Segnaliamo l’articolo di Antonio Banfi apparso su Federalismi.it

Come ha osservato di recente Stefan Collini, nel suo volume intitolato What are Universities For?, il dopoguerra ha segnato un momento di profonda trasformazione per il sistema universitario. Nel quadro della ricostruzione postbellica e della competizione fra blocchi contrapposti, prende forma l’idea dell’economia della conoscenza, alla quale le università sono funzionali. Alla rapida crescita del numero degli studenti, si accompagna un altrettanto rapido incremento del finanziamento pubblico alle università, ponendo così le premesse per la rivoluzione che sarà promossa dal governo Thatcher: gli atenei, non più enclaves autonome dedite alla formazione – prevalentemente umanistica – di ristrette élites destinate alla guida del Paese, divengono parte integrante del sistema economico e produttivo. Finanziate largamente con danaro pubblico, particolarmente negli ambiti dell’ingegneria e delle scienze biomediche, esse devono dimostrare di aver correttamente speso il danaro del taxpayer e così pure di averlo meritato e di meritarlo in futuro. Si afferma così l’idea che la valutazione, da pratica da secoli condivisa all’interno dell’accademia, debba trasformarsi in strumento per una corretta e produttiva allocazione delle risorse.

Il testo completo può essere letto qui: Salvare la valutazione

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