Parla il rettore Giuseppe Novelli, sotto inchiesta con l’accusa di tentata concussione. Lunedì [19 febbraio 2018] inizia il processo, ma il ‘mostro’ era già stato creato via campagna mediatica“.  Lo scrive Marianna Rizzini sul Foglio del 16 febbraio. Il caso era stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica dal Fatto Quotidiano, che il 5 marzo 2017 aveva anche pubblicato l’audio di un colloquio del Rettore con un ricercatore. In considerazione dei contenuti della registrazione, Rete 29 Aprile aveva chiesto pubblicamente le dimissioni di Novelli. Il 30 maggio, era sopraggiunta la richiesta di rinvio a giudizio per tentata concussione e istigazione alla corruzione. In luglio, il Sottosegretario Gabriele Toccafondi, per l’Istruzione l’università e la ricerca, aveva dichiarato in Parlamento che il ministero dell’Istruzione stava valutando l’ipotesi di costituirsi parte civile: “con particolare riguardo al procedimento penale pendente nei confronti del professor Novelli, si segnala che il Ministero sta acquisendo dagli uffici tutta la documentazione riguardante i fatti posti a base del capo di imputazione, al fine di effettuare la valutazione di competenza in ordine all’opportunità di costituirsi parte civile.” Mentre il MIUR valutava, il Ministro della salute nominava Novelli nel Consiglio Superiore di Sanità, destando la perplessità di G.A. Stella: “Fino alla sentenza di terzo grado, si sa, è innocente come un cherubino. Auguri. Ma al di là dell’aspetto penale non sarebbe stato opportuno, per il ministero della Salute, sospendere quella nomina?“. Adesso, a pochi giorni dall’udienza preliminare, il Foglio pubblica una lunga e graffiante intervista al Rettore di Tor Vergata, un vero esempio di giornalismo che non fa sconti a nessuno, nemmeno ad un componente del prestigioso Comitato d’Onore di C3 International. Secondo Novelli, le parole “O ritira il ricorso oppure noi qui non ci parliamo! Per i prossimi anni per quello che mi riguarda si cerchi un altro Ateneo!” sebbene fossero “sopra le righe e inopportune” erano “la reazione a una provocazione“. Il rettore mostra  anche benevola comprensione per l’ingenuità di G.A. Stella:  “‘You are the ideal person to serve on that Council’ me lo ha scritto uno studioso di grande levatura, commentando dall’estero la polemica su cui è ingenuamente inciampata anche una bella penna come quella di Stella“. L’articolo si chiude cedendo la parola a Novelli che lancia un accorato appello: “per il bene di questo paese, non posso che augurarmi un maggiore decoro istituzionale e più rispetto per la scienza e l’informazione corretta“. A giudicare dalla “graffiante” intervista del Foglio, siamo sulla buona strada.

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4 Commenti

  1. Il Comitato d’onore di “C3 International” (http://www.c3international.it/il-comitato-donore/) è veramente “prestigioso”: vi fanno parte tre presidenti emeriti della Corte Costituzionale, un ex Sostituto Procuratore Generale di Corte di Cassazione, prefetti, ex ministri, il direttore generale di Confindustria, un ex direttore della CIA, un ex direttore dei servizi segreti italiani e pure vescovi, arcivescovi e un nunzio apostolico (e molto altro ancora).

  2. Un commento sull’articolo del Foglio è disponibile sul sito dell’associazione Trasparenza e merito, che allega anche la risposta di Giuliano Grüner:
    http://www.trasparenzaemerito.org/informazione-distorta-assenza-contraddittorio-lettera-aperta-alla-redazione-al-direttore-de-foglio/
    __________
    Tra le altre cose, viene ricordata l’ordinanza del Consiglio di Stato (Sez. VI, n. 428 del 2018) che sospende l’esecutività della sentenza del T.A.R. LAZIO (ROMA – Sez. III-BIS n. 12310 del 2017) citata nell’articolo del Foglio:
    https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/wcm/idc/groups/public/documents/document/mday/njc4/~edisp/arlaza4wrwtibxpvcz4sei2fba.html

  3. Stavo leggendo sulla differenza tra hard news e soft news. Per le prime – notizie di cronaca, delitti e simili, fatti insomma duri e scioccanti – la descrizione giornalistica deve essere immediata e avere lo stesso stile improntato alla immediatezza e alla impressionabilità. I giornalisti devono attenersi, appunto, alla comunicazione rapida e neutrale ma anche completa per quel permette il tempo di raccolta del materiale, di una riflessione minima, della scrittura e della pubblicazione. E’ invece evidente che in questa vicenda giornalistica importa il punto di vista del più potente delle due parti (genetista di fama internazionale ecc., esperto biologo in casi giudiziari importanti, con tanto di foto in laboratorio, in camice e con una siringa nella mano); entrare nei dettagli delle decisioni degli organi di giustizia nel loro complesso avrebbe preso troppo tempo e spazio (l’articolo anche senza questo è lunghissimo), mentre il punto di vista dell’eventuale danneggiato e insultato, eventuale – lo sottolineo – ma comunque più debole (lui, non il suo punto di vista o il suo caso, su questo si vedrà, ricercatore senza nessuna indicazione di competenza, senza foto e senza niente), non importava, perchè avrebbe richiesto di nuovo tempo per rintracciarlo, farsi raccontare l’accaduto e riassumere il tutto. Intanto sarebbero iniziate le udienze preliminari che andavano precedute dall’articolo. Il caso istituzionale di un rettore di Roma, di fama, è evidentemente di interesse pubblico, cosicché perchè indignarsi (v. Il Foglio) se giornali o TV se ne occupano? E anche Il Foglio, perché non lascia fare la magistratura?

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