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Le Iene: «Vogliamo dire scopiazzature?». La nomina del consigliere ANVUR finisce in prima serata

«E per complimentarci con Paolo Miccoli, il professore che copiando si è guadagnato una poltrona da 178.000 Euro ci diamo appuntamento con lui»: a parlare senza mezzi termini è la nota trasmissione televisiva delle Iene, che il 23 febbraio dedica un servizio all’ANVUR. A tener banco è la controversa nomina di un consigliere dell’agenzia, il quale «pur di non ammettere di aver copiato, si inventa una bella scusa» ma, «una volta capito che il suo testo lo conosciamo molto bene e che la scusa non regge, il nostro prof comincia ad avere una gran fretta». L’intervista si tramuta ben presto in un inseguimento per le strade di Roma e, se il giornalista delle Iene sottolinea: «Lei prende 178.000 Euro e si presenta con un tema su cui si basa la selezione che ha copiato», Miccoli, senza scomporsi, replica «Io qui guadagno meno di quello che guadagnavo all’università». La domanda è: perché devono essere le Iene a denunciare l’insostenibile farsa della “valutazione all’italiana”, mentre i nostri rettori sono impegnati in ogni tipo di pratica per convincere i colleghi a farsi valutare da questi personaggi?

Miccoli_Iene

Il 23 febbraio, la nota trasmissione televisiva “le Iene” manda in onda un servizio di Gaetano Pecoraro dal titolo eloquente

Quando ai vertici del Ministero si arriva copiando

Il servizio inizia con un riassunto del servizio mandato in onda una settimana prima che riguardava il caso del Prof. Tomasello di Messina. Si inizia con un’intervista alla ricercatrice Roberta D’Alessandro, vincitrice di un grant ERC, assurta agli onori della cronaca per aver intimato al Ministro Giannini di non vantare come successi della ricerca italiana i riconoscimenti ottenuti da italiani che lavorano, anche da anni, in centri di ricerca stranieri. Il servizio prosegue con una ricapitolazione del caso Tomasello

il docente messinese accusato dal suo collega di facoltà Giuseppe Fontanelli, carte alla mano, di aver copiato frasi su frasi dai libri di Giuseppe Amoroso, lo studioso che fu maestro di entrambi. Un plagio confermato dallo stesso professor Amoroso: «Il saccheggio operato ai miei danni è di dimensioni surreali» (G.A. Stella, Sette 12.02.2016)

Pecoraro osserva che, nel mondo universitario, molti sono indignati, ma altri hanno avuto il coraggio prendere la difesa di Tomasello:

Prof. Antonino Pennisi: Le commissioni che hanno esaminato i lavori del professore Tomasello sono professori che sono stati nominati con i criteri più rigidi. Quindi la commissione che ha esaminato il professore Tomasello è inoppugnabile.

Pecoraro si aggancia a queste ultime parole per proporre il pezzo forte del servizio.

Pecoraro dallo studio: Ma c’è una cosa ancora più inoppugnabile. Abbiamo scoperto che un dirigente dell’organo che dovrebbe controllare proprio questo tipo di concorso, anche lui, ha copiato. E a denunciare questa situazione è stata l’Associazione Roars.

Giuseppe De Nicolao (Roars): Abbbiamo scoperto che nella recente nomina dei commissari ANVUR c’era qualcosa di curioso nei loro temi […]

De Nicolao parla delle recenti e controverse nomine al direttivo ANVUR, oggetto delle analisi di Roars, successivamente riprese da alcuni organi di stampa ( Manifesto, il Fatto Quotidiano e il Secolo XIX, ) e, infine, anche da Gian Antonio Stella (Gian Antonio Stella: «Miccoli pizzicato sul copia-incolla» eppure nominato all’ANVUR). Ma non è finita: deve ancora arrivare il faccia a faccia con il neoconsigliere ANVUR Paolo Miccoli.

Pecoraro dallo studio: E per complimentarci con Paolo Miccoli, il professore che copiando si è guadagnato una poltrona da 178.000 Euro ci diamo appuntamento con lui.

[Per strada]

P: Professor Miccoli!

Miccoli: Ah buongiorno ..

P: Gaetano Pecoraro, le Iene, Italia 1. Professore, lei fa parte dell’ANVUR

M: Sì.

P: Questo potentissimo ente …

M: Ma non è vero …

P: …che controlla tutta la ricerca italiana

M: Siamo già in onda? [visibilmente soddisfatto]

P: Professore, voi controllate le regole su cui poi le commissioni stabiliscono tutti i concorsi in Italia.

