La settimana ROARS:

9 – 15 febbraio 2015.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

  • «Annunciaziò! Annunciaziò!»: no, non è il famoso sketch di Massimo Troisi e Lello Arena, ma un’altra “annunciaziò”, il cui arcangelo Gabriele è il Sole 24 Ore che fornisce diverse anticipazioni – in parte contraddittorie – sulla nuova ASN, imbeccato da una “gola profonda” del MIUR (Annunciaziò, annunciaziò: la nuova ASN secondo il Sole 24 Ore).
  • Dopo aver scritto che la SUA RD “NON è un esercizio di valutazione”, l’ANVUR prova a spiegarci “Funzioni e utilità della SUA RD, ma – ahimè – i dubbi e le domande, piuttosto che risolversi, si moltiplicano (Funzioni e utilità della SUA RD (I)). Diversi dubbi aleggiano anche nelle riunioni dei presidenti di molte società scientifiche di discipline umanistiche in ordine alle possibili indicazioni da fornire all’apposito “Gruppo di ricerca” Anvur per la predisposizione delle prossime schede per la VQR (Le discipline umanistiche: il “legno storto della valutatività”). C’è anche chi si interroga sui paradossi temporali della classifiche ANVUR delle riviste, degni della migliore fantascienza di Philip Dick (Paradossi in Fascia A, ovvero: quer pasticciaccio brutto della terza mediana). Sempre in tema di valutazione, segnaliamo il quarto capitolo del “Semplifica Università” curato dal CUN, dedicato al Dottorato di Ricerca, in cui si formulano proposte concrete e dettagliate per rendere più efficaci e meno farraginose le procedure di accreditamento (Il CUN sul riordino della normativa circa il dottorato di ricerca).
  • Non è bello parlare di soldi, però la storia degli scatti stipendiali dei professori universitari, ricostruita meticolosamente da Nicola Casagli, si distingue per la sua straordinaria assurdità (Gli scatti e la risposta). Lo speciale trattamento punitivo riservato alla sola categoria degli universitari ha una sua logica spiegazione nella convinzione che studiare sia superfluo se non addirittura nocivo. Perchè sprecare risorse per la formazione universitaria, se nel paese ci sono migliaia di posti di pizzaiolo che nessuno vuole. Ma è proprio così? (Pizza time! Il lavoro c’è e nessuno lo vuole … o no?) Come reagire? Di sicuro non farebbe male prendere a modello quegli scienziati che dopo l’ultima guerra si adoperarono per mettere in moto progetti di ricerca nuovi e promettenti (La ricerca scientifica e la fuga dei servitori dello Stato).
  • Pubblichiamo, infine, una lettera indirizzata al Ministro e alle autorità a proposito delle criticità dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (Le vere emergenze dell’AFAM).

 

 

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