Armando Carravetta e Petronia Carillo

 

Le recenti dichiarazioni dell’ANVUR sui metodi di calcolo delle mediane [1] fanno tremare i polsi a molti dei candidati alle prossime abilitazioni. In particolare, come ammesso dagli stessi componenti dell’ANVUR [1] e sottolineato in molti interventi delle società scientifiche [2], in momenti diversi di questa calda estate sono stati applicati metodi di calcolo diversi [3]. Anche nei settori non bibliometrici si è assistito ad un continuo balletto di riviste in entrata ed in uscita dalle liste che continua ancora oggi [4].

 

Nel continuo sovrapporsi di tabelle contenente valori bibliometrici sempre nuovi [5] i candidati commissari hanno vissuto con l’incubo del semaforo rosso [6]. I candidati concorrenti non se la passavano molto meglio, tra le promesse del Ministro di commissioni indulgenti, le dichiarazioni dell’ANVUR relative alla non vincolatività del criterio delle mediane [7] e lo spauracchio del DM 76 [8] che alle stesse commissioni dava pieni poteri di operare una selezione molto più restrittiva di quanto espresso dalle mediane.

Leggendo le parole di alcuni documenti giustificativi elaborati dall’ANVUR per spiegare la giostra delle tabelle [9], alcuni di voi, come noi, avranno immaginato l’intero comitato direttivo dell’Agenzia mentre lavorava freneticamente nei giorni di ferragosto senza risparmiare tutto il personale presente in sede, dal più zelante funzionario al centralinista. A questo punto, possiamo immaginare cosa potrebbe essere successo se i dati di qualche candidato commissario, o di un intero settore concorsuale, fossero stati assegnati per l’elaborazione in quei caldi giorni all’usciere della sede dell’ANVUR di Roma in Viale Kennedy [10].

Ovviamente, a dissipare ogni dubbio sul suo operato avrebbe potuto contribuire proprio l’ANVUR se avesse accompagnato i puntuali documenti esplicativi sui metodi di calcolo (e di ricalcolo) delle mediane con un database contenente i dati disaggregati utilizzati per il calcolo (e ricalcolo) stesso. Niente di coperto da privacy, chiariamo. Solo un file con i dati necessari al calcolo delle mediane, in cui al nome dei candidati, poteva essere sostituito un numero, un codice o un nome di fantasia come quello dei tanti personaggi della banda Disney.

A fine agosto, il CoNPAss aveva deciso di sollecitare questa attività divulgativa, ricordando all’ANVUR, ove mai i componenti del Comitato Direttivo se ne fossero dimenticati, che le buone norme di trasparenza vanno rispettate, soprattutto quando è stata messa in piedi tutta una procedura basata su soglie di tipo bibliometrico [11]. La richiesta di trasparenza è stata reiterata dalla redazione di Roars [12] e dal CUN [13] il 10 settembre.

Si potrebbe ipotizzare che sia interesse dell’ANVUR stesso dar vita ad una operazione di trasparenza per evitare un nugolo di ricorsi singoli di ordinari esclusi dalle commissioni. Nulla di più sbagliato. L’ANVUR ha negato l’accesso agli Atti al CoNPAss in quanto mancava “il requisito di legittimazione attiva all’esercizio del diritto di accesso”. In soldoni, il Coordinamento Nazionale dei Professori Associati, pur rappresentando attivamente la categoria, non è legittimato all’accesso.

Non vogliamo entrare nel merito legale della risposta, ma se l’ANVUR avesse provveduto a inserire i dati omessi tra i tanti documenti esplicativi pubblicati sul sito, nessuno avrebbe più avuto ragione di risentirsi, soprattutto considerando che nessuno delle tabelle prodotte dall’ANVUR riporta la minima traccia di data… Purtroppo ciò non è avvenuto ed è legittimo il sospetto che la lettera di diniego rappresenti l’estremo baluardo eretto dall’Agenzia in difesa del suo operato.

