Avevate il mondo, ma si è chiuso per voi,

                                                                        e vi è rimasto questo paese.

Orson Welles, The Stranger.

   La parola straniero, eccetto che per i razzisti xenofobi, è una parola magica, che non può avere che risonanze positive, evocative. Rimanda a un’alterità desiderata, a una diversità agognata, al sogno di un meticciato felice, al viaggio, allo spostamento. Lo Straniero più celebre è nel capolavoro di  Albert Camus (L’Étranger, 1942), estraneo alla società e al mondo, assassino per caso e ribelle fino all’ultimo, fino a che la ricomposizione sociale esigerà la sua messa a morte. Meno complesso e più amabile è lo Straniero di Georges Moustaki (1969), ma siamo in un genere diverso, nella canzone d’autore e nella bella traduzione di Bruno Lauzi.  Greco, nato ad Alessandria d’Egitto e naturalizzato francese, Moustaki cantava di un “meteco” (“Avec ma gueule de métèque”), da métoikos, straniero che vive in una città greca. Si può gustare su YouTube, come il più inquietante Killing an Arab dei Cure (1979), ispirato al romanzo di Camus, inquietante, ma niente di più, nonostante le accuse e le polemiche. C’è poi Orson Welles con il suo The Stranger (1946), icona filmica, dove l’irriducibile estraneità e diversità del protagonista ha origine in un terribile passato nazista. Insomma, letteratura, musica, cinema, filosofia ci hanno raccontato le metamorfosi della figura dello Straniero, a ciascuno il suo.

Fino allo Straniero più recente, che dà il titolo al blog di Antonio Socci, segno di una decadenza inarrestabile, di una negazione del progresso che non sia soltanto e pericolosamente tecnologico. Il Socci blog ci riporta a un presente  più amaro e tristanzuolo, lontano dal romanzo e dal cinema. Per chi poi si sia sottoposto alla tortura della presentazione della domanda per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (pdf, età accademica, calcolo delle mediane) e che abbia cliccato nevroticamente sul sito del Miur per conoscere l’esito dei sorteggi delle commissioni (scontrandosi con il silenzio, i rinvii, le liste apparse e scomparse), straniero è un aggettivo qualificativo, che qualifica appunto il cosiddetto quinto commissario, forse il voto decisivo in una commissione zoppicante (si decide 4 a 1, ve lo ricordate?). L’aspirante commissario proveniente dai paesi OCSE è colei o colui che dovrebbe garantire l’internazionalità e quindi la correttezza del giudizio finale, uno sbarramento contro il nepotismo e il clientelismo che affliggono l’Università italiana (pubblica), una garanzia dello svolgimento corretto dei concorsi. Finalmente, nel migliore dei mondi possibili, grazie allo straniero, anche i figli (mogli e amanti) di nessuno potranno aspirare a un giusto riconoscimento dei propri meriti scientifici e saranno abilitati.

Lungi da me un’ironia facile e crudele, ho avuto i miei sorteggi, i miei infortuni accademici. Ma proprio per questo sono convinta che si debba rimanere lucidi negli ultimi atti (da ora in poi parleranno i tribunali amministrativi) di questo sventurato concorso nazionale. Mi soffermo quindi su alcuni aspetti per cercare anche di chiarirmi le idee.

1) In linea teorica, l’inserimento del commissario straniero (da ora in poi straniero) potrebbe costituire un elemento molto positivo per un confronto con la comunità scientifica internazionale. In realtà, per le ragioni che dirò, riflette molto negativamente l’attacco sconsiderato che potentati accademici e politici hanno scatenato contro l’Università pubblica, con l’appoggio incondizionato dei media (giornali padronali, televisioni), sempre a caccia di scandali che pure erano reali. È ormai chiaro che dietro questo attacco c’era un disegno politico. Che era ed è quello di screditare l’istituzione pubblica. Risultato: la legge Gelmini e “l’assassinio della valutazione” grazie ad Anvur[1].

2) Stranieri in patria.

