Come qualcuno ricorderà, la redazione di un “testo unico” per l’Università faceva parte degli impegni contenuti nel contratto di governo: «Non è più procrastinabile la semplificazione della legislazione universitaria attraverso la redazione di un testo unico». Una questione di mera semplificazione e di riordino delle norme, almeno in apparenza. Oggi però un comunicato della Rete 29 Aprile (R29A) informa che, prima ancora che sia stata varata una legge delega, c’è già una commissione al lavoro, «il cui decreto istitutivo, che ci risulterebbe essere del 21/11/2018, guarda caso, non si trova sul sito del MIUR». Se da un lato sarebbe interessante sapere se la commissione esiste davvero e chi la componga, è persino più interessante capire quali saranno i confini della legge delega. Sempre secondo il comunicato di R29A, il testo unico, «anziché limitarsi a radunare le varie norme in un unico provvedimento, pare – così interpretano coloro che hanno potuto vedere le bozze della necessaria legge delega – che potrà anche innovare in settori cruciali. Potrebbe trattarsi, insomma, di una legge Gelmini 2.0». Una nuova riforma (semi)epocale? E secondo quali linee guida? Nell’attesa che il tutto emerga alla luce del sole, il comunicato suggerisce che qualche indicazione possa venire dalla lettura del discorso tenuto al Politecnico di Torino dal capo Dipartimento Università del MIUR, Giuseppe Valditara, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico (la cui trascrizione pubblichiamo in un post separato).

Segue: Comunicato della Rete 29 Aprile

http://www.rete29aprile.it/index.php/comunicati-stampa-menu/comunicati-r29a/558-cosa-immaginano-per-l-universita-basta-ascoltare

 

Cosa immaginano per l’Università? Basta ascoltare…

Molte e molti si domandano in questi giorni che cosa l’attuale governo abbia in mente per l’Università. Una Commissione piuttosto segreta (il cui decreto istitutivo, che ci risulterebbe essere del 21/11/2018, guarda caso, non si trova sul sito del MIUR) pare si sia già insediata da tempo e i suoi partecipanti – scelti non si sa come né in base a quali criteri – avrebbero il compito di provvedere “al riordino, alla semplificazione e alla codificazione delle disposizioni in materia di istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e ricerca”, redigendo, di fatto, un curioso Testo Unico sull’Università. Curioso perché, anziché limitarsi a radunare le varie norme in un unico provvedimento, pare – così interpretano coloro che hanno potuto vedere le bozze della necessaria legge delega – che potrà anche innovare in settori cruciali. Potrebbe trattarsi, insomma, di una legge Gelmini 2.0 (ma il nome andrebbe adeguato con riferimento a personaggi di spicco del Ministero. Per fare nomi di fantasia e prendendone due a caso dei ranghi del Ministero, si potrebbe per esempio denominare… Chinè/Valditara).

Nell’attesa che tutto emerga alla luce del sole (e che si possano pubblicamente conoscere i nomi dei colleghi che stanno aiutando il governo in questo suo intento – siamo certi per il meglio, come accadde anche nel 2010) è però possibile farsi qualche idea. Non certo basandosi su supposizioni, ma semplicemente prendendo sul serio quanto dice il Capo Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca, Giuseppe Valditara. Per questo, e per comodità di lettura, abbiamo trascritto il suo intervento all’inaugurazione dell’Anno accademico 2018/19 presso il Politecnico di Torino (visibile qui), accompagnando la trascrizione con un nostro commento. Il file è anche scaricabile QUI o cliccando sull’immagine sottostante. Buona lettura!

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11 Commenti

  1. Non posso non riandare con la memoria al precedente tentativo di Testo Unico per l’Università: quello del periodo Moratti. Già lì qualche “manina”, nel mettere insieme le leggi esistenti inserì qualche modifica “per razionalizzare”. Poi il progetto non proseguì, anche perché evidentemente ci si preparava alla “riforma epocale”.

    Viste le “manine” che si aggirano indisturbate e anonime anche su altri progetti della maggioranza attuale, chissà cosa verrà fuori!
    Restiamo invece in attesa della riforma dell’ anvur, annunciata nel Contratto di Governo e di cui ancora non si vede traccia.

