ANVUR ha ammesso che le sue mediane sono sbagliate perché non contano i docenti con “zeru tituli”. Un errore trascurabile? Sembra proprio di no, soprattutto per chi si vedrà scavalcato dalla mediane alzate “a cucchiajo”.

Nel “documento di accompagnamento: mediane dei settori bibliometrici”[1]  l’Anvur afferma che per il calcolo delle mediane relative a tali settori

si è predisposto l’archivio delle pubblicazioni indicizzate su Web of Science e su Scopus, costruito mediante interrogazioni delle basi dati che utilizzavano il cognome, l’iniziale del nome e l’affiliazione dei soggetti,

che poi

ogni prodotto inserito sul sito docente è stato utilizzato come dato di ingresso di una interrogazione lanciata sull’archivio costruito in precedenza,

ottenendo che

Articoli su rivista sono stati identificati per una percentuale intorno al 96%,

e che dunque i dati presenti su questi due database sono di fatto una misura affidabile della produzione scientifica di quei settori che pubblicano su riviste indicizzate.

Sull’attendibilità dei risultati emersi vi sono state non poche critiche[2-4], con diverse analisi in grado di dimostrare come per alcuni settori vi siano delle evidenti incongruenze matematiche[5] .

Relativamente a quest’ultimo aspetto l’Anvur ha fornito un documento esplicativo[6] nel quale afferma che alcune delle incongruenze sono dovute

all’eliminazione dal calcolo della mediana di quei docenti che non hanno inserito alcuna informazione sul sito docente. La scelta, avendo anche verificato che si trattava di casi sporadici non concentrati, è stata fatta per evitare che un tale comportamento, se intenzionale, potesse alterare i valori. Ciò ha condotto a una riduzione nei casi segnalati dei numeri dei docenti dal valore dispari al numero pari immediatamente inferiore, alzando di 0,5 il valore della mediana e non alterando per nulla i risultati.

Questo articolo vuole mostrare che non sempre si tratta di “casi sporadici” e che aver escluso i docenti “a zero tituli” che non hanno inserito informazioni nel sito docente può alterare i valori delle mediane anche in modo apprezzabile. A tal fine si è adoperato un tool da qualche giorno disponibile su Scopus che, su richiesta, calcola per il singolo ricercatore i valori delle tre mediane per poi confrontarli con quelli determinati dall’Anvur per la classe di concorso di riferimento.

Per chi è abilitato alla ricerca su Scopus[6], nella pagina personale del ricercatore da analizzare compare il link a una Italian Professorship Qualification (Figura 1) dalla quale è possibile verificare il superamento o meno delle mediane del settore scientifico di riferimento (Figura 2).

Ripetendo l’analisi per tutti i docenti di un determinato settore è allora possibile calcolare le mediane Scopus ad esso associate.

Io l’ho fatto per il mio,  Scienza delle Costruzioni, classe di concorso 08/B2, verificando i dati dei  102 professori associati che compongono attualmente il SSD[7], per il quale l’Anvur[8] prevede mediane formate da 11 articoli su rivista, 6.14 citazioni/anno, 5 H-index contemporaneo.

Dai dati presenti su Scopus ad oggi, 30/10/2012, risultano invece dei valori mediani sensibilmente inferiori, pari a 8 articoli su rivista, 5.615 citazioni-anno, 4 H-index contemporaneo (Figura 3), con i valori Anvur raggiunti rispettivamente dal 61°, dal 55° e dal 59° docente (e non dal 51° come ci si dovrebbe aspettare), e superati dal 66°, dal 55° e dal 72°.

Per avere una misura del peso dei docenti che non hanno aggiornato la propria pagina Cineca l’analisi è stata ripetuta eliminando nel calcolo delle mediane quei docenti che hanno un valore pari a zero per i tre parametri (pari rispettivamente a 19, 12 e 12), per i quali è possibile supporre siano tra quelli esclusi dal calcolo Anvur. Si ottengono in tal caso (Figura 4) dei valori mediani pari a 10 articoli su rivista (11 dal docente successivo), 6.5 citazioni/anno e ancora 4 H-index contemporaneo (ma 5 dal docente successivo).

