«Nel buio della sala correvano voci incontrollate e pazzesche. Si diceva che l’Italia stava vincendo [sull’Inghilterra] per 20 a 0 e che aveva segnato anche Zoff di testa, su calcio d’angolo». Le voci frammentarie che corrono sugli identificativi ORCID fanno concorrenza alle “voci incontrollate e pazzesche” dell’episodio della Corazzata Kotiomkin nel  “Secondo tragico Fantozzi”. Rettori che, mentre comunicano ai loro direttori di dipartimento i valori aggregati delle acquisizioni degli identificativi ORCID nelle università italiane, ammettono di non possederne una descrizione analitica. Nel contempo fanno trapelare le percentuali stellari raggiunte in tutti gli altri atenei della propria regione, facendo aleggiare il fantozziano spettro del 20-0. Ma chi è che diffonde presso i tremebondi rettori informazioni così parziali e mirate? Crediamo di indovinarlo. Per fare chiarezza, abbiamo sottoposto al database di ORCID i nominativi di tutti i docenti italiani, stimando (a meno di omonimie) quale percentuale fosse dotata di ORCID in ogni ateneo e in ogni area scientifica. Nella tabella trovate i risultati. Essendoci ancora circa un mese di tempo, è prevedibile che alla scadenza del 30 novembre gli atenei potranno accreditare la quasi totalità dei docenti ai fini della valutazione VQR. D’altronde, molte delle mozioni “Stop-VQR” approvate negli atenei invitavano apertamente a dotarsi dell’identificativo ORCID, individuando nei passi successivi il vero momento dell’astensione. Visto il clima che regna in alcuni atenei, rimane comunque lecito chiedersi quali provvedimenti disciplinari verranno presi nei confronti degli irriducibili che, nonostante tutte le intimazioni, non vorranno munirsi di codice ORCID. Leggersi il bando VQR inginocchiati sui ceci?

Classifica_ORCID_1_novembre

Note tecniche

Nota 1: scadenze della procedura VQR

Sul bando VQR, sono riportate le scadenze della procedura:

4.2 Gli addetti alla ricerca

  1. Identificazione ORCID: scadenza stabilita internamente dall’Istituzione di afferenza e compatibile con la scadenza per l’accreditamento degli addetti;
  2. Inserimento prodotti: scadenza stabilita internamente dall’Istituzione di afferenza e compatibile con la scadenza per la trasmissione prodotti.

  4.3 Le Istituzioni

  1. Definizione dipartimentale per gli enti di ricerca e Istituzioni diverse: 15 settembre 2015
  2. Accreditamento: 30 novembre 2015
  3. Mobilità: 30 novembre 2015
  4. Trasmissione prodotti: 31 gennaio 2016 per le università e 15 febbraio 2016 per gli enti di ricerca e Istituzioni diverse
  5. Verifica figure in formazione: 29 febbraio 2016
  6. Altre informazioni: 29 febbraio 2016.

Pertanto, la  vera scadenza ANVUR è il 30 novembre e riguarda l’accreditamento. Dato che per accreditare gli addetti alla ricerca essi devono essere muniti di ORCID, per accreditare qualcuno sarà comunque necessario che si munisca di identificativo ORCID qualche giorno prima del 30 novembre.

Nota 2:  costruzione della “classifica ORCID”

I nominativi dei 55.536 docenti (professori e ricercatori) in servizio nell’università italiana sono stati ottenuti interrogando Cerca Università del MIUR in data 1.11.2015.

Per ciascuno dei nominativi è stata formulata un’interrogazione al registro ORCID:

https://orcid.org/orcid-search/search

L’interrogazione si è svolta a cavallo dei giorni 1 e 2 novembre 2015.

Non potendo disambiguare gli omonimi, dalla risposta di ORCID è possibile solo verificare se, per un dato nominativo, esistono uno o più soggetti muniti di identificativo ORCID. Esiste pertanto una percentuale di “falsi positivi”, vale a dire di casi in cui il soggetto munito di ORCID non è il docente universitario in questione, ma un suo omonimo dotato di identificativo (ricercatore di altro ateneo, degli enti di ricerca o ricercatore all’estero, per esempio). L’importanza di questi falsi positivi è ovviamente maggiore per gli atenei con una bassa “orcidizzazione” mentre tende a diventare trascurabile quando l’orcidizzazione tende al 100%. Un altro tipo di falso positivo è dato da quei docenti, che pur muniti di identificativo ORCID, non hanno proceduto al cosiddetto “aggancio” e non sono pertanto ancora accreditabili ai fini della VQR 2011-2014.

Sono stati presi tutti gli accorgimenti possibili per minimizzare i “falsi negativi”, ovvero i casi in cui l’interrogazione al registro ORCID non restituisce nessun identificativo anche se il soggetto è registrato. Ciò accade quando il nominativo riportato nel Cerca Università è diverso da quello presente nel registro. Un primo esempio di difformità (che è stato gestito considerando diverse grafie alternative) è costituito dai cognomi accentati che (frequentemente  ma non sempre)  nel Cerca Università sono scritti con  l’apostrofo, mentre in ORCID potrebbero essere archiviati con la vocale accentata. Non è stato possibile considerare anche i casi più estremi come, per esempio, quello (numericamente esiguo, ma esistente) dei ricercatori che nel registro ORCID hanno scambiato  il campo del nome con quello del cognome. Nel complesso, la percentuale di falsi negativi dovrebbe essere relativament piccola e comunque generalmente inferiore a quella dei falsi positivi.

