Finanziamento / Normativa

Verso la legge di stabilità (parte 2)…

La legge di stabilità è stata definitivamente approvata in seconda lettura al Senato; vediamo cosa è cambiato in relazione a: (i) piano straordinario di chiamata di professori ordinari; (ii) le 500 “cattedre del merito”, con la possibilità che i vincitori  siano in servizio presso atenei italiani (in questo caso con l’obbligatorietà di cambiare sede di appartenenza); (iii) le risorse aggiuntive per 870 RTDb; (iv) lo svincolo dal turn-over per l’assunzione degli RTDa; (v) fondi per il diritto allo studio ; (vi) aumento della quota premiale nell’FFO; (vii) riduzione delle dotazioni finanziarie al MIUR (circa 660 M€ nel prossimo triennio); (viii) rientro nel bilancio dello Stato delle risorse per l’edilizia universitaria non spese.

La legge di stabilità è stata definitivamente approvata in seconda lettura al Senato; vediamo cosa è cambiato nei vari commi d’interesse per la vita universitaria rispetto alla versione approvata in prima lettura al Senato (e che poi è andata in discussione alla Camera). Le modifiche/aggiunte sono segnate in rosso

  • comma 206: incremento del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) di 6 M€ nel 2016 e di 10 M€ per gli anni successivi, ed avvio di un piano straordinario di chiamata di professori ordinari

Il Fondo per il finanziamento ordinario delle università è incrementato di 6 milioni di euro per l’anno 2016 e di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017. A valere sulle risorse di cui al primo periodo, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 31 gennaio 2016, è approvato un piano straordinario per la chiamata di professori di prima fascia, inclusi coloro che hanno ottenuto l’idoneità ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 18, comma 4, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, almeno il 20 per cento delle risorse deve essere destinato a soggetti esterni all’ateneo chiamante. Le chiamate di cui al precedente periodo sono effettuate secondo le procedure di cui all’articolo 18, comma 1, ovvero di cui all’articolo 29, comma 4, della legge n. 240 del 2010.

  • comma 110 207: le famose 500 “cattedre del merito, con la possibilità ora (si veda comma 208) che i professori interessati siano in servizio presso atenei italiani (in questo caso con l’obbligatorietà di cambiare sede di appartenenza)

Al fine di accrescere l’attrattività e la competitività del sistema universitario italiano a livello internazionale, nel rispetto dell’autonomia degli atenei, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è istituito, in via sperimentale, per finanziare chiamate dirette per di studiosi di elevato e riconosciuto merito scientifico previamente selezionati nel rispetto di criteri volti ad accertare l’eccellenza dei percorsi individuali di ricerca scientifica esclusivamente secondo le procedure di cui al presente comma e ai commi da 111 208 a 115 211, il un fondo speciale denominato “Fondo per le cattedre universitarie del merito Giulio Natta”, al quale sono assegnati 38 milioni di euro nell’anno 2016 e 75 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017.

  • comma 133 247: risorse aggiuntive per 1000 870 RTDb (i ricercatori di ARTeD ne chiedevano 5000), verranno assegnati agli atenei tenendo conto dei risultati della VQR (vedi comma 248)

Al fine di sostenere l’accesso dei giovani alla ricerca, l’autonomia responsabile delle università e la competitività del sistema universitario e della ricerca italiano a livello internazionale, il Fondo per il finanziamento ordinario delle università è incrementato di 47 milioni di euro per l’anno 2016 e di 50,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017, per l’assunzione di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e per il conseguente eventuale consolidamento nella posizione di professore di seconda fascia e il Fondo ordinario per il finanziamento degli enti e istituzioni di ricerca è incrementato di 8 milioni di euro per l’anno 2016 e di 9,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2017 per l’assunzione di ricercatori negli enti pubblici di ricerca.

