Due membri del consiglio direttivo ANVUR, Fabio Beltram e Maria Luisa Meneghetti,  hanno impugnato di fronte al TAR la nomina di Antonio Felice Uricchio a presidente dell’Agenzia. Il TAR ha accolto la richiesta ed ha sospeso la nomina di Uricchio a presidente.

Il decreto della Terza Sezione del TAR Lazio (Roma) ravvisa che il ricorso è “assistito da idoneo fumus boni iuris sia con riguardo alla dedotta incompetenza del Presidente in luogo del Consiglio direttivo dell’ANVUR a recepire gli esiti della contestata elezione che con riguardo alla lamentata insufficienza, al fine, della maggioranza semplice suggerita nel parere, non condivisibile perché praeter legem, del capo ufficio legislativo, in luogo di quella dei 2/3 prescritta dall’art. 7, D.P.R. 1.2.2010, n.76, nonché in relazione alla inidoneità del Consiglio direttivo operante in regime di prorogatio e non optimo iure, ad eleggere il suo Presidente, in tal modo compiendo atto esorbitante dalla mera gestione degli affari correnti tipica di tutti gli organismi in regime di prorogatio.”  Non ne esce bene neanche l’Ufficio legislativo del Ministero, censurato dal Tribunale.

E’ davvero difficile immaginare uno scenario di auto-delegittimazione peggiore di quello creato dagli eccellenti guardiani della meritocrazia del direttivo ANVUR.

Segue il testo completo.

Pubblicato il 26/03/2020

N. 02187/2020 REG.PROV.CAU.

N. 01531/2020 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza)

 

Il Consigliere delegato

ha pronunciato il presente

DECRETO

sul ricorso numero di registro generale 1531 del 2020, proposto da
Fabio Beltram, Maria Luisa Meneghetti, rappresentati e difesi dall’avvocato Giuseppe Toscano, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca (Anvur), Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca non costituiti in giudizio;
Ministero dell’Universita’ e della Ricerca, Anvur – Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;

nei confronti di

Antonio Felice Uricchio, rappresentato e difeso dall’avvocato Aristide Police, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, via di Villa Sacchetti, 11, rappresentato e difeso dall’avvocato Gennaro Terracciano, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Roma, piazza San Bernardo 101;
Paolo Miccoli, Raffaella Rumiati, Daniele Checchi non costituiti in giudizio;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

del decreto del Presidente pro tempore dell’Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca – ANVUR n. 24 del 20.12.2019 avente ad oggetto “Elezione del Presidente dell’ANVUR” e di ogni altro atto presupposto, conseguente o, comunque, connesso, e segnatamente, se e per quanto occorrer possa, del parere del MIUR (Capo dell’Ufficio Legislativo) dell’11.12.2019, e con riserva di motivi aggiunti.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm.;

visto l’art. 56 c.p.a.

Ritenuto il gravame, ad una sommaria cognitio, assistito da idoneo fumus boni iuris sia con riguardo alla dedotta incompetenza del Presidente in luogo del Consiglio direttivo dell’ANVUR a recepire gli esiti della contestata elezione che con riguardo alla lamentata insufficienza, al fine, della maggioranza semplice suggerita nel parere, non condivisibile perché praeter legem, del capo ufficio legislativo, in luogo di quella dei 2/3 prescritta dall’art. 7, D.P.R. 1.2.2010, n.76, nonché in relazione alla inidoneità del Consiglio direttivo operante in regime di prorogatio e non optimo iure, ad eleggere il suo Presidente, in tal modo compiendo atto esorbitante dalla mera gestione degli affari correnti tipica di tutti gli organismi in regime di prorogatio.

Ravvisato in re ipsa il danno grave ed irreparabile non ostandovi eventuali necessità di effettuazione di adempimenti istituzionali per effetto della paralisi di ogni attività, anche didattica, connessa all’emergenza nazionale legata al Covid – 19;

 

P.Q.M.

