Armando Carravetta e Petronia Carillo

 

Le recenti dichiarazioni dell’ANVUR sui metodi di calcolo delle mediane [1] fanno tremare i polsi a molti dei candidati alle prossime abilitazioni. In particolare, come ammesso dagli stessi componenti dell’ANVUR [1] e sottolineato in molti interventi delle società scientifiche [2], in momenti diversi di questa calda estate sono stati applicati metodi di calcolo diversi [3]. Anche nei settori non bibliometrici si è assistito ad un continuo balletto di riviste in entrata ed in uscita dalle liste che continua ancora oggi [4].

 

Nel continuo sovrapporsi di tabelle contenente valori bibliometrici sempre nuovi [5] i candidati commissari hanno vissuto con l’incubo del semaforo rosso [6]. I candidati concorrenti non se la passavano molto meglio, tra le promesse del Ministro di commissioni indulgenti, le dichiarazioni dell’ANVUR relative alla non vincolatività del criterio delle mediane [7] e lo spauracchio del DM 76 [8] che alle stesse commissioni dava pieni poteri di operare una selezione molto più restrittiva di quanto espresso dalle mediane.

Leggendo le parole di alcuni documenti giustificativi elaborati dall’ANVUR per spiegare la giostra delle tabelle [9], alcuni di voi, come noi, avranno immaginato l’intero comitato direttivo dell’Agenzia mentre lavorava freneticamente nei giorni di ferragosto senza risparmiare tutto il personale presente in sede, dal più zelante funzionario al centralinista. A questo punto, possiamo immaginare cosa potrebbe essere successo se i dati di qualche candidato commissario, o di un intero settore concorsuale, fossero stati assegnati per l’elaborazione in quei caldi giorni all’usciere della sede dell’ANVUR di Roma in Viale Kennedy [10].

Ovviamente, a dissipare ogni dubbio sul suo operato avrebbe potuto contribuire proprio l’ANVUR se avesse accompagnato i puntuali documenti esplicativi sui metodi di calcolo (e di ricalcolo) delle mediane con un database contenente i dati disaggregati utilizzati per il calcolo (e ricalcolo) stesso. Niente di coperto da privacy, chiariamo. Solo un file con i dati necessari al calcolo delle mediane, in cui al nome dei candidati, poteva essere sostituito un numero, un codice o un nome di fantasia come quello dei tanti personaggi della banda Disney.

A fine agosto, il CoNPAss aveva deciso di sollecitare questa attività divulgativa, ricordando all’ANVUR, ove mai i componenti del Comitato Direttivo se ne fossero dimenticati, che le buone norme di trasparenza vanno rispettate, soprattutto quando è stata messa in piedi tutta una procedura basata su soglie di tipo bibliometrico [11]. La richiesta di trasparenza è stata reiterata dalla redazione di Roars [12] e dal CUN [13] il 10 settembre.

Si potrebbe ipotizzare che sia interesse dell’ANVUR stesso dar vita ad una operazione di trasparenza per evitare un nugolo di ricorsi singoli di ordinari esclusi dalle commissioni. Nulla di più sbagliato. L’ANVUR ha negato l’accesso agli Atti al CoNPAss in quanto mancava “il requisito di legittimazione attiva all’esercizio del diritto di accesso”. In soldoni, il Coordinamento Nazionale dei Professori Associati, pur rappresentando attivamente la categoria, non è legittimato all’accesso.

Non vogliamo entrare nel merito legale della risposta, ma se l’ANVUR avesse provveduto a inserire i dati omessi tra i tanti documenti esplicativi pubblicati sul sito, nessuno avrebbe più avuto ragione di risentirsi, soprattutto considerando che nessuno delle tabelle prodotte dall’ANVUR riporta la minima traccia di data… Purtroppo ciò non è avvenuto ed è legittimo il sospetto che la lettera di diniego rappresenti l’estremo baluardo eretto dall’Agenzia in difesa del suo operato.