 

Recentemente la stessa Commissione Cultura alla Camera ha evidenziato “una totale convergenza di valutazione” con i rappresentanti del mondo accademico, accusando l’ANVUR di “applicazione rozza e inaffidabile delle metodologie, incertezza inaffidabilità e opacità della base dati, processi decisionali poco trasparenti, eccessivi poteri, perdita di credibilità” [14].

La Rochefoucauld diceva “Bisogna sostenere una decisione perché è buona, non perché la si è presa”. Sarebbe doveroso, quindi, da parte del Ministro ritirare il DM 76; e al fine di garantire continuità al processo di reclutamento fermo ormai dal 2008, sostituirlo con un nuovo provvedimento che risulti conforme alla legge 240 [15], e che preveda indicatori diversi dell’attività scientifica, di natura qualitativa/statica e non quantitativa/statistica, per scongiurare i contenziosi già in essere sulla legittimità delle mediane [16]. Infine, dovrebbe essere dato mandato al CUN, vero ed insostituibile organo rappresentativo di tutti gli universitari, di individuare, area per area, nuovi e condivisi indicatori di attività scientifica.

[1] Sul calcolo delle mediane per l’abilitazione nazionale, Consiglio Direttivo ANVUR. 14 settembre 2012.

[2] Abilitazioni scientifiche: interventi della SIFiT e della SISD. Redazione ROARS

[3] Abilitazioni e mediane ANVUR: dipaniamo il “caos strisciante”. Giuseppe De Nicolao.

[4] Alice nel paese delle mediane non bibliometriche. Antonio Banfi.

[5] La leggenda delle mediane fluttuanti. Giuseppe De Nicolao

[6] Si sono accesi i semafori: parliamone. Giuseppe De Nicolao

[7] FAQ ANVUR- Indicatori

[8] Decreto Ministeriale 7 giugno 2012 n. 76.

[9] Abilitazioni e Mediane: “ANVUR non potuto fare altro”. Profumo sotto accusa? Redazione ROARS.

[10]  Ancora sulle “competenze” matematiche dell’Anvur. Giorgio Israel

[11] CoNPAss. Il CoNPAss chiede trasparenza sui criteri per l’abilitazione nazionale. 30 agosto 2012.

[12] Mediane ANVUR: le dieci domande di ROARS. Redazione ROARS

[13] CUN. Mozione sulla trasparenza in merito alle procedure di abilitazione scientifica nazionale. Adunanza del 12 settembre 2012.

[14] Bocciata anche dalla commissione cultura della Camera: l’ANVUR è sola

[15] Legge 30 dicembre 2010, n. 240

[16] Alcune domande senza risposta sulle Abilitazioni nazionali. ROARS

 

 

 

 

 

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48 Commenti

  1. Corre voce nei corridoi romani che il Ministro Profumo, persuaso che il ricorso Onida venga accolto, si prepari a bloccare le abilitazioni per i settori non bibliometricci…
    a me pare un assurdo giuridico e vi comunico questo con grande benificio d’inventario…..

  2. L’ANVUR ha negato l’accesso agli Atti al CoNPAss in quanto mancava “il requisito di legittimazione attiva all’esercizio del diritto di accesso”.

    Chi lo possiede dunque questo diritto? JUS ci puoi aiutare? Io PA di un settore concorsuale posso chiedere l’accesso per le tabelle 1 (commissari), 2 (abil. PO) e 3 (mediane PA) per il mio settore?

  3. Ormai girano notizie come nel film di fantozzi. L’itala vinceva sull’inghilterra anche con goal di zoff su calcio d’angolo! Piu seriamente, le abilitazioni corrono il rischio di saltare in blocco. Basti pensare all’assurdo criterio dell’eta accademica e della normalizzazione. Oltre che alle mediane folli e cosi via. Basterebbe poco per salvare le abilitazioni, nella direzione segnalata dagli autori dell’articolo. A questo punto penso che il ministro voglia fare esplodere il sistema. Cosi potra’ sostenere che lui l’ha solo ereditato.

