«Direttori e Presidi pagano il “pizzo” a cambiamenti che non desideravano, ma per ragioni di responsabilità istituzionale restano in prima linea per ridurre i rischi»: sono le parole del Portavoce dell’Interconferenza, Mario Morcellini, nel suo intervento nel corso del terzo seminario pubblico del 25 marzo scorso. Davanti al Presidente dell’ANVUR, Morcellini ha denunciato alcuni «elementi drammatici di difficoltà che scontano i responsabili delle strutture universitarie», tra cui l’aumento di demotivazione dei docenti. Da parte loro, i colleghi psicologi hanno sottoposto a valutazione i valutatori ANVUR e nel corso del seminario il Presidente della Conferenza della Psicologia Accademica, Claudio Bosio, ha presentato i risultati.

RadioSapienza

Segnaliamo ai lettori i materiali e gli audio degli interventi relativi al terzo Seminario organizzato dall’Interconferenza, dal titolo “La valutazione nel sistema universitario. Elementi per un bilancio”, che si è tenuto mercoledì 25 marzo 2015 presso l’Aula degli Organi Collegiali della Sapienza – Università di Roma.

Interventi di Vito Cardone, Eugenio Gaudio, Andrea Fiorini, Stefano Fantoni, Luciano Modica, Paola Galimberti, Enrico Predazzi, Claudio Bosio, Alessandro Figà Talamanca, Roberta Calvano, Lilia Cavallari, Annalisa Di Benedetto, Emanuela Reale, Veronica Lo Presti, Mario Morcellini.

Le registrazioni sono disponibili a questo indirizzo:
http://www.radiosapienza.net/2013/news/dalla-sapienza/2311-terzoseminario.html

Di seguito riportiamo:

  • il resoconto del seminario;
  • le slide dell’intervento di Claudio Bosio, Presidente della Conferenza della Psicologia Accademica, intitolato
    “Valutate i valutatori: l’esperienze dell’ANVUR nella prospettiva della conferenza della psicologia accademica”.

RESOCONTO

Un bilancio critico sulla valutazione nel terzo Seminario dell’Interconferenza

Si è svolto mercoledì 25 marzo alla Sapienza l’incontro “La valutazione nel sistema universitario. Elementi per un bilancio”, terzo appuntamento del ciclo di seminari promosso dall’Interconferenza Nazionale dei Dipartimenti

“La valutazione nel sistema universitario. Elementi per un bilancio” è il titolo del terzo Seminario promosso dall’Interconferenza Nazionale dei Dipartimenti, in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e con la partecipazione di Roars – Return on Academic ReSearch. L’incontro, che si è tenuto mercoledì 25 marzo presso l’Aula degli Organi Collegiali della Sapienza – Università di Roma, si è svolto nell’ambito del ciclo di seminari “Per una mappa condivisa delle criticità nel sistema universitario”.

Il dibattito, dopo il saluto del Portavoce dell’Interconferenza Vito Cardone, che ha definito la valutazione una “novità assoluta” nel mondo accademico italiano, si è aperto con i saluti istituzionali di Eugenio Gaudio, Rettore della Sapienza, e Andrea Fiorini, Presidente del CNSU. Il Rettore ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’Interconferenza come “luogo di dibattito e di sintesi” e ha posto l’accento sulla necessità di una “analisi seria e responsabile nell’ottica di andare avanti nel processo di qualità”. Fiorini ha sottolineato che “per noi studenti è fondamentale essere presenti in questi momenti”, osservando come agli atenei debbano essere forniti gli strumenti per essere valutati nel migliore dei modi.

Nella relazione di apertura del Seminario, Stefano Fantoni, Presidente dell’ANVUR, ha ribadito che l’attività di valutazione è stata avviata in un periodo storico in cui l’Università italiana era afflitta da diversi problemi, e che da quel momento si sono registrati dei miglioramenti. L’attivazione della ricerca sulla valutazione è uno degli obiettivi raggiunti dall’ANVUR; Fantoni ha tenuto a precisare come il rapporto dell’Agenzia abbia segnalato il sottofinanziamento del 20% al quale è stato sottoposto il sistema universitario negli ultimi quattro anni. Il Presidente dell’ANVUR ha inoltre parlato di come, nonostante molte critiche, l’atteggiamento dei docenti nei confronti delle attività di valutazione sia stato “fortemente collaborativo”.

Luciano Modica (Presidente CRUI e Sottosegretario MIUR) ha ripercorso la storia della valutazione, spiegando come dal 1995, anno in cui fu coniato il “trinomio” autonomia-valutazione-responsabilità, sia diminuita l’autonomia degli atenei e, di conseguenza, sia diventato più critico fare valutazione. Secondo Modica, l’ANVUR ha avuto il merito di diffondere la cultura della valutazione, rilevando però che il risultato è stato più legato alla attuazione di una cultura legata ai parametri quantitativi e bibliometrici, mentre gli obiettivi della valutazione dovrebbero consistere nell’informare e nel migliorare.

