E’ pubblico il DPCM relativo agli aumenti stipendiali del personale non contrattualizzato, che coinvolge anche i docenti e ricercatori universitari. Da notare che l’aggravio peserà interamente sulle finanze dell’amministrazione di appartenenza, con ovvie conseguenze sulle voci di bilancio dei singoli atenei.

Segue il testo.

DPCM-ADEGUAMENTO-ISTAT-2-SETT.-2019

Send to Kindle

7 Commenti

  1. @angelofarina. Secondo i miei calcoli, ma posso sbagliare, parliamo di circa 120 Euro lordi al mese per un professore di 1° Fascia. Un pò meno, al netto, degli 80 euro del bonus Renzi, tanto criticato, per i redditi medio bassi.
    Certo poteva andare peggio e dopo anni di blocco è lecito parlare di bicchiere mezzo pieno, ma considerare tale aumento non male mi pare troppo.
    Nicola Ferrara

  2. Ripresa degli aumenti stipendiali e scatti che da triennali diventano biennali sono certamente buone notizie per noi docenti, come individui.
    MA la scelta politica di richiedere che tutto ciò’ avvenga a FFO costante compromette l’equilibrio finanziario di tutto il sistema Universitario, se non per il 2020 certo per il 2021….e quindi avrà ripercussioni negative su ciascuno di noi, come membri del sistema e ancora di più su quelli, giovani, che dovrebbero o vorrebbero diventarlo.
    Il miliardo di investimento citato dal Ministro (sempre che lo trovi) non e’ un investimento per la crescita ma essenzialmente il minimo necessario per tenere il sistema a galla, pur con l’acqua alla gola.

  3. E’ che io tendenzialmente sono molto pessimista, e già mi vedevo un aumento di qualche decimale in tutto.
    Invece ci danno un misero 0.11% per il 2018, ma un “meno misero” 2.28% per il 2019 (diciamo che il bicchiere è “mezzo pieno”).
    Riguardo alla fonte di finanziamento, trovo anche io sbagliato che il costo di questi aumenti venga scaricato integralmente sui bilanci delle Università.
    Questi sono costi strutturali, che avrebbero dovuto essere coperti da identico aumento percentuale del FFO.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.