Per il Meridione, la Legge di bilancio prevede un intervento infrastrutturale che, senza mezzi termini, viene definito “ad alto potenziale strategico”: un milione di euro all’anno per insediare nel Mezzogiorno “uno spazio dedicato per le infrastrutture di ricerca del settore delle scienze religiose riconosciute ad alto potenziale strategico dal Forum Strategico europeo per le infrastrutture di ricerca (ESFRI)” (commi 298-299). Consip, intanto rinasce dalle sue ceneri: “le istituzioni universitarie sono tenute ad approvvigionarsi attraverso gli accordi quadro stipulati dalla Consip Spa” (comma 647). I commi 265-279 riguardano l’Agenzia nazionale per la ricerca, poltronificio, nella migliore delle ipotesi, tossico strumento di ingerenza politica e ideologica, in quella peggiore. Il suo presidente e il suo Comitato direttivo sono “nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri … all’interno di una rosa di venticinque nominativi, preventivamente selezionati da una commissione di valutazione“. L’agenzia, in una logica di accumulo, va ad aggiungersi a CEPR e CNGR, complicando il groviglio delle relative competenze. Tra le modifiche di rilievo, l’aggiunta di un comitato scientifico “composto da 5 membri nominati dal direttore all’interno di una rosa di 25 nominativi“, anche loro “preventivamente selezionati da parte di una commissione di valutazione“. I commi 300-302 sono dedicati a Human Technopole. In particolare si cerca di regolare l’accesso alle risorse tecnologiche del polo lombardo mediante “procedure competitive annuali per la selezione, secondo le migliori pratiche internazionali, di progetti presentati per l’accesso alle facility infrastrutturali“. Di un milione è l’aumento del finanziamento destinato alle università che “provvedono a inserire nella propria offerta formativa corsi di studi di genere o a potenziare i corsi di studi di genere già esistenti” (comma 385). Ci sono anche “2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per il sostegno dello studio, della ricerca e della valutazione dell’incidenza dell’endometriosi” (comma 530). Un altro intervento, con uno stanziamento pari a 1 milione di euro per l’anno 2020, è finalizzato “a garantire un servizio di trasmissione radiofonica universitaria” (comma 532). Rimetteremo in funzione le stampanti ad aghi e i lettori di floppy disk? C’è da domandarselo, alla luce del comma 674 che prevede “un risparmio di spesa annuale pari al 10 per cento della spesa annuale media per la gestione corrente del settore informatico sostenuta nel biennio 2016-2017” attraverso il  riuso dei sistemi e degli strumenti ICT (Information and Communication Technology). Per fortuna, sembra scomparsa la farraginosa norma (l’ex. Art. 29) che imponeva stravaganti indicatori per il controllo della spesa per il personale degli enti di ricerca.

La Legge di bilancio sia avvia ad essere approvata sottoponendo a voto di fiducia il classico “maxiemendamento”. Di seguito pubblichiamo i commi che riguardano università e ricerca, aggiornati alle ore 21 del 15.12.2019.

A.S. 1586 Maxi completo_ Univ2

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9 Commenti

  1. Ora la domanda vera è: chi nominerà la Commissione di valutazione che selezionerà i 25 nominativi tra cui il Presidente del consiglio Sceglierà il Presidente, il Comitato direttivo e il Comitato scientifico? Nessuna rappresentanza, nessun controllo democratico.
    Tanto vale che il Presidente del Consiglio, con la sua commissione di valutazione, nomini direttamente anche professori e ricercatori.

    • ‘La Commissione di valutazione, istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è composta da cinque membri di alta qualificazione, designati, uno ciascuno, dal Ministro dell’istruzione dell’università e della ricerca, dal presidente del Consiglio direttivo dell’ANVUR, dal vice presidente del Comitato di esperti per la politica della ricerca (CEPRE), dal presidente dell’European Research Council, dal presidente degli European Science Foundation’.

    • Sì, ora sembra che sia così.
      Non per il Comitato Scientifico, che viene nominato dal Direttore.

    • Scusate, ma anche nei nostri dipartimenti, facoltà, cdl non avviene lo stesso? I presidenti di ogni ‘reparto’, giù giù sino alle commissioni, nomina chi vuole… Persino nelle commissioni di laurea si nomina il presidente ed il suo segretario e poi le commissioni. Chi si pensa possa obiettare viene estromesso o qualora non possa esserlo si fa in modo di controllarlo! Ahimè si è persa da tanto ogni forma democratica.

  2. Una considerazione sulla ‘resurrezione’ di Consip. La nuova disposizione non contraddice quella del Decreto Legge attualmente in vigore perché obbliga tutta la pubblica amministrazione ad approvvigionarsi attraverso gli Accordi Quadro stipulati da Consip o attraverso il Sistema Dinamico. E’ escluso l’obbligo di utilizzare il MEPA (Mercato elettronica della Pubblica Amministrazione) che molto spesso propone beni obsoleti a prezzi incredibilmente alti. Da una parte, quindi, permane l’obbligo di utilizzare le grandi convenzioni per acquistare energia elettrica, telefonia fissa e mobile, ecc., dall’altra sarà possibile andare sul mercato libero per acquistare singoli beni, con caratteristiche determinate.

    • “il MEPA (Mercato elettronica della Pubblica Amministrazione) che molto spesso propone beni obsoleti a prezzi incredibilmente alti.”
      A me sembra inconcepibile che , sapendo tutti quanto sopra affermato, il MEPA potesse essere tenuto in funzione.

    • Sarà per il personale che ci campa sopra. Ad es. gli innumerevoli corsi di aggiornamento per il personale, gli informatici che lavorano a “migliorare” il sistema sia in capo all’azienda che in ateneo, e tutto il personale dirigente.

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