Professori universitari

Come scioperare a partire dal 28 agosto: domande, risposte e modelli per comunicazioni

Pubblichiamo uno stralcio (il documento completo è indicato alla fine del post – ulteriori aggiornamenti successivi a questo articolo vengono pubblicati nei commenti) delle indicazioni fornite dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, che ha indetto lo sciopero degli esami di profitto nel periodo 28 agosto – 31 ottobre 2017, con il pieno avallo dalla Commissione di Garanzia sul Diritto di Sciopero.

Le ragioni dello sciopero, oltre che nel sito del Movimento, sono state ampiamente documentate da ROARS, da ultimo ripubblicando un efficace post di Nicola Casagli. Sempre su ROARS gli interessati possono trovare ampi materiali di documentazione per esporre agli studenti – in occasioni di momenti di comunicazione che sarebbe auspicabile organizzare autonomamente presso le proprie sedi universitarie – le ragioni dello sciopero, in un contesto che permetta di discutere i tanti temi critici che incombono sul presente e sul futuro dell’Università italiana.  

 

Indicazioni per lo sciopero 20-8-2017

 

Allegato C

Modello di E-mail di comunicazione spontanea dello sciopero da inviare al MIUR e ai promotori dello sciopero (Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria). (da inviare da parte di tutti i partecipanti allo sciopero)

Modello da personalizzare, ove lo si ritenga opportuno
Indicare nell’oggetto dell’e-mail: Astensione dagli esami di profitto
Scrivere esattamente tale oggetto e non modificatelo: servirà alla segreteria del MIUR per selezionare velocemente le vostre comunicazioni.
(Questo “oggetto” è poi da ripetere nel corpo della e-mail, come si vedrà a breve)
Indirizzi ai quali inviare:
segreteria.particolare.ministro@istruzione.it sessione.autunnale2017@gmail.com
Più eventuali altri indirizzi ai quali Vi sembri opportuno inviare l’e-mail per conoscenza, da indicare poi anche nel corpo della e-mail
Corpo (o testo) della e-mail:
Al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica Al Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria
+ Eventuali altri
Oggetto: Astensione dagli esami di profitto
Il sottoscritto…………… in servizio presso l’Università di…………. , Dipartimento di…………. in qualità di …………….. (Ricercatore, Associato, Ordinario) comunica di aver scioperato oggi (1) secondo le modalità previste dallo sciopero dagli esami di profitto proclamato per la sessione autunnale dell’anno accademico 2016-2017.
Distinti saluti
(1) oppure “ieri”, oppure “il giorno……………”, se non si riesce a spedire l’e-mail lo stesso giorno dello sciopero; ovviamente si deve indicare il giorno dell’appello dell’esame dal quale ci si è astenuti

 

_______________________

 

Indicazioni generali sulla partecipazione allo sciopero, sulle modalità dello sciopero stesso, sulle modifiche possibili alle modalità.

1. 

D. E’ ancora possibile aderire allo sciopero? Cosa bisogna fare? R: Sì, basta scioperare il giorno nel quale è possibile scioperare (v. altre domande al riguardo).

2.

D. Chi ha il diritto di scioperare? Solo i 5444 che hanno firmato la lettera di proclamazione dello sciopero? R. TUTTI. Tutti i 49000 Professori e Ricercatori Universitari in servizio.

3.

D. Secondo quali modalità si svolgerà lo sciopero? R. Quelle fissate nella lettera di proclamazione dello sciopero.

4.

D. Quali sono le situazioni più frequenti per il giorno dello sciopero? R. Vedere, nella sezione “approfondimenti” (documento per esteso in calce) tali situazioni.

5.

D. Per quanti giorni si è autorizzati a scioperare? R. Per un solo giorno.

6.

D. In quale giorno ho il diritto di scioperare in base alla proclamazione? R. Quello del primo appello, in ordine temporale, nel periodo 28 agosto-31 ottobre.

7.

D. Ho più corsi con appelli nello stesso primo giorno: da quale sciopero? R. Dal primo della giornata se sono ad orari diversi. Da tutti se sono alla stessa ora o se non è stato precisato un orario.

7 bis.

D. Ho un appello che è fissato ufficialmente (sul sito di Ateneo o sulla mia pagina web) in un dato giorno, ma poi si sviluppa, nei fatti, su più giorni (in alcuni casi anche su più orari), poiché divido gli esami su più giornate (o ore). Sciopero solo il primo giorno (o nel primo orario) e faccio esami nei successivi? R. No, l’appello “formale” si tiene il primo giorno (o ora) e la proclamazione dello sciopero dice che tutti gli esami di quell’appello sono rinviati all’appello successivo.

7ter.

