Segnaliamo ai lettori l’interrogazione presentata dall’on. Pino Pisicchio (Gruppo Misto, Camera).

Segue il testo.

Interrogazione a risposta scritta
Pisicchio- al Ministro dell’Istruzione- per sapere –
premesso che:

– Il rapporto della Fondazione Res sull’Universita italiana, esito di una imponente indagine compiuta da un gruppo di ricercatori coordinati dal prof. Viesti, nel rompere un silenzio omertoso sul declino della cultura accademica in Italia, ha offerto uno spaccato dell’Istruzione superiore particolarmente allarmante con un quadro di riferimento statistico che dimostra come l’ Università nel nostro paese abbia subito un drastico ridimensionamento nel giro degli ultimi otto anni, registrando una riduzione di un quinto in termini di studenti, docenti e corsi di studio, oltre che di risorse rivenienti dallo stato;
– il declino, peraltro, ha proceduto in modo asimmetrico, condannando gli atenei meridionali, a causa di scelte discrezionali assolutamente discutibili, ad un declino ancora più precipitoso che lascia paventare la possibile condizione di irreversibilità per le Università più deboli;
– facendosi carico di queste problematiche, la Camera dei deputati approvò il 29 giugno us, con 436 voti a favore e solo 6 contrari e il parere favorevole del Governo, una mozione che reca tra le prime firme quelle degli onn. Ghizzoni e Pisicchio. L’atto di indirizzo rivolto al Governo chiedeva, tra l’altro, di stabilizzare le risorse destinate al diritto allo studio, di rivedere i requisiti di accesso, di progettare per gli studenti una no tax area, di stabilire i criteri di ripartizione del fondo integrativo statale in base al fabbisogno regionale e rendere vincolante per le regioni lo stanziamento di risorse proprie, superando così il meccanismo che oggi penalizza gli studenti del Sud;
– in particolare la mozione chiedeva di rivedere alcuni dei criteri di ripartizione degli stanziamenti per le università, facendo riferimento a tre criteri importanti: la perequazione territoriale, la considerazione dei fuori-corso e le dimensioni ottimali dei corsi di studio; in sintesi la mozione chiedeva di modificare profondamente i meccanismi di calcolo decisamente penalizzanti per gli atenei del centro- sud;
– nonostante il Governo abbia dato parere favorevole alla mozione approvata quasi all’unanimità alla Camera dei Deputati, il 6 luglio il Ministero competente ha emanato un decreto, il  n°. 552 (Criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) per l’anno 2016),che mantiene i medesimi criteri di sempre per il costo standard, ignorando le puntuali indicazioni contenute nell’atto parlamentare.

Tutto ciò premesso l’interrogante chiede di sapere se la Ministra competente non ritenga necessario, in ossequio ad un atto di indirizzo parlamentare, aggiornare urgentemente la struttura del decreto, al fine di offrire il necessario ristoro alle università meridionali penalizzate da interventi indiscriminati e, al tempo stesso, rispettare il contenuto della mozione approvata nello spirito di una corretta dialettica costituzionale.

Pino Pisicchio

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3 Commenti

  1. Il nostro guaio è che non si segnala nessun politico serio, che abbia una visione d’insieme della situazione e un progetto politico globale per l’Italia, in cui coerentemente abbia il suo posto l’Università.
    Sono crollati i livelli della preparazione degli studenti, e non solo al Sud, e si assiste nel Sud ad una colonizzazione da parte di università più potenti, che impongono i loro laureati, dottorandi, ecc. in posti importanti e nella progressione carriera. E’ difficile anche mantenere la barra dritta, e lavorare secondo coscienza.

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