Tra poco il sistema della ricerca italiano si confronterà per la terza volta con il sistema di valutazione dell’ANVUR. La scala di valutazione tipicamente varia in funzione dei bandi, ma c’è una costante, o almeno c’era finora: per avere il massimo nella scala della valutazione il tuo progetto doveva esser giudicato “eccellente”. L’ANVUR ha deciso che questa volta il massimo della scala di valutazione corrisponde ad “ECCEZIONALE”. I nuovi dipartimenti di Eccellenza verranno chiamati i dipartimenti eccezionali? O forse l’innovazione terminologixa si rifà all’eccellente tradizione cinematografica italiana citando l’ineccepibile “Eccezzziunale veramente” ?
Tra poco il sistema della ricerca italiano si confronterà per la terza volta con il sistema di valutazione dell’ANVUR. Il sistema della ricerca è costantemente sottoposto alla valutazione tra pari: ogni volta che sottomettiamo un articolo o un progetto di ricerca i nostri colleghi giudicano e valutano il nostro lavoro e, in base a queste valutazioni, i nostri risultati vengono o meno pubblicati e i nostri progetti vengono o meno finanziati.
La scala di valutazione tipicamente varia in funzione dei bandi (da 0 a 5 per molti progetti europei, ma anche da 0 a 10 o da 0 a 30 in altri casi) ma c’è una costante, o almeno c’era finora: per avere il massimo nella scala della valutazione il tuo progetto doveva esser giudicato “eccellente”.
D’altro canto questa scelta è abbastanza ovvia considerando che la definizione di “eccellente” è secondo la Treccani: “Superiore agli altri o alle altre cose dello stesso genere, per merito, qualità, bontà”. Sotto l’eccellenza si trovano in genere giudizi come “ottimo”, “molto buono” e giù giù fino a insufficiente o scarso. La conversione tra questi giudizi e la valutazione numerica può variare e molti enti finanziatori mettono soglie di sbarramento al finanziamento che spesso sono alte (in una scala da 0 a 10 tipicamente la soglia può essere intorno a 8, mai meno di 7, mai più di 9), ma superare la soglia non basta quasi mai. Ad esempio, per accedere al finanziamento il sistema di valutazione dei PRIN ha richiesto spesso, nei bandi antecedenti al PNRR, valutazioni superiore a 99 su 100 e quindi non veniva finanziato nulla che non fosse eccellente.
Forse è proprio a causa dell’eccessiva bravura dei ricercatori italiani che il bando ANVUR ha deciso di innovare il modo in cui assegna i valori alla sua scala che va da 0 a 1 e ha deciso che non basta essere eccellenti per avere il massimo (e quindi 1): con l’eccellenza si arriva solo a 0,8. Sotto l’eccellenza non c’è “ottimo” o “molto buono”, come in tutti gli altri bandi, ma c’è lo “standard” (valore 0.5).
È lusinghiero che l’ANVUR pensa che lo “standard” per il sistema della ricerca in Italia sia quello che altrove sarebbe giudicato “ottimo”, ma a questo punto vengono spontanee diverse domande, alcune serie, altre meno. Cominciamo con quelle serie.
La prima: come si deve essere giudicati secondo l’ANVUR per avere il massimo?
A questa domanda è facile rispondere leggendo il bando: L’ANVUR ha deciso che 1 viene assegnato ai prodotti giudicati “ECCEZIONALI”. Leggendolo mi è venuto il dubbio che non ricordassi bene il significato della parola eccezionale e quindi ho consultato diversi dizionari, e sono tutti concordi con la definizione che ricordavo. Ad esempio secondo la Treccani la definizione di Eccezionale è: Che costituisce un’eccezione, quindi straordinario, singolare, insolito.
Stante la definizione mi aspetterei che per un prodotto davvero eccezionale i GEV potessero derogare dal valore massimo di 1 e assegnare un valore fino a 1.5 (o altro numero a piacere maggiore di uno) giustificando tale valore dall’eccezionalità del contributo. Invece l’ANVUR ha deciso di far rientrare l’eccezionale all’interno della scala di valori 0-1, sminuendone di fatto l’eccezionalità.
Solo io vedo l’assurdità e la pericolosità di voler far diventare normale qualcosa che dovrebbe essere eccezionale?
Mi sorgono tante altre domande a cui non so dare risposta e che non mi sembra trovino risposta nel bando: Come definiamo un prodotto eccezionale e su quale base? (Sui soli prodotti del periodo 2020-2024? Rispetto alla produzione italiana, europea o mondiale?)
C’è qualche limite massimo sul numero di lavori che possono essere giudicati “eccezionali” da un GEV? Immagino di si perché se un GEV decidesse che un terzo o anche solo un decimo dei prodotti presentati sono eccezionali vorrebbe dire che quei prodotti non sono davvero eccezionali, almeno non secondo la definizione che ne dà la lingua italiana.
Da dove nasce l’esigenza di snaturare la normale scala dei valori adottata da sostanzialmente chiunque abbia fatto delle valutazioni e adottare questa scala di valori “eccezionale”?
Sicuramente è stato eccezionale lo sforzo di immaginazione degli estensori del bando ed altrettanto eccezionale mi sembra il silenzio che ha accompagnato questa scelta. A me sembra una deriva pericolosa che apre a nuovi scenari che mi fanno sorgere altre domande che all’apparenza (ma solo all’apparenza) potrebbero sembrare meno serie:
I nuovi dipartimenti di Eccellenza verranno chiamati i dipartimenti eccezionali?
O avremo i dipartimenti eccezionali E i dipartimenti di eccellenza?
E cosa si inventeranno la prossima volta e perchè?
Introdurranno il livello “straordinario” o “strepitoso”?
O magari opteranno per “fantasmagorico” ?
Io voto per “Fantasmagorico” che a mio avviso è superiore a tutto tranne che a “supercalifragilistichespiralidoso”…
Sempre che non scelgano di rifarsi all’eccezionale tradizione cinematografica italiana e adottare un incontestabile e ineccepibile “Eccezzziunale veramente”.

