La Rivoluzione di Ottobre ebbe inizio cento anni fa a Pietrogrado. La sollevazione portò alla presa di potere dei Bolscevichi in nome del Soviet degli operai, dei soldati e dei contadini. Si erano scordati degli insegnanti e dei ricercatori, ma ciò non deve stupire: era un governo che si dichiarava di sinistra. Forse non tutti sanno che, oltre a misure che tutti conoscono, il Congresso dei Soviet istituì prontamente:
– un’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (AHBYP in cirillico)
– una centrale acquisti denominata Concessionaria Servizi Informativi Pubblici (KOHCИП)
– un mercato unico per la pubblica amministrazione (MЭПA)
– una procedura di Abilitazione Scientifica Nazionale (ACH)
– un Consorzio interuniversitario per il monopolio dei servizi informatici (ЧИNЭKA)
– un esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca (BKP)
– un complicatissimo procedimento di Autovalutazione, Valutazione periodica, Accreditamento (ABA).
Qualche anno dopo, molti dei massimi ideologi della Rivoluzione furono epurati. Forse non tutti sanno che alcuni degli esponenti della corrente dei Riformisti del Soviet ebbero asilo politico in Italia, a Roma, dalle parti di Viale Trastevere, dove i loro discepoli divennero Ministri o alti funzionari del #MIUR.

La Rivoluzione di Ottobre ebbe inizio il 7 Novembre. Cento anni fa a Pietrogrado.

E subito la situazione si fece confusa, a cominciare dal nome dei mesi 😉

Infatti ai tempi in Russia si usava il calendario giuliano per cui il 7 Novembre corrispondeva al 25 Ottobre.

La sollevazione portò alla presa di potere dei Bolscevichi in nome del Soviet degli operai, dei soldati e dei contadini.

Si erano scordati degli insegnanti e dei ricercatori, ma ciò non deve stupire: era un governo che si dichiarava di sinistra.

Fra i primi provvedimenti del nuovo governo ci furono la distribuzione della terra ai contadini, le restrizioni al commercio, il controllo operaio sulle industrie, l’istituzione di un corpo di polizia politica e dei tribunali rivoluzionari.

Forse non tutti sanno che, oltre a queste misure che tutti conoscono, il Congresso dei Soviet istituì prontamente:

  • un’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (AHBYP in cirillico)
  • una centrale acquisti denominata Concessionaria Servizi Informativi Pubblici (KOHCИП)
  • un mercato unico per la pubblica amministrazione (MЭПA)
  • una procedura di Abilitazione Scientifica Nazionale (ACH)
  • un Consorzio interuniversitario per il monopolio dei servizi informatici (ЧИNЭKA)
  • un esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca (BKP)
  • un complicatissimo procedimento di Autovalutazione, Valutazione periodica, Accreditamento (ABA).

Qualche anno dopo, con la presa di potere di Stalin, molti dei massimi ideologi della Rivoluzione furono epurati.

Forse non tutti sanno che alcuni degli esponenti della corrente dei Riformisti del Soviet ebbero asilo politico in Italia, a Roma, dalle parti di Viale Trastevere.

Essi continuavano a esprimersi con incomprensibili acronimi in cirillico, ma la gente pensava che parlassero semplicemente in russo.

Forse per questo i loro discepoli divennero Ministri o alti funzionari del #MIUR.

Memori del calendario giuliano, essi istituirono l’Anno Accademico, che inizia i primi di Novembre proprio per celebrare la Rivoluzione di Ottobre.

#Università #Burocrazia #Rivoluzione #Liberazione

 