  4. @Thor. Chiedo scusa per la lunghezza della risposta e per qualche tecnicismo.
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    In effetti, la giurisprudenza amministrativa “oscilla” quando è chiamata a valutare l’ammissibilità di istanze di accesso proposte da ASSOCIAZIONI SORTE SPONTANEAMENTE, cioè al di fuori di un riconoscimento legale (come invece accade per le principali associazioni dei consumatori, riconosciute secondo i criteri stabiliti dall’art. 137 del Codice del Consumo), soprattutto se queste associazioni spontanee operano in ambiti diversi dalla tutela dell’ambiente (in materia ambientale, invece, l’accesso è riconosciuto in modo molto ampio).
    Sulle associazioni di categoria, comunque, segnalo questo precedente.
    TAR Lazio-Roma, Sez. II, 4 aprile 2011, n. 2946: “Nessun dubbio sussiste, ad avviso del Collegio, quanto alla legittimazione attiva delle ricorrenti associazioni di categoria. Sussiste, infatti, il diritto dell’organizzazione di categoria ad esercitare il diritto di accesso per la cognizione di documenti che possano coinvolgere sia le prerogative dell’associazione quale istituzione esponenziale di una determinata categoria di operatori, sia le posizioni dei singoli iscritti nel cui interesse e rappresentanza opera l’associazione (cfr. Consiglio Stato, sez. VI, 06 marzo 2009, n. 1351). Ciò premesso, la pretesa conoscitiva avanzata dalle ricorrenti è fondata inerendo la stessa a documentazione che concerne l’espletamento di un servizio che impatta con gli interessi degli associati alle due ricorrenti associazioni. Si è dunque in presenza di una situazione giuridicamente rilevante per la cui tutela deve riconoscersi la sussistenza del diritto di accedere ai richiesti atti e documenti”.
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    Quanto ad istanze di accesso dei singoli.
    Bisogna dimostrare che l’acquisizione dei documenti amministrativi per i quali si chiede l’accesso (N.B.: da individuare in modo preciso e non generico) sia necessaria per scongiurare una lesione, già avvenuta o prossima, di un proprio interesse giuridicamente rilevante.
    In questo specifico momento, non c’è ancora il sorteggio dei commissari e non è scaduto il termine di presentazione delle domande da parte dei candidati all’ASN.
    Perciò, secondo me, due categorie di soggetti sono fortemente legittimate ORA a presentare istanza di accesso per acquisire la documentazione ANVUR relativa alle modalità di calcolo delle MEDIANE: (1) gli aspiranti commissari CHE SONO SOTTO LE MEDIANE e per questo NON HANNO PRESENTATO DOMANDA; (2) gli aspiranti commissari che hanno presentato domanda ma SIANO SCARTATI DA ANVUR, attraverso la “scrematura” delle liste dei commissari dalle quali effettuare il sorteggio.
    ———————————————-
    Per i candidati all’ASN, la situazione è più complessa.