Lo scrivente è perfettamente conscio che i risultati emersi sono solo un’approssimazione dei dati reali: mancano i dati WoS, non c’è una mappatura dei dati Cineca, non sono stati considerati i secondary documents di Scopus, eccetera. Ma Ribadisce altresì che scopo dell’articolo non è quello di verificare le mediane proposte dall’Anvur, ad oggi l’unica ad avere i dati ufficiali per un calcolo rigoroso, ma piuttosto quello di far emergere il peso degli esclusi dal calcolo di tali mediane, non  sempre, come affermato, sporadico e ininfluente.

Se corrette, le considerazioni riportate condurrebbero infatti alla paradossale conclusione che se il SSD avesse avuto un numero inferiore di professori a parametro zero e fosse stato dunque più produttivo ci sarebbero stati valori delle mediane sensibilmente più bassi. Per avere una misura dell’influenza sul numero di abilitati basti pensare che, sempre con riferimento ai dati Scopus, se con i valori delle mediane calcolati sull’intera comunità scientifica su 102 associati 47 potrebbero (ri)aspirare al ruolo di ordinari (ricordiamo che bisogna superare almeno due mediane su tre), essi si riducono a 35 (circa 1/3 del totale) se si adottano i valori epurati dai docenti con produzione nulla.

 ____________

[1] http://www.anvur.org/sites/anvur-miur/files/documento_accompagnamento_mediane.pdf

[2] http://www.roars.it/online/mozione-mazzarella-gelmini-binetti-il-governo-intervenga-sulle-mediane/

[3] http://www.roars.it/online/la-conferenza-permanente-di-medicina-chiede-di-cambiare-il-dm-criteri-e-parametri/

[4] http://www.roars.it/online/le-richieste-del-cun-trasparenza-e-chiarimenti-sul-valore-delle-mediane/

[5] http://www.roars.it/online/mediane-truccate-analizziamo-le-prove/

[6] http://www.scopus.com/home.url

[7] http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/vis_docenti.php?qualifica=PAT&conferma=2&cognome=&nome=&radiogroup=P&universita=00&facolta=00&settore=ICAR%2F08&area=0000&macro=0000&settorec=0000&situazione_al=0&vai=Invio

[8] http://www.anvur.org/sites/anvur-miur/files/tabella_3_mediane_candidati_abilitazione_pa_bib_0.pdf

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42 Commenti

  1. Ottima analisi, come sempre qui su Roars. Solo una precisazione: il tool di Scopus calcola l’età accademica sul sottoinsieme delle sue pubblicazioni e non sul database Cineca. In questo caso, considerando che l’età accademica Scopus è in genere minore di quella Cineca, il calcolo delle mediane Scopus è di fatto una sovrastima delle mediane reali. Ah, se si potessero vedere i database ANVUR …

  2. Ottima analisi. Anche in altri settori ci sono situazioni del tutto analoghe. Il problema ora è: cosa occorre fare? Chi, come me, è di un articolo sotto la mediana come deve procedere? Faccio la domanda e accetto il rischio che la commissione mi bocci per poi fare ricorso?
    Tra l’altro, immagino che l’eventuale bocciatura possa unicamente contenere una formula generica senza fare necessariamente riferimento alle mediane che il ministro e l’ANVUR hanno indicato non essere un valore giuridicamente necessario.

    Che cosa bisogna fare?

    • Aggiungo di più; Scopus, come tutti, fa errori. Nel mio caso specifico, solo adesso, mi sono accorto che un articolo (e relative citazioni) è stato assegnato ad un mio omonimo. Ho fatto due giorni fa la segnalazione a Scopus, chiedendo la rettifica dei dati, ed all’ANVUR, chiedendo come comportarmi nel caso in cui entro il 20 nov. 2012 non venisse il “vero” dato assegnato. L’ironia della sorte vuole che proprio quell’articolo mi permette di superare tutte e tre le mediane. Che fare, quindi?

    • @Risitano
      Gli indicatori vengono calcolati dal cineca in base all’aggancio con WoS e/o Scopus dell’articolo. Quindi è l’articolo che ti porta il contributo all’indicatore non il nome dell’autore. In sostanza non dovrebbe importare se Scopus assegna il tuo articolo ad un altro omonimo.

