cinecaVenerdì 15 luglio 2016 il Resto del Carlino riportava a pagina 21 un servizio sulla rivolta dei dipendenti al Cineca. L’articolo annunciava che a partire dalle 9 del mattino i dipendenti avrebbero manifestato davanti alla sede di Casalecchio (BO) contro i gravi provvedimenti (fra cui addirittura un licenziamento) adottati nei confronti di alcuni lavoratori accusati solamente di aver diffuso e commentato la lettera di dimissioni di un’altra dipendente.

In tale lettera (pervenuta indirettamente anche a questa redazione) si fa riferimento al deterioramento del clima aziendale, alla mancanza di comunicazione e trasparenza, alla delegittimazione e disfacimento dell’organizzazione, a provvedimenti autoritari e disincentivazione del personale, allo spregio di competenze e capacità che sta portando all’esodo di una grande quantità di validi dipendenti, il tutto coronato dalla scelta di un direttore con problemi giudiziari dei quali abbiamo già riferito, in un post che conteneva otto domande a Cineca e al Consiglio Consortile, alle quali non abbiamo peraltro mai ricevuto risposta [https://www.roars.it/fumata-bianca-al-cineca-una-storia-italiana/].

Il fatto che il giorno successivo un altro articolo del RdC abbia annunciato il ritiro del provvedimento di licenziamento, trasformato in una sospensione di tre giorni dopo un confronto con i sindacati, non cambia la sostanza delle preoccupazioni. Cosa sta succedendo al Cineca? E’ possibile che un organismo pubblico finanziato con il denaro dei contribuenti possa agire indisturbato, senza trasparenza, generando episodi come quello appena accaduto, che dimostra un atteggiamento intollerabile di censura? Perché i vertici di Cineca non vogliono che vengano diffuse informazioni e sanzionano i dipendenti che esprimono le proprie opinioni? Quali e quante sono le persone che hanno lasciato il consorzio da quando è iniziata l’epurazione dei vertici? Che ruolo ricoprivano e che profilo avevano? Quale politica del personale è stata adottata per salvaguardare le professionalità elevate? Quali danni subiranno gli atenei a causa di una politica del personale che porta come conseguenza rilevanti perdite fra coloro che dovrebbero occuparsi di innovazione, di tecnologie avanzate e di servizi informatici complessi ed essenziali per gli atenei consorziati?

Da un curriculum pubblicato su Internet, la dirigente attualmente incaricata della gestione delle risorse umane, reclutata e poi recentemente confermata senza selezione e senza concorso, risulta aver operato prevalentemente in aziende che non godono di buona salute. E’ questa la fine che attende il consorzio? Il Consiglio Consortile ne è consapevole? I rettori che lo compongono sono partecipi di queste scelte? C’è una strategia di sostituzione del consorzio oppure si sta solamente agendo per distruggere? La presunta moralizzazione in atto (peraltro non si capisce rispetto a cosa e operata dagli stessi consiglieri e dirigenti che affiancavano e approvavano la precedente vituperata gestione) non sarà una caccia alle streghe sbandierata per nascondere qualcosa?

Queste domande si aggiungono a quelle del precedente post citato. La situazione pare in via di netto peggioramento e avere risposta a questi quesiti sarebbe il minimo dovuto ai cittadini che pagano le tasse anche per mantenere questo ente, che è di tutti e dovrebbe agire alla luce del sole per il bene dei consorziati.

Print Friendly, PDF & Email

9 Commenti

  1. “E’ possibile che un organismo pubblico finanziato con il denaro dei contribuenti possa agire indisturbato, senza trasparenza, generando episodi come quello appena accaduto, che dimostra un atteggiamento intollerabile di censura?”

    Direi proprio di sì, ormai è la regola. Viviamo male, sotto minaccia costante di chiusura, subendo decisioni che piovono dall’alto, costretti a svendere il nostro lavoro al peggior offerente.

  2. Mi sento di dire qualcosa sull’argomento in quanto so qualcosa per via diretta e non per mezzo stampa o peggio internet.

    Il CINECA è un consorzio di università che in maniera lungimirante decisero di creare una struttura di servizio per gli atenei, in modo da non dover ricorrere al mercato per la realizzazione di software.

    Effettivamente il personale è di alto livello e preparato, tant’è che oltre a gestire la rete GARR è anche uno dei primari centri di supercalcolo scientifico a livello europeo.