    Se le mediane fossero sicuramente INDEROGABILI, tutti gli aspiranti candidati SOTTO LE MEDIANE potrebbero, secondo me, presentare istanza di accesso: ciò in quanto essi sarebbero sin d’ora ESCLUSI DALLA PARTECIPAZIONE.
    Al contrario, se le mediane fossero sicuramente DEROGABILI dalle commissioni, la lesione per i candidati non sarebbe immediata e certa, ma futura e ipotetica, perché dipenderebbe dalle decisioni motivate delle singole commissioni. In questo caso (mediane derogabili), un’istanza di accesso proposta ORA dai candidati sotto le mediane potrebbe rischiare l’inammissibilità (la questione, però, resta aperta).
    Il problema è che, ad oggi, mancando un’interpretazione autentica in senso proprio, non si sa se le mediane siano derogabili motivatamente dalle commissioni oppure no!
    Un esempio del modo in cui ragionano i giudici amministrativi.
    TAR Lazio-Roma, Sez. III-ter, 15 giugno 2010, n. 17808: “Ai sensi dell’art. 22 L. 7 agosto 1990 n. 241 il diritto di accesso spetta ai soggetti che siano titolari di una situazione giuridicamente rilevante. La posizione che legittima all’accesso non deve necessariamente possedere tutti i requisiti stabiliti per la proposizione del ricorso al giudice amministrativo avverso un atto lesivo della posizione giuridica vantata, tra i quali l’attualità dell’interesse ad agire, ESSENDO SUFFICIENTE CHE L’ISTANTE SIA TITOLARE DI UN INTERESSE GIURIDICAMENTE RILEVANTE E CHE LA SUA RICHIESTA DI DOCUMENTI SI FONDI SU TALE POSIZIONE (Cons. Stato, VI Sez., 16 giugno 1994 n. 1015). In particolare, deve ritenersi che la nozione di interesse giuridicamente rilevante sia più ampia rispetto a quella dell’interesse all’impugnazione, caratterizzato dall’attualità e concretezza dell’interesse medesimo, e consenta la legittimazione all’accesso A CHIUNQUE POSSA DIMOSTRARE CHE IL PROVVEDIMENTO O GLI ATTI ENDOPROCEDIMENTALI ABBIANO DISPIEGATO O SIANO IDONEI A DISPIEGARE EFFETTI DIRETTI O INDIRETTI NEI SUOI CONFRONTI, INDIPENDENTEMENTE DALLA LESIONE DI UNA POSIZIONE GIURIDICA (Cons. Stato, IV Sez., 3 febbraio 1996 n. 98; 14 gennaio 1999 n. 32). D’altra parte, il concetto di interesse giuridicamente rilevante, sebbene sia più ampio di quello di interesse all’impugnazione, non è tale da consentire a chiunque l’accesso agli atti amministrativi: il diritto di accesso ai documenti amministrativi non si atteggia, infatti, come una sorta di azione popolare diretta a consentire un controllo generalizzato sulle attività dell’Amministrazione, giacché, DA UN LATO L’INTERESSE CHE LEGITTIMA CIASCUN SOGGETTO ALL’ISTANZA, DA ACCERTARE CASO PER CASO, DEVE ESSERE PERSONALE, CONCRETO E RICOLLEGABILE AL SOGGETTO STESSO DA UNO SPECIFICO NESSO, DALL’ALTRO, LA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA DEVE ESSERE DIRETTAMENTE RIFERIBILE A TALE INTERESSE OLTRE CHE INDIVIDUATA O BEN INDIVIDUABILE (Cons. Stato, VI Sez., 17 marzo 2000 n. 1414; 3 novembre 2000 n. 5930)”.

