Cosa succederebbe se la VQR e l’ASN venissero sottoposte a valutazione per essere accreditate? Ci sono buone ragioni per pronosticare un’ingloriosa bocciatura. Le scale di giudizio bibliometrico della VQR sono starate a favore di alcuni SSD e a danno di altri. Inoltre, la valutazione peer comporta uno svantaggio sistematico rispetto a quella bibliometrica E che dire delle mediane dell’ASN? Valori interi e frazionari dovrebbero alternarsi in modo casuale, ma le aree 12, 13  e 8 (settori non bibliometrici) presentano solo valori interi. L’indice h-contemporaneo attribuisce un’importanza sproporzionata alle citazioni di articoli recenti, mentre la National Science Foundation ritiene assestati i dati citazionali degli archivi bibliometrici solo dopo due anni. L’ANVUR ci ha precipitato in una specie di medioevo bibliometrico. Quali le misure urgenti per uscirne?

Slides della presentazione tenuta in data 29-1-2014 presso il Dipartimento di Chimica, Sapienza Università di Roma, nell’ambito del Convegno:

VQR e ASN: un Primo Bilancio e Prospettive Future.

Incontro-dibattito organizzato dal Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari (CNRU) con Stefano Fantoni (Presidente ANVUR), Giuseppe De Nicolao (Redattore del sito web ROARS), Sergio Bendetto (Componente Consiglio Direttivo ANVUR), Marco Merafina (Coordinatore Nazionale CNRU), Giancarlo Ruocco (Prorettore alla Ricerca, Sapienza Università di Roma).

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5 Commenti

  1. Caro professore, grazie per importante presentazione che ci permette di avere davvero un’idea quantitativa del livello della nostra ricerca e del livello delle leggende metropolitane ( o calunnie…) che girano.

    Però un orrendo pensiero mi assale: dopo la serie nefasta di tagli ( e penso per esempio alla cancellazione del PRIN) come staremo nella prossima VQR?

    I governi tagliano perché sprechiamo risorse e siamo fannulloni. Non è vero, ma la gente non lo sa.

    Però siccome tagliano, noi facciamo sempre meno e magari appunto la prossima VQR lo dimostrerà.

    Da cui: vedete che facevamo bene a tagliare!!!!

    p.s. Alla conferenza europea di Space Propulsion 2014 c’erano veramente tanti Italiani.
    Peccato che quelli che lavoravano in Italia erano veramente pochi.

    All’Università Tecnica di Monaco di Baviera ci sono corridoi dove ormai si parla solo italiano….

    • Non andrà così male: i colleghi, soprattutto quelli più giovani, imparano presto come “rinforzare” i propri indici bibliometrici. Questo effetto, almeno nel primo periodo, potrebbe compensare gli effetti dei tagli (meno organico, meno fondi per la ricerca, meno dottorandi, etc). Però, alla lunga, qualsiasi pianta non innaffiata muore.

  2. D’accordo che l’età accademica non sta in piedi. D’altra parte anche le citazioni “attualizzate” si prestano a comportamenti opportunistici: per costruirsi DA ZERO un Hc=8 basta(va) pubblicare 8 lavori nell’anno in corso ed incrociarsi un paio di autocitazioni per ciascuno. Ovviamente nella maggior parte dei casi ne basta(vano) meno, e la mediana è/era anche nella maggior parte dei casi inferiore ad 8…
    Il concetto che citazioni “non stabilizzate” siano addirittura moltiplicate per 2 o per 4 (anno precedente ed anno in corso) è perlomeno azzardato (sempre senza contare il fatto che magari sono anche autocitazioni).

    Secondo me i 3 indicatori ASN hanno qualitativamente un senso, ma sono stati implementati numericamente in modi palesemente maldestro. In questa fase di revisione (almeno a detta del Ministro) si dovrebbe cercare di essere propositivi.

    In primis, gli aggiustamenti dovrebbero evitare (o quantomeno minimizzare) i comportamenti opportunistici.
    Vorrei ora soffermarmi solo sul primo indicatore.
    – corsa alla pubblicazione su riviste indicizzate (basta guardare l’impennata delle pubblicazioni di molti candidati negli anni 2012-2013: imbarazzante).
    Possibile contromisura: il numero di pubblicazioni per ognuno dei 10 anni considerati potrebbe essere saturato, in qualche modo proporzionalmente alla mediana di riferimento. Esempio: se la mediana è 20, significa che sono attesi mediamente 2 lavori all’anno. Si potrebbe saturare il conteggio annuo al doppio (4/anno). Il che significa che sono richiesti almeno 5 anni di lavoro per “corstruirsi” l’indicatore.
    Della serie: pubblica meno ma pubblica meglio (hai più tempo per farlo, e non sei incoraggiato a fare il contrario).

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