D. La mia sede prevede che sia io, in quanto “Presidente” della Commissione di un corso integrato, a aprire le iscrizioni per l’appello. Devo sospendere anche tale operazione? R. No, l’apertura delle iscrizioni, già ora possibile, e non solo per i Presidenti di corsi integrati, è un atto dovuto, non rientra nelle modalità dello sciopero.

8.

D. “Saltano” del tutto gli esami per gli studenti? R. No, gli studenti potranno dare gli esami nella sessione autunnale, solo con qualche disagio (altrimenti che sciopero è?).

8.bis

D. La proclamazione dello sciopero prevede che se l’appello è unico si scioperi e poi si chieda un appello straordinario dopo il quattordicesimo giorno dalla data del giorno dello sciopero. Che senso ha scioperare per poi fare lo stesso l’esame dopo? R. Noi abbiamo chiesto con la proclamazione di esercitare il nostro diritto di sciopero, ma dobbiamo rispettare il diritto degli Studenti a dare l’esame. Lo dobbiamo ai nostri studenti. E’ corretto creare solo disagio.

9.

D. Ma questo sciopero è legale? E’ già “attivato”? R. Si, la Commissione di Garanzia dell’esercizio del diritto di sciopero ha già dichiarato che la proclamazione dello sciopero è formalmente legittima. Il 28 agosto iniziamo a scioperare, se non intervengo novità dell’ultima ora, sempre possibili, ad esempio se lo sciopero venisse revocato, ove le nostre richieste venissero almeno in parte soddisfatte prima.

10.

D. Cosa fare per gli studenti che devono laurearsi e la mancanza dell’appello glielo impedisse? R. E’ un caso sollevato dalla Commissione di Garanzia e siamo in attesa delle sue indicazioni. La legge in ogni caso prevede il divieto di scioperare solo per gli “esami conclusivi dei cicli di istruzione” (art. 1, co. 2, lett. d), l. 146/90), cioè per le sedute di laurea.

11.

D. Si possono modificare le modalità di sciopero? R. No, può farlo solo la Commissione di Garanzia.

12.

D. E’ legittimo adottare in qualche sede modalità di sciopero diverse? R. NO, non lo è.

13.

D. E’ legittimo che gli Atenei fissino loro modalità di proclamazione dello sciopero? R. No, non lo è.

14.

D. E’ legittimo che qualcuno possa chiederci di fare deroghe alle modalità di proclamazione dello sciopero? R. No, non lo è.

15.

D. Posso spostare lo sciopero sul secondo appello? R. No, se lo si fa si esce al di fuori dello sciopero autorizzato.

16.

D. Posso scioperare, ma fare l’esame e registrarlo al secondo appello oppure 15 giorni dopo? R. No, non è lo sciopero autorizzato e si può configurare un reato.

17.

D. Lo sciopero è anche dalle sedute di laurea? R. NO.

 

Indicazioni su cosa si sia o non si sia tenuti a fare, su cosa fare spontaneamente, su cosa fare obbligatoriamente, sulle trattenute sullo stipendio.

18.

D. Siamo tenuti a comunicare a qualcuno preventivamente la nostra intenzione di scioperare per poterlo poi fare? R. No: non siamo tenuti a comunicarlo a nessuno.

19.

D. Cosa siamo tenuti a fare prima del giorno dello sciopero, in relazione allo sciopero stesso? R. Non siamo tenuti a fare assolutamente NULLA in relazione allo sciopero.

20.

D. Chi ha un appello unico nel periodo dello sciopero è tenuto a qualche atto formale al riguardo? R. Si, deve chiedere un appello straordinario, dopo il quattordicesimo giorno dalla data del giorno dello sciopero. E’ previsto nella proclamazione dello sciopero.

21.

D. Cosa siamo tenuti a fare il giorno stesso dello sciopero, in relazione allo sciopero stesso? R. Anche qui la risposta è: non siamo tenuti a fare assolutamente NULLA in relazione allo sciopero stesso (salvo quanto previsto al punto precedente), solo scioperare e, come è detto nella proclamazione dello sciopero, assicurare tutte le altre attività istituzionali. Nondimeno sarà inviata una comunicazione in forma di semplice e-mail al MIUR e ai promotori dello sciopero (Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria): vedi punto 27.

22.

D. Cosa invece possiamo fare, soprattutto con i nostri studenti? R. Assemblee o incontri per spiegare i motivi dello sciopero.

23.

D. Dobbiamo avvertire gli studenti del fatto che sciopereremo? R. NON siete tenuti a farlo. Se volete farlo, leggete prima gli approfondimenti su questo punto (documento per esteso in calce).

24.