    • Molte grazie per il prezioso contributo. Sono cose su cui riflettere molto attentamente, un po’ stiamo navigando a vista.

    • In pratica, se io PA mi iscrivo all’abilitazione PO, potrei chiedere l’accesso ai dati disaggregati per il controllo (anche incrociato con WoS e Scopus fatto indipendentemenete) di (i) le mediane per l’abilitazione PO e (ii) le mediane relative ai commissari per l’eventuale ricusazione della commissione.
      Tra le altre cose, cosa potrebbe accadere se un PO avesse omesso dal loginmiur dei lavori fatti prima del 15/7/12 per tenere le mediane basse e avesse poi aggiunto questi prima del 28/8 per accedere alla commissione?

  5. L’autore dell’articolo propone di sostituire il sistema ideato dall’ANVUR con un nuovo sistema che preveda indicatori diversi dell’attività scientifica, di natura qualitativa/statica e non quantitativa/statistica.

    Mi spiegate cosa sono questi indicatori di natura qualitativa/statistica?

    • I criteri indicati dal cun l’anno scorso sono gia piu razionali. Fissano soglie fisse e non manipolabili.

    • I criteri del CUN non mi sembrano molto diversi dai criteri che sono stati usati nei concorsi italiani da molti anni a questa parte. Per esempio, in un concorso a cui ho partecipato io, i criteri erano:
      a) originalità ed innovatività della produzione scientifica e rigore metodologico;
      b) determinazione analitica, dell’apporto individuale del candidato
      c) congruenza dell’attività del candidato con il Settore Scientifico Disciplinare per il quale è bandita la procedura
      d) rilevanza scientifica della collocazione editoriale delle pubblicazioni e loro diffusione all’interno della comunità scientifica;
      e) continuità temporale della produzione scientifica;
      f) rinomanza nel Settore Scientifico Disciplinare stabilita anche sulla base di inviti
      ufficiali a presentare relazioni sia su riviste che a congressi internazionali;
      g) rilevanza dei premi e dei riconoscimenti conseguiti in relazione all’attività scientifica.
      Mi sembrano criteri qualitativi del tutto condivisibili. Dov’e’ quindi la novita’ della vostra proposta?

    • Grazie Thor per il link. Il problema e’ che, nei criteri del CUN, l’unico parametro oggettivo e’ la numerosita’ e la densita’ delle pubblicazioni. La qualita’ delle pubblicazioni (parametro ancora piu’ importante) viene lasciata alla peer review dei soliti noti. Quindi non capisco come possano i criteri CUN evitare che vengano fatti idonei persone che non hanno i requisiti di merito necessari.

    • Leggi bene ci sono. H minimi o citazioni normalizzate minime definite in modo quasi statico. Ovviamente per i fisici si va vicino alle mediane: “Il valore di riferimento per gli indicatori intensivi di impatto scientifico coincide con la media meno una deviazione standard degli stessi indicatori calcolata per la comunità dei professori ordinari dell’ambito disciplinare omogeneo di appartenenza del candidato.”
      Vorrei fare notare questa deviazione standard che Fantoni ha fatto sparire nei requisiti ANVUR.

    • @ Thor

      Mi sembra che ci sia un punto che non sia stato adeguatamente discusso. Intendo il fatto che in alcune aree bibliometriche (02-03-05-06), il CUN abbia introdotto parametri bibliometrici, quali l’IF e l’H-index, e parametri statistici, quali media e deviazione standard), che presuppongono, ai fini del loro calcolo, l’uso di un database con le pubblicazioni dei candidati.
      Ciò implica che, anche l’uso dei criteri CUN si sarebbe prestato alle stesse ed identiche critiche fatte qui all’ANVUR (Su quali dati avete calcolato tutti i parametri ? Che colpa ne hanno i candidati se SCOPUS o ISI hanno omesso delle pubblicazioni e/o delle citazioni, per gli indicatori bibliometrici sono sottostimati ?)
      Tutto questo con l’aggiunta di altro elemento discutibile, ossia il fatto che, per stabilire le soglie minime, in alcune aree si consideravano IF ed H-index ed in altre solo il numero di pubblicazioni, vale a dire un elemento di disomogeneità, che è assente nella scelta dell’ANVUR della “mediana”.
      In definitiva, mi sembra che il problema dell’affidabilità del database sia presente sia nella proposta CUN che nella scelta ANVUR. L’unica possibilità per uscirne sarebbe stata quella di fissare delle soglie costituite da un numero fisso, magari su suggerimento delle società scientifiche di settore. Anche se, a questo punto, immagino che per fissare questo “numero” (ad esempio, di pubblicazioni) comunque si sarebbe dovuto fare riferimento alla produttività tipica dei docenti del settore.

    • @CarloGualtieri
      A parte i soliti fisici (dai quali proviene l’idea della mediana) i criteri CUN che si riferiscono a valori medi o mediani di IF richiedono un dato ottenibile dal database ISI delle riviste e quindi non legato alla popolazione docente della nostra università.

