Segnaliamo ai lettori la missiva inviata a seguito di seduta congiunta da Senato e CdA del Politecnico di Torino. Nel documento, che chiede al Ministro di riconsiderare la proposta ANVUR sull’ASN si afferma fra l’altro che:

gli indicatori numerici possano essere strumenti tecnicamente adeguati per determinare l’impatto scientifico di una struttura di ricerca ma risultino inadeguati per valutare la qualificazione scientifica dei singoli ricercatori, che non può che essere basata su un processo di peer
review in grado di considerare l’intera attività dei candidati, così come affermato anche dal Board of Directors dell’IEEE nella dichiarazione del 9 settembre 2013 “Appropriate Use of Bibliometric Indicators for the Assessment of Journals, Research Proposals, and Individuals”.

 


IL SENATO ACCADEMICO
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Al Ministro dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Prof.ssa Stefania GIANNINI

Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Torino

ESPRIMONO forte preoccupazione per le conseguenze negative che la procedura per il conferimento della nuova abilitazione scientifica nazionale (ASN) rischia di introdurre nel sistema universitario.

RITENGONO che gli indicatori numerici possano essere strumenti tecnicamente adeguati per determinare l’impatto scientifico di una struttura di ricerca ma risultino inadeguati per valutare la qualificazione scientifica dei singoli ricercatori, che non può che essere basata su un processo di peer review in grado di considerare l’intera attività dei candidati, così come affermato anche dal Board of Directors dell’IEEE nella dichiarazione del 9 settembre 2013 “Appropriate Use of Bibliometric Indicators for the Assessment of Journals, Research Proposals, and Individuals” 1 .

OSSERVANO con preoccupazione che la proposta dell’ANVUR del 6 Luglio 2016 introduce invece una metodologia che stabilisce valori soglia su base statistica che predeterminano l’esclusione di commissari e di candidati, configurandosi come una procedura selettiva di natura comparativa.

SOTTOLINEANO con forza, in accordo con quanto espresso dal CUN nel proprio documento del 7 Luglio 2016, che l’ASN “dovrebbe essere attribuita a tutti gli studiosi che hanno raggiunto la maturità scientifica per la seconda fascia e la piena maturità scientifica per la prima fascia. La responsabilità della valutazione del raggiungimento di tali maturità spetta soltanto alle commissioni di abilitazione” e non può essere anticipata da una selezione automatica determinata da indicatori numerici. Gli indicatori introducono “effetti distorsivi, non rilevabili statisticamente, che inevitabilmente escludono dall’accesso alla valutazione candidati che, pur possedendo un’adeguata maturità scientifica, a causa della specificità degli ambiti della loro ricerca non raggiungano i valori determinati su base esclusivamente algoritmica”.

NOTANO, infine, come l’ANVUR riproponga una metodologia di misura del merito che ha già profondamente influito sui comportamenti del corpo docente e che, al di là delle valutazioni individuali, indurrà effetti distorsivi sulla qualità e sull’efficacia del sistema universitario.
Per questi motivi, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Torino invitano l’Onorevole Ministro a riconsiderare quanto definito nella procedura dell’ASN.

Il Senato Accademico e Il Consiglio di Amministrazione del Politecnico di Torino

Torino, 26 luglio 2016

_______________________

 

1 “Recently, citation counts and proxies thereof have risen in importance as fundamental elements in the determination of the scientific impact of entire departments or universities and research centers, funding evaluations of research proposals and the assessment of individual scientists for tenure and promotion , salary raises , or even to predict future career success . While the first use is technically appropriate, provided it relies on data collected from a sufficiently large set to provide a statistically meaningful analysis, this condition is never satisfied when applied to individual scientists. [….] While bibliometrics may be employed as a source of additional information for quality assessment within a specific area of research the primary manner for assessment of either the scientific quality of a research project or of an individual scientist should be peer review, which will consider the scientific content as the most important aspect, and also the publication expectations in the area, and the size and practice of the research community”

Nota_SA_CDA_congiunti_ASN

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11 Commenti

  1. Aggiungo, che ANVUR ha dato prova di non saper maneggiare gli strumenti bibliometrici neanche per la valutazione delle strutture (VQR). La mia scommessa è che le due VQR saranno tra qualche anno riconosciuti universalmente come casi emblematici di uso errato della bibliometria.

