Può un Ministro decidere di sfruttare l’ennesima occasione istituzionale per fare propaganda politica sul tema dell’immigrazione?

Può un Ministro dare dimostrazione, nel fare propaganda politica, di non conoscere i dati del fenomeno di cui sta parlando? Chi commette i femminicidi in Italia? Gli stranieri o gli italiani? In quale misura?

La risposta a queste domande, ovviamente è si. Certo che può. E’ accaduto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, durante la presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin alla Camera dei deputati. Il Ministro ha detto:

 “La visione ideologica è quella che vorrebbe risolvere la questione femminile lottando contro il patriarcato. Il patriarcato come fenomeno giuridico è finito con la riforma del diritto di famiglia del 1975 che ha sostituito alla famiglia fondata sulla gerarchia la famiglia fondata sull’eguaglianza.”

E poi:

“Occorre non far finta di non vedere che l’incremento dei fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza in qualche modo discendenti da una immigrazione illegale”

Eppure una rapida occhiata al testo dell’audizione dell’Istat alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul femminicidio avrebbe consentito di notare che:

Sotto il profilo della nazionalità il
93,9% delle donne italiane è ucciso da italiani

Ma per avere smentita delle parole del Ministro si può vedere anche questa relazione del Ministero della Giustizia, o i dati dell’Osservatorio nazionale di Non Una di Meno.

Ma il Ministro dell’Istruzione e del Merito oltre a resistere alla tentazione di trasformare ogni tribuna istituzionale in un’opportunità di legittimazione ideologica, non dovrebbe mostrare di conoscere un pochino i dati di cui sta parlando?

 

 

 

2 Commenti

  1. Secondo il testo dell’audizione dell’Istat sopra menzionato, in Italia una vittima di femminicidio su quattro è uccisa da uno straniero.

    Il testo e la tabella “Nazionalità autore” a pagina 3 chiariscono che il 26% degli autori di femminicidi in Italia sono “stranieri presenti nel nostro paese”. La vostra obiezione che il 94% delle donne italiane sono uccise da italiani è irrilevante, in quanto l’audizione, come da titolo, riguarda il “femminicidio in Italia”, quindi il numero di “donne uccise da uomini, perché sono donne”, e non il femminicidio di sole italiane. Almeno su ROARS cerchiamo di attenerci ai dati.

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