M: Sì

P: Professore associato, professore ordinario …

M: Questo è vero!

P: Come è stato nominato?

M: La nomina, veramente, è un decreto del Presidente della Repubblica.

P: …azz

M: Viene fatta da un comitato di selezione …

P: Questo comitato di selezione è composto dai più importanti organi dell’università europea.

M: Sì, dall’OCSE, Banca d’Italia, forse anche il Ministero. Una serie di organi abbastanza rilevanti.

P: Ora Professore, mi spieghi questa cosa qua: Come è possibile che tutti questi signori non si sono accorti che lei ha un pochettino sul tema con ci si presenta …ha delle – diciamo così … vogliamo dire – scopiazzature? No? coincidenze?

Pecoraro dallo studio: State bene attenti perché qui il professore, pur di non ammettere di aver copiato, si inventa una bella scusa.

M: No, no, no, no. Sono … ho riportato dei dati, però li ho riportati da un libro di cui avevo scritto la prefazione [NdR: se si scrive la prefazione di un libro è lecito usare il contenuto senza citare gli autori?]

P: Da Venere?

M: Venere allo Specchio. E lì non ho virgolettato alcuni passaggi.

P: Passaggi che lei riporta nel tema di sei pagine?

M: Sì.

P: Tutto chiaro? Sostiene che le frasi copiate le avrebbe prese da un libro di cui lui ha curato la prefazione e l’edizione. Allora guardi, noi, questa “Venere allo specchio” l’abbiamo letto. Non c’è una frase di quelle nel suo tema, Professore …

M: Ma … io credo.

P: Professore, ci ho messo un giorno a leggerlo!

M: Senta, la ringrazio molto.

P. Non c’è una pagina …

Pecoraro dallo studio: Una volta capito che il suo testo lo conosciamo molto bene e che la scusa non regge, il nostro prof comincia ad avere una gran fretta.

M: La ringrazio molto, ma …

P: Dice una cosa non vera. Invece è vero che lei ha, per esempio, preso diverse righe da questo articolo di Evarita D’Archivio, da Altalex. Da internet! Professore!

M: Sì.

P: Però, si metta d’accordo. O “Venere allo specchio” o questa … adesso ci sta dicendo che sì, qualcosa da Altalex l’ha preso!

M: Sì, sì, sicuramente … Ho sbagliato a non virgolettare.

P: Ha preso e non ha virgolettato? La gente che legge deduce che sono tutte sue.

M: La ringrazio e la saluto.

P: Lei prende 178.000 Euro e si presenta con un tema su cui si basa la selezione che ha copiato.

M: Io qui guadagno meno di quello che guadagnavo all’università, perché è vero che prendiamo uno stipendio, ma …

P: Per lei 178.000 Euro saranno bazzecole. Però!

M: No, non sono bazzecole. Le prendo volentieri …

P: L’ANVUR controlla la qualità della ricerca universitaria italiana. Poveri Italiani!

M: La ringrazio.

P: No, professore, mi scusi. Perché questa è bellissima. Guardi qui. È riuscito a prendere spunto – senza virgolette – anche da un pezzo della presentazione di Bonaccorsi al XII convegno CODAU.

M: Mi ha autorizzato a usare le diapositive …

P: Siete a copiare pure un documento  dell’ANVUR!

M: … le diapositive, che erano di dominio pubblico.

P: Lei sa che l’università italiana … ci sono un po’ di problemi, no? Se al vertice siede chi ha questo brutta abitudine del copia-e-incolla, non è proprio bellissimo.

M: Va bene.

P: Cosa diciamo ai ricercatori che si iscrivono ai concorsi di cui lei poi scrive le regole insieme agli altri dell’ANVUR?

M: Guardi, le regole le scrive il ministero. Noi facciamo soltanto le valutazioni.

P: Ma professore, mi scusi, l’ANVUR c’è scritto nero su bianco che ha questi compiti. Oltre tutto c’è stato pure un partito politico che se n’è andato alla votazione della sua nomina.

M: Si è astenuto e non sulla mia nomina, ma sulla nomina di tutti. Comunque, ora vi ringrazio.

P: No,no, sulla sua nomina! Professore … Professore, però possiamo dire che non è giusto copiare e incollare?

M: Ma lo dica, lo dica!

P: E però com’è che lei … Lo dica anche lei!

M: Sì, sì, state attenti a virgolettare bene.

P: Per tutti i ricercatori che se ne vanno fuori e che perdono i concorsi.

