Il merito non solo si può prevedere, ma dipende linearmente dalla latitudine.

La oramai famosa “Tabella 2” nell’articolo di Beniamino Cappelletti Montano apparso su ROARS riporta le cifre, le percentuali di turnover e i PO acquistati o persi dai vari atenei, rispetto alla restituzione del 100% del turnover. Qualcuno, senza mezzi termini, ha parlato di una “questione meridionale”. A torto o a ragione? Usando i dati della Tabella 2, laicamente scettici e lontani da ogni vittimismo o riproposizione della “questione meridionale”, riportiamo su un grafico la frazione di atenei con valori della restituzione dei PO superiori al 100% in funzione della latitudine dell’ateneo. Come per incanto lo “scippo”, al di là di ogni ragionevole dubbio, si materializza in un grafico! C’è una evidente tendenza lineare alla diminuzione delle restituzioni dei PO, andando dal 46° parallelo al 38° parallelo (da nord a sud per intenderci), e una altrettanto evidente tendenza lineare all’aumento delle restituzioni dei PO, andando dal 38° parallelo al 46° parallelo (da sud a nord, sempre per intenderci). La dipendenza lineare del turnover per l’attribuzione dei PO dalla latitudine dell’ateneo, al di là di un facile vittimismo e di una riproposizione della “questione meridionale”, risulta estremamente evidente e per molti versi paradossale, e richiederebbe una immediata spiegazione da parte del Presidente Conte o del ministro Bussetti.

Abbiamo tutti letto e commentato il famigerato D.M. 873-2018 per l’assegnazione dei punti organico (PO) agli atenei. La oramai famosa “Tabella”, rivista nell’articolo di Beniamino Cappelletti Montano apparso su ROARS il 2/1/2019, riporta le cifre, le percentuali di turnover e i PO acquistati o persi dai vari atenei, rispetto alla restituzione del 100% del turnover. Da questa, come detto da molti, si dovrebbe dedurre un “trasferimento netto” di PO verso alcuni atenei rispetto ad altri e, senza mezzi termini, si è parlato di una “questione meridionale”.

Proviamo allora a vedere quanto è reale la sensazione che si ha dello ”scippo” dei PO da parte degli atenei del sud rispetto agli atenei del nord. E poi, cosa significa esattamente ”sud” e “nord” in questo caso?

Usando i dati della Tabella 2 riportata nell’articolo di B. Cappelletti Montano, laicamente scettici e lontani da ogni vittimismo o riproposizione della “questione meridionale”, riportiamo su un grafico la frazione di atenei con valori della restituzione dei PO superiori al 100% e la frazione di atenei con restituzioni inferiori al 100%, in funzione della latitudine dell’ateneo. Come per incanto lo “scippo”, al di là di ogni ragionevole dubbio, si materializza in un grafico!  C’è una evidente tendenza lineare alla diminuzione delle restituzioni dei PO, andando dal 46° parallelo al 38° parallelo (da nord a sud per intenderci), e una altrettanto evidente tendenza lineare all’aumento delle restituzioni dei PO, andando dal 38° parallelo al 46° parallelo (da sud a nord, sempre per intenderci). Le percentuali di turnover indicate nel D.M. 873-2018, paradossalmente dipendono quindi linearmente dalla latitudine geografica dell’ateneo.

Le due linee di tendenza che meglio approssimano i dati, sono:

y = 0.0734 x – 2.572

dove y rappresenta la frazione di atenei con percentuali di turnover superiori al 100%, e

y = -0.0734 x + 3.572

y rappresenta la frazione di atenei con percentuali di turnover inferiori al 100%. In entrambi i casi x rappresenta il centro dell’intervallo di latitudini. Da notare che le pendenze delle due rette sono uguali (in valore assoluto), e le stesse si incrociano alla latitudine di 41.86°, che rappresenta lo spartiacque per questa distribuzione di PO.

Per concludere, la dipendenza lineare del turnover per l’attribuzione dei PO dalla latitudine dell’ateneo, al di là di un facile vittimismo e di una riproposizione della “questione meridionale”, risulta estremamente evidente e per molti versi paradossale, e richiederebbe una immediata spiegazione da parte del Presidente Conte o del ministro Bussetti.

Vincenzo Carbone
Dipartimento di Fisica, Università della Calabria

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15 Commenti

  1. C’è qualcosa che mi sfugge… la linea rossa non è esattamente 1 – linea blu, la percentuale complementare (assumendo che non ci sia nessun ateneo esattamente al 100%)? Allora non è un’ovvietà che fittando una volta y e una 1-y si ottengano due rette di migliore approssimazione che sono l’una data da 1 – l’altra (e quindi con la stessa pendenza in valore assoluto)?

    • Certo che sì. Sono state disegnate entrambe perché sono la “legge del merito” (linea blu che cresce quando sale la latitudine) e la “legge del demerito” (linea rossa che cresce quando scende la latitudine). Merito e demerito sono ovviamente speculari.

  2. Si tratta di un attacco al Governo calibrato male. Sarei tentata dal rispondere: meglio così, tanto al Sud i punti organico si sprecano. Perché Cassino è stata azzerata mentre all’Unical hanno solo ridotto i punti organico ma non annullati del tutto? Sarebbero stati 25 punti organico che al Nord avrebbero portato gente rispettabile nel sistema universitario, non parenti e amici come faranno purtroppo i nostri colleghi calabresi. Monitoriamo i loro concorsi e vediamo quanti punti organico siano realmente utilizzati in maniera onesta.

    • Questo a me pare pregiudizio.
      Non credo che il malcostume universitario sia geograficamente determinato.

    • So che esistono persone che pensano come Lei e fermano la carriera di alcuni perché non nati nella zona eletta. O tempora o mores!

