Segnaliamo ai lettori il parere delle Consulte e delle associazioni scientifiche dell’Area 10, fortemente critiche sul bando VQR.

In particolare si chiede:

che prima di dare effettivo avvio alle operazioni previste per la VQR3 vengano preliminarmente e autorevolmente affrontate e risolte, in trasparenza, tali questioni cruciali attraverso una modifica del DM 1110 del 29-11-2019, che a cascata porti a una decisa semplificazione del bando ANVUR del 3-1-2020. Inoltre, dal momento che esiste un consenso internazionale di altissimo livello sui danni alla ricerca provocati in tutte le aree da un uso automatizzato di indicatori bibliometrici, ritiene necessario che nella VQR3:
1. Le metodologie di valutazione siano chiare, sintetiche e legittime dal punto di vista giuridico-amministrativo, nonché coerenti con le buone pratiche documentate nelle varie aree;
2. Si miri alla più ferma coerenza fra le diverse normative;
3. Il lavoro dei GEV, in particolare ma non solo per le aree non-bibliometriche, possa contare sull’apporto sistematico di forme di peer review;
4. I testi rivisti di indizione della VQR vengano condivisi con sufficiente anticipo con il CUN e le comunità scientifiche, così da consentire di proporre, se del caso, ulteriori legittime osservazioni sul merito e sul metodo.

DOCUMENTO CONSULTE e ASSOCIAZIONI SCIENTIFICHE DI AREA 10

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6 Commenti

  1. Il fatto è che nelle commissioni che valutano la progressione carriera i docenti rappresentati da e in queste aree sono molto più severi della legge, ma queste prescrizioni non sono note alle persone né per paura che la vita diventi più difficile di quello che è, alcuno denuncia.

  2. Nella pratica, quale speranza vi è di essere rappresentati e tutelati. Parlo in modo particolare del settore concorsuale di anglistica, e di anni e anni di asn illogici, che stanno ricostruendo gli organici in base a pregiudizi, calcoli, scuole, età anagrafica, provenienza dello studioso. Si guardino con attenzione i giudizi dall’infausta asn 2012: tutto ciò che dico è lì e non mento. Incompetenza valutativa, cattiveria nei confronti di alcuni, giudizi valutativi e generalizzanti dati su metodi critici, uso arbitrario dei criteri in modo autoreferenziale (io dico così e dunque è così) Perché non si ritengono responsabili dei loro errori i cattivi valutatori? Un tempo si aveva pudore di perdere reputazione bocciando studiosi seri.

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