Quasi fossero dei veri e propri Timecop, i tre superstiti del direttivo ANVUR hanno fatto un balzo all’indietro nel tempo, escludendo dai prodotti valutabili per la VQR quegli articoli che nel 2010, pur non pubblicati in formato cartaceo, erano già apparsi in formato elettronico. Grazie a questo intervento “retroattivo”, chi non aveva potuto farli valutare nella VQR 2004-2010 perché non ancora apparsi in formato cartaceo, subirà la beffa di non poterli usare neppure nella VQR 2011-2014. Insomma, quei prodotti sono stati inghiottiti da uno di quei paradossi temporali che pensavamo esistessero solo nei classici del cinema come “Avvenne domani” di René Clair, un maestro nel dirigere commedie degli equivoci.

Happened_Tomorrow

 

Qualora un articolo esca in versione elettronica entro i termini del bando (2004-2010) ma in versione cartacea su rivista solo nel 2011, è ammissibile alla valutazione?

Si, se la versione elettronica riporta in modo univoco la data del fascicolo cartaceo della rivista e questa rientra nei termini del Bando. No, se la versione elettronica uscita prima del 2011 si riferisce ad un fascicolo con data del 2011. (VQR 2004-2010, FAQ 20 Prodotti oggetto di valutazione)

Sono presi in considerazione per la valutazione dei GEV i prodotti di ricerca di seguito descritti (prodotti, nel seguito) esclusivamente se pubblicati per la prima volta nel periodo 2011-2014 Nel caso di doppia pubblicazione, in formato elettronico prima e cartaceo poi, vale la data di prima pubblicazione (ad esempio, un articolo pubblicato in formato elettronico nel 2010 non può essere presentato anche se presente in una rivista pubblicata in forma cartacea nel 2011).(bando VQR 2011-2014 p. 4)

Nella VQR 2004-2010 Anvur aveva definito la regola per cui i prodotti ammissibili (in particolare gli articoli) erano quelli inseriti definitivamente in un fascicolo (anche se un fascicolo virtuale). Presso i grandi editori internazionali è ormai in uso la pratica della pubblicazione first online (o ahead of print) che rende disponibile un articolo subito dopo la sua accettazione definitiva senza aspettare la sua collocazione nel fascicolo che potrebbe invece essere pubblicato mesi dopo. L’articolo così reso disponibile assume un DOI (Digital Object Identifier) che lo identifica univocamente da quel momento e che l’articolo si porta dietro anche quando sarà inserito nel fascicolo.

Se dunque ad esempio nella scorsa VQR un ricercatore aveva presentato un articolo pubblicato per la prima volta online (nella modalità sopra descritta) ad esempio nel settembre del 2010 e solo a gennaio 2011 inserito nel fascicolo, faceva fede la seconda data, l’articolo veniva escluso e la istituzione e l’incauto ricercatore penalizzati.

La scelta fatta da ANVUR a suo tempo era in controtendenza rispetto a quanto fatto ad esempio nel REF, dove la data di prima pubblicazione è correttamente indicata come quella in cui un articolo viene messo online per la prima volta.

Ora ci troviamo però nella situazione in cui l’incauto ricercatore di cui sopra nella VQR 2004-2010 è stato penalizzato per una regola e nella VQR 2011-2014 risulta penalizzato per la regola opposta.

Risultato è che quegli articoli, magari buoni, pubblicati nel 2010 first online e poi inseriti in fascicolo nel 2011 non hanno potuto né potranno essere presi in considerazione per la VQR.

Le istituzioni scottate dalle penalizzazioni per errore di data nella scorsa VQR hanno provveduto ad inserire nelle loro anagrafi sempre la data di pubblicazione finale, aggiornando fascicoli e n. di pagine. Ora dovranno fare il percorso opposto e per gli articoli del 2011 fare attenzione a che non siano stati pubblicati online nel 2010.

Come si fa questo controllo? Le banche dati Scopus e WOS la data di prima pubblicazione non la riportano.