  2. Che la commissione esista davvero (“istituita lo scorso 21 novembre con decreto del Ministro Bussetti”) è confermato da un comunicato stampa dell’Università di Camerino datato 6 Dicembre 2018:
    ____
    Il Direttore Generale Unicam Vincenzo Tedesco membro della commissione ministeriale sul riordino della legislazione universitaria

    Il Direttore Generale dell’Università di Camerino, dott. Vincenzo Tedesco, è stato nominato membro della Commissione ministeriale per la redazione del “Codice della legislazione scolastica, universitaria, dell’alta formazione artistica musicale e coreutica e della ricerca”, istituita lo scorso 21 novembre con decreto del Ministro Bussetti.

    Presieduta dal Consigliere Vito Tenore, Consigliere della Corte dei Conti, avrà il compito di provvedere al riordino, alla semplificazione e alla codificazione delle disposizioni legislative di competenza del ministero e per questo è articolata in quattro Sezioni.
    […]
    http://www.unicam.it/pressroom/comunicati-stampa/295463778?fbclid=IwAR3a8hoZMUBjuYjZqGnZgEeVQeGwOccAf-cSObjBSdV91RBlgjasdY-_z9E

    Il dott. Tedesco è stato scelto per essere uno dei diciotto componenti della Sezione Università, che è coordinata dal prof. Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università di Bergamo.

  3. Per quanto riguarda l’articolo della Rete29Aprile penso che la stragrande maggioranza dei Professori concorda che si debba intervenire a livello legislativo per risolvere i seri problemi strutturali che affliggono l’Università. Che l’Anvur, così come è concepito adesso, abbia caricato il sistema universitario di una burocrazia eccessiva mi sembra più che assodato. In questo contesto di crisi, da universitario, farei mio il detto di Deng Xiaoping: “Non importa che sia un gatto bianco o un gatto nero, finché cattura topi è un buon gatto”. L’ importante è iniziare, finalmente, a fare qualcosa. Infatti bisogna intervenire in fretta e bisogna iniziare da qualche parte. Altrimenti finiamo nell’immobilismo che sa di rigor mortis. Ricordiamoci quello che (non) hanno fatto i Governi precedenti.
    Ps Per gli amici della Rete29Aprile, lo so che è un misprint, ma scrivere “un’unico provvedimento” con tanto di apostrofo è una pugnalata al cuore per un toscano come me. Per favore, fate rivedere gli articoli a un correttore di bozze prima di pubblicarli.

    • ecco i nomi:
      Prof. Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università di Bergamo (coordinatore);
      Dott. Candelora Bellantoni, Direttore generale dell’Università degli Studi Catania;
      Avv. Luigi Carbone, Avvocato e dottorando di ricerca;
      Dott. Gianluca Cerracchio, Dirigente dell’Ufficio l della Direzione generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore;
      Prof. Fulvio Cortese, Preside della facoltà di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento;
      Prof. Elio Franzini, Rettore dell’Università degli Studi di Milano;
      Dott.ssa Tiziana Frittelli, Direttore generale del Policlinico Tor Vergata;
      Dott.ssa Mariangela Mazzaglia, Dirigente dell’Ufficio III della Direzione generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore;
      Prof. Edoardo Massimilla, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II;
      Cons. Vincenzo Palomba, Consigliere della Corte dei conti;
      Dott. Luigi Pievani, Dirigente dell’Ufficio II del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca;
      Prof. Giuseppe Piperata , Professore ordinario di Diritto amministrativo presso l’Università luav di Venezia;
      Cons. Giampiero Pizziconi , Consigliere della Corte dei conti;
      Prof. Giuseppe Recinto, Professore ordinario di diritto civile presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II;
      Dott. Giuseppe Silipo, dirigente presso l’Ufficio Legislativo;
      Dott. Vincenzo Tedesco, Direttore generale dell’Università degli Studi di Camerino;
      Prof. Gennaro Terracciano, Prorettore dell’Università degli Studi di Roma “Foro italico”;
      Prof. Antonio Uricchio, Rettore dell ‘Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”;
      Dott.ssa Anna Vivolo, dirigente Ufficio V della Direzione generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore.

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