  3. In realtà le mediane andrebbero calcolate usando anche WoS.
    Detto questo vorrei esprimere il mio parere evidenziando due casi:
    1. Le mediane sono solo “indicative”. In questo caso il calcolo che è stato fatto da un’idea di quella che può essere la soglia da tenere in considerazione e poi ci penseranno le commissioni.
    2. Le mediane sono vincolanti. In questo caso mancando un’anagrafe nazionale che certifichi i dati di partenza le mediane sono nulle e nulle saranno tutte le procedure che si basano su di esse (vi ricordo che anche usando Scopus & co. non sono affidabili).

    Vedremo.

    • Le mediane saranno pure indicative ma credo che sia altamente probabile che le commissioni ne tengano fortemente conto. In sostanza, chi sta sopra la mediana sarà abilitato chi sta sotto ha pochissime probabilità di esserlo anche se le commissioni indicheranno nel giudizio di bocciatura una formula generica che non faccia riferimento esplicito alle mediane se no tutti fanno ricorso e vincono. Se le commissioni non citano nel giudizio le mediane la bocciatura diventa praticamente inappellabile.

    • Vorrei osservare che si deve fare molte attenzione col concetto di “indicatività” delle mediane. Io sono dell’idea che si verificherà l’ipotesi 1 di Plymouthian e non quella di meccanico, ovvero che le commissioni “ci penseranno loro”, accantonando le mediane. Ma quando si parla di valore “indicativo” delle mediane stesse, secondo me si deve intendere che i valori indicati dalle mediane (numero articoli, libri, citazioni ecc.) puà essere preso dalle Commissioni come un criterio di cui tener conto assieme ad altri, NON che le commissioni possano stabilire, per QUEGLI STESSI valori bibliometrici, soglie diverse (più basse o più alte) da quelle “ufficiali” di ANVUR. Questa può sembrare una distinzione irrilevante, ma se ci pensate non è così.

    • fp:”le commissioni “ci penseranno loro”..”
      Non è così facile, lo si deve fare rispettando il DM 76/2012. In sostanza devono inventarsi una formulazione del giudizio che permette a loro di limitarne l’uso. Non è facile perchè fra le altre cose lo devono dire prima di cominciare la valutazione.

    • Io penso che quando il ministro e l’ANVUR dicono che le mediane sono indicative vogliono semplicemente dire che la commissione, basandosi su un giudizio specifico e ben motivato, può conferire l’abilitazione anche a chi non sta sopra la mediana (2 su 3 valori). Questa evenienza, per quanto prevista, è da considerarsi, secondo il mio giudizio, altamente improbabile perchè, se allargata a molti candidati, rischierebbe di determinare un todos caballeros che credo nessuno voglia.

      Se così fosse la commissione dovrebbe specificarlo nel definire i criteri.

      E poi, chi se la sente di rischiare due anni di stop?

    • @meccanico
      Perchè dovrebbe essere un “todos caballeros” passare qualcuno che non rispetta il vincolo delle 2 mediane su 3? Il “todos caballeros” dovrebbe essere abilitare tutti coloro che passano 2 mediane su 3 semmai.

    • @ Thor
      “Perchè dovrebbe essere un “todos caballeros” passare qualcuno che non rispetta il vincolo delle 2 mediane su 3? Il “todos caballeros” dovrebbe essere abilitare tutti coloro che passano 2 mediane su 3 semmai.”
      Hai ragione, sono d’accordo. Ma è anche vero che non usare il vincolo delle mediane significherà (come al solito) escludere quelli che stanno “antipatici” alla commissione sorteggiata. Più che todos caballeros, il problema sarà che i “caballeros” li deciderà, con totale arbitrio, la commissione.