 

Recentemente la stessa Commissione Cultura alla Camera ha evidenziato “una totale convergenza di valutazione” con i rappresentanti del mondo accademico, accusando l’ANVUR di “applicazione rozza e inaffidabile delle metodologie, incertezza inaffidabilità e opacità della base dati, processi decisionali poco trasparenti, eccessivi poteri, perdita di credibilità” [14].

La Rochefoucauld diceva “Bisogna sostenere una decisione perché è buona, non perché la si è presa”. Sarebbe doveroso, quindi, da parte del Ministro ritirare il DM 76; e al fine di garantire continuità al processo di reclutamento fermo ormai dal 2008, sostituirlo con un nuovo provvedimento che risulti conforme alla legge 240 [15], e che preveda indicatori diversi dell’attività scientifica, di natura qualitativa/statica e non quantitativa/statistica, per scongiurare i contenziosi già in essere sulla legittimità delle mediane [16]. Infine, dovrebbe essere dato mandato al CUN, vero ed insostituibile organo rappresentativo di tutti gli universitari, di individuare, area per area, nuovi e condivisi indicatori di attività scientifica.

[1] Sul calcolo delle mediane per l’abilitazione nazionale, Consiglio Direttivo ANVUR. 14 settembre 2012.

[2] Abilitazioni scientifiche: interventi della SIFiT e della SISD. Redazione ROARS

[3] Abilitazioni e mediane ANVUR: dipaniamo il “caos strisciante”. Giuseppe De Nicolao.

[4] Alice nel paese delle mediane non bibliometriche. Antonio Banfi.

[5] La leggenda delle mediane fluttuanti. Giuseppe De Nicolao

[6] Si sono accesi i semafori: parliamone. Giuseppe De Nicolao

[7] FAQ ANVUR- Indicatori

[8] Decreto Ministeriale 7 giugno 2012 n. 76.

[9] Abilitazioni e Mediane: “ANVUR non potuto fare altro”. Profumo sotto accusa? Redazione ROARS.

[10]  Ancora sulle “competenze” matematiche dell’Anvur. Giorgio Israel

[11] CoNPAss. Il CoNPAss chiede trasparenza sui criteri per l’abilitazione nazionale. 30 agosto 2012.

[12] Mediane ANVUR: le dieci domande di ROARS. Redazione ROARS

[13] CUN. Mozione sulla trasparenza in merito alle procedure di abilitazione scientifica nazionale. Adunanza del 12 settembre 2012.

[14] Bocciata anche dalla commissione cultura della Camera: l’ANVUR è sola

[15] Legge 30 dicembre 2010, n. 240

[16] Alcune domande senza risposta sulle Abilitazioni nazionali. ROARS

 

 

 

 

 

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48 Commenti

  1. Altra perla, anche se riferita al VQR.
    Udite, udite:
    Dall’allegato del GEV 07 sul sito ANVUR:
    “Con questa nota il GEV 07 fornisce dettagli su quanto affermato nel punto 10 del paragrafo 3.2.4 del documento “Criteri per la valutazione della qualità della ricerca”.
    Nel calcolo della distribuzione cumulativa delle citazioni vengono eliminate, dall’insieme delle
    riviste della relativa Subject catogories di WoS o di Scopus, le seguenti riviste che pubblicano
    esclusivamente review…..”(segue lungo elenco).

    Nella lista di riviste che effettivamente pubblicano esclusivamente review sono state incluse anche

    ADV APPL MICROBIOL
    ADV ECOL RES
    ADV INSECT PHYSIOL
    ADV MICROB PHYSIOL
    BIOTECHNOL ADV
    CELL HOST
    CLIN INFECT DIS
    J INFECT DIS
    MICROBIOL MOL BIOL R
    MOL NUTR FOOD RES
    NAT BIOTECHNOL
    NAT CELL BIOL
    NAT CHEM BIOL
    NAT GENET
    NAT MED
    NAT STRUCT MOL BIOL

    Ma tutte queste NON sono riviste che pubblicano esclusivamente review!
    Quali sono stati i criteri per scegliere i componenti dei GEV? E’ incredibile che non sappiano distinguere tra NAT REV GENET e NAT GENETICS!