E’ quindi necessario aprire il PDF e ricavare da lì questa informazione. Verrà fatto così per tutti gli articoli che verranno valutati con gli indici bibliometrici?

A proposito di data di pubblicazione ANVUR non ha specificato nel caso di riviste di ambito umanistico (che spesso escono con forte ritardo) se viene considerata la data del fascicolo o quella di stampa. Anche su questo punto potrebbero esserci fraintendimenti.

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38 Commenti

  1. Irresistibile tentazione.
    Questa anomalia è stata già segnalata ma si poteva pensare che fosse una svista dovuta alla fretta e al caldo agostini che stordiscono sia estensori che utilizzatori intermedi e finali. Siccome sta nel bando di cui si dice che è (ancora) provvisorio, potrebbe essere corretta. Comunque sia, ciò che lascia allibiti è il pressapochismo di chi si accinge a guidare un procedimento detto importante per il singolo e per la struttura di appartenenza. Già il fatto di emanare documenti importanti in pieno agosto, quando l’attenzione generale cala fisiologicamente, è una mossa antipatica per non dire perversa. Per quanto ci riguarda, a questo si aggiunge anche la riforma della PA appena approvata. Dopo le vicende del modello 730, per non parlare del lungo processo di catalogazione bibliotecaria unica che è costata una montagna di soldi e di lavoro per via dei continui rifacimenti (prova e riprova), mi si rizzano i capelli a pensare cosa significherà la digitalizzazione alla bersagliera dell’intera PA. Tornando alla VQR, dopo flop come questo segnalato, che non è di poco conto perché incide su DUE annualità che per alcuni possono essere cruciali, tutto dovrebbe essere bloccato e il testo revisionato da terzi per eliminare le incongruenze intra ed intertestuali, segni di scarsa professionalità trattandosi di testi con valore giuridico o assimilabile, che perciò devono essere massimamente controllati.

  2. Nello stadio di articoli non ammessi nella VQR 2004-2010 perché solo on line e che non potranno essere ammessi nella VQR 2011-2014 perché già on line nel 2010 ma assegnati ad un fascicolo nel 2011 ce ne sono diverse decine, quindi di potenziali “addetti alla ricerca” danneggiati pure. Una cosa del genere può essere un granello di sabbia che fa crollare tutto l’impianto VQR davanti ad un ricorso ben scritto, a meno che non rinsaviscano e non comprendano l’errore commesso.
    @Marinella: dici che è provvisorio il bando?

  3. “Ognuno dunque onninamente si guardi di contravvenire in parte alcuna alla grida presente perche’ … Sua Eccellenza e’ risoluta e determinata che questa sia l’ultima e perentoria monizione”

    Ma chi fara’ il controllo su tale data di pubblicazione ? L’ANVUR ? Non certo il singolo … e non credo neppure l’istituzione … noi come singoli all’INAF ci limitavamo a scegliere N>>6 lavori con una preferenza tra i nostri nel database di ente, a sua volta popolato al >90% dall’ADS NASA. E l’apposito gruppo di lavoro dell’ente a assegnare 6 di quelli a ciascuno in modo da massimizzare la resa per ente (in caso di lavori con diversi co-autori, il lavoro veniva assegnato a uno, non necessariamente rispettando le preferenze suggerite).

  4. Ma se qualche giorno fa (11 agosto) era ancora provvisorio!

    A prescindere, però, la CRUI non intende muoversi? Cosa rappresentano in quella sede?
    I singoli potrebbero contestare soltanto a valutazione fatta, se danneggiati dalle incongruenze.
    Ci si sta ingolfando sempre di più in burocrazie assurde, e quando il sistema imploderà di chi sarà la colpa? Della massa inerte alla cui discolpa si può soltanto dire che hanno una strizza da matti. Che cosa temono? Semplicemente la perdita del posto di lavoro e nel miglior dei casi tagli di finanziamenti per la ricerca, blocco definitivo dei salari se non compensato dalle infami premialità; per averle bisogna dimostrare di essere produttivi e di qualità (quantificata), dunque viva la vqr e ogni altra invenzione che in base a quantificazioni oggettive faccia acquisire punti e merito.