  6. Buongiorno, ho scritto all’ANVUR, ma non ho avuto risposta. Dalla scarna FAQ, non sono riuscita a venire a capo se e in che misura i 5 mesi di congedo per maternita’ di cui ho fruito influiscano su tutti e 3 gli indicatori (appartengo ad un settore bibliometrico, ho eta’ accademica > di 10 anni).
    Qualcuno ha le idee chiare?

  7. I criteri quantitativi/statistici sono quelli adottati da ANVUR in modo arbitrario sulla base di formule discutibili e dati incompleti (non tutti i docenti hanno popolato il sito Cineca come richiesto dal Ministero, vedi https://www.roars.it/online/abilitazioni-le-mediane-di-barbapapa/) non ancora verificabili. E’ stata resa pubblica il 16 ottobre la sentenza n. 8408/2012, depositata l’11 ottobre, con la quale il TAR Lazio ha ordinato l’esibizione ad ANVUR di tutti gli atti e i documenti che presiedono al processo di classificazione delle riviste (in questo caso area 12, sub 08). Attendiamo con ansia l’evolversi degli eventi, ricordando che la legge 240/2010 stabiliva che i necessari decreti per l’espletamento delle procedure per il conseguimento dell’abilitazione nazionale avrebbero dovuto essere assunti entro novanta giorni dall’approvazione della legge, mentre i giorni trascorsi ad oggi sono 628.

    • Petronia: “I criteri quantitativi/statistici sono quelli adottati da ANVUR”
      Questo lo so. Volevo sapere quali sono quelli qualitativo/statistici che proponete voi. Mi intriga in particolar modo il connubio analisi qualitativa con analisi statistica.

    • Non c’è nulla da inventare. Si veda questo documento del Académie des sciences francese

      http://www.academie-sciences.fr/actualites/textes/avis_170111.pdf

      La bibliométrie est parfois utilisée pour l’évaluation individuelle des chercheurs. Cet usage est très controversé (cf. ci-dessous) compte tenu de l’imperfection des indicateurs et des enjeux d’un tel exercice. L’académie des Sciences française a émis un certain nombre de recommandations à cet effet20 :

      Recommandation n° 1 : L’utilisation des indicateurs bibliométriques pour l’évaluation individuelle n’a de valeur que si l’on respecte certaines conditions majeures : L’évaluation doit porter sur les articles et non sur les revues ; La qualité des données, la normalisation, la significativité des écarts et la robustesse des indicateurs doivent être validées ; L’évaluation bibliométrique doit ne comparer entre elles que des personnes de la même communauté disciplinaire, pendant tout leur parcours ; Les utilisateurs de la bibliométrie doivent être capables de s’en expliquer […]
      Recommandation n° 2 : La bibliométrie ne peut pas se résumer à des nombres, mais doit être accompagnée d’un examen approfondi des données bibliométriques et bibliographiques, et si possible des articles eux-mêmes.
      Recommandation n° 3 : Les indices bibliométriques ne peuvent pas être utilisés de la même façon selon l’objet de l’évaluation: recrutements, promotions, contrats, distinctions, etc.
      Recommandation n° 4 : Il faut tenir le plus grand compte, lorsque cela est possible, de la place et de la contribution de l’auteur dans l’article considéré.
      Recommandation n° 5 : L’évaluation bibliométrique doit être l’objet de recherche pour en améliorer la valeur. La France doit participer à cette réflexion.

    • Potrebbe fare un riassunto in Italiano per chi non conosce il francese? Per quel poco di francese che so io, questa mi sembra una critica alla bibliometria (cioe’ criteri quantitativo/statistici), non una descrizione di criteri qualitativo/statistici da usare per l’idoneita’ dei docenti universitari.