      “Non è così facile, lo si deve fare rispettando il DM 76/2012. In sostanza devono inventarsi una formulazione del giudizio che permette a loro di limitarne l’uso. Non è facile perchè fra le altre cose lo devono dire prima di cominciare la valutazione.”
      Davvero pensi sia così difficile? Secondo me, le “formulette” i papabili commissari le hanno già preparate (del resto, basta copiarle da qualunque verbale dei “vecchi” concorsi)

    • fp:”Davvero pensi sia così difficile? Secondo me, le “formulette” i papabili commissari le hanno già preparate (del resto, basta copiarle da qualunque verbale dei “vecchi” concorsi)”

      Non metto in dubbio che se la gente non si inca**a potranno scrivere ciò che vogliono e ci si beve tutto. Il discorso mediane però è decisamente nuovo e strettamente collegato al testo del DM 76. La domanda se la dovranno porre. Se intendono derogare dalle mediane lo devono dire prima e questo vale per chi non le soddisfa pienamente e per chi le supera. Chi supera le mediane e non viene abilitato non può fare nessun ricorso.

  4. Quello che Eugenio Ruocco mette in evidenza per il settore 08/B2 sembra valere anche per il mio (08/A1). Ho usato per l’analisi delle mediane degli ordinari (che servono per i candidati commissari) il software Bib Analyzer, che si basa sui dati Scopus. Le mediane ottenute escludendo gli zeri sono: 9 per gli articoli, 142 per le citazioni, 5,5 per l’h-index. Le mediane ANVUR “definitive” sono: 9 per gli articoli, 131 per le citazioni, 6 per l’h-index. Le mediane ottenute includendo gli zeri sono: 7 per gli articoli, 97 per le citazioni, 5 per l’h-index. Le prime mediane ANVUR sono: 8 per gli articoli, 119 per le citazioni, 5 per l’h-index. A parte qualche incongruenza, forse dovuta alla mancata considerazione dei dati WoS, sembra che il cambiamento delle mediane è dovuto all’esclusione degli zeri. Tale esclusione è arbitraria, perché se si accetta di considerare una base di dati, non si può escludere una parte di questi dati, giusti o sbagliati che siano. Il cambiamento delle mediane esclude alcuni ordinari, tra cui me, dai candidati commissari sorteggiabili. Inoltre la motivazione ANVUR “… per evitare che un tale comportamento, se intenzionale, potesse alterare i valori …” è un’insinuazione che la dice lunga sulla fiducia dell’ANVUR nei professori universitari. L’esclusione degli zeri altera sicuramente i valori e spiega anche alcuni comportamenti di poca trasparenza, come la mancata pubblicazione delle distribuzioni degli indicatori, come previsto dall’Allegato A del DM 76.

  5. Buongiorno,
    una rapida risposta per Giacomo. Anch’io, come te, ho trovato 4 articoli fuori lista su Scopus per errata indicazione del mio cognome. Ho scritto, utilizzando il link contatti e hanno risolto il problema in circa 7 giorni.

    Dona

    • In questa email da parte di Scopus si parla di “fino a tre settimane”.

      —–

      Dear XXX,

      Thank you for contacting Scopus. We apologize for the late response.

      I have submitted a change request to our production department to merge the author profiles and correct your name.

      Changes are processed on a periodic basis in batches, therefore, it can take up to three (3) weeks before these changes are visible in Scopus. Your patience in this matter is greatly appreciated.

      Should you have further questions or concerns, please do not hesitate to contact us.

      Regards,

    • in questo periodo Scopus vuole un po’ di tempo in più, per l’improvviso incremento di domande che hanno ricevuto. Vi giro una risposta che ho ricevuto poco fa per farmi riconoscere un lavoro. ci hanno poi messo circa un mese.

      Dear Dr.,

      My colleagues from the Content Correction department has confirmed to me that the article has been approved for indexation and it will appear on Scopus. Please rest assured that action has been taken and your paper is now undergoing the production cycle and will be eventually submitted to the online database when the cycle has been completed. With an increased amount of requests from authors, the turnaround time has significantly increased as well, so the usual 3-4 weeks time span can not be maintained. It is expected that your article will appear online in about 1-2 months time. Thank you for your appreciation.

    • Si, avete ragione, anche a me hanno scritto la stessa cosa a fine ottobre in due occasioni distinte, ma la loro risposta è stata più celere della previsione.

