Diritto allo studio

Il nuovo ISEE a confronto col vecchio

Gli studenti iscritti all’università sanno che l’importo delle tasse che versano al loro ateneo dipende da una sorta di dichiarazione dei redditi che presentano in segreteria: l’ISEE, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che rappresenta una misura di quale sia la situazione economica (considerando reddito e patrimonio) del nucleo famigliare dello studente.

L’attestazione dell’ISEE va richiesta al CAF (Centro di Assistenza Fiscale) e consegnata all’ateneo, e consente di accedere a riduzioni nelle tasse universitarie, nonché ad altre prestazioni nell’ambito del DSU (Diritto allo Studio Universitario) come le borse di studio: a seconda dell’ISEE lo studente viene infatti inserito in uno scaglione al quale corrisponde un determinato importo delle tasse, tanto più inferiore quanto minore è l’ISEE.

Con l’art. 5 del DL 201/2011 è stato introdotto un nuovo ISEE

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, entro il 31 maggio 2012, sono rivisti le modalita’ di determinazione e i campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) al fine di:

  • adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme, anche se esenti da imposizione fiscale, e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia nonche’ dei pesi dei carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e di persone disabili a carico;
  • migliorare la capacita’ selettiva dell’indicatore, valorizzando in misura maggiore la componente patrimoniale sita sia in Italia sia all’estero, al netto del debito residuo per l’acquisto della stessa e tenuto conto delle imposte relative;
  • permettere una differenziazione dell’indicatore per le diverse tipologie di prestazioni.

Con il medesimo decreto sono individuate le agevolazioni fiscali e tariffarie nonche’ le provvidenze di natura assistenziale che, a decorrere dal 1º gennaio 2013, non possono essere piu’ riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso.

A far data dai trenta giorni dall’entrata in vigore delle disposizioni di approvazione del nuovo modello di dichiarazione sostitutiva unica concernente le informazioni necessarie per la determinazione dell’ISEE, attuative del decreto di cui al periodo precedente, sono abrogati il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 1999, n. 221.

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definite le modalita’ con cui viene rafforzato il sistema dei controlli dell’ISEE, anche attraverso la condivisione degli archivi cui accedono la pubblica amministrazione e gli enti pubblici e prevedendo la costituzione di una banca dati delle prestazioni sociali agevolate, condizionate all’ISEE, attraverso l’invio telematico all’INPS, da parte degli enti erogatori, nel rispetto delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, delle informazioni sui beneficiari e sulle prestazioni concesse.

Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. I risparmi derivanti dall’applicazione del presente articolo a favore del bilancio dello Stato e degli enti nazionali di previdenza e di assistenza sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’attuazione di politiche sociali e assistenziali.

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, si provvede a determinare le modalita’ attuative di tale riassegnazione.

regolato dal DPCM 159/2013 e valido a partire dal 01/01/2015, che contempla nuovi criteri di valutazione e una maggiore attenzione ai controlli; il modello di dichiarazione si trova nel DM 07/11/2014.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il mese scorso ha pubblicato un documento che analizza le prime evidenze dopo tre mesi dall’introduzione del nuovo indicatore, confrontando i dati con quelli dell’indicatore precedente. Poiché infatti le informazioni necessarie a calcolare il vecchio ISEE sono tutte contenute in quelle per il nuovo ISEE, è possibile calcolare per le dichiarazioni presentate anche il vecchio ISEE (il viceversa invece non è possibile), consentendo quindi un confronto tra i due.

Analizzando un campione di circa 22 000 dichiarazioni (sul milione di dichiarazioni presentate nei primi tre mesi), si scopre che nei casi di coloro che richiedono l’ISEE per l’università si registra una valutazione più favorevole nel 40.8% dei casi, mentre è del 51.4% dei casi più sfavorevole rispetto all’attestazione precedente, con un incremento medio dell’ISEE del 10% nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema. Oltre ad un possibile aumento dell’importo delle tasse universitarie, ciò può comportare una diminuzione del numero di coloro che si trovano sotto il limite per accedere alle borse di studio, con una conseguente esclusione della fasce più deboli nell’accesso alla formazione superiore.

Questa situazione si aggiunge a quanto già descritto relativamente all’importo minimo delle borse di studio ed al limite massimo dell’indicatore, i cui valori devono essere stabiliti annualmente (come recitano l’art. 5 comma 8 ed 11 del DPCM 09/04/2001) da un decreto ministeriale annuale entro il 28 febbraio, ma se consideriamo che l’anno scorso il DM 553/2014 è stato emanato il 14 luglio! e che quest’anno siamo già a giugno! ciò si ripercuote ulteriormente e negativamente sulla situazione, in quanto senza aggiornamento entrambi i valori rimarrebbero invariati, a svantaggio dei possibili beneficiari delle borse di studio.

