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Grillo: prima intervista a New Scientist. Sceglie di parlare di ricerca e fuga dei cervelli

In un’intervista esclusiva, pubblicata su New Scientist e ripresa da Roars nella versione italiana il comico diventato politico rivela come celebrare la scienza e la tecnologia nei suoi spettacoli abbia lanciato la sua carriera politica.


Come è cominciata questa avventura?

Nel 2005 ho aperto questo blog, dove la gente discuteva argomenti come economia sostenibile, energie rinnovabili, copertura di banda larga. Cercavo anche di informare su nuove tecnologie durante i miei show, usando YouTube sul palco per mostrarne il funzionamento. Ho iniziato ad usare il mio blog per ottenere informazioni sulle città dove stavo per andare [con lo spettacolo], chiedendo ai followers quali fossero i problemi principali della loro stesse città. Molti menzionavano il malgoverno dei politici e molto altro, cose che volevo rendere pubbliche col mio spettacolo. Prima degli show, ad un certo punto, è cominciato a succedere che qualche politico locale mi chiamasse per dirmi che la denuncia era già pronta se avessi detto qualcosa di scomodo. Era il segno che il blog stava funzionando! Da allora è cresciuto ed è diventato il terzo blog più visitato al mondo.

L’Italia ha grossi problemi di copertura internet. Come è possibile che proprio in Italia un movimento che nasce dal web diventi il primo partito in Italia?

Ho usato anche la mia fama, la mia reputazione mettendola a disposizione della gente che ha poi iniziato dal web a partecipare e discutere, prima attraverso la rete poi di persona.

Come è passato dalla rete agli eventi in piazza?

Ho usato un sito web chiamato Meetup.com, e in ogni città, la gente prima comunicava attraverso questa piattaforma e poi si incontrava di persona per discutere i problemi della propria città. Dopo di che, abbiamo deciso di organizzare grandi eventi. Ad un evento chiamato il V Day, tenuto in diverse città italiane, ci sono stati un milione e mezzo di persone! Che sorpresa! C’erano anche altre città collegate via Skype – Milano, New York, Londra. In mezza giornata, abbiamo raccolto circa 350.000 firme per una legge ‘Parlamento Pulito’.

Molti movimenti politici nascono su Internet. Ma pochi riescono a passare dalle proteste alle posizioni di governo. Che cosa è stato diverso?

Abbiamo pensato alla fase successiva, e anche a come evitare di passare dalla piazza allo scontro. E la fase successiva è stata la lista civica. Liste civiche si sono formate spontaneamente e si stanno diffondendo a macchia d’olio in tutto il paese.

Ad un certo punto nei tuoi spettacoli, hai cominciato a parlare di scienza e tecnologia. Ben presto la gente a preso a venire anche per le informazioni che dava, oltre che per divertirsi. Che cosa l’ha spinta ad andare in questa direzione?

Ho iniziato a essere curioso di sapere cosa c’era dietro le cose di tutti i giorni – il cammino che una lattina di coca o un vasetto di yogurt compiono prima di arrivare a noi, per esempio, e quanto costa, quali risorse naturali consumano, quanto inquinano. E ho cominciato a capire i percorsi schizofrenici della nostra economia attuale.Così ho cominciato a rivolgermi agli scienziati e intellettuali, per vedere se ci fossero modi sostenibili di fare le cose. Importanti scienziati successivamente hanno scritto per il mio blog, hanno discusso le loro idee.  Lino Guzzella rettore del Politecnico di Zurigo, è venuto sul palco di uno dei miei eventi a spiegare ciò quello che sarà l’energia del futuro.

C’ era già un diffuso dibattito pubblico su temi come le energie rinnovabili in Italia in quel momento?

Direi di no. Le idee di questi intellettuali erano nei libri, libri che la maggioranza dei politici, ovviamente, non ha letto. Ho studiato e poi ho portato le idee nei miei spettacoli.


Perché i politici in Italia non guardano a scienza e tecnologia come ad una una possibile via d’uscita dalla crisi economica secondo lei?

Negli ultimi decenni i politici hanno rimosso molte persone di valore dell’industria e del governo, al fine di sostituirli con i loro amici. Così si finisce con l’avere persone in posizioni di potere che non sanno nulla su ricerca, tecnologia, innovazione, energia pulita, economia sostenibile. Niente!

Ora che siete stati eletti, che posto avrà la ricerca scientifica ha nel vostro programma?

Primario. Uno dei nostri obiettivi principali è quello di ripristinare la meritocrazia all’interno della ricerca e il mondo accademico. Il clientelismo è diffuso anche lì. Vogliamo anche dare soldi alla ricerca pubblica che sta morendo. Negli ultimi anni, il governo ha speso € 1 miliardo per le auto blu e centinaia di milioni di euro per le scuole private, mentre alla ricerca di base, per il 2013, sono stati assegnati solo 38.000.000 €. E’ Incredibile!


Come vedono gli scienziati italiani il Movimento Cinque Stelle?

Ci sono un sacco di ricercatori sulle nostre liste civiche. Ci sono anche molti che vivono all’estero, che sono pronti a tornare per aiutare. Ci mandano tonnellate di tweets ogni giorno. In Italia, abbiamo menti tra le migliori del mondo e abbiamo lasciato andare tutti all’estero. Ma se diamo un segnale forte di cambiamento, torneranno.

