Riceviamo a volentieri pubblichiamo 

COMUNICATO STAMPA

Il coordinamento nazionale del personale degli Enti Pubblici di Ricerca, EPR4Palestine, aderisce allo sciopero generale del 3 ottobre a seguito dell’attacco illegale delle forze militari israeliane contro la Global Sumud Flotilla, e chiede al governo italiano di cessare ogni forma di complicità con le pratiche di occupazione, apartheid e genocidio israeliane, incluse quelle che coinvolgono il mondo della ricerca. Ad oggi, circa 4500 dipendenti degli EPR hanno chiesto ai rispettivi vertici la sospensione di ogni rapporto con istituzioni, enti e aziende israeliane.

In una dichiarazione diffusa oggi, la Consulta dei Presidenti degli EPR ha riconosciuto la presenza di elementi di genocidio e il carattere vincolante del rispetto dei diritti umani. A questa consapevolezza non segue però una presa di responsabilità all’altezza della realtà dei fatti. Mentre auspica che la scienza sia “spazio di cooperazione, di dialogo e di confronto pacifico”, la Consulta dimentica che essa è asservita a crimini di guerra (si vedano i rapporti della Relatrice speciale ONU Francesca Albanese). Il quadro giuridico e le norme UE, che impongono l’interruzione di relazioni con soggetti responsabili di violazione dei diritti umani e del diritto internazionale, rendono imperativo cessare qualunque collaborazione con chi è responsabile di tali crimini.

EPR4Palestine attende ancora una risposta ufficiale dagli organi di tutti gli EPR sulle richieste già avanzate di: 1) Rescissione immediata di tutte le collaborazioni con enti, università e aziende israeliani. 2) Blocco dell’attivazione di nuove collaborazioni con tali soggetti. 3.Ricognizione trasparente e pubblica delle collaborazioni in essere. 4) Potenziamento di misure di accoglienza per studiose/i e studentesse/i palestinesi, gravemente colpiti dal conflitto in corso.

L’assenza di una risposta adeguata rappresenta una colpa grave e inaccettabile: di fronte al genocidio in atto, silenzio e inazione equivalgono a complicità.