Paola Galimberti (Università di Milano e rappresentante di Roars) si è invece soffermata sugli effetti della valutazione sul sistema universitario, tra i quali l’appesantimento burocratico e il faticoso lavoro di raccolta di dati, che erano e restano imprecisi poiché le molte campagne di valutazione, nonostante le rassicurazioni di Anvur, non hanno modificato le condizioni di partenza (la mancanza di una anagrafe pubblica e certificata della ricerca italiana) che rendono quanto meno incerti i risultati delle campagne stesse. Galimberti ha poi evidenziato come l’iter logico della valutazione (definizione degli obiettivi, scelta delle metodiche e individuazione degli indicatori) non sia stato quasi mai rispettato e ha definito “esperienze da non ripetere” le mediane e le liste di riviste.

Enrico Predazzi (Past President della Conferenza di Scienze MM.FF.NN. e ora Presidente di Agorà Scienza) ha affermato che “l’Università non deve accollarsi una terza missione”, ma deve trasformare didattica e ricerca, accorpando anche il public engagement. Per spiegare questo concetto Predazzi ha illustrato alcuni dati Eurobarometro in cui la maggior parte degli intervistati indica gli scienziati che lavorano all’Università o in enti di ricerca pubblici come la categoria più qualificata a presentare alla società l’impatto dello sviluppo scientifico e tecnologico e ha portato un esempio (http://www.agorascienza.it/education/summer_academy/report) in cui la valutazione di un progetto per le scuole avviene in modo praticamente automatico.

Sulla valutazione dell’esperienza dell’ANVUR nella prospettiva della Psicologia accademica italiana si è incentrato l’intervento di Claudio Bosio (Conferenza di Psicologia, Università Cattolica di Milano). I dati di una specifica ricerca mostrano come la valutazione complessiva (in un punteggio compreso tra 0 e 10) si attesti su una media di 5,7. Tra le principali criticità individuate dalla ricerca vi sono l’eccesso di burocratizzazione e i criteri poco chiari e arbitrari, mentre oggettività, trasparenza e cultura della valutazione rappresentano i più importanti punti di forza.

Alessandro Figà Talamanca (già Consigliere CUN e illustre matematico di Sapienza) ha spiegato come la VQR abbia avuto tra i suoi effetti di migliorare il proprio punteggio, chiedendosi però se un miglioramento del punteggio corrisponda ad un reale miglioramento della qualità. Inoltre, secondo Figà Talamanca, la graduatoria delle riviste scientifiche assumerà grande rilevanza nelle scelte dei ricercatori, rafforzando il dominio degli editori principali, e rischia un “effetto autoritario sulla libertà della scienza e della cultura”.

L’impossibilità di eliminare un margine di discrezionalità e politicità delle scelte è uno degli aspetti su cui ha focalizzato l’attenzione Roberta Calvano (Unitelma Sapienza), che ha osservato come la valutazione non possa sostituirsi all’attività distinta rappresentata dalla decisione politica determinata da obiettivi di sistema. Tra i nodi da sciogliere, inoltre, segnala il ritardo nella valutazione dell’attività gestionale e di governo, che arriva solo “nel momento patologico dell’attività” da parte del giudice, e la questione di chi valuta i valutatori.

Lilia Cavallari (Conferenza di Scienze Politiche) ha criticato l’internazionalizzazione come criterio di valutazione indipendente dalla rilevanza, sottolineando come l’ente per la valutazione inglese, il REF, tenga invece conto di parametri quali l’originalità, la rilevanza e il rigore. In merito alla metodologia, ha osservato che i criteri bibliometrici e la peer review producono distorsioni di diversa natura, rendendo difficile la comparazione nei sistemi di valutazione misti. La soluzione auspicata da Cavallari consiste nell’adozione di criteri generali e misurabili, individuati sulla base delle best practice nelle singole discipline.

Annalisa Di Benedetto (addottoranda in Metodologia al Coris, Sapienza) ha presentato i risultati di un’analisi metodologica, realizzata con Antonio Fasanella, della valutazione in peer review nel corso della VQR. Lo studio evidenzia una serie di criticità legate alle definizioni di criteri e classi di merito oltre che alla progettazione di strumenti e procedure; propone, inoltre, alcune soluzioni nella direzione di una valutazione più trasparente e affidabile.

Emanuela Reale e Veronica Lo Presti (AIV-Associazione Italiana di Valutazione) hanno evidenziato come la diffusione della consapevolezza dell’importanza della valutazione non abbia sempre prodotto altrettanta cultura valutativa nell’Università e come persista la mancanza di ripetute esperienze dirette a consolidare l’esperienza della valutazione come processo “normale” dell’Università. Nell’ambito di un primo bilancio sull’esperienza della valutazione si registrano l’accezione prevalentemente misurativa della valutazione, il depauperamento dell’Università come istituzione culturale e l’accentuazione dei divari nel sistema universitario nazionale.

