Mentre per il complesso del sistema universitario il turn-over è limitato al 20%, a diversi atenei vengono riservati dei turn-over assai maggiori, fino a superare il 200%. In un’intervista al Mattino, il ministro ha spiegato di non aver avuto scelta, perché la decisione era conseguenza “del decreto attuativo successivamente emanato dal ministro Profumo … e soprattutto della spending review del governo Monti”. Abbiamo provato a fare una verifica ed abbiamo ricalcolato il turn-over con le regole usate dal ministro Profumo sotto il governo Monti. Ebbene, con le vecchie regole nessun ateneo avrebbe superato il 30% di turn-over. Infatti, gli squilibri non sono dovuti a Monti e Profumo, ma alla rimozione da parte del Ministro Carrozza della clausola di salvaguardia inserita dal suo predecessore. Evidentemente, le regole non erano così immodificabili come raccontato al Mattino.

In un’intervista pubblicata su il Mattino del 25 ottobre 2013, il Ministro Maria Chiara Carrozza afferma:

E quindi precisa ulteriormente:

Secondo Maria Chiara Carrozza, dunque, gli squilibri che caratterizzano la distribuzione dei punti organico per l’anno 2013 sono frutto dell’operato del governo Monti (e del ministro Profumo). Di più: per intervenire, occorrerebbe modificare “la legge”:

E’ certo vero che il Dlgs. 49 che introduce l’indicatore ISEF (indicatore di sostenibilità economico-finanziaria) è opera del Governo Monti. Come pure è opera del Governo Monti il sistema di calcolo dei punti organico basato sul turnover del sistema nel suo complesso (l. 7 agosto 2012, n. 135).

Vorremmo però ricordare al Ministro che gli squilibri che abbiamo segnalato non sono dovuti alla spending review né al Dlgs. 49, bensì a un atto che reca la firma del Ministro Carrozza: si tratta infatti di un Decreto Ministeriale, precisamente il D.M. 9 agosto 2013 n. 713, reso noto lo scorso 17 ottobre.

Il D.M. relativo ai punti organico del 2012, opera del Ministro Profumo, non generava i notevoli squilibri del D.M. 2013, nonostante spending review e Dlgs. 49 fossero già vigenti.

Ricordiamo per comodità dei lettori i diversi effetti dei due DM:

Cos’è accaduto? Molto semplicemente, nella versione 2013 del D.M. punti organico, firmata da Maria Chiara Carrozza, è stata espunta la clausola di salvaguardia presente nella versione a firma Profumo, che recitava:

e comunque nel limite massimo del 50% dei Punti Organico relativi alle cessazioni dell’anno 2011

L’eliminazione di tale clausola ha permesso i picchi estremi nell’assegnazione dei punti organico per l’anno 2013, con forti penalizzazioni e altrettanto forti premiazioni.

Non è dunque esatto affermare, come fa il Ministro, che “il governo Monti preferì non inserire una soglia alle possibili penalizzazioni degli Atenei”. Francesco Profumo inserì, appunto, tale soglia.

Se da un lato è del tutto ragionevole prevedere una limitazione della capacità di spesa per personale degli atenei in situazione di difficoltà economico-finanziaria, va anche detto che non è per nulla ragionevole  rimuovere la clausola che mirava a evitare picchi estremi nell’oscillazione di premi e sanzioni. Questo perché tali estreme oscillazioni rischiano di penalizzare troppo e premiare troppo in modo del tutto slegato anche da presunti indicatori “meritocratici”.

La limitazione del turn-over per il sistema universitario nel suo complesso contribuisce alla progressiva sforbiciata di una consistente quota di personale universitario, mettendo in crisi la sostenibilità di iniziative scientifiche e didattiche in una nazione che è già ultima in Europa per percentuale di laureati. Invece di limitare i danni, ripartendo i punti organico tra gli atenei che soddisfano i requisiti di sostenibilità economica, si è inventata una sorta di classifica in cui un indice di sostenibilità è diventato una misura di “virtù”.

Una virtù alquanto discutibile, visto che non ha a fare con la qualità scientifica e didattica e che può essere incrementata semplicemente alzando le tasse fatte pagare agli studenti. Non solo: agli atenei che hanno vinto questa gara vengono liberati punti organico in eccesso rispetto alle cessazioni dal servizio, garantendo loro un turn-over superiore al 100% a spese anche di chi, pur soddisfacendo le condizioni di sostenibilità, ha la sola colpa di non primeggiare in questa anomala classifica. Come se in una zattera alla deriva, in cui bisogna dividersi razioni di cibo a malapena sufficienti alla sopravvivenza, il capitano – accampando la scusa di essere il più meritevole – facesse indigestione di gallette, incurante degli sguardi bramosi e allibiti dei compagni di naufragio.