    • @ Sumuele

      L’articolo propone l’adozione di criteri di natura “qualitativa-statica”, non “qualitativa-statistica”.
      Fermo restando che il Regolamento sulla Abilitazione Nazionale prevede anche criteri di tipo qualitativo (si veda, per esempio, all’art.4, comma 2, o all’art.5, comma 2), mi sembra che le “mediane” ANVUR siano un criterio di natura “quantitativa-statistica”, mentre la proposta CUN fosse di natura “quantitativa-statica”, pur prevedendo in alcune aree (02-03-05-06) l’uso di medie relative ai docenti in servizio e di indicatori quali l’Impact Factor ed il numero di citazioni.

    • Grazie Carlo della precisazione. Ancora pero’ non mi e’ chiaro quali siano i criteri di natura QUALITATIVA/STATICA che propone l’articolo.
      Per QUALITATIVA desumo che l’articolo proponga la solita valutazione soggettiva da parte delle commissioni (che in Italia non ha mai funzionato).
      Per STATICA desumo che l’articolo intenda criteri soggettivi assoluti che non cambino nel tempo, mentre le mediane dell’ANVUR, per loro natura, sono passibili di cambiamenti nel tempo (speriamo verso l’alto).
      CI ho azzeccato? Se e’ cosi’ la proposta dell’articolo mi preoccupa parecchio

  8. L’Allegato A del DM 76 del 7.6.2012 dispone per i settori bibliometrici all’art. 4 e per i settori non bibliometrici all’art. 7: “Il calcolo delle distribuzioni degli indicatori e delle relative mediane è effettuato dall’ANVUR e pubblicato sul proprio sito web e su quello del Ministero”.
    Quindi, dato che il termine distribuzione associato a mediana non può che avere il significato statistico, l’ANVUR non sta rispettando il DM 76, perché ha pubblicato le mediane ma non le distribuzioni degli indicatori.

    • L’ANVUR deve ancora pubblicare i grafici che riportano in ascissa il numero di docenti e in ordinata il valore dell’indicatore per ogni settore concorsuale e per ogni mediana (o relative tabelle). Chiediamolo.

    • L’osservazione di Giuseppe Pezzinga mi sembra molto rilevante (non ricordo di averla mai sentita prima): mi pare la ragione più chiara per la quale si può affermare che l’ANVUR è certamente inadempiente circa la trasparenza sui dati utilizzati per il calcolo degli indicatori.

    • Per stimare una mediana si può. Se hai 100 docenti in un settore prendendone 40 a caso, per esempio, la probabilità che 20 stiano sopra mediana e 20 sotto è alta. Se parti inizialmente con 10, poi aggiungi altri 10, e poi ancora, convergi alla mediana un po’ prima che prendendone 100 tutti insieme. Devi sempre campionare a caso, con i dadi appunto.

  9. La risposta dell’ANVUR è sconcertante. Tra l’altro i due si sono smascherati in quanto dicono che “…Su CN comune notizie di Livorno hanno scritto colleghi di quattro diverse aree scientifiche, su La Rivista del Clero di sei. …… fra quelle che non hanno Issn Andersen, il mondo dell’infanzia, che ha trent’anni di vita, e su cui pubblicano studiosi come Pino Boero, ordinario a Genova.”
    Praticamente prima dicono che a colpa è dei docenti che pubblicano su tali riviste, poi avvalorano la “scientificità” perchè vi pubblicano docenti di diversi SSD. Sono proprio alla frutta!

    • A prendere sul serio l’articolo Ribolzi-Castagnaro c’è da piangere: evidentemente per alcuni la peer review è il quindicinale della Camera dei Lord.

      Mi scuserete però se, complice il meraviglioso pomeriggio di sole, ho trovato esilarante la conclusione dei Custodi della Verità, tutta broncio e lacrimuccia. Si può infatti riassumere con:

      “questa casa non è un albergo/io mi sacrifico per voi e questo è il ringraziamento!”