  L’individuazione dei docenti in servizio presso Università straniere ai fini della composizione  delle commissioni per l’Abilitazione nazionale spetta ad Anvur, agenzia di nomina politica (non ci dobbiamo stancare di ricordarlo). Sul suo sito ufficiale, si sono moltiplicate le liste e i listini. Liste corpose per alcuni settori, di quattro o cinque nomi per altri. Forse meno appetibili? Chi lo sa. In liste e listini, ci sono francesi, americani, olandesi, polacchi, greci, inglesi e via discorrendo. Ma i cognomi italiani abbondano, in molti raggruppamenti disciplinari sono più numerosi degli altri. Non ci si deve certo scandalizzare, ma semmai rallegrarsi del fatto che tanti dei nostri occupino posizioni di prestigio all’estero. Alcune distinzioni sono però necessarie, anche sul piano linguistico, perché in genere questi particolari Candidati commissari OCSE sono definiti oriundi o espatriati (che non è la stessa cosa). I primi non pongono ovviamente alcun problema. Per gli espatriati invece, come è stato rilevato, si dovrebbe distinguere tra studiosi la cui carriera accademica si è svolta prevalentemente all’estero e coloro che hanno lasciato da pochissimo tempo (magari un anno o due) la loro cattedra italiana perché chiamati altrove, mettiamo a Berlino o a Yale. Qui troviamo quelli che ho definito in un post su Roars i “falsi stranieri” (come i “falsi invalidi”), la cui collocazione in un concorso nazionale italiano non può non destare serie preoccupazioni. Perché, in molti di questi casi, lo straniero non garantisce la correttezza e l’imparzialità del giudizio, ma può rafforzare alcune cordate accademiche nostrane. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti.

 

3) Già quanto ho esposto non può che deludere le speranze di chi pensava di assestare un colpo mortale ai disegni clientelari delle baronie italiane. Ma non è ancora, secondo me, l’aspetto più  sconcertante della questione. La vera delusione, lo sconforto nasce dal colpo d’occhio sugli elenchi forniti da Anvur, popolati da sconosciuti i cui CV sono spesso privi della lista delle pubblicazioni (“Di chi si tratta? Fammi andare a controllare chi è su Google!”), oppure da colleghi francamente mediocri che, dall’esilio delle loro Università di provincia all’estero, verranno a giudicare ricercatori italiani certamente più brillanti. Non parlo ovviamente per tutti i settori, ma per quelli che conosco abbastanza delle aree 10 e 11. Non parlo delle eccezioni, e mi domando chi li ha fatti questi elenchi? Sono frutto delle domande presentate, risponderebbe verosimilmente Anvur, ma chi li ha accettati e validati? continuo a domandarmi. Il Consiglio direttivo, mi si dirà. Ma questo non ha le competenze necessarie per giudicare e scegliere da Archeologia, a Filologia romanza, a Storia medievale, a Storia della Filosofia, per rimanere nelle Scienze umane. Chi sono allora gli Esperti che hanno valutato le candidature? Hanno accertato che si tratti di figure accademiche equivalenti ai nostri professori ordinari (come per legge)? Hanno accertato che abbiano superato le loro amate mediane? Chi ha acceso i semafori verdi? Chi ha verificato che, a parte gli oriundi e gli espatriati, anche gli altri abbiano una competenza della lingua italiana che permetta di valutare monografie e edizioni critiche? Qualcuno ha fatto attenzione ai settori scientifico-disciplinari ai quali fanno riferimento gli stranieri? Non sembrerebbe così, stando a ciò che sta accadendo, agli “scambi” tra archeologi e orientalisti, archeologi e storici, astrofisici e informatici, studiosi di relazioni internazionali e storici dell’economia.

4) Come le “riviste pazze”.

Ma la vera follia delle liste degli aspiranti commissari OCSE è l’inversione molto frequente dell’ordine alfabetico del nome e del cognome. In un post su Roars ho contato 22  settori nei quali si verificavano errori madornali e non sono certamente tutti. Particolarmente grottesca l’inversione dei nomi e cognomi italiani. [il che fa vacillare la mia ipotesi disperatamente razionale al tempo delle “riviste pazze”, ossia che la redazione delle liste fosse stata appaltata a una specie di call center]. Qui la sciatteria, la cialtroneria sfiorano l’incredibile. Sono liste pazze e pazzi sono i sorteggi basati su di esse.

