Finanziamento

Tesoretto IIT: il recupero è appeso ad un emendamento

Circolano in queste ore notizie confuse circa il fatto che anche l’ultimo emendamento alla mini finanziaria finalizzato a destinare alla ricerca pubblica il “tesoretto” di IIT (oltre 400 milioni di euro) sarà ritirato dal suo proponente (Repubblica Genova: IIT, l’emndamento sparisce. No, ritorna).

«Mi ha garantito che non appena riprenderanno i lavori della commissione Bilancio ritirerà l’emendamento» scrive Repubblica Genova, citando una deputata, senza però intervistare il diretto interessato. Come escludere che siano voci sparse ad arte per indebolire la posizione di chi, proprio in queste cruciali ore, si sta impegnando in commissione Bilancio alla Camera perchè l’emendamento passi?

Vogliamo ricordare che, come testimoniato sia da numerose interrogazioni parlamentari pregresse sia dalle pagine di ROARS, la richiesta della restituzione di fondi inutilizzati di così ampia entità è un atto di giustizia richiesto da un’ampia comunità.

In merito, qui sono state raccolte oltre 5000 firme perchè quei soldi tornino alla ricerca pubblica, invece di giacere in Banca d’Italia (o peggio, come sembra circolare nelle ultime ore, se ne pianifichi la spesa da parte di IIT per fantomatici nuovi centri di ricerca).

Vale la pure la pena di ricordare che anche dall’Accademia dei Lincei, aveva sollecitato “una valutazione straordinaria a tutto tondo per giudicare l’efficacia del modello di organizzazione dell’IIT come modello per sviluppare la ricerca italiana”.

Infine, è opportuno sottolineare come IIT (che continuerebbe sempre ad ottenere i suoi quasi 100 milioni annui) non sia affatto in pericolo: al contrario della ricerca pubblica, cui quei 400 e passa milioni potrebbero restituire un po’ di ossigeno e dignità.

Sarebbe bene che chi siede in Parlamento sia consapevole della posta in gioco e dell’opinione della comunità scientifica italiana.

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5 Comments

  1. leonardo.40 says:

    L’IIT è una vergogna nazionale.
    Il fatto che l’Accademia dei Lincei non riesca a trovare un sinonimo di “modello” in una frase di due righe lo è altrettanto.

  2. andrea.sanso says:

    Ho scritto un pacato commento sul post in cui Pastorino si vanta di aver scoperto e quasi mandato all’aria l’emendamento. Gli ho ricordato che 400 milioni sono 4 volte l’ultimo (e già vecchio di due anni) finanziamento alla ricerca di base. Non serve a nulla, ovviamente, solo a ricordargli che nel disinteresse generale qualcuno li osserva.

  3. indrani maitravaruni says:

    Sembrano davvero godere di appoggi e favoritismi smisurati.
    Un furto bello e buono ai danni delle stato perpetrato attraverso i rappresentanti dello stato.
    Schifo.

  4. Così scriveva il Rettore di Sassari il 18/11/2016 ai docenti, pubblicando anche il testo sul sito di UniSS:
    https://www.uniss.it/uniss-comunica/unisspress/una-buona-notizia-la-ricerca-italiana
    Comincio a non capire… mi pareva cosa fatta, o no? Si parla della stessa cosa?

    «Una buona notizia per la ricerca italiana»

    “Care Colleghe e Colleghi,

    È notizia di ieri che il Ministro Giannini ha deciso di svincolare parte del cosiddetto “tesoretto” dell’IIT di Genova a favore di tutta la ricerca universitaria italiana. Ricordo che il “tesoretto” consta di ben 450 milioni di euro, 426 dei quali di deposito infruttifero. In pratica, il Governo italiano ha versato e versa 100 milioni di euro l’anno per il funzionamento dell’IIT che l’Istituto di Genova ha messo a frutto solo in minima parte.

    Di recente il Governo aveva manifestato l’intenzione di affidare a IIT, forte di questo capitale, il progetto di sviluppo dell’area ex-Expo (Human Technopole), senza procedere a una ricognizione delle proposte migliori. La protesta di parte del mondo universitario, cronicamente sottofinanziato, di fronte a questa assegnazione massiccia quanto arbitraria di fondi non si è fatta attendere. Grazie soprattutto all’impegno indefettibile della Senatrice Cattaneo, che aspettiamo lunedì a Sassari, e di un’ampia comunità di ricercatori, tra i quali un ruolo primario ha avuto il nostro Ateneo, le legittime rimostranze della ricerca universitaria hanno trovato ascolto. Questo straordinario risultato contraddice la vulgata di un sistema universitario sempre supino e inerme alle decisioni politiche: alcuni Atenei, il nostro tra i primi, hanno saputo opporre un fronte unitario e soprattutto argomenti inoppugnabili in favore della libertà e della competitività della ricerca. È una splendida notizia per tutti noi e anche di questo sono sicuro che vorremo tutti parlare con la Senatrice Elena Cattaneo, il prossimo lunedì, in un atteso incontro sui temi della ricerca e del suo finanziamento pubblico.

    Un cordiale saluto,

    IL RETTORE
    Massimo Carpinelli”

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