  10. I criteri così come stabiliti dall’applicazione del DM76 ad opera di ANVUR risultano mutevoli nel tempo (quindi non statici, anzi estremamente dinamici e quindi poco attendibili). Mutevoli perché, a seconda della poca volontà di alcuni colleghi nel popolare il sito Cineca o della cattiva fede di altri (come sottolineato da Thor in un commento precedente) o dell’utilizzo di un particolare metodo di calcolo, c’è un continuo oscillare dei parametri. I criteri, invece, dovrebbero essere equi, certi ed inderogabili e non variabili e/o “indicativi” a giorni alterni.
    Il termine “qualitativo” si riferisce a ciò che era previsto dalla legge 240/2010: un’abilitazione nazionale volta ad accertare la qualificazione scientifica dei candidati, da giudicare individualmente mediante valutazione analitica dei titoli presentati (Art 16, comma 3, lettera b). Ci si riferiva quindi a indicatori qualitativi/statici e non a soglie di accesso quantitative/statistiche.

  11. Io continuo a stupirmi della mancata ricerca, da parte dei membri dell’ANVUR, della migliore modalità di svolgimento dell’abilitazione nazionale. Queste persone, bene che vada, e se si arriverà mai alla fine del processo, saranno coinvolti in polemiche politiche dilanianti e processi amministrativi infiniti. IUS in questi mesi ci ha edotti sugli esiti a favore dei ricorsisti emessi da vari tribunali amministrativi, con motivazioni da parte dei ricorrenti che, in confronto a quelli inerenti le disposizioni sull’ASN, sembrano semplicemente pretesti per non accettare il fatto di essere stati esclusi.
    Vorrei portare solo u paio di esempi: nei settori bibliometrici non è per niente chiaro se il numero di articoli indicizzati ISI o Scopus (Mediana 1) debba essere diviso per il numero di anni corrispondenti all’anno di pubblicazione del primo articolo indicizzato o, al contrario, corrispondente all’anno del primo contributo non indicizzato presente sulla pagina CINECA. Stesso discorso per la Mediana 2, numero di citazioni diviso anno di pubblicazione di un capitolo di libro non indicizzato? I giudici amministrativi credo non avrebbero dubbi!
    E se la mia prima mediana si fonda su 10 articoli indicizzati (inoltrati regolarmente in PDF, e con data di pubblicazione precedente alla data di chiusura del bando e quindi per il diritto italiano perfettamente in regola), e la terza su solo 7 articoli perchè Thomson Reuters ed Elsevier non fanno in tempo a caricare i restanti 3 (e di conseguenza la mia terza mediana è al di sotto) che fa il giudice? Controlla le date di pubblicazioni dei 10 articoli, credo. Ci sono 2000 sentenze della Cassazione sul fatto che un prodotto pubblicato prima della fine del bando e inoltrato per la valutazione in un concorso universitario debba essere preso in considerazione dalla commissione. Questa non potrà dire: “ma Elsevier non li contemplava questi 3 artioli”. Io mi aspetto una sentenza del tipo: “la commissione aveva tutti gli elementi per sapere dell’esistenza degli altri tre articoli, come da documentazione riguardante la prima mediana, per cui… bla bla, in base all’art. bla bla… si annulla tutto”. Non pensate possa essere questo il punto finale (o come questo, tanti altri) di tutta questa storia?

    • I criteri cun indicano parametri di giudizio ma non vincolanti. Almeno per le aree non bibliometriche. Le devastanti mediane anvur fissano soglie variabili e manipolabili, ma escludenti. Smettiamo di pensare che si possano impedire i comportamenti illeciti con sistemi sovietici. I raccomandati e i protetti trovano e troveranno sempre accesso alle migliori sede editoriali e agli opportuni ghost writer.
      Scommettiamo che alcuni cavalli di razza usciranno con articoli su riviste di fascia A poco prima della chiusura del bando? Quindi lavoriamo sul piano culturale e soprattutto impariamo a capire che se promuovi un ignorante ti giochi la reputazione. E se perdi la reputazione la pagherai in vari modi. E’ un processo lungo. Ma anche berlusconi se n’e’ andato, visto che la sua reputazione faceva crollare i titoli italiani.

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