Per il medesimo fine di cui al comma 133 247 e tenendo conto della situazione di bilancio delle singole università, all’articolo 66, comma 13-bis, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole: « A decorrere dall’anno 2015 » sono sostituite dalle seguenti: « Per l’anno 2015 » e dopo il terzo periodo sono inseriti i seguenti: « A decorrere dall’anno 2016, alle sole università che si trovano nella condizione di cui al periodo precedente, è consentito procedere alle assunzioni di ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera a), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, senza che a queste siano applicate le limitazioni da turn over. Resta fermo quanto disposto dal decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49, e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2015, con riferimento alle facoltà assunzionali del personale a tempo indeterminato e dei ricercatori di cui all’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240 ».

  • comma 139: inseriti 55 M€ nel 2016 per il diritto allo studio e 5 M€ per gli anni successivi. Va comunque tenuto conto della triste situazione determinatasi dalla riformulazione del parametro ISEE, che ha diminuito il numero degli studenti sotto la soglia per accedere alla borsa di studio

Al fine di sostenere l’accesso dei giovani all’università, e in particolare dei giovani provenienti da famiglie meno abbienti, il Fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è incrementato di 5.000.000 di euro annui a decorrere dall’anno 2016 54.750.000 euro per l’anno 2016 e di 4.750.000 euro annui a decorrere dall’anno 2017.

  • comma 144 261: aumento della quota premiale nell’FFO di 25 M€ per il 2016 e 30 M€ per gli anni successivi

Al fine di incrementare la quota premiale di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, e successive modificazioni, il Fondo per il finanziamento ordinario delle università, di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, è incrementato di 25 milioni di euro per l’anno 2016 e di 30 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017.

  • comma 333 587: riduzione delle dotazioni finanziarie al MIUR (circa 660 M€ nel prossimo triennio)

A decorrere dall’anno 2016, le dotazioni di bilancio in termini di competenza e di cassa relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri sono ridotte per gli importi indicati nell’elenco n. 2, allegato alla presente legge.

  • comma 360 628: rientro nel bilancio dello Stato delle risorse per l’edilizia universitaria non spese

Le risorse finanziarie assegnate e trasferite alle università, nell’ambito dei finanziamenti per l’attuazione degli interventi di edilizia universitaria negli anni dal 1998 al 2008 a valere sugli stanziamenti disponibili nel bilancio dello Stato e per i quali gli atenei hanno provveduto alla definizione degli interventi da realizzare, per ciascun tipo di edilizia generale, dipartimentale o sportiva, che al 31 dicembre 2014 risultano ancora non totalmente spese, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato nell’esercizio finanziario 2016.

Inoltre si conferma che

  • nessuna risorsa aggiuntiva è stata stanziata per le già risicate borse di dottorato (come a suo tempo denunciato dai dottorandi dell’ADI)
  • non si rileva la presenza di un eventuale blocco degli scatti 2016, quindi vuol dire che dal 01/01/2016 tale blocco è terminato
  • nessuna risorsa è stata stanziata per il recupero dell’anzianità a seguito del blocco degli scatti…
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14 Comments

  1. Mentre al piano straordinario di reclutamento di PO (in possesso di idoneità o di abilitazione nazionale) sono destinate le briciole, ingenti risorse sono investite nelle “cattedre del merito”. Questo a me pare molto grave, così come mi pare grave che alle persone chiamate nella fascia superiore di docenza a seguito di queste procedure, che saranno pure nazionali ma bypassano totalmente le procedure da poco istituite di abilitazione scientifica nazionale (le uniche previste dalla legge 240/2010), siano attribuiti livelli stipendiali superiori rispetto ai comuni mortali, ossia “un inquadramento non inferiore alla seconda classe stipendiale della qualifica di riferimento”.
    Ormai nel reclutamento il caos è totale: si prevedono in pianta stabile (ancorché “in via sperimentale”, formula che, com’è noto, nell’Università italiana ha sanzionato le peggiori e permanenti pratiche) chiamate di studiosi secondo procedure per chiara fama applicate anche a chi di chiara fama non gode (da qui la necessità di modificare, come fa la legge di stabilità, la legge 230/2005), mentre è fermo in parlamento il DM che dovrebbe far partire le nuove abilitazioni (a questo punto, la via di serie B per accedere alle “cattedre del demerito”…). Stiamo vivendo davvero il peggior momento nella storia repubblicana dell’Università.