    Svolge quindi attività di servizio per gli atenei. Anni fa costitui un altra società esterna, e di questo mi sfugge il motivo, per sopperire alle necessità nuove amministrative. Forse perché la società nuova doveva essere più snella e gestibile rispetto al Cineca stesso, che comunque pur essendo a capitale pubblico , NON è un ente pubblico (un po’ come l’ITT) in modo da essere appunto più rapido nella gestione . I licenziamenti fanno capo a questa società esterna. Allora, negli enti privati, quindi dove i dipendenti sono contrattualizzati con contratti di diritto privato, è ammesso , purtroppo anche il licenziamento, se il lavoro cala. Questo è un dato di fatto. Il fatto della censura o sospensione andrebbe esaminato nel merito dei contenuti delle mail che non conosciamo. Di fatto è un ente privato , come l’ITT. Allora il punto è un altro: queste strutture esterne, autonome ma finanziate con soldi pubblici, con ampia libertà di manovra, sono economiche o dobbiamo invece tornare a statalizzare, e quindi sottoporre anche ai relativi obblighi, anche le società esterne agli atenei ? Quante fondazioni esterne esistono nelle università che sono fuori controllo e forse anche centri di spesa importanti che sottraggono risorse destinabili altrove ?

  3. Ho lasciato il CINECA 39 anni fa, perché, per me, era un ambiente di lavoro “culturalmente meno aperto” di quello della [allora nota come] Data Handling Division del CERN.

    Penso che l’attuale protesta, contro la politica di gestione del personale, dovrebbe accompagnarsi a una qualificazione del danno arrecato, in termini culturali, agli Atenei consorziati e all’evoluzione culturale di tutti gli utenti della rete.

    Coglierei l’occasione offerta dal fatto che, oggi, di “cultura aperta” si può parlare in vista di “un evento”, come Matera capitale della cultura nel 2019 [riferimenti nel seguito].

    La nascita del CINECA fu fortemente voluta da gruppi dell’INFN, che dovevano monitorare “eventi” prodotti per arrivare a conoscere, con l’aiuto del computer, le particelle subatomiche.

    La cultura per una nuova cittadinanza https://www.che-fare.com/open-cultura/, che Matera 2019 si propone di contribuire a indirizzare, richiederà il monitoraggio di “eventi”, da produrre per arrivare a dotarsi, con l’aiuto della rete, di un adeguato “sistema”, analogo al sistema operativo in uso al CERN e al CINECA a fine anni Sessanta [SCOPE – Supervisory COntrol of Program Execution] ma destinato a “gestire relazioni” [quindi SCORE – Supervisory COntrol of Relationship Effectiveness].

    [quote]
    “Un evento è la rivelazione di una parte del mondo che non esisteva precedentemente, se non in forma di un vincolo negativo. ………. poiché si tratta della rimozione di un vincolo, all’istante per tutti coloro che subivano quel vincolo senza riconoscerlo emergono chiaramente possibilità inedite di pensiero e azione”. – Alain Badiou; da https://www.che-fare.com/per-essere-felici-occorre-cambiare-il-mondo/
    [unquote]

    Saprebbero dirmi gli attuali dipendenti del CINECA perché, nel 1994, un articolo intitolato “From Interfaces for Application Portability [IAP] to Open System Environment profiles [OSE]”, qui visibile in una ristampa per gli autori, risultò incomprensibile per un mio ex collega, mai più sentito dal 1977, e per un professore dell’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione [AIPA]?

    Se la domanda suscitasse curiosità proporrei di approfondirla facendo evolvere questo tentativo di “trasposizione nel sociale” dello schema dell’OSI RM [Open System Interconnection Reference Model]

  4. Caro Bertuzzi, l’idea è buona. Molti stanno però già lavorando da tempo ad estrarre relazioni/opinioni da internet per poi fare dichiarazioni atte a guadagnare consenso, in primis la classe politica, si tratta di analisi già in essere da anni di monitoraggio ma anche di influenZa. Il bello di internet è che tutto rimane è estraibile è quantizzabilè. Che c’entra però con il CINECA?

    • Caro Cicchella, grazie.
      Per me non si tratta di un’idea ma di un prototipo di applicazione da far girare in rete.
      Il CINECA c’entra, come minimo, per contribuire a motivarne la necessità [dell’idea/applicazione in questione], con riferimento alle falle culturali che avrebbe potuto contribuire a tamponare in due momenti strategici, quando siamo entrati nell’era dell’informatica di consumo e quando ci siamo fatti sbattere fuori dalla possibilità di una rete OSI.
      Proverò a dirne di più ma non so ancora come, quando e dove.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.