D. Siamo tenuti a comunicare spontaneamente e preventivamente all’Ateneo, o ai Rettori, o ai Direttori di Scuola o Dipartimento la nostra partecipazione allo sciopero? R. Assolutamente NO. Non esiste alcuna prescrizione di legge che ci obblighi a farlo.

25.

D. Gli organi di Ateneo preposti possono chiederci di comunicare preventivamente la partecipazione allo sciopero? R. Tale richiesta non è del tutto legittima, soprattutto se fatta per ostacolare lo sciopero.

26.

D. Siamo tenuti, dopo aver scioperato, a comunicare spontaneamente la nostra partecipazione allo sciopero agli Organi di Ateneo? R. No. Non siete tenuti a farlo.

27.

D. Dopo aver scioperato comunicheremo spontaneamente a qualcuno la nostra partecipazione allo sciopero? R. Si. La comunicheremo (con le modalità indicate negli “Approfondimenti” relativi a questo punto) al MIUR e ai promotori dello sciopero (Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria), per le ragioni indicate sempre negli “Approfondimenti” stessi (documento per esteso in calce).

28.

D. Siamo tenuti, dopo aver scioperato, a comunicare la nostra partecipazione allo sciopero se sollecitati, agli organi di Ateneo? R. A rigore non siete tenuti a farlo. Risponderete in perfetta libertà a seconda delle diverse abitudini, diverse da Sede a Sede, e delle situazioni che vi si potranno presentare. Leggete, al riguardo, gli “Approfondimenti” relativi a questo punto (documento per esteso in calce).

29.

D. Ci saranno trattenute sullo stipendio per la giornata di sciopero? R. Con notevole probabilità sì. In questa occasione ci disinteresseremo del problema. Lo porremo in futuro.

 

Modello per e-mail di richiesta di appello straordinario (da inviare soltanto da parte di chi ha un solo appello nel periodo 28 agosto – 31 ottobre)

Modello da personalizzare, ove lo si ritenga opportuno o ove sia necessario in relazione alle diverse modalità di fissazione degli appelli, variabili da sede a sede.

Indicare nell’oggetto dell’e-mail: Richiesta di appello straordinario

Indirizzo dell’e-mail: quello dell’Organo preposto alla fissazione degli appelli (al Direttore di Dipartimento o di Scuola o di Facoltà, o al Rettore: è diverso da Sede a Sede)

Corpo (o testo) della e-mail:

All’Organo preposto alla fissazione degli appelli (al Direttore di Dipartimento o di Scuola o di Facoltà, o al Rettore)

Oggetto: Richiesta di appello straordinario

Il sottoscritto…………… in servizio presso questo Ateneo in qualità di …………….. presso il Dipartimento di

…..…….. chiede di essere autorizzato a fissare un appello straordinario (oppure “ chiede la fissazione di un appello straordinario”) (1), per il corso di………….. (o per i corsi di………… ove sussista tale caso) a partire dal ………..… (indicare la data corrispondente al quindicesimo giorno a partire da quello dello sciopero).

Distinti saluti,

(1) La dizione differente corrisponde alle due principali modalità di fissazione degli appelli che risultano. La prima dicitura corrisponde alle sedi nelle quali è il Docente a decidere in autonomia e ha solo bisogno dell’autorizzazione a farlo, la seconda corrisponde alle sedi nelle quali la fissazione degli appelli è, per così dire “centralizzata”, anche se pur quasi sempre con la “consultazione” preventiva della disponibilità del Docente per il giorno stabilito. Questo è uno dei punti in cui, eventualmente, dovrete adattare questo modello alle modalità della Vostra sede.

 

Indicazioni per lo sciopero 20-8-2017

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25 Comments

  1. Si ha notizia di richieste, ufficialmente avanzate da alcuni Rettori ai professori e ricercatori strutturati, di vedersi comunicare entro un termine perentorio l’intenzione di aderire allo sciopero.

    Tali richieste, sul piano giuridico, sono questionabili se accompagnate dall’avviso che, in caso contrario, il dipendente dell’ateneo non avrebbe la possibilità di esercitare il proprio diritto di sciopero in modo legittimo, addirittura prospettando l’interruzione di pubblico servizio.

    Giova al riguardo sottolineare che, allo stato, nemmeno la Commissione di Garanzia sul Diritto allo sciopero è giunta ad esprimere un indirizzo regolativo vincolante sull’obbligo di comunicazione preventiva.

    La regolazione dello sciopero è affidata, in base all’art. 40 Cost., alla riserva di legge. Ne discende che, nella materia dello sciopero dei servizi pubblici essenziali, la Commissione di garanzia può esercitare i suoi poteri solo negli stretti ambiti consentiti dalla legge regolatrice del 1990.