    • Alberto Baccini says:

      Sempre i soliti gufi i lettori di Roars… anche a Natale. I segnali ci sono, dai, per una volta. La rotta è invertita. #italiaolsegnopiù 😉

  2. Enrico Mauro says:

    Sono d’accordo, la rotta è pervertita.
    E meno male che il Presidente è un ex docente universitario, altrimenti figuriamoci…
    Non vi sembra che siamo governati dal… rampante, dal.. dimezzato e dalla… inesistente?

  3. Ma questi si rendono conto che con questi soldi si può fare solo un PO per regione (non per università)? mah

  4. green_baron says:

    Concordo pienamente con Proietti. Questo doppio binario di reclutamento degli ordinari non è che l’ennesimo schiaffo alla classe docente universitaria italiana, l’ennesimo… Prima ci umiliano così e poi ci fanno scannare tra noi col perverso sistema della VQR, che – nella maggioranza dei casi – è stato come regalare una fionda a un bambino, cioè un modo per distribuire dispetti e vendette nella più assoluta meschinità. L’ASN, invece, si è rivelata un giocattolo per tenerci buoni, una sorta di gioco di società o, in alcuni casi, un vero e proprio gioco al massacro per distogliere i docenti dai veri problemi (mancanza di fondi, blocco scatti e altri c.. nel cu.. che ci hanno messo in questi anni). Ci siamo caduti tutti come polli… Gli unici che godono, in questo momento, sono i vari GEV e Sub-GEV, una sorta di moderni kapò dell’Università italiana che godono nel colpire i propri simili armando le mano di referees anonimi, con l’unico risultato di arrivare a effimeri e squallidi orgasmi accademici… Complimenti!

  5. Vero, il decreto viola qualsiasi regola di reclutamento. Ma a me andrebbe pure bene, se i soldi stanziati fossero ingenti. A molti sfugge la questione che, ora, è molto più fondamentale il quanto (purché sia tanto) del come.
    Ben venga un ope legis generalizzato, a questo punto. Non mi sembrerebbe per nulla uno scandalo.

    Ma la cosa peggiore è palesemente un’altra. Cioè stiamo parlando di soldi che servirebbero giusto a nominare un PO PER AREA, neanche per settore disciplinare. E’ una cosa ridicola.

  6. alessandro bellavista says:

    Purtroppo siamo alla follia completa. Nuove fumose procedure di reclutamento si affiancano al mantenimento di forme di precarizzazione dei ricercatori. Non c’e’ una visione nell’interesse comune. Solo marketing dei poveri.

  7. È il governo delle frasi ad effetto… Ve lo immaginate con che espressione compiaciuta renzi, col faccino da cherubino furbo che si ritrova, dirà “abbiamo messo 100 milioni per cattedre del merito”? Questa espressione “cattedre del merito” mi irrita più di ogni altra cosa.. Fra parentesi ‘sta fissa di far cambiare artificialmente la sede alla gente mi ha un po’ stufato.. ; metterei un bell’ emendamento: chi vuole usufruire di una cattedra del merito deve cambiar sede solo se ha studiato e fatto carriera completamente nella stessa sede; se no, non occorre che cambi sede…” ; c’è chi ha già dato parecchio in termini di cambio sede… E poi se vogliono far le cose serie allora perchè non mettono una bella regola: non si puo diventare ricercatori nella stessa sede dove si è studiato (laurea o ph d)? Le cose piu sudicie le ho viste nelle assunzioni dei ricercatori sia ora che quando erano a tempo indeterminato: troppo spesso vinceva il locale…

  8. fanulloni … uhuhhu! ci siete? 🙂

  9. Ma alla fine il piano straordinario per PO non c’è rimasto nulla???

    http://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/ID0021b.pdf

  10. La legge di stabilità 2016 è ora indicata come legge 208/2015

  11. Sempre dalla legge di stabilità, niente MEPA per acquisti sotto i 1000 €: http://www.mauriziozani.it/wp/?p=4045

  12. E’ stato emanato il decreto ministeriale per il piano straordinario degli RTDb: http://www.mauriziozani.it/wp/?p=3971

  13. Pingback: Un limite superiore alle progressioni valutative degli RTDb – Stefano Chimichi

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