Una circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze interpreta in senso restrittivo il taglio sulle missioni gravanti su fondi pubblici. Non potranno superare il 50% della spesa del 2009.

Segnaliamo la circolare MEF del 5 febbraio 2013: Circolare_del_5_febbraio_2013_n_2. In particolare, a pag. 8 viene chiarito che

le missioni delle Università ed enti di ricerca gravanto su fondi  o finanziamenti pubblici non possono ritenersi automaticamente sottratte dal tetto del 50% [della spesa sostenuta nell’anno 2009] previsto dalla norma.

La circolare ricorda anche che, ai sensi dell’art. 29, comma 15 della l. 240/2010, rimangono escluse dal limite del 50% le spese di missione effettuate con risorse derivanti da finanziamenti dell’Unione europea ovvero di soggetti privati.

A mo’ di commento aggiungiamo la lettera inviata da Giliberto Capano al Ministero. Sarebbe forse bene che anche altri facessero pervenire le loro osservazioni al Ministero.

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Oggetto: Circolare n. 2 RGS – Bilanci di previsione e vincoli di finanza pubblica

A: Domenico Mastroianni, Ispettore Generale CAPO, Ispettorato Generale di Finanza
Giorgio Danieli, IGF, Ufficio II

P.C. Mario Canzo, Ragioniere Generale dello Stato
Vincenzo Fortunato,  Capo di Gabinetto MEF

Cari tutti, vi invio la comunicazione del direttore Generale del mio ateneo che, come potete vedere, ci comunica quanto da voi stabilito con la circolare in allegato (pag 7 e ss.). Con questa mia sono a rappresentarvi lo stupore che la lettura della vostra circolare mi ha procurato (sentimento che credo sia condiviso da chiunque, nelle università italiane, sia già venuto a conoscenza del contenuto di questa circolare).

La vostra interpretazione della legge (che certamente era scrittta in modo poco consapevole da parte del legislatore) dice alla comunità scientifica italiana che: – dovete limitare la partecipazione a convegni in cui presentate i risultati delle vostre ricerche; – dovete ridurre le attività di ricerca all’estero (ricerca di archivo, esperimenti di laboratorio, raccolta di dati e materiali scientificamente rilevanti).

Nella sostanza ci viene detto che dobbiamo fare meno ricerca e dobbiamo farla solo nel nostro ufficio. Si tratta di una situazione insostenibile ed inaccettabile, oltre che imbarazzante e lesiva della dignità professionale dei ricercatori italiani.

Credo che tutto nasca da una questione semantica. Mi spiego: se un ricercatore va ad Amsterdam per presentare un paper ad un convegno, per analizzare materiale contenuto in archivi, per collaborare ad un esperimento di laboratorio, per raccogliere dati e materiale documentale, NON va in missione istituzionale ma va a fare il suo mestiere, va a svolgere la propria attivitá di ricerca, quella sulla base della quale dovrebbe poi essere valutato. Si tratta, pertanto di MOBILITA’ strumentale all’espletamento della propria attività di ricerca.

La missione, come desumibile dalla Vostra circolare, implica un tipo di mobilità istituzionale correlata ai processi decisionali dell’istituzione stessa. Tutt’altra cosa.

Credo che sia vostra responsabilità evitare questa ulteriore umiliazione della comunità scientifica italiana. E credo sia anche vostra responabilità evitare lo spreco di energie collettive che questa vostra interpretazione potrà originare (agitazione nelle università, riunioni dentro gli atenei, continuative attività di pressione su di voi, sul Miur, su esponenti politici).

Con questa mia sono pertanto a chiedervi, in nome di quel principio del  Buon Senso che, ancor prima dei principi di buon andamento, efficienza ed efficacia,  dovrebbe guidare l’azione amministrativa, di modificare il prima possibile  la vostra circolare sul punto delle missioni, attraverso quella articolazione e specificazione semantica e sostantiva tra missione istituzionale e mobilità strumentale all’espletamento della propria attività di ricerca che vi ho  cercato di delineare sopra.

Certo che saprete raccogliere il senso di questa mia, Vi saluto cordialmente

Giliberto Capano
Professor of Political Science and Public Policy
CHAIR of the Committee on Research and Training,
International Political Science Association

 

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5 Commenti

  1. Certo che saprete raccogliere il senso di questa mia, Vi saluto cordialmente
    Giliberto Capano
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    Io non ne sono tanto convinto….
    Si parla tanto di rientro dei cervelli, di attrarre scienziati dall’estero ecc… ecc…
    Ma chi è quel pazzo che verrebbe o tornerebbe in questo paese per fare davvero lo scienziato?

    • Sono io il pazzo che stava pensando di forse tornare. Ho appena deciso che sara’ meglio lasciar perdere e rimanere dove sono …

      Peccato, l’Italia mi manca. Il problema e’ che io non manco all’Italia …

      Saluti dalla Germania e il mio sincero rispetto a coloro che tengono duro e rimangono a lottare per tempi migliori.

  2. Aggiungerei che come tutti i limiti impostati in questo modo, non hanno senso. Perchè il 2009 deve essere preso da anno zero?
    Quale è il senso di questo ulteriore vincolo se in tutti i finanziamenti vi è una ripartizione interna dell’uso delle risorse e quindi di per sè un vincolo alla mobilità nei limiti delle somme ottenute?

  3. Una domanda molte semplice al Ministero. Perche’ devo sprecare il mio tempo ovvero (seguendo l’approccio corrente che tutto ha un costo) SOLDI dello stato per fare domande di finanziamento che poi non posso utilizzare?

    Non sarebbe molto piu’ coerente da parte dello Stato smettere di finanziare per poi riprendersi i soldi? Si risparmierebbe tutti quanti in tempo, denaro, e figure pietose.

    A meno che domani non decida di usare i fondi dell’ultimo prin e acquistare computers fino ad esaurimento.

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