    Quand’anche la Commissione intendesse adottare una regolamentazione provvisoria mirante a imporre tale obbligo di comunicazione preventiva di partecipazione allo sciopero da parte dei singoli lavoratori, detta regolamentazione si porrebbe in contrasto con il limite della riserva di legge.

    Derivare tale obbligo dall’art. 2, comma 6, della legge n. 146 del 1990, il quale dispone l’obbligo di dare comunicazione agli utenti da parte delle AMMINISTRAZIONI o delle imprese interessate dallo sciopero, appare controvertibile, non essendo esplicitata dalla normativa appena richiamata una connessione diretta tra l’effettività del dovere d’informazione a carico dei gestori dei servizi pubblici e il supposto obbligo imposto ai lavoratori, che condizionerebbe sul nascere l’esercizio del diritto costituzionale di cui all’art. 40 Cost.

    Si ricorda infatti che il diritto di sciopero è un diritto inviolabile e individuale riconosciuto a ciascun lavoratore e che, come tale, questo diritto può essere legittimamente esercitato fino al momento nel quale il lavoratore decida di fare sue le motivazioni dello sciopero legittimamente proclamato.

    Destituite di fondamento sono, pertanto, prospettazioni che agitino la minaccia di essere destinatari di sanzioni qualora il lavoratore non comunichi preventivamente all’amministrazione (nei termini indicati da quest’ultima) la volontà di esercitare il proprio diritto costituzionalmente tutelato.

    A fronte di questo scenario in punto di diritto, si ribadisce l’opportunità che il professore o il ricercatore che abbia maturato la decisione di aderire allo sciopero proclamato dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, ne dia pronta comunicazione ai propri studenti, utilizzando all’uopo le bacheche elettroniche ormai universalmente in uso nei siti dei dipartimenti.

    Necessario appare, altresì, investire prontamente della (eventuale, quando sia originariamente previsto un solo appello nella sessione interessata dalla proclamazione dello sciopero) richiesta di fissare un appello dopo 15 giorni dall’appello soppresso a causa dello sciopero, l’organo di ateneo competente (la direzione di dipartimento o la diversa articolazione dell’amministrazione centrale di ateneo, a seconda dei casi).

    • Riteniamo opportuno garantire diffusione alla comunicazione inviata dal prof. Carlo Ferrero del Comitato per la Dignità della Docenza Universitaria.

      Cari Colleghi Professori e Ricercatori,

      prima di passare agli aspetti più importanti di questa e-mail una conferma e alcune avvertenze.

      Abbiamo contattato la Commissione di Garanzia e ci hanno confermato che in assenza di novità dell’ultimo minuto lo sciopero, già dichiarato legittimo dalla Commissione, partirà regolarmente il prossimo 28 agosto. Lo sciopero partirà quindi, autorizzato e dunque in perfetta legalità, con le modalità indicate nella lettera di proclamazione.

      Le e-mail di richieste di chiarimento stanno raggiungendo limiti abnormi e spesso senza alcuna necessità. Anche in conseguenza di ciò alcune indicazioni che sarebbe bene dare a tutti stanno ristagnando e arriveranno solo a sciopero iniziato.
      Non ostacolate, per cortesia, il lavoro di tutti quelli che stanno lavorando per questo sciopero, sacrificando in tutto o in parte le proprie vacanze (anche se a voi non appare si è lavorato senza sosta anche in agosto, ferragosto compreso) con problemi che potete risolvere da soli rileggendo con cura tutto quanto. Dietro molte richieste ci sono in realtà soltanto timori che dovrebbero essere messi da parte, anche per darci il tempo di intervenire d’urgenza su casi più gravi come quelli che seguono. Prima ancora di predisporre una risposta, il solo dover leggere, capire e archiviare le vostre e-mail porta via tempo prezioso.
      E infine, se avete dubbi, attenetevi rigidamente alla lettera di proclamazione dello sciopero: se nella proclamazione è scritto che si sciopererà dal primo appello e prevedete di non avere studenti iscritti non state a chiedervi, e a chiedere a noi, se è opportuno spostare lo sciopero al secondo appello: lo sciopero è stato proclamato sul primo appello e su quello potete scioperare e non su altri, altrimenti uscite fuori dallo sciopero autorizzato. Nessuno può modificare le modalità dello sciopero, tranne la Commissione di Garanzia. Il MIUR vi conteggerà fra gli scioperanti e avrete comunque dato il Vostro contributo alla riuscita dello sciopero. E non state a chiedere a Voi e a noi se ha senso scioperare da un appello che non abbia iscritti, sempre per lo stesso motivo, e quindi è inutile chiederci di intrattenere una corrispondenza su tale argomento e scioperate su tale appello, è quello autorizzato.
      E chi sciopera, se proprio volete una ulteriore motivazione, non è tenuto a consultare la lista degli iscritti e a sapere che non ce ne sono.