  2. Scusate, avete letto l’articolo di Fantoni sul Corriere della Sera di ieri? A mio avviso quelle affermazioni sono molto gravi e meritano una contro risposta.
    A parte dare la colpa ai docenti che hanno caricato sul sito di tutto (ma già di questo se ne è parlato nei vari post) è EVIDENTE l’ammissione di NON aver completato il lavoro e che i dati che sono stati utilizzati per calcolare gli indicatori sono inattendibili.
    Qualunque giudice eccepirebbe questa “pubblica ammissione”.
    Scusate, lui afferma che bisognava fare tutto e in fretta perchè gli studiosi italiani dal 2007 stavano aspettando l’abilitazione. MA visto che ormai si aspettava da tempo, c’era bisogno di fare un pasticcio?
    Non si potevano prorogare i termini ed aprire un dialogo partecipato mettendo on line le liste così che ciascuno, anche dal basso, potesse intervenire con delle segnalazioni (un pò come quello che sta accadendo adesso a bando aperto però ed in scadenza fra 1 mese)? si poteva perdere, quanto? qualche mese in più? Cos’è qualche mese di attesa in più nella vita di una persona a fronte di quello che si scatenerà a breve e che probabilmente bloccherà la macchina dell’abilitazione per anni?
    Dov’è il Ministro? Siamo allo sbando totale!

    @JUS Lei cosa suggerisce?

  3. Esatto. E’ in gioco la democrazia. In effetti, questo sistema ll’hanno creato i berluscones che non festeggiavano il 25 aprile ma facevano i festini con le olgettine e ruby. Signori, bisogna protestare dappertutto e di continuo.

  4. By Ribolzi e Castagnaro:
    “…… fra quelle che non hanno Issn Andersen, il mondo dell’infanzia, che ha trent’anni di vita, e su cui pubblicano studiosi come Pino Boero, ordinario a Genova.”
    Ad onor del vero e per essere precisi, “ Andersen, il mondo dell’infanzia” possiede il suo ISSN (1828-5015) come facilmente reperibile sul Catalogo Italiano Periodici ACNP lanciando una semplice ricerca su Internet. Se i nostri eroi avessero almeno controllato le liste elaborate per il VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca) avrebbero trovato anche tutti gli ISSN delle riviste demonizzate (Domus, Casabella, Suinicultura ecc.). D’altra parte anche docenti dei settori bibliometrici pubblicano su riviste non scientifiche, esempio la scheda di uno degli alti esperti di valutazione, Lorenzo Morelli area 07, riporta “autore di circa 120 pubblicazioni scientifiche e divulgative”.

  5. Complimenti a lilli, personalmente ritengo che i signori anvur andrebbero destituiti, per inettitudine. Potremmo presentare ai rettori delle universita dove sono in servizio un esposto denunciandone le irregolarita. Di fronte ai dati che emrgono i rettori dovrebbero aprire il procedimento disciplinare. Non sarebbe bello? Io mi candido a scrivere la parte sui settori non bibliometrici con l’aiuto di qualcuno.

  6. Una questione relativa agli eventuali ricorsi. Da premettere che non sono un giurista e, pertanto, commento “a sensazione”. Mi chiedo come un candidato che non riceve l’abilitazione possa appellarsi ad un erronea computazione da parte della commissione dei parametri per i quali l’Anvur ha costruito le mediane. Qualsiasi siano le ragioni che si suppongono siano alla base dell’errore, mi pare evidente che – dato che il superamento delle mediane è condizione né necessaria, né sufficiente – nel caso in cui si possa facilmente dimostrare che le mediane risultino superate, ciò non può portare automaticamente al conseguimento dell’abilitazione.
    E’ questo un punto che ritengo importante, poichè molte considerazioni che si rinvengono in questo ed in altri blog si appellano alla chiara evidenza di esito positivo di un ricorso, laddove si riesca a dimostrare che si possiedano requisiti tali da superare le mediane.

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