Segnaliamo il contributo in 5 parti di Andrea Mariuzzo apparso nel suo Blog, intorno ai problemi dell’Università italiana nel contesto internazionale.

Si legge nella prima parte:

ogni tentativo di “introduzione di titoli comparabili”, di “sistema di crediti basato sul carico di lavoro” e di “approccio condiviso all’assicurazione della qualità” ha finito per trasformarsi in una deriva dirigista, in cui l’assoluta necessità di istituire regole comuni per tutti porta a quantificare ogni elemento della valutazione in modo assoluto e univoco, dando spazio a un unico criterio e di fatto impedendo, attraverso l’imposizione di parametri unificati, di raggiungere il grande obiettivo per cui lo Spazio europeo dell’Istruzione superiore avrebbe dovuto fondarsi “sulla libertà accademica, l’autonomia istituzionale e la partecipazione di docenti e studenti al [suo] governo”.

Leggi il resto qui.

4 Commenti

  1. E’ sempre possibile trovare opinioni di segno critico al Processo di Bologna in tutti i Paesi, quindi anche farne una “antologia” non è così complicato.
    Il difficile rimane confrontarsi con quelle (opinioni) che, in questi anni, hanno largamente sostenuto la riforma, magari – eventualmente – denunciando le carenze di chi doveva applicarla (e qui possiamo metterci dentro anche dei Ministeri, beninteso).

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