      Detto questo passo all’oggetto principale di questa e-mail.

      Primo punto

      Il Ministero della Funzione Pubblica ha inviato agli Atenei disposizioni che sono usuali per i rilevamenti ufficiali degli scioperanti. Qualche Ateneo sta richiedendo la dichiarazione preventiva dello sciopero, giustificandola anche con disposizioni imperative del Ministero che in realtà nella nota del Ministero non ci sono affatto.
      Ciò sta legittimamente preoccupando molti colleghi, indotti da ciò a non scioperare, convinti che, arrivando queste indicazioni dopo quelle che Vi ho inviato in precedenza, siano intervenute novità tali da impedire di scioperare.
      Non è intervenuto nulla di nuovo: gli Atenei stanno tentando, a volte forse anche senza volerlo, di circoscrivere e limitare lo sciopero.
      In ogni caso segnaleremo al più presto al MIUR e alla Commissione di Garanzia il caso affinché verifichino se si tratti di comportamento, anche involontariamente, antisindacale e adottino i provvedimenti che riterranno appropriati.

      Comunque, per evitare che si creino in partenza difformità fra i rilevamenti ufficiali e quanto comunicheremo al MIUR, per evitare che si sia distratti dallo sciopero per dibattere su tale argomento e per non impantanarci quindi in una diatriba inutile e dispersiva che potrebbe essere innescata per diminuire il valore dello sciopero, dato che abbiamo già deciso, per questa volta, di comunicare spontaneamente lo sciopero al MIUR, vi invitiamo a inviare la Vostra comunicazione spontanea relativa allo sciopero non solo al MIUR e ai promotori dello sciopero (il Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria), ma anche ai Vostri Rettori. Basta una unica email con tre destinatari in indirizzo. Non vi diciamo di mandarla anche ai Vostri Direttori di Dipartimento per non metterli in imbarazzo ove vogliano scioperare essi stessi, ma se volete mandarla anche a loro non c’è problema.
      Questa operazione va fatta, come già detto, nel giorno dello sciopero o uno dei giorni immediatamente successivi, non prima. La richiesta di farlo prima è una richiesta illegittima, a cui non si deve rispondere positivamente.
      Le motivazioni più generali di questa comunicazione spontanea e il modo di farlo le trovate al punto 27 e nell’allegato C delle indicazioni sullo sciopero che avete già ricevuto. Aggiungete solo l’indirizzo del vostro Rettore tra i destinatari.

      Secondo punto

      Qualche Ateneo sta fornendo comunicazione delle modalità di sciopero difformi da quelle della proclamazione, in genere restrittive delle modalità stesse, imponendo vincoli alle modalità di attuazione dello sciopero che, per legge, solo la Commissione di Garanzia dell’esercizio del diritto di sciopero ha la prerogativa di porre, o che trasferiscono sugli scioperanti l’obbligo di azioni preliminari o conseguenti allo sciopero che sono proprie delle Amministrazioni, azioni anche queste che possono configurare l’illecito di comportamento antisindacale.
      A prescindere da ciò, in casi del genere, a nostro parere, si può configurare un illecito ancor più grave di quello segnalato nel primo punto, in quanto tali Atenei sembra che si stiano attribuendo, appunto, prerogative che la legge 146/90 attribuisce esclusivamente alla Commissione di Garanzia dell’esercizio del diritto di sciopero prevista dalla legge stessa.

      Anche in questo caso segnaleremo al più presto al MIUR e alla Commissione di Garanzia quanto sopra affinché verifichino se si tratti di comportamento, anche involontariamente, antisindacale e adottino i provvedimenti che riterranno appropriati.

      Gli Atenei che, a vario livello, hanno diramato comunicazioni del tipo anzidetto sono, al momento, quelli di Brescia, Genova, Siena, Palermo, Modena e Reggio, Bari, Torino Università, Bergamo, L’Aquila, Ferrara, Padova.

      Non inviate più segnalazioni su queste Università, salvo che dovessero esserci fatti o iniziative nuove.

      Per altre che si dovessero aggiungere nei prossimi giorni, se volete segnalarcele usate la solita regola, che è bene usare sempre, di descrivere nell’oggetto il contenuto dell’e-mail.
      Così come è bene indicare nelle Vostre e-mail un numero di telefono, meglio se cellulare, per darci la possibilità di chiedervi chiarimenti su quanto scrivete.