      Dona

    • Mi confermate, però, quel che ha scritto Thor: “@Risitano
      Gli indicatori vengono calcolati dal cineca in base all’aggancio con WoS e/o Scopus dell’articolo. Quindi è l’articolo che ti porta il contributo all’indicatore non il nome dell’autore. In sostanza non dovrebbe importare se Scopus assegna il tuo articolo ad un altro omonimo”.

    • @Risitano
      C’è la possibilità di esplicitare il codice Scopus (e ISI) del proprio lavoro al sito loginmiur. Questo tipo di aggangio era stato messo a disposizione per la VQR con tanto di controllo del cineca che ci chiedeva di confermare. Questa possibilità purtroppo ora non è messa a disposizione per cui potrebbe essere un po’ rischioso introdurre codici di oltre 12 cifre e caratteri (aumenta la probabilità di sbagliarsi). Però non abbiamo nessuna assicurazione che gli indicatori calcolati dal cineca siano quelli che ci immaginiamo (se uno ha fatto il caricamento con ISI è sicuro solo di un aggangio ma non dell’altro con Scopus).

  6. Ma l’età accademica è determinata dalla prima pubblicazione indicizzata su scopus o WoS oppure dalla prima pubblicazione inserita su cineca?
    dispo
    Secondo me l’età accademica è la prima pubblicazione indicizzata come era stato precisato in una prima faq sul sito dell’anvur.
    non vedo altrimenti l’utilità ed il senso del tool che Scopus ha messo adisposizione per gli italiani?

    • Fatemi fare solo alcune precisazioni. Il tool non lo ha sviluppato Scopus ma il gruppo che gestisce il Catalogo Pubblicazioni della Sapienza (e che io coordino). I nostri conti sono basati sulla nostra interpretazione del bando ed ovviamente non hanno alcun valore ufficiale. Nella nuova versione che dovrebbe andare in linea a breve (aspettiamo il via del responsabile Scopus che deve approvare ogni modifica) per esempio permetteremo di specificare ad ogni utente cosa vuole includere nel primo indicatore. L’età accademica la calcoliamo in base all’articolo più vecchio che compare nella lista e che non è stato deselezionato.

  7. Quoto: “Relativamente a quest’ultimo aspetto l’Anvur ha fornito un documento esplicativo[6] nel quale afferma che alcune delle incongruenze sono dovute … all’eliminazione dal calcolo della mediana di quei docenti che non hanno inserito alcuna informazione sul sito docente. La scelta, avendo anche verificato che si trattava di casi sporadici non concentrati, è stata fatta per evitare che un tale comportamento, se intenzionale, potesse alterare i valori.”

    Insomma l’ANVUR
    (1) non ha considerato nel calcolo delle mediane alcuni (Quindi non sono mediane !)
    (2) per determinare i valori ha usato i valori suggeriti dal sito CINECA in cui nessuno ha l’obbligo di mettere niente.

    E questi sono ancora qua’ … Dove è il merito e la responsabilità individuale. Ci dicono che le mediane che hanno calcolato non sono mediane (visto che hanno eliminato alcuni). Se c’e’ una lista ordinata di 101 elementi il valore della mediana e’ il valore del 51 elemento. Se ne elimini 4 che non hanno inserito dati e dai come valore della mediana il valore del 53 elemento stai facendo una cosa scorretta e sposti le soglie (tassative) verso l’alto.

    Se non erano in grado di calcolarle non dovevano calcolarle. Se le hanno calcolate forniscano i dati !

    • Cioè, fatemi capire: se un ordinario non indica nessuna pubblicazione su CINECA, si presuppone che l’abbia fatto intenzionalmente per alterare i valori statistici e viene escluso dal calcolo delle mediane. Invece, se indica un’unica pubblicazione al convegno di Topolinia, si presuppone che quella sia effettivamente tutta la sua produzione scientifica e viene utilizzata per il calcolo delle mediane?

      Se è così è stupendo! E’ il perfetto esempio che userò a lezione quest’anno per spiegare ai miei studenti come NON VA FATTO un sistema statistico di “anomaly detection”…

  8. Diversamente dagli altri indicatori, Hc non è normalizzato per età accademica. Ciò non è corretto.

    Hc non tiene conto dei periodi di congedo ed interruzioni.