  3. Sembra che monicaperri non abbia idea di come siano disciplinati ASN e concorsi universitari per gli abilitati. Non mi risulta che i calabresi siano stati abilitati da commissioni composte da soli calabresi o che abbiano vinto concorsi con commissioni di soli calabresi. Né mi risulta che in Calabria non trovino applicazione le stesse regole in materia di conflitti di interessi e di incompatibilità in vigore a nord del 42° parallelo. Mi piace illudermi che questi commenti siano solo un espediente della Redazione per stimolare nuovi commenti …

    • c’è un’ampia documentazione sui principali quotidiani italiani che dimostra che le regole in materia di conflitti d’interesse in Calabria non sono giammai applicate, col tacito consenso di tutto l’apparato. L’unico errore che riconosco nel Governo è stato quello di non riservare lo stesso trattamento di Cassino ad altri Atenei che meritavano parimenti di essere cancellati. Del resto, con le Frecce gli studenti possono muoversi in poche ore e avere docenti più qualificati di quelli che trovano in certe regioni. Penso che sia ora di concentrare le risorse su pochi Atenei senza disperdere punti organico in Atenei del sottobosco in cui ci gli scarti delle altre Università hanno fondato clan fino alla settima generazione. Ben venga un 1000% in più agli Atenei milanesi! Almeno non sentiremo mai parlare di parenti assunti al Politecnico o alla Bicocca!

  4. @monicaperri “Gli scandali nel sistema universitario guarda caso vengono anche dagli stessi Atenei che hanno avuto i tagli (toh…che scoperta davvero incredibile!!!)”. Potrebbe essere più precisa cortesemente e indicarci a) a quali scandali si riferisce, chi li ha accertati, in che modo sono stati accertati e se ci sono sentenze che abbiamo appurato tali scandali; b) le fonti analitiche che permettono di individuare Atenei che siano più “geneticamente” proni agli scandali rispetto ad altri.
    Grazie
    Nicola Ferrara

  5. e io intendevo le valutazioni selettive da professore ordinario e professore associato (Chlestakov non sa che esistono? pensa che ci siano solo le chiamate per l’impresentabile di turno abilitatosi chissà come, con riconosciuto come titolo anche il diploma di ballo latino-americano), associati esterni e i concorsi rtd-A, rtd-B. Prendiamo i verbali dei concorsi al di sotto del 42° parallelo e verifichiamo se non ha sempre vinto il parente di turno o il figlio di qualche politicante. Sarà durissima trovare un solo concorso sano al Sud, specialmente in Calabria (c’è Sud e Sud…).

  6. @monicaperri “Perché Cassino è stata azzerata mentre all’Unical hanno solo ridotto i punti organico ma non annullati del tutto?” Semplice, è sufficiente leggere attentamente il DECRETO LEGISLATIVO 29 marzo 2012 , n. 49 Disciplina per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei, in attuazione della delega prevista dall’articolo 5, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 e per il raggiungimento degli obiettivi previsti dal comma 1, lettere b) e c), secondo i principi normativi e i criteri direttivi stabiliti al comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) e al comma 5.
    Di fatto sono ritenuti non virtuosi gli atenei le cui spese per il personale superano l’80% del budget complessivo (FFO+Tasse degli studenti) e tali atenei non possono utilizzare i punti organici dei loro pensionamenti. Mi dispiace per lei, ma questa percentuale è stata superata solo dall’Università di Cassino (zero punti organico) e non da unical. Fortunatamente esiste una formula di salvaguardia che non permette al Ministero di scendere di al di sotto del 50% nell’assegnazione dei punti organici.
    Nicola Ferrara

  7. Qui è intrufolato un troll, si vede dai commenti. Chi di offese ferisce, di offese perisce.

    Tra l’altro basterebbe leggere i commenti Google della gente che ancora commenta in libertà (di critica) atenei tanto del sud che del nord per rendersi conto di quanto sia ampia la distanza col mondo reale.

  8. confermo la mia impressione sulla inesistenza di monicaperri. E’ ovvio che conosco l’esistenza di procedura selettive. Sono stato e sono commissario sia in procedure valutative (art. 24, commi 5 e 6, l. 240/2010), sia in procedure selettive (art. 18, co. 1, l. 240/2010). E guarda caso, anche in una procedura bandita da una università calabrese. Ribadisco che non mi risulta quel che dice monicaperri, che, però, se esiste, potrebbe smentirci fornendo nomi e procedure. Diverso discorso – che però vale a nord e a sud del 42° parallelo – è l’assurdità delle procedure valutative e delle modalità di nomina delle commissioni in tutte le procedure. Nel primo caso, si diventa professori senza concorso e con una commissione nominata dal dipartimento che ha bandito. Nel secondo pur sempre con una commissione nominata dal dipartimento. Questo sistema a me non piace. E di questo si dovrebbe discutere. Ma la latitudine non c’entra proprio nulla

  9. Cara monicaperri sono uno dei famigerati utilizzatore di PO a sud del 42° parallelo. Purtroppo per te non sono nè figlio di politicante nè parente di turno. Addirittura ho vinto il mio concorso in una università diversa da quelle nella quale mi sono laureato e da quelle dove ho conseguito il dottorato. Ora considerato che a sud del 42° Parallelo ci sono oltre 10000 docenti in servizio devo immaginare che tu avrai fatto una ricerca dettagliata su migliaia di procedure di valutazione e ricavato tabelle, grafici ed analisi che supportino le tue conclusioni. Visto che scrivi in un gruppo di persone abituate quotidianamente a lavorare con il metodo scientifico credo sarebbe opportuno condividere i risultati della tua ricerca altrimenti le tue conclusioni hanno lo stesso valore di chi dice che tutti i leghisti sono razzisti e che tutti i lavoratori autonomi evadono le tasse

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