      Cordiali saluti,

      Carlo Ferraro
      Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria
      https://sites.google.com/site/controbloccoscatti/home

  2. … ma se uno è in ferie in occasione del primo appello di un esame di un corso integrato, dove la sua presenza non è assolutamente necessaria, deve comunque comunicare a miur e studenti la sua assenza per adesione allo sciopero? Non basta comunicarlo ai colleghi del corso?

    • Se si desidera aderire allo sciopero, è comunque necessario comunicare di aver aderito ex post, affinché sia operata la trattenuta stipendiale. Altrimenti tutto si riduce a un flatus voci. Questo se si vuole partecipare, e dare il proprio contributo individuale, sacrificandosi, al segnale collettivo in nome di una causa condivisa. Le comunicazioni agli studenti (e l’eventuale comunicazione al proprio direttore per l’indizione dell’appello straordinario) sono quindi importanti, anche se si è in ferie. E magari parlare con i colleghi con cui si è co-titolari dell’appello per verificare se acconsentono alla soppressione dell’appello e all’indizione dell’appello straordinario, qualora quello soppresso sia l’unico della sessione) Il problema non è pratico, ma simbolicamente formale.

  3. … grazie. Comunichero” ex post secondo le modalità suggerite da Ferraro.dei 5 colleghi coinvolti due non sono intenzionati a scioperare. nel periodo è previsto un secondo appello e quindi non è necessario quello straordinario.

  4. Non so se è stata diffusa la notizia di cui più avanti. È utile riascoltare comunquel’intervento, l’ultimo in ordine, della Ministra (29′) , dove parla anche dello sciopero, disapprovandolo anche alla luce dell’opinione pubblica sull’università:
    https://www.crui.it/component/k2/item/3451-la-retribuzione-dei-docenti-universitari-l-impegno-del-governo-a-sostegno-del-sistema-universitario.html

    10 luglio 2017 
La retribuzione dei docenti universitari: l’impegno del governo a sostegno del Sistema Universitario
    Incontro con la Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca Valeria Fedeli 

    Relatori
    5:38 Vilberto Stocchi, Rettore Università di Urbino;  
    19:15 Gaetano Manfredi, Presidente CRUI;  
    37:15 Maurizio Ricci, Rettore Università di Foggia;
    1:07:03 Antonio Felice Uricchio, Rettore Università di Bari;
    1:25:39 Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
     

    • Ho provato ad ascoltarla, ma per minuti e minuti è riuscita a non dire assolutamente nulla, tranne (di se stessa) che è onesta, corretta e istituzionalmente irreprensibile, mi pare.

  5. Per scioperare non si partecipa al primo appello, se necessario si chiedete un appello straordinario. Qualche giorno dopo aver scioperato comunicate al miur che avete partecipato allo sciopero. FACILE.

  6. Per scioperare non si partecipa al primo appello, e solo a quello. se necessario si chiedete un appello straordinario. Qualche giorno dopo aver scioperato comunicate al miur che avete partecipato allo sciopero. FACILE.

  7. Ho un dubbio. Il mio primo appello sarebbe dovuto essere l’8 settembre, ed ovviamente non mi faro’ vedere all’Universita’.
    Ma quello stesso giorno c’e’ un interessante convegno al quale mi piacerebbe essere presente.
    Secondo voi posso tranquillamente aprire una missione ed andarci?

    • Non so come è da voi. A Cagliari ci vuole una autorizzazione chiesta al dirett. del dipart. con un certo anticipo, se poi si vuole il rimborso.

    • Il giorno dello sciopero (primo appello) si possono fare tutte le altre attività istituzionali. Tutte tranne l appello, appunto.

    • In punto di logica, ancor prima che di diritto, non ne sarei così sicuro. Se l’Ateneo opera una trattenuta stipendiale corrispondente al costo della giornata nella quale si è scioperato, e purtroppo (per intuibili motivi contabili e per prassi: si sciopera a giornata lavorativa, anche se i sindacati autorizzano astensioni orarie alle volte – ma qui ci vuole il lavorista) non delle sole ore che il docente impiega per effettuare l’appello, potrei dubitare che l’ateneo possa autorizzare una missione (che indica il regolare svolgimento del rapporto di lavoro e si dà in costanza di quest’ultimo) quello stesso giorno. Il sospetto è che Angelo Farina debba rinunciare alla missione, salvo spostare la data dell’appello e così tornare missionabile quel giorno. Del resto se l’appello quel giorno si tenesse, la missione potrebbe decorrere solo da un orario successivo a quello risultante dalla chiusura del verbale.

  8. Buongiorno,
    mi permetto di ricordare che lo sciopero riguarda solo l’effettuazione dell’appello d’esame (il primo della sessione) e non le altre attività connesse alla didattica e alla ricerca.

