Segnaliamo ai lettori queste “proposte e spunti di discussione per un dibattito aperto sull’istituzione universitaria in Italia”.

Solo la tutela e la garanzia della libera manifestazione del pensiero nelle attività di ricerca e
nella didattica, la promozione e la salvaguardia delle differenze culturali e scientifiche nel
pluriversum dei saperi è in grado di generare avanzamento virtuoso nelle conoscenze, nelle arti, nelle tecniche, e di creare uno scarto temporale rispetto alle urgenze del contingente in grado di immaginare, pensare, prefigurare, anticipare gli scenari futuri. Ogni forma esplicita o surrettizia di standardizzazione e di uniformazione procedurale, di valutazione algoritmica dei risultati della ricerca e degli apprendimenti, di controllo tecnologico delle attività dei docenti ricercatori, oltre ad essere negatrice della libertà accademica, mutila qualsiasi intenzione conoscitiva, ne costringe il raggio d’azione entro orizzonti ristretti, consegnando l’operosità accademica alla sola risoluzione di problemi di corto respiro dettati da Agenzie per lo più interessate all’utile immediato.

Il testo completo e sottoscrivibile è disponibile qui.

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