Segnaliamo il comunicato stampa di #ScienceBulletChallenge – liberiamo la Ricerca.

Parte #ScienceBulletChallenge, l’iniziativa “virale” dei ricercatori italiani

#ScienceBulletChallenge è un’iniziativa nata da un gruppo di ricercatori precari dell’Università “Sapienza” di Roma. Utilizzando i canali del web 3.0, #ScienceBulletChallenge ha come unico obiettivo quello di denunciare le condizioni in cui versano i precari della Ricerca Pubblica Italiana e quindi la Ricerca Pubblica del nostro Paese. Cercando l’hashtag #ScienceBulletChallenge sui principali social network già si possono trovare i video girati da chi ha deciso di partecipare al gioco virale, ricercatori o simpatizzanti che vengono simbolicamente “colpiti” e fatti “sparire” da svariati “bullet”, a rappresentare la pioggia di colpi che – abbattutasi negli anni sulla ricerca – ha ridotto in macerie un intero sistema.

La sfida, dunque, consiste nel lanciarsi, o farsi lanciare, un “bullet” per mostrare all’intero paese come, colpo dopo colpo, quella del ricercatore in Italia stia diventando una figura in via d’estinzione.

Perché #Science

Quello che tutti sanno è che la Ricerca nel nostro Paese versa in condizioni disastrose e che i cervelli migliori sono in fuga. Quello che invece pochi sanno è che in Italia la Ricerca faticosamente continua grazie a migliaia di ragazzi che restano e che ogni giorno, seppur certi della loro precarietà, procedono con quello che – nella pochezza generale – di buono è rimasto.

L’iniziativa nasce dalla voglia di non arrendersi.

L’indagine Ricercarsi 2014 (promossa dalla FLC CGIL e in corso di pubblicazione) ha stimato che solo il 6,7% dei ricercatori precari è stato assunto negli ultimi dieci anni. Ovvero il 93,3% è sopravvissuto grazie a contratti a tempo determinato o assegni di ricerca.

E questi sono i più fortunati! Gli altri, fuori statistica, si sono accontentati delle borse di studio. Perché, no, non si finisce mai di studiare. E proprio le borse di studio si aggiungono e si sostituiscono alle già alienanti forme contrattuali, ma dietro il vanto di “premiare” gli studenti meritevoli nascondono un vero e proprio dramma con cui migliaia di ricercatori convivono da anni. Zero contributi. Zero Malattia. Zero Maternità. Zero diritti. Zero futuro.

Per questo non sorprende constatare che:

il 73,1% del campione preso in considerazione dal rapporto di cui sopra, NON HA FIGLI nonostante l’età media di 35 anni e nonostante il 57% sia rappresentato da donne.

È chiaro che la Ricerca Pubblica Italiana è intollerante ad ogni forma di riproduzione.

Perché #Bullet

Un “bullet” è una pallottola.

Una pioggia di colpi si è abbattuta negli anni sulla ricerca pubblica e i pochi resti di un sistema ridotto a macerie non trovano tregua. L’insidia si nasconde anche dietro gesti apparentemente innocui e, a volte, si cade sotto un fuoco che si direbbe “amico”.

Infatti, in assenza di politiche statali adeguate, gli unici sostenitori della Ricerca Pubblica sono diventati le fondazioni e altri soggetti privati. E se da un lato il loro sostegno si rivela quotidianamente fondamentale, dall’altro la trappola della deregolamentazione costringe i ricercatori a vivere senza diritti. E non è finita. Ogni donazione ai privati dà allo stato la possibilità di creare “nuove” riforme. Ma ogni riforma universitaria è pensata in chiave di smantellamento. E ogni pezzo che viene smantellato è un “bullet” alla ricerca.

In gioco non c’è solo il futuro dei ricercatori. La Ricerca Pubblica è un bene da preservare perché significa tecnologia per tutti, cure migliori, costi ospedalieri minori, benessere. La ricerca migliora e allunga le vite di tutti.

Perché #Challenge

Perché non siamo solo seriosi topi da laboratorio. Perché ci piacciono le sfide. Perché vogliamo far sentire la nostra voce. Perché crediamo nei social e in un nuovo modo di fare rete. Sulla scia del tanto declamato #IceBucketChallenge, iniziativa che però non ha fatto altro che confermare lo stato dei fatti – invitando i singoli a donare a un soggetto privato – #ScienceBulletChallenge vuole riportare l’attenzione sulla realtà.

Accetta la sfida, gioca insieme a noi e aiutaci a diffondere l’hashtag #sciencebulletchallenge.

Per informazioni

sito web www.sciencebulletchallenge.it

mail info@sciencebulletchallenge.it

hashtag #sciencebulletchallenge

 

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