A seguito della pubblicazione del nostro articolo che segnalava un fatal error nei criteri bibliometrici della VQR, ci ha scritto un collega “indignato per non dire di peggio”, il quale avrebbe interpellato uno dei membri GEV della sua area  per capire se, prima di approvarli, si erano posti il problema della correttezza dei criteri o se avessero  l’intenzione di porselo, quanto meno dopo la lettura dell’articolo di Roars.

La risposta sarebbe stata che i GEV contano ben poco e danzano al ritmo della musica suonata dal coordinatore della VQR. In sostanza, hanno eseguito gli ordini senza entrare nel merito.

Il GEV avrebbe anche risposto che è vero, gli errori nei criteri ci sono, ma la loro incidenza, dopo tutto, è minima.

La sconsolata conclusione di chi ci ha scritto è stata questa:

Domani, se l’anvur ci dice che la terra è piatta, o che l’evoluzione delle specie non esiste, ci andrà bene…. Però se l’accademia è ridotta così, forse qualche domanda ce la dobbiamo porre, io non sarei mai disposto ad accettare tutto ciò e mi sarei dimesso.

Noi osserviamo che la Flat Earth Society esiste davvero ed è stata oggetto delle rubriche scientifiche del Guardian e dell’Huffington Post.  Ma c’è anche chi si domanda: Are Flat-Earthers Being Serious? È lecito sospettare che molti flat-earthers siano i primi a non credere a quello che dicono e che, in ultima analisi, siano dei burloni che si fanno beffe di chi li ascolta.

Forse, sarebbe ora che anche dalle nostre parti maturasse la consapevolezza che ci sono in giro dei burloni che si fanno beffe di chi dà loro retta.

Ci stiamo riferendo ai flat-earthers, naturalmente.

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Per chi volesse firmare una petizione che chiede ai membri GEV di dimettersi, eccola qui:

http://firmiamo.org/stopvqr/

Flat_earth_2

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7 Commenti

  1. Secondo me con questo articolo è stato toccato il punto cruciale della tragedia che da qualche anno sta mettendo l’accademia italiana al tappeto. ANVUR è docenti universitari. Non esiste senza di essi. Il vulnus sta nel fatto che ognuno di noi (mi ci metto pure io, anche se mai e poi mai mi candiderei) messa una stelletta sulla spalla, si comporta come il Paolo Stoppa, in “Siamo uomini o caporali”, con Totò. Il problema non è tanto la candidatura. Fra i docenti universitari ci sono tanti poco inclini alla didattica e alla ricerca, ma predisposti ad anelare effimeri ruoli di comando. La cosa importante, secondo me, è dare seguito ai comportamenti inadeguati di componenti dei GEV e di tutte le commissioni ANVUR all’interno delle comunità scientifiche. Finchè continueranno ad esserci valutatori-sceriffi che risolvono annose e appassionanti dispute scientifiche con decisioni prese “dall’alto” del loro incarico (Commissioni ASN, Commissioni di valutazione delle riviste, GEV dei VQR) senza che le comunità di riferimento isolino scientificamente tali individui, tutto funzionerà così. Capisco che questo possa sembrare estremo, ma in questo modo continuiamo a dare la solita immagine della nostra categoria: concentrati sul minimo guadagno personale e impermeabili a qualsiasi processo di sviluppo serio per l’accademia

    • Ho lasciato un commento una volta in cui dicevo che l’Università ha il problema principale nel suo capitale umano. Sono stato linciato, ma, evidentemente, non sono solo a pensarla così.

  2. Per come sono strutturate oggi in Italia VQR e ASN un flatearther potrebbe tranquillamente diventare professore ordinario ed essere giudicato eccellente. Basta solo che la Flat Earth Society sviluppi la sua politica fatta di riviste indicizzate “amiche”, revisori compiacenti e tattiche citazionali autoreferenziali che pompi in alto gli indicatori bibliometrici dei suoi iscritti per ottenere qualsiasi risultato si prefissi.

  3. L’analisi è corretta, però si inquadra nell’americanizzazione coatta dell’Europa a mezzo internet: l’individualismo. Tutti credono di essere i più bravi e i più belli ma anche di fare il bene comune . Lo si deduce dalla protervia del linguaggio, dei costumi e persino dell’estetica corporea . Il senso di appartenenza a una comunità non è stato mai così basso come ora. Ognuno con la sua bella lega, come diceva Gaber. Però c’era anche un altra frase: elevo’ il povero a un ruolo difficile da mantenere , poi lo fece cadere a piangere e ad urlare….come è profondo il mare…

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