    Nel documento in cui lo sciopero viene proclamato si indica esplicitamente che verranno assicurate tutte le altre attività istituzionali nel periodo 28/8-31/10 (cfr. punto 5 del documento di proclamazione a pagina 2).

    Se ad esempio ho l’appello d’esame dalle 14 alle 17, io posso fare comunque ricevimento studenti o attività in laboratorio prima delle 14 e dopo le 17. Da ciò deriva anche che la trattenuta retributiva sarà limitata al non aver effettuato l’appello.

    E a tal proposito sarebbe interessante sapere dai giuristi del lavoro cosa accade nei casi in cui lo scioperante risulta comunque presente in università (nel mio esempio tra le 14 e le 17), magari impegnato con i laureandi o in un esperimento di laboratorio.

    Saluti e buon sciopero.

    Paolo T.

  9. eriberto says:

    Che succede se l’appello straordinario richiesto dopo 14 giorni quello per cui si sciopera cade al di fuori della finestra esami del dipartimento?

  10. Buongiorno,
    sotto si trova un esempio di richiesta al Rettore di un appello straordinario per tutti i casi che prevedono:

    a) un solo appello tra il 28/8 e il 31/10 (magari come nella mia scuola… l’appello successivo è a gennaio 2018);

    b) una finestra temporale per gli appelli limitata e tale da portare l’appello straordinario in una data in cui gli studenti hanno lezione perché inizia il nuovo a.a.

    La richiesta va inviata al Rettore e, per conoscenza, ai responsabili delle scuole/facoltà, dei corsi di laurea e dei dipartimenti coinvolti (ovvero l’appello straordinario, se concesso, cade in una data in cui sono previste lezioni per corsi gestiti da tali dipartimenti)

    Buon sciopero,
    Paolo Tedeschi

    Oggetto: Richiesta sessione di appello straordinaria per Scuola/Facoltà XYZ.

    Oggi 28 agosto 2017 inizia lo sciopero proclamato dal Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria: lo sciopero riguarda esclusivamente il primo appello degli esami di profitto previsti tra il 28 agosto e il 31 ottobre 2017.

    Lo sciopero, che è stato approvato dalla Commissione di Garanzia sul Diritto di Sciopero, cerca di recuperare gli scatti di anzianità indebitamente negati, nell’ambito della PA, ai soli docenti e ricercatori universitari. Tale astensione è infatti finalizzata ad ottenere l’adozione di un provvedimento di legge in base al quale:

    1) le classi e gli scatti stipendiali dei Professori e dei Ricercatori Universitari e dei Ricercatori degli Enti di Ricerca Italiani aventi pari stato giuridico, bloccati nel quinquennio 2011-15, vengano sbloccati a partire dal 1° gennaio del 2015, anziché, come è attualmente, dal 1° gennaio 2016;

    2) il quadriennio 2011-14 sia riconosciuto ai fini giuridici, con conseguenti effetti economici solo a partire dallo sblocco delle classi e degli scatti dal 1° gennaio 2015.

    Il movimento che ha proclamato lo sciopero cerca di ridurre al minimo il disagio per gli studenti ed è peraltro per questo che l’astensione riguarda solo il primo appello e viene comunicata agli studenti dai docenti e ricercatori con almeno 24 ore di anticipo.

    Poiché nel calendario d’esami della Scuola/Facoltà XYZ è previsto un solo appello in settembre e quello successivo sarà nel gennaio 2018, si chiede al Rettore che, nei casi in cui l’appello ordinario non sia effettuato per lo sciopero, sia concesso un appello straordinario successivo a quello mancato: come indicato da chi ha proclamato lo sciopero tale appello deve essere previsto almeno 15 giorni dopo quello mancato.

    Nel caso in cui la richiesta venga accettata dal Rettore alcuni appelli slitteranno ad ottobre, ovvero in un periodo in cui saranno già iniziate le attività didattiche relative ai corsi dell’a. a. 2017/18 della Scuola/Facoltà XYZ.

    La soluzione ideale sarebbe quella di una data unica, ma la scelta dipende anche dalle esigenze didattiche espresse dalla Scuola/Facoltà XYZ.

    Ed è proprio per questo che la richiesta rivolta al Rettore viene inviata per conoscenza alla presidenza della Scuola di Economia e Statistica e ai responsabili dei corsi di laurea triennale e magistrale e dei dipartimenti coinvolti.

    Si ricorda inoltre che, essendo lo sciopero relativo alla sola effettuazione dell’appello d’esame ed essendo garantite tutte le altre attività istituzionali, verranno regolarmente svolte tutte le altre attività connesse alla didattica (ad es. il ricevimento studenti) e alla ricerca (ad es. le attività in laboratorio).