Le “conclusioni” del Seminario sono state tratte da Mario Morcellini, Portavoce dell’Interconferenza, il quale ha richiamato l’obiettivo del terzo Seminario, ovvero riflettere sulla possibilità di iniziare a promuovere, anche se a distanza di pochi anni, una “valutazione della valutazione”. L’ANVUR dovrebbe sperare – se non sollecitare – che altri soggetti sociali lavorino sulle tendenze di medio e lungo periodo. Va tuttavia preso atto delle “difficoltà di fare un’informata analisi sistematica del processo storico alle spalle”, anche a causa della confusione di responsabilità e di ruoli tra MIUR e ANVUR, su cui l’ANVUR avrebbe dovuto esercitare una maggiore capacità comunicativa, soprattutto per individuare le fonti di comunicazione. Una delle conseguenze sta nel fatto che il dibattito sull’ANVUR è stato ed è spesso caratterizzato da una “radicale disinformazione sulla trasparenza e sul funzionamento del sistema”. Il Portavoce ha sottolineato che “per la prima volta si comincia a discutere di indicatori” e ha parlato di quanto troppo spesso “le politiche che cambiano si presentano sempre con l’idea di eccitare la critica, soprattutto negli interventi pubblici”, creando “giacimenti di risentimento che ovviamente si scarica contro l’ANVUR”. Morcellini si è poi soffermato sulla moltiplicazione dei ricorsi contro i risultati dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, augurandosi l’individuazione di un principio che consenta di non scaricare sulle risorse pubbliche comportamenti non etici di singoli soggetti, anche perché sarebbe insostenibile per il Ministero dell’Istruzione. Secondo il Portavoce, il Seminario ha testimoniato che esiste “un pezzo di Università, non solo Sapienza, che vuole più profonde rassicurazioni sulla qualità della valutazione”.

In chiusura del suo intervento, il Portavoce ha denunciato alcuni “elementi drammatici di difficoltà che scontano i responsabili delle strutture universitarie”, tra cui l’aumento di demotivazione dei docenti. Direttori e Presidi pagano il “pizzo” a cambiamenti che non desideravano, ma per ragioni di responsabilità istituzionale restano in prima linea per ridurre i rischi. Morcellini, registrando “un’alleanza sui fini nettamente superiore agli incidenti di percorso e di comunicazione che certamente ci sono stati”, ha chiesto all’ANVUR un sostegno, anche in termini di rassicurazione e “postura”, per ottemperare più efficacemente agli obblighi di ruolo di Presidi, Direttori e Responsabili di strutture. E per riportare più serenità e più fiducia sul futuro dell’università.

Interconferenza Nazionale dei Dipartimenti – Coordinamento delle Conferenze di Direttori, Presidi e Responsabili di Strutture Universitarie

Per informazioni:
Elena Valentini, Vera D’Antonio, Andrea Pranovi
Indirizzo e-mail: interconferenza@gmail.com


Le slide dell’intervento di Claudio Bosio, Presidente della Conferenza della Psicologia Accademica

 

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1 commento

  1. In ordine sparso:
    ” «elementi drammatici di difficoltà che scontano i responsabili delle strutture universitarie», tra cui l’aumento di demotivazione dei docenti.”
    I docenti, quelli della truppa, sono motivati piu che mai a sottostare e a sottoporsi a tutte le angherie burocratiche e metriche (pseudo)valutative individuali e collettive. Questa e´ la mia esperienza. Semmai si sono arresi, sempre che lo abbiano mai combattuto, al destino contrabbandato sotto gli slogan della cosiddetta meritocrazia e dello sviluppo di una cultura della valutazione. Senza discutere il fatto – la maggior parte non lo fa, questo blog e una delle poche eccezioni – che sono le modalita a dover essere smontate e reimpostate e non le valutazioni in se (che peraltro sotto forme diverse esistono da sempre).
    Modica: dal 1995 e diminuita l´autonomia degli atenei.
    A me sembra, sempre alla luce della mia esperienza, che l´autonomia e stata mal impiegata e governata. Tra le anomalie piu vistose, allegramente tollerate per anni, c´erano i bilanci in rosso di alcuni atenei, e mi domando come sono stati corrette.
    Dal mese di marzo sono passati alcuni mesi e , come se niente fosse, all´inizio di agosto e stata varata una VQR diversamente pasticciata. Nonostante le garbate discussioni e i minuetti istituzionali, con inchini e riverenze (ma ci vuole invece piu politica e meno politici, nevvero?), a me sembra che sia stata costruita una nuova solida e sempiterna diga del Vajont – parlando per allegoria – per la quale, nonostante si contestino i dati della costruzione e si preveda la possibilita di disastri, ci sono gli zelanti controcalcolatori, sostenitori e sdrammatizzatori, mentre dietro l´acqua sta montando e tra poco tracima spazzando via i piu sfortunati.

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