«By saying YES to this invitation, and thus agreeing to be included in the database of assessors, you will be asked to fill an online form to identify in detail your expertise. You will receive a nominal fee of 30 Euro including taxes for each item you will review»: stanno arrivando messaggi, firmati da Sergio Benedetto,che chiedono la disponibilità a svolgere il ruolo di revisori per la VQR. La macchina della valutazione avanza (o cerca di avanzare) come nulla fosse, incurante delle mozioni e delle astensioni diffuse un po’ ovunque negli atenei italiani. Come meravigliarsi, allora, se qualcuno risponde «preferirei di no»? Le ragioni sono tecniche e politiche: «Non voglio pertanto con il mio lavoro contribuire alla inevitabile disparità di giudizio tra prodotti analizzati con peer review ed altri con criteri semplicemente bibliometrici. Sono infine fortemente solidale con l’azione di tantissimi colleghi che ritengono grave avviare una procedura di valutazione senza una chiara e forte inversione della tendenza all’impoverimento dell’Università pubblica Italiana e la marginalizzazione del contributo autentico dell’Italia alla ricerca internazionale». Che il compenso sia 30 Euro lordi per prodotto valutato è da ritenersi una pura coincidenza. Nota bene: il messaggio di Sergio Benedetto non ammette reply, per cui la lettera di risposta va inviata a segreteria@anvur.it

Per chiedere ai colleghi che fanno parte dei GEV di non continuare a sostenere con la loro collaborazione un esercizio di valutazione del quale è sempre più difficile accettare anche solo come “male minore” modi, obiettivi e conseguenze, dichiarando al tempo stesso la propria indisponibilità a svolgere il ruolo di revisori, basta firmare sul sito http://firmiamo.org/stopvqr/

______ Preferirei di no ________

Caro Presidente,

Mi dispiace di non poter accogliere il suo invito a svolgere il ruolo di revisore. Ho studiato la procedura VQR che utilizza pesantemente la valutazione automatica secondo criteri scientometrici e lascia, ad eccezione  delle scienze  umanistiche, una parte residuale minima alla peer review. Sono convinto che la peer review per ogni prodotto accanto all’analisi di impatto secondo il modello inglese sia un modo più corretto e almeno omogeneo per tentare di valutare la ricerca. Non voglio pertanto con il mio lavoro contribuire alla inevitabile disparità di giudizio tra prodotti analizzati con peer review ed altri con criteri semplicemente bibliometrici.
Sono infine fortemente solidale con l’azione di tantissimi colleghi che ritengono grave avviare una procedura di valutazione senza una chiara e forte inversione della tendenza all’impoverimento dell’Università pubblica Italiana e la marginalizzazione del contributo autentico dell’Italia alla ricerca internazionale.

Cordiali saluti

Firma

______________________

On 02/03/2016 14:26, “CINECA – Assistenza VQR” <vqr@cineca.it> wrote:
see below for the english version)

Caro Collega,

L’Agenzia Nazionale per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha avviato la valutazione della ricerca prodotta negli atenei e centri di ricerca vigilati dal MIUR nel quadriennio 2011-2014 (VQR nel seguito). La valutazione e’ stata affidata a 16 Gruppi di Esperti della Valutazione (GEV), che dovranno gestire la classificazione dei prodotti di ricerca in classi di merito utilizzando la peer review esterna insieme – nei settori in cui se ne prevede l’impiego – a tecniche bibliometriche. Informazioni sulla VQR sono disponibili sul sito dell’ANVUR,

http://www.anvur.it/attachments/article/825/Bando%20VQR%202011-2014_secon~.pdf

Per garantire la qualita’ del processo di revisione peer i GEV hanno individuato, per ognuno dei settori scientifico-disciplinari afferenti all’area, un insieme di revisori potenziali sulla base di criteri legati al merito scientifico e all’esperienza di valutazione. Il Tuo nome fa parte dell’insieme. Ti chiediamo quindi la disponibilita’ a valutare un insieme di prodotti, scelti in base alla Tua competenza, che ti verranno sottoposti in formato elettronico. Di ogni prodotto Tu vedrai l’abstract, e Ti verra’ chiesto un assenso esplicito alla valutazione. In caso positivo, riceverai il prodotto in formato pdf e la valutazione avverra’ seguendo le indicazioni contenute in un’apposita scheda. Tutto il processo sara’ guidato da una procedura predisposta dal Consorzio CINECA. L’invio dei prodotti comincera’ nel mese di marzo 2016 e la valutazione dovra’ concludersi per la fine di settembre 2016. Per la valutazione dell’insieme di prodotti che Ti verra’ inviato avrai a disposizione almeno un mese di tempo. Per la valutazione e’ previsto un compenso di 30 Euro lordi per prodotto valutato. Dopo aver risposto positivamente a questo messaggio, riceverai l’invito ufficiale dell’ANVUR da parte del CINECA, che Ti chiedera’ di compilare una scheda informativa al fine di individuare con precisione le Tue competenze scientifiche e facilitare l’operazione di assegnazione dei prodotti. Nell’assegnare i prodotti da valutare ai revisori, i componenti dei GEV si atterranno a scrupolosi criteri per evitare conflitti di interessi, riportati anch’essi nel documento sui criteri di valutazione. Verra’ garantito il Tuo anonimato durante il processo di valutazione, e, a conclusione della VQR, l’ANVUR pubblichera’ unicamente l’elenco alfabetico dei revisori. Allo stesso tempo, se accetterai, Ti preghiamo di mantenere il massimo riserbo sui prodotti
della ricerca e sulla procedura di valutazione, e di non comunicare all’esterno il Tuo impegno nella VQR. Il processo di valutazione VQR 2011-2014 e’ di grande importanza per l >comunita’ scientifica italiana, e le sue caratteristiche di imparzialita’, rigore e tempestivita’ dipendono in larga misura dalla qualita’ dei revisori. Per questo ci auguriamo vivamente che Tu voglia accettare questo invito a collaborare con l’ANVUR nell’espletamento del suo compito. Ti chiediamo la cortesia di rispondere, sia positivamente che negativamente, facendo click qui:

https://vqr.cineca.it/preinvitation/home/……
(non rispondere via mail).

Con viva cordialita’,
Sergio Benedetto
Consiglio Direttivo ANVUR e coordinatore della VQR 2011-2014

 

 

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11 Commenti

  1. La cosa buffa è che questa letterina arriva anche a chi, come me, non ha conferito i propri prodotti per la VQR. Inoltre, 30 euro a prodotto saranno pochi ma, moltiplicati per tutti i prodotti che la VQR prenderà in considerazione (benché solo due a valutando), fanno comunque una bella somma. Uno spreco.

  2. “Non voglio pertanto con il mio lavoro contribuire alla inevitabile disparità di giudizio tra prodotti analizzati con peer review ed altri con criteri semplicemente bibliometrici” … trasformiamola così:
    “voglio pertanto con il mio lavoro EVITARE disparità di giudizio tra prodotti analizzati con peer review ed altri con criteri bibliometrici. Nei lavori che valuterò mi limiterò ad applicare dei criteri bibliometrici senza leggerli”. Spero di valutarne tanti così il mio compenso sarà un multiplo di 30 e non mi sentirò un traditore, ma un eroe. … uno che toglie ai ricchi per dare ai poveri 🙂

  3. Per aggiornarvi. Colleghi che sanno poco o niente di quel che sta succedendo, hanno ricevuto inviti da direttori di dip. a completare la procedura vqr, perché altrimenti bla-bla-bla. Caritatevoli gruppi di supporto distribuivano parole calde e offrivano sostegno psicologico e materiale per aiutare i disperati, dal momento che Iris presentava difficoltà di non so che genere. La cosa grottesca è che – parlo per sentito dire e traduco come posso – Iris richiedeva di riempire certe caselle in inglese, altrimenti non chiudeva. Si è poi scoperto che si poteva scrivere anche in italiano, tanto Iris non distingueva. Anche se Iris avesse distinto le lingue, se avessero scritto 100 volte “english”, sarebbe andato bene lo stesso. Oppure se avessero scritto più volte la ‘celebre’ frase dei linguisti generativisti “Colorless green ideas sleep furiously”, tanto per non scrivere parolacce – frase che dovrebbe solo dimostrare che la correttezza sintattica non genera necessariamente senso (ma i generativisti non sapevano mezzo secolo fa che nel XXI secolo ci sarebbero state vqr e anvur che danno senso, eccome, alla frase assurda) – sarebbe andato più che bene. Per Iris. Ma non so se anche per Anvur, Gev, peer-revisori ecc. E soprattutto per la dignità dell’Università italiana, che non riesce nemmeno a far distinguere italiano da inglese.

    Certi colleghi non sanno nemmeno dei 5 anni di anzianità persi.

  4. Ho fatto un po’ di conti. Nella prima vqr c’erano poco meno di 185mila prodotti. Ora li diminuiamo di un terzo e rimangono 124mila (se fossero tutti presentati), ne togliamo 24mila per diminuzione del personale, rimangono 100mila, x 30 euri = 3 milioni? E’ giusto, così a naso?

  5. In questo caso non sono del tutto d’accordo.
    Chi è contro QUESTA VQR non è contro la valutazione. Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che una valutazione sia necessaria. Il problema principale di questa VQR sono i cosiddetti “Quadrati magici” o le “cravatte biliometriche”. Tuttavia, una valutazione non automatica basata sulla peer-review è qualcosa di condiviso persino da ROARS:

    https://www.roars.it/online/proposte-per-la-prossima-vqr/

    In fondo, se la VQR fosse condotta esclusivamente tramite peer-review questo sarebbe un bel passo avanti. Se si hanno scrupoli per i 30 euro, nella vecchia VQR i revisori potevano rinunciare al compenso.

  6. Non tutti gli aderenti al blocco sono contro la valutazione. Io ad esempio sono a favore. Lo scopo del blocco é: RECUPERO DEGLI SCATTI STIPENDIALI. STOP.

    Ad altro si potrà forse allargare dopo. Ferraro al pensa esattamente e giustamente cosi.

    Attenzione: sparare tout court contro la valutazione vuol dire fallire l’obiettivo.

    L’obiettivo è: RECUPERO DEGLI SCATTI STIPENDIALI. FINE.

    • Non si può impedire ad altri di avere obiettivi di più largo respiro.

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