Errata corrige, si legge sul sito ufficiale di Anvur in data 21 novembre, dove vengono pubblicate le liste modificate degli aspiranti commissari stranieri. Per ben 12 settori. Ma Anvur non ama la Fisica. Modifica le liste, ma non quella relativa a 02/A1 (Fisica sperimentale delle interazioni fondamentali): la prof. Alessandra TONAZZO risulta ancora la n. 1 dell’elenco, Tonazzo di nome e Alessandra di cognome!

Non ho più continuato a leggere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


[1] S.Cassese, L’Anvur ha ucciso la valutazione. Viva la valutazione!, Roars, 19 novembre 2012.

31 Commenti

  1. Sul sito dell’ASN si legge questa notizia, che mi astengo dal commentare:
    27 novembre 2012
    Considerato che in alcune liste dei commissari OCSE si è riscontrato un ordinamento alfabetico inesatto, che in ogni caso non incide sulla sequenza numerica estratta, sono in fase di verifica gli abbinamenti della sequenza numerica stessa ai nominativi dei candidati OCSE da inserire nelle commissioni. Al termine di tale verifica, entro venerdì 30 novembre, saranno pubblicati nella sezione dedicata del sito i decreti di nomina delle relative commissioni.

  2. @Antonio Banfi.
    Da stamattina Alessandra Tonazzo non è più la prima della lista. Impresa titanica per correggere dappertutto l'”ordinamento alfabetico inesatto”. Ma per cortesia verso i candidati, devo segnalare che un’ultima (?) correzione va apportata al sc 10/C1 (Teatro, musica cinema). Ancora uno sforzo!

  3. lo straniero è una stupadaggine grandissima, è come se nel calcio, campionato italiano, ci fosse bisogno, ad es. di un guardalinee straniero, perchè non ci fidiamo degli italiani.

    Se l’istituzione è italiana, l’Italia deve avere le palle per dimostrare che vale qualcosa. Il familismo non si contrasta con lo straniero (amico del collega italiano di turno).

    Non ci vuole il commissario straniero, ma il METEDO straniero per trasformare la Pubblia Amministrazione italiana, dove, se sei a temp. indeterminato e sei un cesso non verrai mai toccato, se sei precario e brevissimo, un essere semi-divino, ma precario non entrerai mai.

    Lo straniero dirà: “mi hanno detto di fare così e così ho fattto, italia mafia spaghetti mandolino!”

  4. Una parola sull’aspetto relativo ai commissari OCSE. Da quello che è riportato, quindi, la rosa dei nomi dei commissari OCSE è stata definita dall’ANVUR, a partire dalle domande che sono arrivate da parte dei candidati OCSE. Immagino (se non è così, mi scuso) che questa selezione della short list sia stata fatta per area disciplinare, utilizzando i GEV dell’ANVUR.
    Se fosse stato così, i GEV dell’ANVUR avrebbero avuto la possibilità di 1) intervenire sugli aspetti relativi ai criteri ed indicatori dei parametri per l’abilitazione dei candidati alla stessa, e 2) dei candidati commissari; 3) selezionare, tra le domande pervenute dei candidati OCSE, quelle da inserire nella short list; 4) candidarsi personalmente alle commissioni per l’abilitazione.
    Se, poi, da questo risultasse anche che tali candidature venissero estratte, be’, bingo. Ma sono sicuro che chi fa parte dei GEV, qualora abbia avuto questo bouquet di possibilità, si sia astenuto dal collezionarle.

  5. @mz74 Sarebbe un po’ curioso se i GEV avessero rivisto le liste degli aspiranti commissari OCSE perché buona parte dei GEV sono aspiranti commissari italici. In ogni caso anche questa mi pare una ipotesi ottimistica: forse qualche usciere ha contato gli articoli per calcolare le mediane, ma nessuno ha verificato la congruità dei candidati con il settore concorsuale: in 10/A1 (Archeologia) c’è ancora l’Egittologo che dovrebbe andare in 10/D1 (Storia antica) e in storia antica c’è una archeologa spagnola molto nota. Le ho chiesto personalmente per quale settore aveva fatto domanda e mi ha risposto: archeologia naturalmente. Non so che dire, l’usciere non sa fare neanche questo…

  6. Non so se sia più pessimista mz74 o Paolo Liverani. Ma ritengo che nemmeno l’ombra di un conflitto d’interessi debba pesare su questa Abilitazione. Sarebbe stato opportuno che nessuno dei Gev si autocandidasse a commissario. Se qualcuno viene estratto, è un bel pasticcio.