    Si noti inoltre che la lettera viene inviata da docenti/ricercatori che intendono scioperare e che, come indicato nel documento di proclamazione dello sciopero, cercano di ottenere un appello straordinario per ridurre al minimo il disagio per gli studenti.

    Distinti saluti,

  11. indrani maitravaruni says:

    Vi segnalo che il livello dei commenti sullo sciopero nel thread odierno del Fatto Quotidiano è veramente sconcertante. La semina dell’odio sta dando i suoi frutti e a me fa pure un pochino paura.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      A me fa ancora più paura avere colleghi che per paura degli “haters” chinano la testa sempre e comunque.

  12. Giuseppe Mele says:

    Cosa dovremmo avere da temere da queste persone? Cosa hanno a che fare con il nostro sciopero? Basta scorrere qualcuno dei commenti per capire il livello di disinformazione dei loro autori sull’argomento. Un tempo quando volevo sentire discorsi strampalati prestavo orecchio alle chiacchiere da bar: ora dedico regolarmente qualche minuto al giorno alla lettura dei commenti in calce agli articoli delle testate online. Crozza-Napalm51 al confronto è un uomo colto e riflessivo…

  13. indrani maitravaruni says:

    Volevo darvi un’idea del tenore dei commenti:
    l’università è obsoleta/inutile;
    ci vogliono tutte università private;
    gli stipendi sono favolosi, quindi perché protestano;
    i docenti sono TUTTI parassiti;
    le università italiane non sono nei ranking internazionali;
    avete presente il livello dei laureati in … (resto del mondo);
    oppure, sic et simpliciter, dovete stare zitti e non protestare.

  14. Intanto il Corriere pateticamente titola “Università, comincia lo sciopero dei prof: niente esami fino a novembre”.

    http://www.corriere.it/scuola/ritorno-a-scuola/notizie/universita-comincia-sciopero-prof-niente-esami-fino-novembre-1a2a91aa-8bbf-11e7-b9bf-f9bee7e83ed2.shtml

  15. Pingback: Sciopero | Università aperta: Sassari

  16. Non mi è chiaro come ci dobbiamo comportare nel caso di corsi tenuti da più docenti: se ad esempio i docenti sono due, X e Y, e X sciopera e Y no e Y fa l’esame da solo, allora Y lede il diritto di sciopero di X? se viceversa nemmeno Y fa l’esame, pur non scioperando, allora Y viene meno ai suoi doveri? Quello che conta è chi è il presidente di commissione? In teoria quanti commmissari di una commissione devono essere presenti quindi non scioperare affinche’ un esame sia valido? Due di cui uno deve essere il presidente?

  17. Credo che dei due docenti solo uno possa essere formalmente il presidente. Oppure uno sarà presidente per studenti a-l e l’altro per studenti m-z. Piuttosto, chi ha più esami in orari diversi lo stesso giorno sciopera solo per il primo esame (indicazioni Ferraro), però essendo lo scioperante ritenuto non in servizio per tutto il giorno (almeno nella mia sede), credo che di fatto si debba scioperare da tutti gli esami dello stesso giorno, a meno di spostare gli altri in un altro giorno. C’è qualcuno altro in questa condizione?

  18. Alcune anticipazione tratte dal comunicato del Movimento per la Dignità della docenza emanato il 4.9, che annuncia la diffusione di nuove indicazioni di dettaglio entro un paio di giorni:

    1) appello senza iscritti (si sciopera comunque in quel giorno)

    2) Ricercatori di tipo A e B (scioperano quelli che sono titolari di corsi o moduli)

    3) Professori a contratto o che prestano l’attività a titolo gratuito (si consiglia o si prega di non scioperare)

    4) laureandi (abbiamo offerto noi stessi alla Commissione di Garanzia un appello straordinario apposito per loro)

    5) soggetti legittimati a scioperare (si ripete: tutti i 49000 Docenti in servizio, non solo i 5444 che hanno proclamato lo sciopero)

    6) corsi con scritto e orale (caso delicato, sono diverse le situazioni da sede a sede; nel caso più ricorrente si sciopera nel giorno dello scritto)

    7) appello straordinario che cade fuori sessione (dovete chiederlo; la Commissione Garanzia ha autorizzato lo sciopero con appello straordinario da Voi richiesto dopo 14 giorni; spetta agli Atenei autorizzarlo; la Commissione li ha invitati a organizzarlo e alcuni Atenei lo hanno già fatto preventivamente)

    8) trattenute sullo stipendio (già trattate nella quasi totalità nell’allegato sulle trattenute dell’e-mail precedente; unico errore: in alcuni punti si parlava di trattenute sullo stipendio, in altri di trattenute sindacali, e quest’ultima dizione è scorretta).

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