Tra il 4 e il 16 febbraio sono state in parte aggiornate le soglie della maggior parte dei GEV (GEV02, GEV04, GEV06, GEV07, GEV08b, GEV09, GEV11b, ma non si esclude che gli aggiornamenti riguardino anche i GEV01 e GEV05). L’informazione non viene da un comunicato dell’ANVUR, che, secondo una consolidata abitudine, ha modificato le regole alla chetichella. Piuttosto, apprendiamo la notizia da un messaggio inviato agli utenti registrati sul sistema di supporto CRUI per la VQR, entrato in funzione dal 9 febbraio scorso. A causa della modifica viene suggerito a tutti di ripetere le simulazioni delle valutazioni. A questo vanno aggiunte altre precisazioni in corsa (Precisazione sul trattamento delle riviste multidisciplinari (come Nature, Science, etc.) nella valutazione bibliometrica) relative al sistema di riassegnazione dei lavori in riviste multidisciplinari, una procedura che, oltre ad aprire scenari inquietanti sui possibili esiti, crea una dissimmetria informativa fra chi ha potuto usufruire delle simulazioni e di chi non ne ha potuto usufruire.

I criteri di valutazione bibliometrica della VQR, oltre a essere di inaudita complessità, contengono un errore noto da più di 20 anni e segnalato da numerosi libri di testo. Complessità che ha avuto la conseguenza di trasferire la competizione dal piano scientifico a quello della simulazione dei farraginosi algoritmi anvuriani.

Credendo di avvantaggiarsi sulla concorrenza, alcuni atenei (Pavia per esempio) hanno pagato anche 30.000 Euro a dei consulenti esterni, che però non sono riusciti a replicare le contorte regole bibliometriche dei GEV e hanno fornito, al posto delle valutazioni VQR-WoS, delle rudimentali semplificazioni, senza nemmeno tentare di simulare le valutazioni VQR-Scopus. Oltre a sborsare migliaia di euro per indicatori ottenibili da chiunque mediante un’addizione e due moltiplicazioni, questi atenei potrebbero essere beffati dagli atenei che, affidandosi al sistema di supporto CRUI, non solo terranno conto del sistema di riassegnazione dei lavori in riviste multidisciplinari, ma più in generale baseranno le loro scelte  sulle soglie autentiche sia di Web of Science che di Scopus.

Beh, autentiche fino a un certo punto, se ANVUR continuerà a divertirsi con i suoi «Cucù settete!».

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16 Commenti

  1. L’Anvur procede di nascosto, di notte -come i malfattori- e con disprezzo per lo stato di diritto.
    E c’è chi si affida con fiducia a questa agenzia per la valutazione della propria ricerca!
    Bisogna avere ben scarsa considerazione dei propri studi per accettare senza fiatare un simile arbitrio e l’ormai acclarata incompetenza dell’Anvur.

    • “Conosco diverse persone che, dopo l’ennesimo aggiornamento delle soglie a pochi giorni dalla chiusura …”: mentre leggevo, temevo che la narrazione proseguisse con la descrizione di un crollo nervoso o di qualche insano gesto compiuto con l’ausilio di una cravatta. Il completo disinteresse appare un esito clinico tutto sommato benigno, una sorta di guarigione, direi.

  2. C’è una sola parola per designare gli “anvuriani”: ridicoli!

    Devo confessare che, dopo la notizia del rinvio, ho provato un cinico senso di benessere, pensando a chi si è affannato per convincerci a caricare.
    Certo, il rinvio al 14 marzo è ridicolo, ma è proprio questo che bisogna sempre più rimarcare: il ridicolo di tutta questa faccenda

    Ridicolo (da Treccani):

    1. agg.
    a. Che fa ridere, degno di riso o di derisione, perché strano o goffo o insulso o scioccamente presuntuoso (…)
    b. estens. Di scarsa entità o valore, insignificante, esiguo, meschino (…)
    2. Sostantivato con valore neutro, lato, aspetto ridicolo: il r. è che crede di aver ragione lui; non capisci il r. della situazione?; (…) non avere il senso del r., detto di chi (o a chi) mostra di non capire quanto possa essere ridicolo il suo comportamento.
    Accr. ridicolóne (f. -óna); pegg. ridicolàccio (tutti e due poco com., e solo come sostantivi, beh, in questo caso si potrebbero ripristinarne l’uso).