Le clausole di salvaguardia servono proprio a questo: a evitare che meccanismi automatici producano squilibri ingiustificati così dirompenti da danneggiare, anziché risanare il sistema.

Fu proprio Francesco Profumo a inserire nel D.M. 2012 quella clausola di salvaguardia che è sparita dal D.M. a firma Maria Chiara Carrozza.

Va osservato che un fenomeno per certi versi analogo si è prodotto relativamente al cosiddetto D.M. “programmazione”. Anche qui, è caduta la clausola di salvaguardia relativa alla distribuzione della quota premiale di FFO agli atenei, nonostante i dubbi assai forti che gravano sul disegno e sull’esecuzione della VQR.

Messi insieme, i due fatti sembrano indicare una precisa scelta da parte del policy maker, ossia da parte del Ministro: eliminare i freni ai meccanismi di distribuzione delle risorse lasciando che essi lavorino a pieno regime e senza correttivi. Senza curarsi, insomma, degli effetti che si potranno determinare, anche sotto il profilo di eventuali squilibri territoriali già presenti e che meriterebbero di essere rimossi, anziché incrementati.

Sta al Ministro assumersi pubblicamente la responsabilità delle proprie scelte politiche, motivandole o correggendole. Senza però attribuire ad altri le responsabilità proprie e dei propri uffici.

In ogni caso, nel ricordare a Maria Chiara Carrozza, che lo stesso Dlgs. 49 prevedeva che i parametri ISEF fossero aggiornati annualmente con apposito decreto ministeriale – cosa che non è stata fatta dall’attuale dicastero, che ha mantenuto tal quali i parametri fissati da Francesco Profumo – presentiamo al Ministro e ai lettori tutti la seguente tabella*, che mostra quali sarebbe stata la distribuzione dei punti organico in presenza della clausola di salvaguardia recentemente cassata per scelta del Ministro.

La tabella può anche essere scaricata qui: punti organico con applicazione tetto

 

*Ringraziamo Beniamino Cappelletti Montano per l’elaborazione della tabella.

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14 Commenti

  1. Che delusione… Come può un Ministro dire così sfacciatamente l’opposto della realtà? Come può ignorare che, non solo poteva, ma DOVEVA pubblicare (preliminarmente) criteri opportuni, ai sensi del DLgls.49/12 ?

  2. Ma cosa si ci poteva aspettare da un ministro della SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA ? Esattamente quello che ha fatto rubare ai poveri per dare ai ricchi. Bisogna ricordare che il Sant’Anna è: “La Scuola Superiore Sant’Anna è un istituto universitario pubblico a statuto speciale, che opera nel campo delle scienze applicate: Scienze economiche e manageriali, Scienze Giuridiche, Scienze Politiche, Scienze agrarie e biotecnologie, Scienze Mediche e Ingegneria Industriale e dell’Informazione.” ovvero una istituto universitario a statuto speciale e non si vede perché debba “rubare” ad istituti universitari normali.

  3. La cosa che più mi colpisce del ministro Carrozza è il tono assolutamente confuso delle risposte. Da una scienziata ci si aspetterebbe una risposta ben motivata e precisa. Invece risponde sempre (non solo ora) in modo approssimativo.

  4. Dopo la pubblicazione dell’articolo su Roars (https://www.roars.it/online/il-robin-hood-al-contrario-del-d-m-punti-organico-2013/) gli squilibri del turn-over hanno ottenuto da subito una certa visibilità sulla stampa e in rete.
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    Martedì 22 ottobre 2013
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    La Stampa
    http://intranews.sns.it/intranews/20131022/SIA2037.PDF



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    Libero
    http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1335813/La-Carrozza–ruba–ai-poveri-per-dare-ai-ricchi–e-al–suo–ateneo-.html



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    Dagospia
    http://www.dagospia.com/rubrica-29/Cronache/universita-in-carrozza-il-ministro-toglie-ai-poveri-del-sud-per-dare-ai-ricchi-65018.htm


  5. In questo momento di grande incertezza (di attese procrastinate sine die, come sta succedendo – intenzionalmente – con l’ASN) l’unica voce di verità mi sembra quella di ROARS, che ha smascherato questa mossa davvero furba (relativa alla redistribuzione dei punti organico e a questa rimoludazione “interessata” del turn over). Mi sembra veramente vergognoso, da parte di qualcuno, approfittare di questo frangente di estrema difficoltà del sistema universitario italiano per fare gli interessi del proprio ateneo, per altro già ricchissimo. Mi ricorda quelli che si arricchirono in tempo di guerra con la borsa nera oppure gli sciacalli che dopo i terremoti vanno a rubare i pochi oggetti preziosi nelle case distrutte e abbandonate.