Il consiglio di Dipartimento di Economia e management dell’università di Ferrara ha approvato un documento che esprime posizioni fortemente critiche rispetto all’approccio generale ed alle specifiche metodologie e tecniche utilizzate da ANVUR. Il primo atto concreto è l’adesione alla dichiarazione di San Francisco sulla valutazione della ricerca (DORA). Il dipartimento si è impegnato inoltre ad abbandonare l’utilizzo delle liste di riviste per fasce attualmente in uso e l’uso di procedure basate su indicatori bibliometrici. Ai fini della distribuzione di risorse interne all’Ateneo, verranno inoltre abbandonate tutte le procedure “modello Anvur”. La posizione è tanto più degna di nota perché arriva da un Dipartimento di eccellenza. Chissà se altri seguiranno…

Il consiglio di Dipartimento di Economia e management dell’università di Ferrara (Area 13), il  10 settembre 2018 ha approvato un documento che è un vero e proprio atto di ribellione nei confronti della valutazione della ricerca attuata da ANVUR.

A seguito di un’Assemblea di dipartimento che ha espresso posizioni fortemente critiche rispetto all’approccio generale ed alle specifiche metodologie e tecniche utilizzate da ANVUR, il consiglio ha individuato alcune linee di azione:

  1. Diffusione al proprio interno delle posizioni di analisi e riflessione critica sulle procedure di valutazione realizzate da ANVUR;
  2. Adesione alla dichiarazione di San Francisco sulla valutazione della ricerca (DORA)
  3. “Alla luce delle riflessioni critiche emerse durante l’Assemblea, laddove possibile in relazione al contesto normativo vigente, e comunque in ambito della valutazione e rendicontazione dei progetti di Ateneo ed ai fini della distribuzione di risorse interne all’Ateneo, verranno abbandonate le procedure “modello Anvur”. Verrà pertanto abbandonato l’utilizzo delle liste di riviste per fasce attualmente in uso, che ne costituiscono elemento basilare e fortemente distorcente del processo valutativo, ed al contempo verrà abbandonata l’adozione di procedure basate su indicatori bibliometrici che non sono propri delle discipline sociali”

Il Dipartimento si è inoltre impegnato a sviluppare procedure di valutazione ispirate ai seguenti principi cardine:

  1. la libertà individuale dei ricercatori:concepire processi valutativi che in nessun modo pongano vincoli od ostacoli predeterminati alle scelte di merito e di metodo da parte dei ricercatori
  2. La complessità e l’incertezza della ricerca: concepire processi valutativi che non disincentivo percorsi di ricerca particolarmente complessi, lunghi e incerti;
  3. il pieno riconoscimento delle scienze economiche, aziendali e statistiche come scienze sociali, una famiglia di discipline che adotta e sostiene un’ampia varietà di approcci, di tecniche e di metodologie, dunque la necessità di valorizzare la varietà metodologica;
  4. il valore della interdisciplinarità;
  5. il ruolo sociale della ricerca, sia applicata che di base, intesa anzitutto come produzione di conoscenza e sua diffusione, dunque la necessità che i processi valutativi tengano anche conto dell’impatto che la ricerca produce sul contesto culturale e sociale nel quale essa opera;
  6. il valore dell’integrazione tra didattica di alta qualificazione e ricerca.

Immaginiamo già molti colleghi sorridere pensando che si tratti del solito dipartimento che non vuole essere valutato perché teme la valutazione. Questa volta rimarranno delusi. Il documento proviene infatti da un “dipartimento di eccellenza”. Chissà se altri dipartimenti avranno il coraggio di seguire questa strada. 

Ecco il documento completo

 

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4 Commenti

  1. È un documento corretto e più che opportuno, si spera che altri seguano, considerato soprattutto che proviene da un dipartimento di eccellenza di discipline economiche ecc. Tuttavia, DORA risale al dic. del 2012, ha già SEi anni. Questo significa, anzitutto, che il mondo era già invaso da procedure di valutazione distorsive della realtà della ricerca, che puntavano su obiettivi di dominanza e non di equità. E di risparmio, non per ultimo. Ci vuole tanto per comprenderlo, condividerlo ed adottarlo (mi riferisco a DORA)? Se questi sono i tempi di ricezione da parte di menti allenate alla riflessione critica, cosa possiamo aspettarci da altri? Del resto analisi, decostruzione, ricerca delle implicazioni , dei e nei documenti emanati e applicati dall’Anvur, nonché dei risultati, stanno andando avanti da anni, evidentemente si è giunti ad un limite di non più tolleranza o tollerabilità. Con le riviste c’è da dire che tutti hanno cercato , giustamente, di raggiungere la fascia A, tutti si sono dotati di comitati scientifici, ma poi c’era la autocertificazione del loro funzionamento, mica si poteva chiedere per ogni lavoro anche le relative relazioni dei revisori e i risultati delle eventuali revisioni. Per cui si può immaginare che si è arrivati a un intasamento completo delle varie procedure, per di più molto costose. Per il contribuente, come si suol dire. I buoi, asini, cavalli, cani, gatti e topi sono scappati. Ora la stalla va chiusa. Perché la nave sta affondando.

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