Riproduciamo integralmente la lettera con cui la Vice-Presidente ANVUR ha replicato all’articolo di Marco Santoro da noi pubblicato.

 

Caro Santoro e cari colleghi tutti,

approfitto di un momento di relativa tranquillità per alcune precisazioni, senza intervenire nella discussione in atto sul blog [Per la Sociologia], che mi pare peraltro sobria e meritevole di attenzione: ma all’ANVUR abbiamo deciso di non rispondere personalmente a nessuna contestazione, per civile che sia.

Anzitutto, chiarisco (anche all’amico Colozzi) che il bando per valutatori non è stato emanato dall’ANVUR ma dal CIVR, nell’estate del 2010 se non mi sbaglio, e quindi non solo non abbiamo scelto noi contenuti e modi di diffusione, ma quando siamo entrati in carica, nel maggio del 2011, il bando si era già chiuso da un pezzo. Del resto, sia come “successori” del CIVR sia per correttezza verso i colleghi che si erano candidati, non potevamo prescindere dai nomi presenti nelle liste, che in alcuni settori – quello sociologico fra gli altri – vedevano una presenza poco rappresentativa.

Per la precisione (e spero di non doverci più tornare sopra), hanno fatto domanda 29 ordinari italiani, di cui nel frattempo tre hanno compiuto 70 anni. Dei restanti 26:

  • 8 erano donne, 18 uomini
  • 4 del settore 07, 7 del settore 08, 6 di 07+08, 5 di 07+010, 2 di 07+012, uno di 010 e due di 012
  • 11 venivano dalla Lombardia, 6 dal Lazio, 2 dal Piemonte e dall’Emilia Romagna, uno da Toscana, Liguria, Abruzzo, Calabria e Campania.
  • infine, dieci avevano un H index superiore a 10.

Cinque dei componenti del GEV ne fanno parte: il professor Colozzi è stato nominato presidente non perché è mio amico (lo è, ma nessuno è perfetto), ma perché aveva partecipato alla VTR. Per inciso, era anche la persona nel cui sito CINECA era presente il maggior numero di pubblicazioni (indicatore ampiamente utilizzato per i settori 10/14). Tre componenti erano uomini, due donne: due sono di 08, due di 07/08 e uno di 07/09

Il sesto componente è stato scelto fuori elenco perché sintetizzava alcune caratteristiche desiderate: donna, del Sud e di settore disciplinare non rappresentato. Nell’elenco dei candidati, nessuno era in grado di assolvere tutte queste caratteristiche.

La ripartizione per componenti, oltre a non costituire dal mio punto di vista un criterio scientifico o di rappresentatività (come testimoniano la scelta dei miei collaboratori per l’intero corso della mia carriera e il mio stesso percorso accademico), non era compatibile con i sei criteri che avevamo fissato: aver fatto domanda, avere un livello scientifico elevato raffigurato da H index o numero di pubblicazioni e citazioni, e consentire una diversificazione per genere, area geografica e area disciplinare.

Aggiungo, da ultimo, che la procedura di scelta dei referee, tuttora in atto, ha coinvolto finora più di settecento colleghi, italiani e stranieri, e non verrà chiusa per tutta la durata della VQR. L’invito a partecipare è quindi sempre valido.

Buona estate a tutti

Luisa Ribolzi

vice presidente ANVUR

La controreplica di Marco Santoro, “Alcune domande alla Vice-Presidente ANVUR”, è disponibile qui.

 

 

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