  5. NULLA è definitivo in italia (minuscola voluta). Anche se questa volta che il sottoscritto ha scoperto di avere non tre, ma ben cinque pubblicazioni in questa situazione, il bando sarà “definitivo per un tempo sufficientemente lungo” da danneggiarmi :-) … riso amaro

    • Io al suo posto mi muoverei, non so come, ma mi muoverei. Potreste anche fondare la “Associazione 2010-2011” poiché immagino ci siano anche altri nella medesimo situazione.

    • @gab: sono state cambiate le regole te vqr 2004-2010 e vqr 2011-2014, un articolo con doi 2010 ma non ancora assegnato ad un volume non poteva essere segnalato nella vqr 2004-2010. E quindi, pare nemmeno ora è quindi verrà persa per sempre la valutazione di quel prodotto della ricerca (?!?). Devono assolutamente rimediare a questa fesseria, tanti prodotti non verranno mai valutati in questo modo con danno per i ricercatori e le istituzioni di appartenenza.

    • Certo, sarebbe sufficiente offrre la possibilità di includere i prodotti con DOI del 2010 e pubblicazione finale (secondo le regole della precedente VQR) nel 2011.
      In questo modo sarebbe possibile includere prodotti che non sono stati valutati nella precedente VQR ma che rientrerebbero nella presente VQR se fossero valide le regole precedenti.
      Quindi, prodotti con DOI 2011-2014, e prodotti con DOI 2010 pubblicati su fascicoli di riviste datate 2011.
      Non mi pare molto complicato, ma non vorrei aver trascurato altri aspetti.

  6. Ci mancava il Capodanno Bibliometrico. Siamo alla frutta. Stabilire una regola per il 2011 uguale al 2014 garantisce una valutazione delle strutture su un periodo di esattamente 4 anni. Se la VQR non venisse impropriamente usata contro le persone basterebbe così. La data dell’online serve solo ai concorsi dei singoli in altri contesti. Rimango dell’idea che per la VQR ci si debba limitare alla data del fascicolo in modo da risparmiare soldi e usare le banche dati. Evidentemente la VQR non è pensata solo per la VQR.

    • Non mi pare che la valutazione “esattamente su 4 anni” sia un valore aggiunto. L’importante e che valutazioni successive non siano tra loro incoerenti, e che nessun prodotto della ricerca sia perso nei processi di valutazione. Ogni qual volta si cambiano le regole si crea un piccolo transitorio, che va semplicemente gestito con coerenza.
      Personalmente ritengo che la data di riferimento debba essere quella di prima “apparizione” del prodotto, che di fatto è appunto una pubblicazione. La data del fascicolo della rivista mi pare irrilevante, è un retaggio del passato quando esisteva solo il cartaceo. Il web costituisce a tutt’oggi il vero (ed unico) veicolo di pubblicazione e diffusione della ricerca scientifica. Esistono ancora riviste solo cartacee? Bene, per queste continua a valere la data del fascicolo.
      Questo significa che il DOI dovrebbe in futuro essere utilizzato come l’univo riferimento univoco per la data di “pubblicazione”, almeno per l’anno.

    • 4 anni non è un valore aggiunto è semplicemente l’obiettivo del MIUR. La data fissata dalla rivista quando attribuisce un riferimento al lavoro (l’ho chiamato fascicolo) è una convenzione accettabilissima per una valutazione di strutture. Le strutture pubblicano molti lavori e i confini temporali del periodo scelto su di queste hanno un effetto marginale. Se insistiamo sul DOI, sull’online ecc.. vuole dire che siamo noi a volere intendere la VQR in modo anomalo. Dovremmo vigilare sull’uso della VQR, sui dati talvolta senza senso che vengono tirati fuori dalla VQR. Io non vorrei avere nessuna responsabilità nella scelta dei miei lavori per la VQR, stanno li dove tutto il mondo li può vedere. Il MIUR li vuole valutare? Lo faccia senza chiedermi nulla, io ho altro a cui pensare.
      Visto il risultato della precedente VQR, lascerei fare tutto ad un programma, farebbe certamente meglio.