    Hc dovrebbe essere normalizzato considerando la normalizzazione che si effettua sul numero di citazioni per ogni singolo articolo.

    L’indicatore citazionale normalizzato dell’iesimo articolo al 2012
    Sn(i,2012) = 4 x Cn/(2013 – età articolo)

    Ciò potrebbe comportare sensibili differenze tra Hc prima e dopo la normalizzazione.

    Consideriamo, per esempio, un candidato all’abilitazione che non sia un RTI ma un precario che abbia avuto contratti che coprono solo 5 anni di lavoro tra 2003 e il 2012. Il numero di citazioni normalizzate =
    Cn = Cit x 10/5 = 2 x C

    Quindi supponiamo che le pubblicazioni e le relative citazioni dello stesso candidato che determinano Hc siano le seguenti:

    Anno pubb. Cit S Cn Sn
    2012 1 4 2 8
    2012 1 4 2 8
    2012 1 4 2 8
    2011 2 4 4 8
    2011 2 4 4 8
    2011 2 4 4 8
    2010 3 4 6 8
    2010 3 4 6 8

    Senza normalizzazione Hc = 4
    Con la normalizzazione Hc = 8

    • Bah io su questo sono perplesso.

      La mia opinione è che sia opportuno che vengano definiti dei parametri bibliometrici e quelli ANVUR mi possono andare anche bene (anche se evidentemente sono migliorabili). L’importante è che vengano calcolati in modo corretto e trasparente.

    • Non ha senso. Dentro H_c ogni lavoro porta un contributo indipendente dagli altri in modo disaggregato. Il secondo indicatore prendendo la somma delle citazioni “aggrega” il contributo di tutti i lavori e, in teoria, è normalizzabile per qualcosa come l’intervallo di tempo trascorso. Il problema è che questa normalizzazione, per il fatto di essere usata per una selezione, presenta problemi di natura giuridica non indifferenti:

      1) il peso di un lavoro dipende da altri non collegati, in particolare è diminuito dall’età del più vecchio. Per due coautori si arriva all’assurdo che il peso delle citazioni di quel lavoro è considerato diversamente in maniera del tutto arbitraria.

      2) Nel momento in cui un sottoinsieme dei propri lavori soddisfa dei requisiti minimali, non può accadere che aggiungendone altri si perdono questi requisiti.

      3) L’eventuale sottrazione alla valutazione dei lavori più vecchi di una certa data costringe un candidato a partecipare alla selezione con meno titoli di quelli concessi ad altri più giovani.

      3) Le banche dati WoS e Scopus sono incomplete sulle pubblicazioni più vecchie.

      4) Le condizioni di pubblicazione sono cambiate nel tempo.

    • E quindi la terza mediana rientra in gioco anche per l’area 12? Gol a partita già finita (almeno per quanto concerne le commissioni)?

  9. Chiedo scusa se sono decisamente fuori tema, ma ho un problema che non riesco a risolvere e il tempo oramai stringe… Un mio lavoro appare, con tanto di doi, come “published online 3 October 2012”. Lo posso considerare edito? In altre parole posso selezionarlo tra i 12 da uploadare? Sono riuscito, non senza fatica, a chiamare il numero dell’anvur, ed ho ricevuto risposte abbastanza lacunose. L’unica cosa certa è che è possibile uploadare un preprint. Tutto questo è paradossale: un preprint si considera valido e un lavoro “published online” forse. C’è qualcuno che mi può dare una qualche indicazione in merito a questa questione?
    Grazie 1000,
    Francesco

    • Se parli dell’upload per la valutazione qualitativa, sì, senza dubbio. La commissione è tenuta a leggere (almeno in teoria) quei 12-20 lavori a candidato, quindi non dovrebbe contare se è pubblicato su una rivista di altissimo livello o se è un preprint.

      La data di pubblicazione dovrebbe invece contare per i calcoli bibliometrici.