In conclusione, le percentuali fornite nella tabella sono interpretabili come una stima per eccesso della percentuale di docenti di un ateneo e di un’area che sono muniti di identificativo ORCID. Solo per atenei la cui percentuale è prossima al 100% (e pertanto non soggetti a falsi positivi) potrebbe darsi una (leggera) sottostima dovuta alla presenza di qualche falso negativo.

Send to Kindle

9 Commenti

  1. Nel mio Ateneo siamo arrivati da qualche tempo al 100%. Il dato si recupera da iris per chi ha attivato la procedura di associazione di orcid a iris, oppure dalla procedura di accreditamento messa a disposizione da cineca per tutti gli atenei. Il dato corrisponde

  2. Rimane un margine di incertezza per i dati degli atenei meno orcidizzati, in cui i falsi positivi potrebbero incidere in modo non trascurabile. Per fare un esempio, se anche nessuno si fosse dotato di indicativo, verrebbero ugualmente contati tutti gli omonimi dotati di codice ORCID (in altri atenei, enti di ricerca, etc). Sarebbe interessante conoscere un dato di ateneo fornito da Iris o CINECA per avere una stima più precisa dell’effetto dei falsi positivi.

    • Abbiamo avuto modo di fare alcune verifiche con le percentuali “vere” e l’accordo non è così male. Il punto non è azzeccare con ±1% di errore un dato che, tra l’altro, è in continua evoluzione, ma valutare la rilevanza delle percentuali di “non orcidizzati”, a fronte di voci non così incontrollate come quella del goal di testa di Zoff, ma tali da suggerire l’opportunità di una controverifica. L’impressione è che per fine novembre le percentuali saranno alte. Il che dimostra l’inopportunità del “pugno di ferro” (minaccia di sanzioni durissime per chi non si orcidizza) adottato da alcuni atenei, il cui governo sembra essersi lasciato prendere dal panico (o dall’emulazione di staterelli autoritari – mi viene in mente un Woody Allen d’annata).

    • Mai aspettarsi niente dall’italiano invitato a battersi in contrasto ai dominanti e alla tendenza dominante.
      L’italico è un popolo di menefreghisti-assenzienti plaudenti non solo a chi mette, ma anche a chiunque gli mettano, a brandire il manganello. Popolo ignaro anche del semplice significato della parola “indignazione”, popolo di sciattamente obbedienti (perlomeno i tedeschi obbediscono con fervore, e ottusità, militareschi), specialmente quelli – le cosiddette autorità – che hanno conquistato una carica o una caricuzza.
      E’ un così edificante spettacolo vedere come, decantando tutti Pasolini ogni volta che s’avvicina il 2/11, si lavino la coscienza per la bassezza di non possedere nemmeno l’ombra delle due qualità – appunto la capacità d’indignarsi e quella di opporsi – che il (non a caso) massacrato aveva

  3. Lo scorso agosto, per gioco, mi sono orcidizzata anch’io, per vedere se ci riuscivo. Ci sono riuscita, non so come, anzi, poi il codice è stato persino riconosciuto dall’Isis. Evviva! Chissà però se risulta anche all’altro capo del canale. Mica ci credo. So che c’è molto impegno in giro per procurarsi il codice. Il problema della partecipazione o meno al vqr è così rimandato di una mossa. A molti colleghi, come saprete, l’astensione dalla vqr sembra, per via dell’aggancio agli scatti stipendiali, come una rivendicazione settoriale, da categoria spocchiosa, mal vista dall’opinione pubblica, già infastidita dall’università e dagli universitari, opinione pubblica alla quale dovremmo spiegare in che cosa consistono protesta ed astensione. Premesso che persone come me lo faranno soltanto a beneficio dei più giovani, perché io personalmente non ne guadagnerei quasi niente, vorrei puntualizzare due cose. 1. L’opinione pubblica di orcid e vqr non ne capirebbero niente. 2. La questione degli scatti è soltanto la cornice, seria e giustificata quanto si vuole, ma per me ci sono aspetti più importanti. Ritengo che l’anvur, per come ha agito (ed è stato documentato da voi), per l’attenzione immeritata che ha nella finanziaria oltre alla vergognosa sottrazione dei 3miliardi all’università e alla ricerca, non ha nessuna statura morale per pretendere ed imporre alcunché. Aggiungiamoci i famosi 500 “meritevoli” (come da finanziaria, gli altri evidentemente non lo sono, nemmeno uno, ergo togliamo loro i 3miliardi) che formeranno una cittadella intorno al generoso governo. Cosa ne dice la crui? Da quale parte sta?

  4. Sì, e ora che abbiamo mostrato tutti gli ORCHIS (testicolo, in greco) abbiamo fatto qualche passo avanti in qualsiasi direzione ?

    Perchè ORCID e non ResearchGate o ResearcherID ? Sono solo io a non capire ? Mi pare una follia collettiva come rischiare il calpestamento per vedere l’albero della vita. Sigh.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.