Pecoraro dallo studio: Ma il ministro dell’Istruzione che le ha scelte queste sette persone che controllano e decidono le regole di tutta l’università italiana, le conosce davvero?

P: Ministro? Buongiorno, sono Gaetano Pecoraro delle Iene. Mi permette una domanda? Stiamo vedendo le nomine dell’ANVUR. Ce n’è uno che ha copiato. Sembra che abbia copiato, Ministro. Paolo Miccoli dell’ANVUR. L’ha nominato lei! Ministro! Un secondo! [il ministro Giannini è già in macchina e si allontana]

Pecoraro dallo studio: Ministro, ma davvero tra la ricercatrice che non ha trovato spazio in Italia ma poi è stata premiata in Europa e il dirigente copione lei sceglie il copione?

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2016/02/23/pecoraro-quando-ai-vertici-del-ministero-si-arriva-copiando_10013.shtml

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46 Comments

  1. Claudio La Rocca says:

    … che tra l’altro ha stabilito che una curatela non valga praticamente niente come pubblicazione

  2. Al di là dello squallido continuo richiamo agli stipendi…..si tratta di un attacco ad personam, proveniente da personaggi di dubbia provenienza (dipendenti di Berlusconi-Fininvest) tra l’altro molto interessato ad avere soldi pubblici, pur non perdendo occasione di montare servizi contro la pubblica amministrazione a lui non fedele. Si tratta di un operazione squallida. Condotta con la solita maleducazione e contro una persona che non può difendersi. AL di là che il fatto sussista o meno.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Tutto quello che è riportato nel servizio delle Iene è stato ampiamente documentato da Roars e da altri organi di stampa. A proposito del caso Tomasello, il Prof. Antonino Pennisi ha parlato di “squadrismo fascista delle Iene”, ma questo non ha spostato di un millimetro la realtà dei fatti. Lo stesso vale per il caso Miccoli: evocare Berlusconi-Fininvest non fa sparire le strane coincidenza tra il tema di Miccoli e le quattro fonti elencate negli atti della Commissione cultura della Camera.

    • Verissimo. Però prendiamo le distanze da personaggi discutibili, dipendenti di gruppi discutibili come le cosidette Iene. Che credo guadagnino molto più di 180.000 euro all’anno per silurare questo o quello, su comando di chi ?

  3. Questa vicenda ha tutta l’aria di qualche collega che vuole fargli la scarpe, a Miccoli.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Potrebbe essere una buona spiegazione. Un collega invidioso è entrato abusivamente negli archivi elettronici del MIUR e ha sostituito il tema originale di Miccoli (che era tutto farina del suo sacco) con un tema “patchwork” in modo da incastrarlo. Un po’ come quei film americani dove i poliziotti corrotti ti mettono in tasca una bustina di cocaina per incastrarti.

    • questo no DE Nicolao. Magari il dolo c’è stato (alla magistratura approfondire se qualcuno ha resentato un esposto, altrimenti è meglio tacere, perchè c’è la diffamazione. Ma che qualcuno abbia cavalcato gli eventi è possibile. E nello stile italiano.

  4. Le iene sono iene, si sa.
    Disturba molto di più il discredito che il caso, come pure quello di Tomasello, getta sull’università e sulla ricerca in generale. Colleghi che si preoccupano tanto dell’opinione pubblica in relazione alla protesta anti-vqr (di cui l’opinione pubblica potrebbe capire ben poco), non si preoccupano affatto che chirurghi famosissimi non abbiano altro da fare, raggiunto un certo livello!, che scrivere personalmente introduzioni a volumi intitolati “Venere allo specchio” che non c’entrano coll’arte ma a quanto pare coll’autocompiacimento. Perché i chirurghi non continuano a fare quel che sanno fare? Cos’è quest’ansia di potere? E di danaro. A questo punto, dato che costa 10 euro con lo sconto, varrebbe la pena di vedere il famoso volume, se qualcuno di voi non l’ha già fatto.
    Tomasello. Ma come pensano gli italianisti di venir giudicati dall’opinione pubblica se per loro parlare di Pascoli o di Quasimodo è la stessa cosa; e poi la commissione ASN ribadisce pure il proprio giudizio che evidentemente si basava soltanto su calcoli, mediane e non sulla lettura attenta di lavori su argomenti di cui avrebbero dovuto essere competenti, e se non lo erano (perché uno non può sapere tutto e se lo presume è da manicomio), dovevano rivolgersi ad altri. Cosa pensa l’opinione pubblica? che siamo dei cialtroni. Parolai. E che i loro figli non devono essere educati da persone del genere.

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