  3. per gli atenei che continuano a servirsi di servizi esterni discutibili, e questo è un caso, potrebbero aprirsi scenari da corte dei conti. Speriamo queste notizie arrivino all’orecchio di qualche magistrato contabile che apra una procedura per danno erariale.

  4. Purtroppo la Corte dei Conti è troppo impegnata per i controlli preventivi di legittimità sui contratti di collaborazione dei nostri giovanni ricercatori precari (favolosi incarichi di poche migliaia di euro che richiedono 2 mesi di tempo per il controllo): https://www.roars.it/online/quintino-sella-e-la-cappadocia-ellenistica/.
    Temo che la magistratura contabile, alluvionata di pratiche di questo tipo, non abbia tempo per controllare i milioni di euro che vengono spensieratamente spesi da Università, CINECA, ANVUR e altre strutture paraministeriali. E anche dallo stesso MIUR: ricordiamoci sempre della storia delle Pillole del Sapere (http://www.report.rai.it/dl/Report/extra/ContentItem-7778933c-ec14-4f2d-8b5a-3712b51d388b.html): c’è voluta RAI Report per portare a conoscenza il caso. Per la Corte dei Conti tutto risultava regolare perché era stato usato il CONSIP, come da procedura di ordinanza!
    Il micidiale cocktail di eccessi di regolamentazione su contratti pubblici, trasparenza, tracciabilità e pubblicità ha il solo effetto di generare spreco, inefficienza, opacità e impossibilità di procedere a controlli effettivi delle poche cose veramente importanti e sostanziali. Tanto poi per risparmiare si può sempre dare un’altra sforbiciata all’FFO o non riconoscere l’anzianità di servizio dei docenti universitari.
    La soluzione del problema è però vicina e a portata di mano: l’uscita dalla pubblica amministrazione. Così davvero nessuno controllerà più nulla.

    • beh..ci sono soluzioni anche per evitare i contratti di consulenza; a La Sapienza hanno chiesto ad un assegnata di ricerca di mettere a punto il software per la VQR:

      http://www.phys.uniroma1.it/fisica/sites/default/files/bandi/Bando_schaerf_32_2014.pdf

      immagino concordiate che di ricerca c’è ne è tanta…ricerca delle informazioni segrete dell’ANVUR…;-) però l’attività di ricerca è classificata “di categoria B”, difatti non è richiesto nemmeno il titolo di dottore di ricerca…

      Finalmente qualcuno che ha dichiarato le attività anvuriane non essere di categoria A? :-)

  5. Immagino che i nuovi file Excel saranno etichettati come revisone.n del xx.yy.zzzz per non confonderli coi precedenti e che la setssa etichetta sia presente nell’intestazione del documento. O forse per un’organizzaione senza certificazione ISO 9000 né approvazione ENQA è tutto possibile?

  6. Se un edificio cede di qua e di là, non viene sgombrato ma puntellato, può anche darsi che non crolli adesso, ma non si sa mai, magari basta un colpo di vento, un ingegnere coscienzioso e COMPETENTE non lo farebbe sgombrare ed abbattere o consolidare senza gli inquilini dentro? Replichiamo nel sociale quasi ‘immateriale’ (quasi, perché immateriale non lo è nelle conseguenze, anzi è materialissimo), la vicenda Bertolaso-L’Aquila? Con il G8 spostato cinicamente dalla Maddalena (altra porcheria immane) sulle rovine dell’Aquila? Chi verrà portato dall’Anvur sulle rovine dell’Univerisità? Le 500 eccellenze internazionali?

    • >Le 500 eccellenze internazionali?

      Occhio che “internazionali” e’ propaganda, infatti
      dubito che ci saranno veramente molti internazionali a vincere il “concorso nazionale” al quale possono partecipare tutti gli abilitati.
      Bastera’ dare un peso alla didattica italiana e tutti gli “esteri” saranno sterminati. Vedremo.

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