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III Convegno Roars. A. Stella: Un quadro della situazione a quattro anni dalla legge 240

A integrazione delle slide, già pubblicate il 25 giugno scorso, pubblichiamo anche il video dell’intervento di Andrea Stella, che ha aperto la sessione mattutina del Terzo Convegno Roars, tenutosi a Roma lo scorso 19 novembre. Il tema, “Un quadro della situazione a quattro anni dalla legge 240: le principali criticità”, ripercorre le politiche universitarie dell’ultimo decennio mettendo a confronto le retoriche con i numeri e le statistiche internazionali. In particolare si evidenziano due fasi: quella espansiva che corrisponde alla scelta di aderire all’Agenda di Lisbona, seguita da quella depressiva, caratterizzata dal significativo ridimensionamento dell’offerta formativa e da strategie di delegittimazione atte a facilitare i tagli.

Terzo_Convegno_Roars_Mattina

Terzo Convegno ROARS
I materiali audio-video del convegno tenuto a Roma il 19 giugno 2015
presso la Sala del Rettorio, Camera dei Deputati

Parte III: intervento di Andrea Stella, Università degli Studi di Padova

“Un quadro della situazione a quattro anni dalla legge 240: le principali criticità”

Seguono video e slide

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One Comment

  1. Grande Stella!
    Ascoltando la sua presentatione, mi sono venuti i brividi nel ricordare il giorno in cui mia madre, tornando da una riunione dei genitori del liceo che stavo frequentando, mi raccontò come era stata accanitamente attaccata dai genitori dei miei compagni perchè aveva affermato, che “in Italia c`erano troppo pochi laureati rispetto al resto d´Europa e che quindi era giusto che l´accesso al Liceo fosse possibile anche alle classi più disagiate, che questo doveva essere tenuto in considerazione nel valutare ed aiutare e che questo avrebbe permesso una società migliore e più progredita .”
    Sono passati decine d´anni da quel giorno e quella stessa “élite” la pensa ancora allo stesso identico modo. Ma il mondo per questo non è migliorato. Le disuguaglianze non sono diminuite rispetto a quando andavo al liceo e all´Università io. Il mondo in cui viviamo è quello delle eccellenze, in cui tutto si giustifica a partire dai privilegi.
    Alla fine la questione si limita a “Chi può permettersi di avere un’ educazione scolastica adeguata e potrà accedere al sistema universitario?” oramai solo pochi e sempre meno in Italia. Questi sono gli effetti di un’ economia a tasso debole di crescita, in cui l´eredità e il patrimonio economico e culturale passato hanno un peso sempre maggiore nel determinare il futuro delle persone. È interessante come questo “accumulo economico e culturale” generi il progressivo impoverimento sia dei profitti economici da un lato, sia della capacità di generare innovazione e progresso culturale dall´altro. Un pochino Marx aveva ragione dicendo “ la borghesia produce i suoi stessi seppellitori”.
    A questo riguardo la stessa “borghesia” universitaria infondo ha sostenuto i suoi stessi seppellitori, non reagendo adeguatamente agli attacchi inflitti, con la visione eterea di essere infondo degli intoccabili. L´accumulo culturale (riduzione del turn over dei docenti e non di meno la limitazioni degli accessi all´Università da parte delle giovani generazioni, unito al tentativo di “hubbizzare” le Università) mina se stesso e si auto-distrugge per effetto delle sue stesse contraddizioni e per l´impatto anti-economico che esso ha nel lungo termine.
    ——–
    Si sbaglia se si pensa che non ci sia una strategia dietro tutto quello che succede negli ultimi anni, esiste, ed è quella dei tagli e privatizzazioni. Quello che non esiste è una strategia per la crescita duratura e per una società basata sull´uguaglianza e le pari opportunità. Utopica? Certo! ma per la quale varrebbe la pena farci un pensierino, la costituzione é lì anche se si vorrebbe ignorarla o peggio ci si passa sopra con il caterpillar.

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