    • @Thor La data fissata dalla rivista quando attribuisce un riferimento al lavoro (l’ho chiamato fascicolo) è una convenzione accettabilissima per una valutazione di strutture.
      Ma non è questa la scelta fatta da Anvur per la prossima VQR. Come si fa (correttamente) nel REF, il bando prevede di tenere conto della data di pubblicazione online, momento a partire dal quale si cominciano a contare le citazioni.
      Il problema si pone per quelle pubblicazioni che erano state escluse dalla VQR 2004-2010 e che ora sarebbero escluse dalla prossima VQR. Tra l’altro non è detto che una pubblicazione uscita online nel 2010 sia poi pubblicata in fascicolo nel 2011. In alcuni casi può passare più di un anno, è questo il motivo per cui si pubblica prima online.
      Io vedo due ordini di problemi. Il primo riguarda l’esclusione di un gruppo di lavori da due esercizi di valutazione consecutivi, il secondo è l’individuazione della data effettiva di pubblicazione online che non viene (almeno così mi risulta) riportata dalle banche dati bibliometriche (la si trova in pubmed per i lavori di ambito biomedico o direttamente sul pdf dell’articolo).
      Nel momento in cui si deve fare una valutazione automatica basata sui dati di WOS o Scopus vedo difficile anche per l’Agenzia riuscire a risalire alla effettiva data di pubblicazione.
      @Thor Io non vorrei avere nessuna responsabilità nella scelta dei miei lavori per la VQR, stanno li dove tutto il mondo li può vedere
      Lì dove? nel sito docente che è chiuso a tutti? in una banca dati di settore che però censisce solo le pubblicazioni di quel settore?
      Nelle banche dati bibliometriche con tutti gli errori di attribuzione possibili?
      … e si ritorna alla (gravissima) mancanza di una anagrafe nazionale.

    • Infatti ritengo che l’ANVUR abbia sbagliato. E’ vero che le citazioni partono dall’online ma prima di finire nelle banche dati in modo corretto ci passa del tempo e non di rado (mi tocca sistematicamente) occorre chiedere l’aggiustamento a WOS. Con la data della rivista ci sono, alla fine, meno problemi. Almeno io la penso così.


      Sulla disponibilità dei miei lavori mi riferivo al fatto che le riviste si possono leggere ovunque. Certo c’è il problema delle omonimie e quindi dell’anagrafe. Non capisco queste lentezze sull’anagrafe. Si dovrebbe fare una VQMIUR….

  7. Buon Ferragosto a tutti, alla redazione in particolare….
    Qui siamo tutti d’accordo mi pare sull’uso del buon senso… Se qualcuno lo traduce per anvur, fa una cortesia….

    Off topic: solidarietà a Roars accusata di remare contro il merito da Fausto Panunzi su twitter…

  8. Anzitutto, grazie a roars per aver dedicato un articolo apposta alla questione degli articoli perduti.

    Secondo voi, quando un articolo è stato pubblicato prima on line con tanto di doi e poi in forma cartacea, nella versione cartacea ci viene sempre riportata l’ informazione che l’ articolo è già stato pubblicato on line con relativa data?
    Io penso di no….

    Comunque su questa questione degli articoli perduti, sarebbe interessante sapere cosa pensano i nuovi membri del direttivo anvur e se si stanno impegnando a rimediare in qualche modo.
    Se leggono roars, potrebbero intervenire…..