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7 Comments

  1. Plymouthian says:

    Sinceramente trovo la polemica sull’ISEE quantomeno paradossale.
    Da un lato quando si scoprono studenti beneficiari che vanno in giro con Ferrari ci si lamenta che bisogna scovare i falsi poveri, dall’altro quando, finalmente, si aggiornano gli indicatori del reddito ci si lamenta dell’impatto che questi possono avere…
    Per la serie, mi va bene se colpisci gli altri, non se tocchi i miei interessi.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Credo che il punto sia un altro. La nuova formulazione, in media, restituisce valori più alti. Questo significa che, se non vengono ritoccate le soglie, il numero di studenti idonei calerà il che non è auspicabile, alla luce dei seguenti due grafici:
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      1. Confronto tra beneficiari di borse di studio in Germania, Francia, Spagna e Italia. Solo per l’Italia si distingue tra idonei e beneficiari perché gli stanziamenti non bastano per tutti gli aventi diritto.
      2. Percentuale di laureati nelle nazioni dell’UE (l’Italia è ultima).
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      L’ISEE si può calcolare in tanti modi ma non adeguare le soglie significa comprimere ulteriormente l’accesso all’università che, soprattutto al sud, sta decrescendo a ritmi preoccupanti.
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      Gli studenti universitari beneficiari di borsa in Italia, Spagna, Germania e Francia, a.a. 2006/07, 2010/11 e 2011/12 a confronto.
      Fonte: MIUR, http://www.destatis.de, Datos y cifras del sistema universitario espanol 2012-2013, http://www.pleiade.education.fr.
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    • Giuseppe De Nicolao says:

      Il punto chiave che lega la riforma ISEE al diritto allo studio è stato illustrato molto chiaramente anche da Marco Viola nel suo recente articolo https://www.roars.it/online/la-burocrazia-che-estingue-gli-studenti/:
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      “il Governo rivendica come un successo la recente riforma del calcolo dell’ISEE, che avrebbe il merito di stanare meglio del precedente i falsi positivi – cioè i ‘finti indigenti’. Tuttavia, come spiega l’organizzazione studentesca LINK (che sta lanciando una campagna di rivendicazioni sul diritto allo studio), il nuovo calcola ha condannato molti studenti ad oggi beneficiari di borsa a diventare dei “falsi negativi”:
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      Le prime proiezioni sono arrivate dalla Toscana, dove l’Istituto regionale programmazione economica (Irpet) ha previsto che il prossimo anno rischiano di perdere la borsa di studio il 9% degli studenti che nel 2014 erano risultati abbastanza poveri da avere diritto a un aiuto. Un altro 5%, invece, subirà una riduzione del bonus”
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      dichiara Alberto Campailla di LINK al Fatto Quotidiano. Qualche giorno dopo infatti, dalle prime stime del Ministero del Lavoro emerge come il nuovo calcolo dell’ISEE abbia reso il 51% degli universitari ‘più ricco’ – sulla carta. Di conseguenza, a meno che le regioni non adeguino la soglia che regola l’idoneità alla borsa (ad oggi solo tre lo hanno fatto), una folta schiera di studenti fino ad oggi ritenuti idonei sarà espulsa (de iure) dal welfare studentesco.”

    • Non mi sembra di aver fatto alcuna polemica: semplicemente ho osservato (o meglio, lo ha fatto il Ministero) che a parità di tutti i dati delle dichiarazioni c’è una diversa distribuzione nelle fasce di reddito, con conseguenze nella possibilità di poter conseguire una borsa per il diritto allo studio.

      E tutto questo solo avendo cambiato la “metrica”, non il dato reale di ricchezza/povertà dei dichiaranti

  2. E’ stato pubblicato il DM 486/2015 che aggiorna gli indicatori ISEE e l’importo minimo delle borse di studio

    http://attiministeriali.miur.it/anno-2015/luglio/dm-14072015.aspx

  3. Pingback: L'Italia e l'accesso alle borse di studio - Italia che Raglia

  4. Pingback: 47 mozioni approvate in 19 atenei. Mozione “Stop VQR”: cosa sta succedendo? | www.circoloerreraunipv.it

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