  2. Il Magnifico Profumo ha dato il via a suo tempo alla follia ANVURIANA, mettendoci anche del suo. Infatti la struttura del curriculum per commissari alla prima ASN, assolutamente folle, fu redatta di suo pugno. Adesso i suoi adepti (e magari anche lui) si accorgono del danno fatto. La altrettanto Magnifica Ministro dovrebbe smettere di pensare solo alla sua poltrona e fare qualcosa. Che sia la volta buona?

  3. Il presidente della Società Italiana di Fisica ha scritto oggi questo interessante editoriale:

    http://www.primapagina.sif.it/article/467/fisica-nella-tormenta#.V5nVAe3kLAs

    Al fondo del testo viene citata una risposta del presidente dell’ANVUR a una lettera del presidente della SIF. Dal testo di tale risposta sembrerebbe che la stessa ANVUR non sia favorevole a delle soglie vincolanti per l’ASN.

    Ma allora chi è favorevole?

    • Il MIUR. Dopo tutte le polemiche e i ricorsi delle prime due tornate.
      D’altra parte, in quelle tornate, è successo che per certe commissioni le mediane non abbiano avuto alcun valore, mentre altre commissioni ancora le hanno considerate obbligatorie – 2 o addirittura 3. Questo ha creato una disparità di trattamento tra settori che poi si è naturalmente riflessa nei diversi dipartimenti. Certi settori hanno/avevano tanti abilitati, altri pochi o addirittura nessuno. Con chiare conseguenze.
      Ovviamente non sono favorevole all’uso degli indicatori bibliometrici come filtro troppo selettivo e addirittura obbligatorio. Ma mi chiedo anche se sia giusto essere penalizzati in partenza solo per appartenere ad un settore piuttosto che ad un altro.
      .
      Poi, più in generale, credo che MIUR e certi alti vertici accademici abbiano tutto l’interesse di tenere il numero di abilitati più basso possibile. Pura supposizione eh 😉

    • MIUR?

      Dalla risposta del presidente dell’ANVUR riportata nell’editoriale sembra quasi che l’ANVUR è stata forzata dal MIUR a mettere soglie alte:

      “Stiamo provando a elaborare delle soluzioni, e ogni tua o vostra idea è benvenuta, ma sono soluzioni che potremo solo trasmettere al MIUR, che è l’unico soggetto autorizzato a fare scelte in questo campo.”
      [Usare percentili più bassi sembra una scelta facile e immediata da implementare, si vede la proposta CUN]

      E se fosse così? Che il MIUR è ben contento di escludere in partenza una bella fetta dei fannulloni delle università italiane, inclusi i RTD (che vanno a casa senza l’ASN)? C’è la prendiamo tanto con l’ANVUR ma forse il problema è altrove?

  4. Condivido, ma è altrettanto inquietante il contrario, ossia lasciare nelle mani di una sola commissione la sorte di tutti. I numeri, seppure con i loro limiti, sono giudice imparziale. Per assurdo forse potrebbe essere meglio una abilitazione basata esclusivamente sulla bibliometria che non sulla arbitrarietà di una commissione. Basterebbe utilizzarla nelle dovute maniere, anche se questo è tanto semplice da dire quanto difficile da fare.
    Speriamo bene.

  5. Posso capire il ragionamento per assurdo, ma non è con i numeri di una bibliometria casareccia anvuriana/miuriana che si va molto lontano. Si può replicare che una Commissione di umani non è mai perfetta, forse la cosa migliore è una estrazione a sorte? Qual è il metodo migliore per selezionare? Da sempre nella maggior parte del mondo è un colloquio con i candidati, si discute con loro e si verifica il loro curriculum. L’Italia non appartiene al “mondo” da quasi sempre: si va avanti (o indietro?) con MIUR ANVUR, ASN, mediane, soglie… fino a che l’Università italiana sarà completamente distrutta: e sì che è stata, ma parliamo del Medio Evo, Alma Mater Studiorum. Ci rimane, ahimé, solo un lontano passato.

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