Pubblicato su New Scientist 27 Febbraio 2013

 

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17 Comments

    • Mario Ricciardi says:

      Osservazioni opportune. Devo confessare che solo negli ultimi giorni ho cominciato a prestare maggiore attenzione alle dichiarazioni di Grillo. Non è facile mettere insieme un quadro coerente. Però, alla luce del risultato elettorale, credo che non sia possibile sottrarsi a questo ingrato compito. Questa intervista è un contributo in tal senso, per questo ci è sembrato opportuno riprenderla. Mi piacerebbe conoscere l’opinione dei nostri lettori. Una questione interessante: siamo sicuri che le dichiarazioni di Grillo forniscano delle indicazioni su come si comporteranno i parlamentari del M5s?

    • questa sì che è la domanda da un milione di dollari.

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  3. Considerando che i 5S sono un movimento, non un partito e in erba, con delle idee poco chiare, eterogenee e non consolidate! Ritengo sia alquanto difficile capire come si comporteranno nei confronti della ricerca e dell´Università. Se posso fare una “sparata a casaccio” come tutte quelle che si fanno ultimamente ovunque, io direi che potrebbero essere per la ricerca aperta e per un eLearninig spinto, credo che vorrebbero prendere le spese militari delle missioni all`astero e dei caccia F35 per investirli in ricerca e scuola! Ma se tra sei mesi parleremo ancora di cosa pensano….. ci vorrebbe la sfera magica!
    Probabilmente per capire in che direzione andranno bisognerebbe chiedere a Casaleggio più che a Grillo!
    Per quello che riguarda la fuga dei cervelli, viste come sono andate le elezioni e i risultati …. credo che qualsiasi CERVELLO MENTALMENTE SANO si guarderà bene dal tornare in Italia in queste condizioni, credo che ci sarà più fuga di prima!

  4. Pingback: [Reblog]: intervista a Grillo in italiano | Io Non Faccio Niente

  5. vediamo di non fare lo stesso errore fatto dai politici degli altri schieramenti durante la campagna elettorale, concentrandosi sul folclore piuttosto che sui contenuti.
    sul blog di Grillo in questi anni le questioni economiche sono state affrontate anche con la consulenza di colleghi assolutamente stimabili come Mauro Gallegati di Ancona, che fra l’altro ha fatto ospitare sul blog post di Joe Stiglitz (noi invece ci siamo affidati alle analisi di Fassina …)
    una frase come quella riportata sulla sostituzione di persone competenti con persone che hanno una conoscenza dei problemi grida vendetta, e non solo nei confronti di Berlusconi, purtroppo

  6. Richard Ambrosini says:

    Quello che già si sa è che negli scritti e nelle dichiarazioni di Grillo e Casaleggio non vi è traccia di sudditanza nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche, e che hanno vinto le elezioni senza inseguire “il voto cattolico”. Mi attacco a questo dato per nutrire una qualche speranza, visto che in Italia l’istruzione pubblica è stata ridotta così per finanziare le scuole confessionali e ogni sorta di università privata.

  7. luca seravalli says:

    io penso che il problema principale di tutto il sistema politico proposto da Grillo si basa su un assunto totalmente falso:
    “Le cose sono semplici, chi vi dice che sono complesse vuole ingannarvi”… cosa ripetute più e più volte nei suoi comizi/spettacoli.
    Bene, come scienziati credo sia imperativo comunicare il concetto opposto: noi sappiamo come le cose NON sono semplici….
    - non basta tagliare le spese della politica per risanare il paese
    - se certe opere sono intraprese non è possibile (e neppure consigliabile) interromperle (vedi inceneritore a Parma)
    - il web non è il paradiso: sistemi di democrazia diretta hanno molti rischi (esclusione di persone anziane e non connesse, possibile manipolazione di dati…)

    inoltre ho l’impressione che l’attivista 5stelle non sia molto portato ad avere dubbi o a considerare la complessità delle cose, preferendo il messaggio semplificatorio ed esaltante… .. il rapporto tra Grillo e tecnologia è complesso, nei suoi spettacoli spesso esalta cose originali (come la washball nel detersivo o l’automobile ad acqua) che ci vengono nascoste dal complotto delle multinazionali…

    non è che nel suo concetto di meritocrazia scientifica rientrerà solo chi condivide le sue idee, altrimenti è al soldo di banche e partiti?

  8. indrani maitravaruni says:

    l’istruzione pubblica è stata ridotta così per finanziare le scuole confessionali

    Non ci credo: mi sembra un modo davvero riduttivo di presentare il problema e i protagonisti della distruzione sono stati spesso a sinistra

  9. Richard Ambrosini says:

    Vi prego, non liquidate un commento a un post dicendo che sia “riduttivo”. Diamoci la libertà di esprimere opinioni pesonali e idee semplici. Ieri sera mi sono trattenuto dallo specificare che proprio in quanto cattolico ho trovato offensivo, allo scoppio del caso Ruby, lo stanziamento di non so quanti milioni di euro a favore delle scuole confessionali; e che il caso che avevo in mente era quello di Beppe Fioroni, ministro in un governo che avevo contribuito a eleggere. Sono peraltro assolutamente d’accordo con indrani maitravaruni, ma anche in questo caso mi sono trattenuto dal citare Luigi Berlinguer. Non volevo infierire.

  10. ecolombo says:

    io non ho capito che posizione ha Grillo nei confronti del reclutamento dei giovani ricercatori. se vuole cambiare o meno la Gelmini.

  11. Potremmo immaginare che: I giovani ricercatori “eletti” verranno reclutati solo se giureranno ferdeltà assoluta alle linee del movimento Grillo-Casaleggio e a Gaia :-) (come in tutte le “democrazie”) e mi raccomando non dimenticate il cappuccio per entrare nell´Hotel Universo, il CV verá valutato dal Web! La Gelmini era un politico quindi è fuori!

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