«Cari Amici. mentre preparavo una conferenza sono venuto in contatto con un certo Niccolò Machiavelli, fiorentino, che è seriamente preoccupato per il suo futuro nel sistema concorsuale dell’Università italiana. Ha dovuto scegliere dove presentarsi tra: M-Sto/02 Storia moderna, con le sue Istorie fiorentine; L-Ant/ 03 Storia romana, con i Discorsi su Tito Livio; M-Fil/03 con Il Principe. Teme infatti di non essere ammesso alla valutazione per mancanza di requisiti […] Un problema simile me l’ha posto un tal Torquato Tasso, di Sorrento. La sua attività didattica in campo universitario ha riguardato solo la matematica e l’astronomia che ha insegnato per tre anni a Ferrara. […] Si sono fatti vivi anche un inglese e uno scozzese. Essi sono molto dispiaciuti per la Brexit perché hanno passato lunghi periodi nel Continente europeo e si sono trovati meglio che in patria. Hanno saputo che i concorsi per professori universitari in Italia sono aperti anche agli stranieri e vorrebbero partecipare. L’inglese si chiama John Locke ed è noto nel suo paese come medico […] Lo scozzese è David Hume. Come professione è un avvocato, ma si occupa di filosofia teoretica […]»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera inviataci Luigi Pepe, confidando che qualche lettore raccolga l’appello e si presti a fornire consigli agli interessati.

 

Ferrara, 30 dicembre 2017

Cari Amici.

mentre preparavo una conferenza sono venuto in contatto con un certo Niccolò Machiavelli, fiorentino, che è seriamente preoccupato per il suo futuro nel sistema concorsuale dell’Università italiana.

Ha dovuto scegliere dove presentarsi tra:

M-Sto/02 Storia moderna, con le sue Istorie fiorentine

L-Ant/ 03 Storia romana, con i Discorsi su Tito Livio

M-Fil/03 con Il Principe

Teme di non essere ammesso alla valutazione per mancanza di requisiti, perché ha un solo lavoro in ciascun SSD. Il Principe poi è difficilmente classificabile: c’è il rischio che non lo prendano nemmeno in considerazione. Avrebbe fatto bene a concorrere per:

L-Art/05 Discipline dello spettacolo

In questo caso ha almeno due lavori:  Clizia e Mandragola. Ma in questo campo non ha conoscenze tra gli esperti.

Maledice mille volte la sua imprudenza. Avrebbe dovuto fare come certi suoi conoscenti che per tutta la loro vita si sono occupati di Diritto canonico, passando da decretale a decretale, o come quegli altri che da sillogismo in sillogismo hanno percorso la Logica aristotelica. Loro sì che avranno vita facile, anche perché hanno avuto l’accortezza di scrivere in latino (la lingua della comunicazione dotta, come sarà l’inglese molti anni dopo). Invece egli si era proposto di scrivere nella lingua di Dante, che – ormai è chiaro – resterà la lingua di ciabattini e fornai.

Un problema simile me l’ha posto un tal Torquato Tasso, di Sorrento. La sua attività didattica in campo universitario ha riguardato solo la matematica e l’astronomia che ha insegnato per tre anni a Ferrara. Se ne intende non poco, essendo stato anche allievo a Urbino di Federico Commandino, ma ritiene, e forse non ha tutti i torti, che le sue opere più importanti siano state un poema intitolato Gerusalemme Liberata (L-Fil-Let/10 ?) e un’opera teatrale, l’Aminta (L-Art/05).

Si sono fatti vivi anche un inglese e uno scozzese. Che sono molto dispiaciuti per la Brexit, perché hanno passato lunghi periodi nel continente europeo, trovandosi meglio che in patria. Hanno saputo che i concorsi per professori universitari in Italia sono aperti anche agli stranieri e vorrebbero farsi apprezzare nell’accademia italiana.

L’inglese si chiama John Locke. E’ noto nel suo paese come medico, ma purtroppo si è occupato in prevalenza di filosofia teoretica, M-Fil/01 (An Essay Concerning Human Understanding), di pedagogia, M-Ped/01 (Some Thoughts Concerning Education), di filosofia politica, SPS/01 (Two Treatises of Government) e di altro (A Letter Concerning Toleration ecc.)

Lo scozzese è David Hume. Si è laureato in giurisprudenza e ha tentato di diventare giurista, ma – ahilui – ha finito per pubblicare ricerche in filosofia teoretica, M-Fil/01 (An Enquiry Concerning Human Understanding), in filosofia morale, M-Fil/03 (An Enquiry Concerning the Principles of Morals), in storia delle religioni, M-Sto/06 (Dialogues Concerning Natural Religion), per poi studiare a fondo la storia della sua isola, M-Sto/02 (History of England).

Non me la sono sentita di incoraggiarli, considerando le complesse pratiche informatiche necessarie per la presentazione dei titoli, ma principalmente perché, nonostante l’operosità che possono vantare, le loro ricerche possono apparire frutto di interessi dilettanteschi, troppo rapsodici ed eterogenei. Raramente hanno pubblicato con editori di livello internazionale. Soprattutto – cosa di gran lunga più grave – non hanno mai pubblicato in riviste di fascia A.

Attendo consigli da tutti voi da trasmettere agli interessati. Intanto Vi ringrazio di cuore per la vostra attenzione.

Cordiali saluti e molti auguri per il nuovo anno.

Luigi Pepe

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3 Commenti

  1. Un mio amico di Arezzo, tal Michelangelo Buonarroti, mi raccontava giorni fa che non può mettere la cappella Sistina nel suo CV, perché il suo SSD è “scultura”.
    Che un po’ fa ridere perchè la «S»cultura è anche di casa dalle parti di viale di Trastevere.

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