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9 Commenti

  1. Vedo che nella pur interessante ricostruzione storica operata da Casagli , l’autore rimane vittima di una clamorosa manipolazione storiografica operata, come era tipico di quella fase, all’epoca della prima Grande Purga staliniana (1936) quando furono cancellati dagli Annali della Rivoluzione molti nomi importanti ormai caduti in disgrazia, e tra questi l’ideologo Tiberin (diventato piu’ tardi dopo una delicata operazione TransTiberin), che per primo ipotizzo’, ancora in epoca prerivoluzionaria, tutte le importanti riforme e le istituzioni citate da Casagli. L’opera fondamentale di TransTiberin, di cui sopravvivono purtroppo pochissime copie a seguito di un rogo delle sue opere effettuato sulla Piazza Rossa, potrebbe tradursi un po’ liberamente con il titolo “Come distruggere completamente l’Universita’ e la ricerca borghese” e in effetti non si puo’ negare che in essa si respiri una forte influenza bakuniniana non del tutto coerente con i principi enunciati da Stalin in “Materialismo dialettico e Materialismo Storico”.
    Il pensiero di TransTiberin, ripreso in Italia anche da movimenti extraparlamentari degli Anni Settanta con lo stesso obiettivo di distruzione dell’Universita’ borghese, figura a pieno titolo tra gli antecedenti culturali dell’attuale Agenzia per la Valutazione, e mi sembrerebbe grave ignorarne la rilevante influenza.

  2. Grazie, Nicola e Paolo, per la fine ironia e per ricordarci continuamente che “la fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà”, anche se viene da chiedersi se tale auspicio arriverà mai a buon fine.
    .
    Ma noi non disperiamo, e ricordiamo il grande Albertone nazionale, memorabile Presidente del Borgorosso football club, quando esortava i suoi calciatori nello spogliatoio 😉

  3. La Rivoluzione d’ottobre ovvero il faro cui si ispira la nostra cultura, specie se universitaria. Ribadisco: alcuni (quelli che si rifanno alla rivoluzione d’ottobre) discettano sul carattere liberista (confindustriale) delle riforme che ci hanno distrutto. La verità è che il vero ‘baco’ di queste riforme è che sono ispirate ai principi più deleteri del Socialismo Reale della prima ora, cui la nostra intellighenzia aderisce in modo acritico e purtroppo inconsapevole. O almeno così vorrebbe farci credere.
    Non pretendo di interpretare l’autore di questo bell’articolo. Resta il fatto che coglie nel segno. Per me significa che tutti i nostri problemi derivano dal Comunismo di ritorno che ci affligge!

  4. Credo che rinuncerò per sempre all’uso di espedienti retorici basati sull’ironia nei miei interventi su ROARS. Pensare che l’Agenzia per la Valutazione, modello imposto da Gelmini, governance scelta da Giannini (in quota Monti) possa essere considerata un sottoprodotto di un ritorno del modello statalista staliniano (che peraltro con il comunismo non ha niente a che vedere) è altrettanto realistico che ritenere che Elvis Presley non sia morto ma sia stato rapito dagli alieni.
    Incidentalmente mi permetto di ricordare qui alcuni versi di Brecht, per chi non li conoscesse, o li avesse dimenticati:

    Non è follia ma invece
    fine della follia.
    Non è il caos ma
    l’ordine, invece.
    E’ la semplicità
    che è difficile a farsi.

  5. Gli scherzi di Nicola Casagli ci sostengono in questa battaglia, e in questo caso emerge la doppia radice culturale di questo mostro che ci troviamo davanti e aggredisce l’intero sistema di istruzione elementare e superiore, nel quale riconosciamo aspetti neoliberisti e la prepotenza delle Fondazioni di origine imprenditoriale (dapprima negli USA, già ai primi del Novecento) combinati ai caratteri che così tanto conosciamo oggi della Unione Sovietica: Craig Brandist lo ha riconosciuto in modo efficace e un grazie a Giuseppe De Nicolao che ce lo ha ricordato

  6. Il modello degli ANVURiani (nome più da Star Trek, invero, che da Rivoluzione russa) è la big corporation amerikana. Di qui l’ingenua identificazione con il (neo)liberismo. Ma la big corporation è casomai sinonimo di controllo, dirigismo ed ossessione per la misurazione (spuria) e l’oggettività (fasulla). E’ la delega deresponsabilizzante alla procedura burocratica che sostituisce la vera responsabilità soggettiva delle scelte. E’, in breve, l’ “isola di pianificazione nell’oceano del mercato” ben nota a chi studia Coase e dintorni. Il mercato, quello vero, non è pianificazione, ma casomai caos, follia, incertezza e “creative destruction”.

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