    • Ciao Francesco. Questo lavoro di cui tu parli ti compare nella lista delle tue pubblicazioni? ti chiedo questo perchè io ho un lavoro che è già edito “completamente” ma è datato marzo 2013 e non riesco, ovviamente, ad inserirlo in U-Gov se non nella forma in press e quindi non risulta fra le pubblicazioni che automaticamente ti compaiono nella domanda per l’abilitazione. Se invece ti compare, puoi assolutamente caricare il pdf.

  10. Grazie per la tua risposta Marc. Si parlavo dell’upload dei 12 lavori per la valutazione qualitativa. Vorrei giusto precisare un punto. Il problema sorge dal fatto che nel mio settore spesso gli articoli vengono in un primo momento pubblicati online (recanti una certa data, muniti di doi ed acquistabili) successivamente, dopo anche un anno, in forma cartacea. E’ questo il caso del mio articolo. Da un lato la forma cartacea e definitiva apparirà nel 2013 (quindi dopo la chiusura del bando) dall’altro la versione online (quella con la data compatibile col bando) sparirà dalla rivista. Da quello che mi scrivi il fatto di aver ricevuto dal giornale il pdf della versione online del mio lavoro dovrebbe pormi al riparo da ogni rischio.

    • Direi proprio di sì. Anche nel mio settore abbiamo su molte riviste prima la messa on line e solo in seguito la stampa cartacea. Addirittura, su scopus e wok questi articoli possono comparire prima della data di pubblicazione cartacea (a me è capitato).

  11. Ciao Mauro, si il mio lavoro compare nella lista delle mie pubblicazioni. Per quanto riguarda te, se il lavoro merita, potresti al limite uploadarlo come preprint e da qualche parte indicare che è in corso di stampa sulla rivista x. La commissione dovrà tener conto che si tratta di un lavoro accettato.

  12. Ciao Francesco et al.
    sto tentando di compilare la domanda, e mi vengono duemila dubbi:
    1) che differenza esatta intercorre tra titoli ed esperienze prof. L’insegnamento è un un’esperienza, l’invito a tenere una lezione o un corso o una conf in altre università è un titolo… i workshop? come docente dove dove li metto e quelli come alunno?
    mi aiutate perfavore? Sono negatissimaaa!
    barbara

  13. Ciao Barbara, la differenza esatta non la conosco. Io mi regolo così: nei “titoli” e precisamente sotto “altri titoli” ho inserito la partecipazione ai convegni e workshop (riportando cmq solo quelli in cui presentavo una comunicazione o almeno un poster).
    La didattica svolta nella mia Università sotto “Altre informazioni relative al percorso scientifico e professionale”

    • Ciao Francesco,
      intanto grazie, la tua scelta mi sembra logica effettivamente, certo è che man mano che compilo trovo alcune cose perlomeno dubbie. Tipo: l’aggiungi riga delle posizioni pregresse con “dal” ma senza “al”…e con il giorno esatto del mese. Non so tu…ma che io abbia il giorno esatto…mi viene da ridere…

    • ….io poi ho due incarichi uno universitario e uno privato professionale…se uno dei due lo metto in “pregresse” sembra concluso? mahhhhh

  14. Per Francesco o chi ha notizie certe su questo punto
    Caro Francesco per me è importante chiarire (mi riferisco al tuo messaggio del 7 novembre)se quando tu dici che l’articolo pre-print (esce print a dicembre, preprint online es 12 ottobre ma ISSN è lo stesso e non c’è DOI, ci sarà sul print) si può uploadare tra le 12 lo dici perché te lo ha detto ANVUR o semplicemente ritieni che sia così.
    Grazie

    • Per Corrado. L’anvur, o meglio la persona che mi ha risposto al numero 06/97726405, mi disse che i preprint si potevano uploadare. Non sapeva, invece, quello che può succedere se si invia una “versione online” contenente due date diverse, per esempio una nel 2012 (relativa alla data di pubblicazioni online) e un’altra (relativa alla versione cartacea del lavoro) nel 2013. Tanto mi fu detto.

  15. ciao e complimenti per l’articolo ironico ma che fa riflettere….
    Una domanda: sapete se è possibile consultare il database scopus da un pc esterno ad un’università, utilizzando magari le credenziali di un account di posta elettronica accademico?
    Grazie…

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