  9. il DOI è il vero ed unico codice che identifica univocamnente il documento. Il DOI è riportato sia su Scopus che su WoS, e consente di associare documenti sui due diversi databese, che hanno ovviamnente ciascuno il suo identificativo.
    Si estrae in modo automatico dai database sopra citati.
    Sul DOI è riportato l’anno di prima pubblicazione online. Per ottenere il DOI non è necessario aprire nessun PDF, è riportato sia su Scopus che su WoS.
    Addirittura il DOI è richiesto in sede di aggiornamento dei database, MIUR, U-GOV etc. Era richiesto anche nelle ASN.
    Mi pare una volta tanto l’Anvur sia in linea con in tempi, che prevedono come data di vera “pubblicazione” quella online. Pubblicare significa rendere pubblico, rendere accessibile al pubblico. Ripeto un semplice concetto: la data del fascicolo cartaceo è irrilevante ai fini della “pubblicazione”.
    Questo è il contesto nel quale ci muoviamo già da anni, mi pare sia inutile restare agganciati ad un cartaceo che ormai lascia il tempo che trova.
    Come già osservato, un lavoro inizia ad essere citato (tramite il DOI appunto) non appena compare online, e le citazioni se le porta dietro anche quando verrà pubblicato sul cartaceo. Sarebbe formalmente scorretto contare citazioni ricevute ancor prima della data riportata sul fascicolo cartaceo, se quella fosse considerata la data di pubblicazione.

    • Credo sia utile fare un po’ di chiarezza sulla questione.
      @gab Il DOI è riportato sia su Scopus che su WoS, e consente di associare documenti sui due diversi databese, che hanno ovviamnente ciascuno il suo identificativo.
      Vero. al netto del fatto che non sempre il DOI è riportato e che qualche volta è riportato in maniera sbagliata.
      @gab Sul DOI è riportato l’anno di prima pubblicazione online.
      Non tutti i DOI sono parlanti.
      Porto qui sotto un esempio che mi pare significativo:
      10.1002/term.1772 questo è un esempio di DOI non parlante per quanto riguarda la data di pubblicazione.
      La pubblicazione online di questo articolo è avvenuta nel 2013. Quella in fascicolo nel 2015.
      Pubmed riporta le due date.
      Se risolvo il DOI vado al fascicolo che mi riporta la data di prima pubblicazione e quella di pubblicazione in fascicolo.
      Il problema è il seguente: se sono una agenzia nazionale e mi trovo di fronte centinaia di articoli da processare in maniera automatica, come controllo la data di prima pubblicazione online?
      Soprattutto perché, come mostrato dall’esempio, la pubblicazione in fascicolo può avvenire anche due anni dopo. L’informazione sulla data di prima pubblicazione in Scopus e in WOS non è evidente, né recuparabile per chi ha acquistato le API premium.
      Forse una soluzione percorribile sarebbe quella di definire la data di pubblicazione per gli anni 2011-12-13 secondo il criterio della pubblicazione in fascicolo (in questo modo si prenderebbero dentro anche gli articoli usciti in fascicolo con forte ritardo come quello dell’esempio) e quella del 2014 secondo il criterio (più corretto) della prima pubblicazione online.

    • E’ chiaro che potranno esistere casi “ambigui”, ma sono solo eccezioni che dovranno essere gestite in manuale o con una procedura sofware ad hoc. Nel mio campo di attività non mi è mai capitato un DOI che non indcasse l’anno esplicitamente.
      In ogni caso, all’atto della registrazione del DOI rimanne traccia della data esatta, e sarebe sufficiente che l’agenzia di valutazione stipulasse un accordo con l’asociazione DOI per risolverevin modo automatico l’anno.

    • @Pola Galimberti: certo anche la soluzione che tu proponi è percorribile, il sistema per fare le cose a modo c’è….. Basta volerlo.
      Credo l’opposizione di molti sia però sulla sostanza (quale anno considerare come anno di pubblicazione), non su come gestire questo transitorio.

