«Impazza in rete il “Quesito numero 10” del Questionario dello studente, nel quale si fanno domande da molti ritenute imbarazzanti. Non le riporterò in questa sede, perché in quanto “osservatore INVALSI”, ho firmato una clausola di riservatezza che mi fa pensare che la pubblicazione di quell’item sia illegale e, probabilmente, la Polizia Postale [il grassetto è nostro] potrebbe attivarsi alla ricerca del dipendente infedele che l’ha diffuso». A evocare la Polizia Postale sguinzagliata alla ricerca della “spia” che ha diffuso la ormai famosa domanda su «Riuscirò a comprare le cose che voglio» e «Avrò sempre abbastanza soldi per vivere» è Paolo Fasce, un “Osservatore INVALSI” che scrive su un blog ospitato dal Secolo XIX. A volte, i difensori più zelanti sono quelli che arrecano maggior danno alla causa che intendono sostenere. A fronte dell’ondata di stupore e indignazione che dal mondo dei social è arrivata fino al Caffè di Gramellini, non sembra particolarmenta astuto evocare un clima poliziesco in cui chi si azzarda a far conoscere all’opinione pubblica le strane domande poste ai nostri bambini deve temere le indagini della Polizia Postale. In questo caso, poi, lo scenario poliziesco si risolverebbe in farsa. Infatti, anche al più distratto dei poliziotti postali basterebbero pochi minuti per scovare il “dipendente infedele”. Nel primo articolo apparso sui quotidiani, quello di Alex Corlazzoli sul Fatto Quotidiano, si fa riferimento al seguente documento, facilmente rintracciabile sul web:

http://www.istruzione.it/snv/allegati/Invalsi-Falzetti%2013032018.pdf

Ed ecco la sorpresa: il “dipendente infedele” che per primo ha diffuso il Quesito numero 10 è niente meno che Patrizia Falzetti, la Responsabile del Servizio Statistico INVALSI, che lo aveva riportato nelle slide di un seminario del 13 marzo scorso, tranquillamente scaricabili dal sito www.istruzione.it.

Vale la pena di ricordare che non vi è alcuna ragione di tenere segreto il quesito di cui stiamo parlando, in quanto esso non rientra nei questionari cognitivi, ma fa parte del cosiddetto Questionario Studente in cui, come recita una circolare scolastica, “Vengono raccolte informazioni riguardo l’ambiente famigliare di provenienza dello studente, le attività svolte durante il tempo scolastico e libero, le opinioni e gli atteggiamenti in merito allo studio e alla scuola.

Curiosamente, dalle parti dell’INVALSI pare che valga il detto evangelico “Non sappia la mano sinistra ciò che fa la tua mano destra”. Secondo il Fatto Quotidiano, la presidente dell’istituto, Anna Maria Ajello avrebbe dichiarato:

Non dirò nemmeno sotto tortura se questa pagina è vera o no. Non dobbiamo giustificare nulla, il 19 a prove terminate discutiamo

E l’osservatore INVALSI? Quando Paolo Fasce, in una discussione su Facebook, aveva ventilato il possibile intervento della Polizia Postale, gli era stato prontamente indicato il link delle slide scaricabili da www.istruzione.it.

Accreditare una presunta segretezza del quesito, però, offriva un doppio vantaggio: evitare di doversi impegnare a difendere un quesito indifendibile e, allo stesso tempo, far capire che con INVALSI non si scherza, altrimenti arriva la Polizia (Postale).

Lo ripetiamo: spesso, i difensori più zelanti sono quelli che arrecano maggior danno alla causa che intendono sostenere.

 

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4 Commenti

  1. Tutto da ridere… se non ci fosse da piangere… comunque bella la scelta del termine “infedele” che riporta alla memoria il lessico delle guerre di religione; forse anche INVALSI, come ANVUR, è una nuova divinità dei tempi moderni… Meritano anche altre perle del Dott. Fasce come “…forse dobbiamo chiederci come sostenere una generazione capace di interrogarsi sul come incidere nelle cose, ed ecco che domandarsi a dieci anni, l’età nella quale se lasciati allo stato brado si torturano i gatti e ci si mena come fabbri ferrai, potrebbe addirittura avere un senso.” Ma che bambini ha in mente, i figli di Genghis Khan? A dodici poi mettono la dinamite e rapiscono le vecchiette?

  2. Grandioso questo presidente Invalsi. E anche l’osservatore con la o maiuscola. Perché non si preoccupano piuttosto dell’allevamento dei polli, pardon bambini, in batteria. O della violazione della loro privacy? Questa sarebbe una scuola a lor dire inclusiva, dove non si boccia nessuno, su ordine, per esibire performances didattiche sbalorditive? E che non ammettono che la società civile sappia e giudichi? Ma chi si credono di essere, una casta superiore?

  3. Mi ricordo di avere letto esercizi per bambini delle elementari del tipo:
    Un malato di mente costa allo stato annualmente 4 MONETON come retta.
    Costruire una casa popolare costa 6 MONETON.
    Quante case popolari si possono costruire in 10 anni avendo 12mila rette per malati di mente in meno?
    Tutto vero. Ovviamente avete capito in quale periodo e quale regime ha fatto queste domande ai bimbi delle elementari? Sul sito di “Le scienze” è apparso un articolo sul coinvolgimento di “Asperger” con questo passato regime. Nulla di confrontabile ovviamente, e questo esempio serve ESCLUSIVAMENTE a enfatizzare il fatto che le domande non sono mai neutre. Gli esperti di sondaggi sanno che per avere risposte valide non devono fare mai premesse alla richiesta di chi voterà l’intervistato (o, se vogliono risposte in una direzione, fanno una premessa opportunamente scelta alla domanda di prima). Purtroppo devo osservare che mi sembra che il quesito 10 sia molto vicino alla mentalità popolare diffusa, lo “spirito del popolo” (per restare in tema). Ma questa non deve essere una giustificazione al metterlo nei test.

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