Nel luglio del 1945, quando la seconda guerra mondiale volgeva al termine, Vannevar Bush, direttore dell’Office of Scientific Research and Development statunitense, pubblica il celeberrimo rapporto intitolato “Science The Endless Frontier” che gli era stato commissionato dal presidente Roosvelt.

Il rapporto ha avuto un’influenza enorme sulle policy americane relative all’innovazione e al progresso della conoscenza. Ancora oggi il documento rappresenta un imprescindibile punto di riferimento per le teorie che fanno da sfondo alla governance statale del rapporto tra ricerca di base e applicata.

Spiccano nelle pagine di Bush, l’enfasi sulla necessità che lo Stato investa copiosamente nel finanziamento della ricerca di base attraverso il potenziamento dei college, delle università e dei centri di ricerca, nonché sull’importanza di rendere prontamente pubblici e disponibili al mondo i risultati dell’indagine scientifica.

Senza ricerca di base pubblicamente disponibile a tutti non è possibile il progresso della conoscenza. Solo formando generazioni di nuovi scienziati, investendo nella formazione si può avere progresso e innovazione.

Allo stato tocca alimentare costantemente la ricerca di base, alle industrie sviluppare la ricerca applicata attingendo al sapere pubblico e reclutando i giovani formati nei college e nelle università.

Senza investimenti nella scienza, unitariamente intesa, una nazione non ha futuro.

Una lettura da consigliare a molti politici e maître à penser che animano le tormentante vicende della (non) politica italiana sulla scienza [NdR: per una traduzione italiana, si veda V. Bush, Manifesto per la rinascita di una nazione – Scienza, la frontiera infinita, Bollati Boringhieri Editore, 2013, con un’introduzione di Pietro Greco]

Il testo della lettera di Roosvelt e del rapporto sono disponibili sul sito della National Science Foundation all’URL: https://www.nsf.gov/od/lpa/nsf50/vbush1945.htm

Di seguito, riportiamo l’indice con i link ai capitoli e alle sezioni:

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