    • @Paola scusami gli errori di digitazione dovuti alla tastierina minuscola dello smartphone… :)

  10. Scusa Gab, come la metti con le pubblicazione con DOI 2010 ma pubblicate in volume solo nel 2011 che un ricercatore non ha potuto porre all’attenzione della VQR 2004-2010 perché contava solo il cartaceo e non il doi? Perché questo é il punto ovvero cosa si decide 3 anni fa. Questa decisione può essere corretta e in linea con standard internazionali ma come la mettiamo con le pubblicazioni che non potevano entrare nella precedente VQR e non potranno farlo nemmeno in questa? È chiaro il problema?

    • Ne avevo già parlato nel post precedente – 14 agosto, 22:49 – è chiaro che con il criterio della data di pubblicazione online si crea un piccolo transitorio, ma potrebbe essere gestito in modo semplice: basta consentire la presentazione anche di prodotti con DOI 2010 (pubblicati online nel 2010) ma che risultano inclusi su fascicoli che riportano date successive al 2010 (2011 etc). Tali prodotti non sono certamente stati valutati dalla procedente VQR.
      Credo il vero problema non sia la gestione di questo piccolo transitorio, ma bensì il passaggio concettuale rilevante di considerare un documento come “pubblicato” quando questo compare la prima volta su web, con tutti i crismi della forma ovviamente (assegnazione DOI, pubblicazione online sul sito dell’editore che ne certifica quindi la regolarità, etc).
      A mio parere si tratta di un passaggio inevitabile ed urgente, che andrebbe fatto con raziocinio ed applicato anche a tutte le procedure concorsuali in luogo della data del fascicolo (ASN, chiamate ex18, ex 24 etc).

  11. Un DOI si compone di una parte fissa che identifica l’editore, e di altre parti che sono a scelta dell’editore o della rivista.
    La sintassi di costruzione di un DOI è a scelta dell’editore e varia notevolmente da ambito disciplinare ad ambito disciplinare.
    Alcuni al prefisso fanno seguire l’acronimo della rivista e poi il numero dell’articolo, altri fanno seguire l’ISSN e un numero interno, in alcuni ambiti si utilizza anche la data ma lo ripeto, un po’ come il significato dato alla posizione degli autori, dipende dalla disciplina.
    Dovendo affrontare la data di pubblicazione per le 14 aree e magari una volta per tutte, andrebbe anche chiarito il tema (diverso ma non meno urgente) di quelle riviste (cartacee) di ambito HSS che vengono pubblicate ad esempio nel 2011 ma con data sul fascicolo del 2008. I lavori pubblicati in queste riviste non potevano essere presentati per la scorsa VQR (perché ancora non erano stati pubblicati), saranno accolti in questa pur avendo sul fascicolo una data di pubblicazione antecedente al periodo preso in considerazione?

  12. Per @gab: francamente non credo proprio che l’ opposizione di molti sia sul concetto di per sé di considerare lin genere a data dell’ online e non sulla grstione del problema transitorio degli articoli perduti… La cosa che giustamente rode a molti è proprio il prpoblema transitorio degli articoli perduti!!!! Fa arrabbiare il fatto che nella nuova vqr anno cambiato regola senza preoccuparsi di aggiungere una frase semplice semplice tipo “nella vqr 11-14 sono comunque accettati gli articoli pubblicati on line nel periodo 2004-10 e cartaceei nel periodo 11-14.” .e che ognuno certifichi come puo’ la data dell’ online o cartaceo..Il fatto che non ci hanno pensato ti fa cascar le braccia…
    Per conto mio, dopo il fatto che né il numero degli autori, né la quantità dei lavori conta un tubo, questa è la goccina che fa traboccare il vaso e mi fa celebrare il funerale definitivo alla credibilita della vqr …
    NUOVI MEMBRI DEL DIRETTIVO anvur, CHE NE PENSATE? la volete correggere questa cosa o no?

  13. @Elena: Certo la questione degli articoli perduti è rilevante, ma si può risolvere in modo molto semplice, come tu hai indicato, per esempio.
    Spero tu abbia ragione, il mio sentore invece è che questa questione degli articoli perduti venga utilizzata per tornare alla data del fascicolo.
    Staremoma vedere…

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