    • In effetti, pastiche sarà, almeno in qualche settore: a me risultano, per le 32 commissioni già nominate, 9 esperti GEV chiamati a farne parte. Ad essi ne aggiungo almeno uno, estratto nell’ultima tornata di sorteggio, non ancora nominato.

  7. Riposto qui parte di un mio commento su un altro articolo.
    “[..] Aggiungo un “piccolo dettaglio” (eufemismo): l’eventuale esclusione di un sorteggiabile dalla lista OCSE di Economia Politica dovrebbe obbligare ANVUR a rifare il sorteggio per TUTTI, cioè a sorteggiare una nuova sequenza. Mi risulta infatti che i sorteggiabili OCSE di 13A1 fossero i più numerosi in assoluto (ben 27!). In altre parole, la sequenza “madre” dei commissari OCSE era di 27 numeri – che poi il calcolatore ha “mescolato” a caso – perché tanti erano i sorteggiabili di 13A1. Se quella particoalre lista si accorcia, la sequenza estratta non è più valida, perchè i numeri da mescolare erano, al massimo, solo 26!”.

  8. Questo era il testo uffuciale dell’invito per gli “stranieri”. E’ stato davvero fatto tutto così?
    “Foreign Members of the National Scientific Qualification Committee. A recent legislation has substantially modified the recruitment system for academic staff in Italy. The new procedure is based on a national competition for the National Scientific Qualification (abilitazione), which from now on is required to enter Italian universities as associate or full professor. The qualification, comparable to the French “qualification”, is granted by National Committees, one for each group of disciplines (a total of around 200 distinct groups). All committees are made up of five members, four affiliated to Italian universities and one affiliated to a foreign university (OECD countries). Members from foreign universities must hold a position equivalent to that of a full professor. The national agency for the evaluation of universities and research Institutes (ANVUR) will send to a selected list of distinguished scholars a personal letter, asking them to submit a candidacy to become a member of the National Committee. Spontaneous candidacies from distinguished scholar will also be considered by ANVUR. Foreign colleagues will have to include a curriculum vitae (CV), the list of scientific publications and the selected disciplinary fields. Members must comply with criteria of scientific excellence, which are defined as being positioned in the top 50% of the distribution of indicators of scientific productivity. These include, for scientific and technological areas, the number of publications in indexed journals in the last ten years, the number of citations received and the h-index; for humanities and social sciences, the number of publications (from any source) and the number of articles in A-rated journals (according to ANVUR lists). On the basis of these information, ANVUR will select at least four possible foreign members for each scientific group. The foreign member of each committee will then be randomly selected among those in the lists. The committee will stand in service for two years, during which two rounds of evaluations will be carried out. Names and CVs of the selected candidates will be published on the ANVUR website. The post shall be entitled with an honorarium of Euro 16,000 for the whole period, plus expenses.”
    Da: https://abilitazione.cineca.it/ocse/index.php?lang=EN

  9. Sono uscite anche le commissioni di venerdi scorso.
    Visto che l’ANVUR legge ROARS, insisto con il chiedere di controllare la lista 03/A2. Bjorn Andersen non è chimico, non ha nemmeno uno dei requisiti medianici del settore e in quella lista non ci può stare, a meno che un burlone non abbia caricato un CV di un omonimo. Lo stesso varrebbe per STRUIK Paul C. che è senz’altro esperto di coltivazioni nei climi più diversi ma mi pone qualche dubbio sulla presenza in 03/A2.