Accoglie l’istanza cautelare e per l’effetto sospende i provvedimenti impugnati.

Fissa per la trattazione collegiale la Camera di consiglio del 8 aprile 2020.

Il presente Decreto sarà eseguito dall’Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma il giorno 25 marzo 2020.

 

Il Consigliere delegato
Alfonso Graziano

 

IL SEGRETARIO

 

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10 Commenti

    • Bisogna capire che la nomina a presidenta comporta altri 40.000 Euro abbondanti da aggiungere ai 178.500 dello stipendio base. A qualcuno possono sembrare molti, ma sono soldi ben spesi, quando servono a garantire rigore scientifico e assoluta eccellenza delle procedure di valutazione. Nessuno rimpiange di averli spesi per il primo Direttivo, quello del Sole 24 Ore, Airone e Suinicoltura classificate come riviste scientifiche. Come diceva una famosa pubblicità, veder paragonare Suinicoltura al Caffé di Pietro Verri non ha prezzo (https://www.roars.it/online/per-giustificare-le-riviste-pazze-lanvur-paragona-suinicoltura-al-caffe-di-pietro-verri/). Per il resto c’è una nota carta di credito.


  1. Si aboliscano cariche e strumenti inidonei. Si utilizzino i danari spesi per tenerli in piedi per la comunità scientifica. Si snellisca la piramide verticistica che è sembrato l’unico risultato di un’insensata politica universitaria.

  2. Il decreto del TAR è datato 25 marzo e pubblicato il 26, mentre il nuovo c(o)ronoprogramma ANVUR per la VQR – discusso il 25 – è stato pubblicato il 29, dunque va considerato anch’esso sospeso. Totò e Peppino non avrebbero saputo far meglio.

  3. Salve,
    ho fatto fatica a leggere e comprendere completamente lo scritto dei giudici del TAR (vedi sotto), ma da quello che traggo : il presidente ha accettato la nomina, mentre era il consiglio Direttivo deputato a farlo, hanno usato la maggioranza semplice invece dei 2/3, inoltre l’hanno eletto mentre erano prorogati nelle proprie funzioni per cui avevano solo da sbrigare gli affari correnti e non eleggere il nuovo Presidente. Questo gruppo di 7 persone viene remunerata con un totale di 1,218MEuro in un anno. A mio parere tutto questo è inaccettabile non solo dal punto di vista del senso di giustizia per il modo in cui si sono comportati i componenti attuali dell’ANVUR, ma in generale per l’impianto stesso dell’ANVUR (remunerazione, ruolo). A mio vedere, ANVUR va semplicemente abolita e i soldi usati altrove per la ricerca scientifica pubblica, come dice Mariam.

    Francesco Spanò

    Una osservazione laterale: Trovo il paragrafo da ” Ritenuto il gravame” a “prorogatio” veramente lungo. MI ci è voluto un po’ per “decifrarlo”: sono un po’ frustrato e irritato perché ho bisogno di chiarezza. Penso che ci sia il modo di rendere questo pronunciamento comprensibile per noi cittadini. Sono convinto che la nostra lingua sia capace di esprimere lo stesso concetto in maniera più limpida e penso che basti prendere esempio dalla Costituzione Repubblicana: la legge delle leggi è scritta in maniera limpidissima perché ogni cittadino la capisca.

  4. Trovo davvero incredibile che parte del Consiglio Direttivo dell’Anvur insieme all’Ufficio Legislativo del MIUR, siano riusciti a commettere tali e tanti errori di diritto – da fa impallidire uno studente di media qualità iscritto a Giurisprudenza – da mettere in pessima luce l’Agenzia deputata alla valutazione del sistema universitario nazionale. Non oso immaginare cosa potranno di più scrivere, nel merito, i giudici del TAR nella udienza del prossimo 8 aprile. Auspico che i soggetti soccombenti siano chiamati a rifondere le spese di giudizio e a rispondere del danno erariale. Mi taccio, ovviamente, sulla complessiva valutazione “politica” della cosa.

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