa intuizione che nascerà il moderno computer. Tuttavia un freno all’applicazione della matematica ai fenomeni sociali è dato dal fenomeno dell’“esplosione combinatoria”. Il fenomeno è ben descritto da questo aneddoto: si narra che l’inventore degli scacchi presentò la sua invenzione al sovrano, al quale piacque a tal punto da voler ricompensare l’inventore con “qualsiasi cosa desiderasse”. L’inventore chiese un chicco di grano nella prima casella della scacchiera, due nella seconda, quattro nella terza e così via. Fatti i calcoli, si scoprì che non sarebbe bastato l’intero raccolto del regno e così il sovrano mise a morte l’inventore per non doversi rimangiare la promessa. In parole semplici questo aneddoto vuol dire che l’introduzione di ogni nuova variabile aumenta le possibili combinazioni in maniera esponenziale, superando così le possibilità di calcolo umano. Questa esplosione di infinite possibilità può essere limitata da “trucchi” come la statistica e la probabilità o da strumenti come i calcolatori elettronici e i loro algoritmi, che hanno reso possibile governare un numero di variabili che per l’uomo sarebbero ingestibili.

I più recenti algoritmi dei motori di ricerca, dei social network, dei siti di e-commerce sono ormai in grado di adattarsi alle nostre preferenze, selezionando per noi i post degli amici più in sintonia con i nostri interessi o una pubblicità di impermeabili dopo che su Amazon abbiamo cercato un ombrello. E il punto è che dietro questo inquietante comportamento, che simula l’intelligenza umana di un commesso esperto, ci sono delle formule matematiche. Ma l’autrice, che proprio per delle aziende di e-commerce ha lavorato, spiega che questi algoritmi non hanno nulla di automatico, perché il modello matematico sulla base del quale lavorano è costruito da esseri umani e perciò ingloba le preferenze del programmatore: un essere umano, una soggettività.

Scuole e università in classifica

Ma non siamo ancora alle armi di distruzione matematica. Esse appaiono quando modelli matematici e algoritmi sono applicati a ben altri ambiti. Un esempio calzante è quello dei ranking delle scuole o delle università.

Ogni famiglia, dovendo scegliere la scuola o l’università per i propri figli, s’informa su quale faccia al caso suo: un tempo avrebbe chiesto ad amici informati, magari docenti, o si sarebbe affidata alla “voce” popolare. Ma poi si è pensato: perché non usare la matematica per rendere la ricerca più rapida e meno aleatoria? Così ha pensato il giornale americano “U.S. News”, che ha cominciato a pubblicare una graduatoria delle migliori università. Per farlo, naturalmente, ha identificato degli indici di qualità, ne ha stabilito il peso e ha attribuito una valutazione a ciascun ateneo: come abbiamo detto, un processo nient’affatto oggettivo.

….

continua la lettura su laletteraturaenoi

Send to Kindle