  10. . È uscita la commissione 06/A3 con lo straniero. Ignoto a tutti nel settore ma non è questo il punto. La lista era formata da soli 4 candidati OCSE ma uno dei quattro era un intruso e non del settore per il quale poteva essere sorteggiato come
    Membro della commissione.
    Secondo voi è valida la nomina dell’altro straniero? La lista doveva essere formata da almeno 4 stranieri o mi sbaglio? Non dovrebbero ripescare un italiano?

    • Come si fa a mostrare che era un intruso? Il passo iniziale sarebbe chiedere i verbali delle valutazioni degli aspiranti commissari da parte di ANVUR …

  11. Temo che la risposta possa tardare e che scadano i tempi per la ricusazione. In realtà anche senza l’ingegnere alimentare sarebbe stato sorteggiato l’attuale straniero. Mi chiedo se però non fosse contrario alla normativa l’estrazione dello straniero da una osta di tre soli commissari. In tal caso parte un ricorso, non la richiesta di vedere le valutazioni dell’ANVUR. Sarebbe sufficiente che correggere l’errore e

  12. Sono d’accordo con Giuseppe De Nicolao. Penso che i verbali debbano essere richiesti contemporaneamente all’atto di ricusazione. Anzi, che debbano farne parte. Vedo che gli stranieri “intrusi” (mi piace questa parola) si moltiplicano, insieme agli effetti malefici dei sorteggi. Non voglio sollevare qui una questione molto delicata, ma nelle Università estere la sola idea di estrarre a sorte sarebbe considerata una follia. Per quanto riguarda i commissari OCSE, penso che una parola decisiva potrebbero dirla le consulte scientifiche di settore. Recuperando, infine, il proprio ruolo.

    • Mariella: nelle Università estere la sola idea di estrarre a sorte sarebbe considerata una follia.
      Certo hai ragione, come verrebbero considerate follia tutto il sistema di reclutamento che c’era prima e che voi vorreste tenervi. Tanto siete ai primi posti al mondo come produttivita’ scientifica. Quindi forse avete ragione a lasciare tutto cosi’ com’e’.

    • A proposito, le consulte scientifiche di settore sono quelle dove vi incontravate per decidere a priori chi diventava idoneo ai concorsi?

    • Firmerei immediatamente. JUS però aveva detto riguardo ai verbali sulle mediane che il richiedente deve essere parte in causa cioè un candidato. La stessa cosa dovrebbe valere qui.

    • Credo che sarebbe un tipico caso da “accesso agli atti”. Chiunque abbia presentato domanda per un SC può chiedere l’accesso agli atti anche dei commissari OCSE.

  13. Caro Eugenio, firmerei la richiesta immediatamente. Bisogna riportare tutto ciò nel terreno del rispetto della legge e della dignità scientifica dei candidati e degli altri commissari. In questo senso va il pronunciamento dell’ Associazione dei docenti di Informatica.

  14. @ Samueleuk. Caro Samuele, perché insultare tutte le consulte scientifiche? Le associazioni di studiosi esistono in tutto il mondo. Il sorteggio? Favorisce soltanto chi ha fortuna (siamo sempre nell’ambito del clientelismo) e danneggia chi non ne ha. A priori non è una garanzia di serietà. Vedi i risultati delle estrazioni dei commissari OCSE. Il processo di rinnovamento morale e culturale dell’Università non passa necessariamente per le lotterie. Ma quello che è davvero insopportabile è che Miur e Anvur siano riusciti a svilire ogni cosa: sorteggi fai-da-te a macchia di leopardo, sequenze numeriche sempre diverse, mancanza di trasparenza sulla scelta dei commissari stranieri, inversioni dell’ordine alfabetico, manipolazione dei termini delle ricusazioni. Sicuramente dimentico qualcosa. In un altro paese e con un altro governo, il procedimento sarebbe stato interrotto e i responsabili avrebbero pagato.

    • Guarda che io non volevo insultare nessuno. Quella sulle consulte scientifiche era una domanda genuina alla quale non hai risposto.

  15. Senta SamueleUk lei deve smettere di offendere e di fare di ogni erba un fascio.
    vorrei proprio sapere se lei ha lo stesso modo di fare nel Paese che lo ospita…credo di no perché non durebbe a lungo in una Nazione dove la correttezza deL comportamento è ritenuta sacra….

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