Leggiamo su un recente articolo su Nature  che

Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) nel 2011, più di 600.000 studenti risultavano iscritti in un ateneo meridionale, su un totale nazionale di 1,7 milioni di studenti nelle 68 università pubbliche e 31 private del Paese. Dieci anni dopo, il totale è salito a quasi 2 milioni, grazie all’aumento degli iscritti negli atenei settentrionali e in quelli online, dove sono quintuplicati arrivando oltre i 200.000 studenti. Ma la quota nelle università pubbliche meridionali è scesa di 100.000 unità, con grandi atenei come Palermo, Bari e Napoli che hanno perso tra i 9.000 e i 15.000 studenti ciascuno. Questa disparità si aggiunge ad altre forme di divario tra nord e sud Italia, e tra il Paese nel suo complesso e gli altri Paesi industrializzati. L’Italia spende circa l’1% del PIL per l’istruzione terziaria, meno della maggior parte dei Paesi OCSE (la cui media è dell’1,45%), e ha un tasso molto basso di giovani laureati (29%) rispetto alla maggior parte dei Paesi OCSE (47%). Tra le cause del calo degli iscritti ci sono un declino demografico più pronunciato nel Sud, un minor numero di persone che proseguono gli studi dopo la scuola superiore e una maggiore fuga di cervelli verso il Nord. Il futuro del sistema universitario al Sud è descritto anche da un rapporto di SVIMEZ, un’associazione privata che studia l’economia del Mezzogiorno. In assenza di politiche attive di intervento, entro il 2041 potrebbe verificarsi un ulteriore calo del 27% degli iscritti al Sud, secondo SVIMEZ. L’impatto sarà maggiore per le università medio-piccole delle regioni periferiche, dove il calo demografico colpirà più duramente, mentre le università del centro-nord saranno colpite meno e in una fase successiva.”

Secondo Daniele Livon, direttore dell’ANVUR

O riusciamo a compensare lo spopolamento, o per alcune università diventerà difficile restare aperte.

Ci chiediamo dove fosse Daniele Livon, attuale direttore dell’ANVUR, negli ultimi 15 anni. Ecco la risposta, stando al suo cv pubblicato qui:

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

1 commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.